Nicolò Zarcone - Frammento di un Sé Evanescente





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Nicolò Zarcone presenta Frammento di un Sé Evanescente, un dipinto acrilico originale (50 × 40 cm) firmato e datato 2026, in eccellenti condizioni, realizzato in Italia e venduto direttamente dall’artista, nello stile Contemporaneo.
Descrizione del venditore
È un opera unica nel suo genere dove lo spettatore si perde e non si ritrova per definire un qualcosa o un qualcuno.
E l’unica domanda che ci si può porre guardando l’opera è:
Quanto di noi resta definito quando perdiamo i contorni?
Bio: Nicolò Zarcone nato a La Spezia classe 86, nasce come musicista/chitarrista dove fa della sua passione il suo lavoro per almeno una decina d’anni. Appassionato d’arte fina da piccolo, scopre i pennelli e le tele come forma espressiva 3 anni fa dove appunto comincia un percorso interiore dettato dalla necessità di reinventarsi come artista per dar voce ad ogni sua emozione e sensazione visiva.
Zarcone si discosta audacemente dalla rappresentazione figurativa per abbracciare un linguaggio visivo che è puro verbo dell'anima. La sua arte, incentrata sull'archetipo del non-soggetto, si manifesta attraverso un'esplosione di cromie che danzano in una coreografia studiata e, al contempo, istintiva.
Ogni pennellata, modulata con la morbidezza di una melodia e la forza di un'emozione primigenia, plasma un universo in cui la materia pittorica diviene veicolo di un esperienza sensoriale e introspettiva. Le sue opere sono una dissoluzione del confine tra il visibile e il percepibile, dove la luce e l'ombra si fondono in un'unica, sublime concordanza. L'osservatore viene invitato a un viaggio estetico che trascende la mera contemplazione. In un'epoca dominata dal bisogno di riconoscere e categorizzare, l'arte di Zarcone si offre come un porto franco, un'oasi dove l'intuizione e l'emozione regnano sovrane. Le sue tele, già acclamate in diverse mostre collettive, non sono quadri, ma eco visive di sonorità cromatiche che risuonano in noi con delicatezza o fragore, a seconda della loro intima natura. È un invito a spogliarsi di ogni preconcetto e a lasciarsi trasportare dalla corrente impetuosa del colore puro. L'inizio di questo dialogo estetico è un'occasione imperdibile per confrontarsi con la potenza espressiva di un artista che ha fatto dell'astrazione il suo manifesto.
È un opera unica nel suo genere dove lo spettatore si perde e non si ritrova per definire un qualcosa o un qualcuno.
E l’unica domanda che ci si può porre guardando l’opera è:
Quanto di noi resta definito quando perdiamo i contorni?
Bio: Nicolò Zarcone nato a La Spezia classe 86, nasce come musicista/chitarrista dove fa della sua passione il suo lavoro per almeno una decina d’anni. Appassionato d’arte fina da piccolo, scopre i pennelli e le tele come forma espressiva 3 anni fa dove appunto comincia un percorso interiore dettato dalla necessità di reinventarsi come artista per dar voce ad ogni sua emozione e sensazione visiva.
Zarcone si discosta audacemente dalla rappresentazione figurativa per abbracciare un linguaggio visivo che è puro verbo dell'anima. La sua arte, incentrata sull'archetipo del non-soggetto, si manifesta attraverso un'esplosione di cromie che danzano in una coreografia studiata e, al contempo, istintiva.
Ogni pennellata, modulata con la morbidezza di una melodia e la forza di un'emozione primigenia, plasma un universo in cui la materia pittorica diviene veicolo di un esperienza sensoriale e introspettiva. Le sue opere sono una dissoluzione del confine tra il visibile e il percepibile, dove la luce e l'ombra si fondono in un'unica, sublime concordanza. L'osservatore viene invitato a un viaggio estetico che trascende la mera contemplazione. In un'epoca dominata dal bisogno di riconoscere e categorizzare, l'arte di Zarcone si offre come un porto franco, un'oasi dove l'intuizione e l'emozione regnano sovrane. Le sue tele, già acclamate in diverse mostre collettive, non sono quadri, ma eco visive di sonorità cromatiche che risuonano in noi con delicatezza o fragore, a seconda della loro intima natura. È un invito a spogliarsi di ogni preconcetto e a lasciarsi trasportare dalla corrente impetuosa del colore puro. L'inizio di questo dialogo estetico è un'occasione imperdibile per confrontarsi con la potenza espressiva di un artista che ha fatto dell'astrazione il suo manifesto.

