Van Bleyswyck - Pharmacopoeia Leidensis - 1751





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ARGENTO - LAPIS INFERNALIS : PIETRE FILOSOFALI, VELENI E RIMEDI NELLA FARMACOPEA SEGRETA
La Pharmacopoea Leidensis del 1751 costituisce una delle più affascinanti testimonianze della sopravvivenza dell'alchimia medica all'interno della scienza illuminista. Benché concepita come farmacopea ufficiale destinata a medici e speziali della città di Leida, l'opera conserva numerose tracce di una concezione della materia ereditata dalla tradizione ermetica e paracelsiana. Tra preparati metallici, composti minerali e sostanze elaborate nei laboratori farmaceutici, emergono ingredienti che per secoli furono considerati capaci di esercitare un'azione non soltanto fisica ma quasi trasformativa sull'organismo. Particolarmente suggestiva è la presenza del celebre Lapis Infernalis, la "Pietra Infernale" ottenuta dal nitrato d'argento, utilizzata come potente agente cauterizzante e simbolo della trasformazione del metallo lunare in strumento terapeutico. Antimonio, mercurio, zolfo, cinnabro e sali metallici convivono in queste pagine con la medicina botanica tradizionale, documentando uno degli ultimi momenti in cui scienza, farmacia e alchimia parlavano ancora un linguaggio comune. Il volume rappresenta pertanto non solo un fondamentale documento della storia della medicina europea, ma anche una rara testimonianza della progressiva metamorfosi dell'antica arte alchemica nella moderna chimica farmaceutica.
MARKET VALUE
Le edizioni settecentesche della Pharmacopoea Leidensis sono ricercate dai collezionisti di storia della medicina, della farmacia e dell'alchimia scientifica. Gli esemplari completi di antiporta incisa e conservati nella legatura coeva si collocano generalmente tra 700 e 1.000 euro. Copie particolarmente fresche, con provenienze mediche o accademiche documentate, possono superare tale fascia di valutazione.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION - COLLECTOR'S COPY
Legatura coeva in piena pergamena rigida con tassello manoscritto al dorso. Antiporta calcografica allegorica raffigurante un'imponente farmacia monumentale con figure simboliche e stemma cittadino. Frontespizio impresso in rosso e nero. Testo integralmente in latino. Presenza di indici e repertori delle preparazioni medicinali. Carte con lievi bruniture e sporadiche fioriture. Piccole tracce d'uso e modeste macchie marginali. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 28 nn.; 176; 20 nn.; (4).
FULL TITLE AND AUTHOR
Pharmacopoea Leidensis, amplissimorum magistratuum auctoritate instaurata.
Lugduni Batavorum, Apud Samuelem Luchtmans et Filios, 1751.
A cura del Collegio Medico e delle Magistrature della Città di Leida.
Revisione e ampliamenti attribuiti a Franciscus (François) van Bleyswyck.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Fra gli aspetti più interessanti della Pharmacopoea Leidensis vi è l'ampio spazio riservato alla cosiddetta medicina chimica, sviluppatasi a partire dagli insegnamenti di Paracelso e destinata a rivoluzionare la farmacopea europea tra XVII e XVIII secolo. Accanto alle tradizionali droghe vegetali compaiono numerosi preparati derivati da minerali e metalli, considerati strumenti terapeutici di straordinaria efficacia.
Particolare rilievo assume il Lapis Infernalis, il nitrato d'argento ottenuto mediante elaborazioni chimiche dell'argento puro. Utilizzato per cauterizzare ferite, ulcere e tessuti patologici, esso rappresentava una delle più celebri sostanze della farmacopea europea e incarnava perfettamente il principio alchemico della trasformazione della materia. Il metallo associato simbolicamente alla Luna veniva convertito in un preparato capace di modificare e guarire il corpo umano.
Accanto all'argento figurano antimonio, mercurio, zolfo, vetri medicinali, preparati ferruginosi e composti derivati dal cinnabro. Molte di queste sostanze erano considerate dotate di virtù che andavano oltre la semplice azione farmacologica, riflettendo una visione della natura nella quale i minerali partecipavano di forze e corrispondenze cosmiche. La farmacopea testimonia dunque il momento di passaggio tra il sapere ermetico rinascimentale e la nascente chimica sperimentale, offrendo una straordinaria panoramica delle sostanze che alimentarono per secoli l'immaginario medico e alchemico europeo.
