Cassa - Legno dolce - Rilievi religiosi






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Descrizione del venditore
Si tratta di un pezzo presentato come una piccola cassaforte cerimoniale, lavorato in legno tenero e concepito nella seconda metà del XX secolo come una reinterpretazione moderna delle cofre medievali a tema religioso. La sua presenza è netta: i 46 cm di lunghezza ne conferiscono un’aria quasi architettonica, come se fosse una miniatura devota scolpita in volume.
La superficie è interamente coperta di rilievi narrativi, organizzati in pannelli separati da colonne e archi, seguendo la logica di un fastigio romanico o tarda-gotico reinterpretato con libertà contemporanea. Le figure — alcune in atteggiamento di preghiera, altre in scene di intimità sacra — hanno quel modellato ingenuo ed espressivo proprio dei laboratori artigianali del XX secolo che cercavano di recuperare l’estetica dell’antico senza copiarlo letteralmente. I volti sono schematizzati, i plissé delle tuniche si risolvono con linee profonde e dirette, e la composizione trasmette solennità senza perdere un tono di tenerezza.
Il legno, con venatura morbida e porosità aperta, è stato lavorato per lasciare una finitura opaca, terrosa, che ricorda l’argilla cotta o l’immaginario popolare castellano. Il coperchio, lievemente elevato e coronato da piccoli volumi, fortifica la sensazione di cofre rituale, come se custodisse reliquie o piccoli oggetti di culto.
Insieme, si tratta di un pezzo che mescola artigianato, religiosità ed evocazione storica, un oggetto pensato per decorare con forte carica simbolica più che per un uso liturgico reale. La sua dimensione e la ricchezza dei rilievi la rendono un forziere di presenza scultorea, di quelli che riempiono una stanza solo con la loro texture.
Spedizione certificata e buon imballo.
Il venditore si racconta
Si tratta di un pezzo presentato come una piccola cassaforte cerimoniale, lavorato in legno tenero e concepito nella seconda metà del XX secolo come una reinterpretazione moderna delle cofre medievali a tema religioso. La sua presenza è netta: i 46 cm di lunghezza ne conferiscono un’aria quasi architettonica, come se fosse una miniatura devota scolpita in volume.
La superficie è interamente coperta di rilievi narrativi, organizzati in pannelli separati da colonne e archi, seguendo la logica di un fastigio romanico o tarda-gotico reinterpretato con libertà contemporanea. Le figure — alcune in atteggiamento di preghiera, altre in scene di intimità sacra — hanno quel modellato ingenuo ed espressivo proprio dei laboratori artigianali del XX secolo che cercavano di recuperare l’estetica dell’antico senza copiarlo letteralmente. I volti sono schematizzati, i plissé delle tuniche si risolvono con linee profonde e dirette, e la composizione trasmette solennità senza perdere un tono di tenerezza.
Il legno, con venatura morbida e porosità aperta, è stato lavorato per lasciare una finitura opaca, terrosa, che ricorda l’argilla cotta o l’immaginario popolare castellano. Il coperchio, lievemente elevato e coronato da piccoli volumi, fortifica la sensazione di cofre rituale, come se custodisse reliquie o piccoli oggetti di culto.
Insieme, si tratta di un pezzo che mescola artigianato, religiosità ed evocazione storica, un oggetto pensato per decorare con forte carica simbolica più che per un uso liturgico reale. La sua dimensione e la ricchezza dei rilievi la rendono un forziere di presenza scultorea, di quelli che riempiono una stanza solo con la loro texture.
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