BIOGRAPHY OF THE INSTITUTION
L'Università di Leida, fondata nel 1575 da Guglielmo d'Orange, fu uno dei principali centri scientifici europei dell'età moderna. Grazie ai suoi insegnamenti di medicina, botanica e chimica, la città divenne uno dei più influenti laboratori intellettuali del continente. La fama di studiosi come Herman Boerhaave attirò studenti provenienti da tutta Europa e contribuì alla diffusione internazionale delle pratiche mediche sviluppate nei Paesi Bassi.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Franciscus van Bleyswyck (1699-1763 circa) fu un medico e studioso olandese attivo a Leida durante il XVIII secolo. Partecipò alla revisione delle principali opere farmaceutiche utilizzate nella Repubblica delle Province Unite e contribuì alla diffusione di una medicina sempre più orientata verso la chimica sperimentale. Il suo nome rimane legato soprattutto alle successive redazioni della Pharmacopoea Leidensis, uno dei più autorevoli codici farmaceutici dell'Europa illuminista.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La presente edizione reca l'indicazione "Editio tertia prioribus auctior & emendatior", attestando una revisione e un ampliamento rispetto alle versioni precedenti. Stampata presso l'importante officina di Samuel Luchtmans e dei suoi eredi, fra i più prestigiosi editori universitari olandesi del XVIII secolo, essa fu concepita come testo normativo destinato all'attività quotidiana di medici, farmacisti e speziali. Le successive edizioni della Pharmacopoea Leidensis contribuirono alla standardizzazione delle preparazioni medicinali e alla diffusione delle nuove pratiche chimico-farmaceutiche in tutta Europa.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
WorldCat, Pharmacopoea Leidensis, Lugduni Batavorum, 1751.
Koninklijke Bibliotheek (Den Haag), cataloghi storici delle Pharmacopoeae Leidenses.
Wellcome Collection Library, Historical Pharmacopoeias Collection.
National Library of Medicine, Historical Pharmacopoeias and Medical Formularies.
Urdang, George, History of Pharmacy, Philadelphia, 1940, pp. 186-205.
Kremers, Edward – Urdang, George, Kremers and Urdang's History of Pharmacy, Madison, pp. 131-159.
Porter, Roy, The Greatest Benefit to Mankind, London, pp. 284-301.
Cook, Harold J., Matters of Exchange: Commerce, Medicine and Science in the Dutch Golden Age, New Haven, Yale University Press.
Lindeboom, G. A., Herman Boerhaave: The Man and His Work, London.
USTC – Universal Short Title Catalogue, registrazioni delle edizioni della Pharmacopoea Leidensis.
ICCU – OPAC SBN, censimenti italiani delle edizioni settecentesche.
HathiTrust Digital Library, Pharmacopoea Leidensis, edizione del 1751.
Archive.org, copie digitalizzate delle farmacopee europee del XVIII secolo.itaire de Santé.
Il venditore si racconta
ARGENTO - LAPIS INFERNALIS : PIETRE FILOSOFALI, VELENI E RIMEDI NELLA FARMACOPEA SEGRETA
La Pharmacopoea Leidensis del 1751 costituisce una delle più affascinanti testimonianze della sopravvivenza dell'alchimia medica all'interno della scienza illuminista. Benché concepita come farmacopea ufficiale destinata a medici e speziali della città di Leida, l'opera conserva numerose tracce di una concezione della materia ereditata dalla tradizione ermetica e paracelsiana. Tra preparati metallici, composti minerali e sostanze elaborate nei laboratori farmaceutici, emergono ingredienti che per secoli furono considerati capaci di esercitare un'azione non soltanto fisica ma quasi trasformativa sull'organismo. Particolarmente suggestiva è la presenza del celebre Lapis Infernalis, la "Pietra Infernale" ottenuta dal nitrato d'argento, utilizzata come potente agente cauterizzante e simbolo della trasformazione del metallo lunare in strumento terapeutico. Antimonio, mercurio, zolfo, cinnabro e sali metallici convivono in queste pagine con la medicina botanica tradizionale, documentando uno degli ultimi momenti in cui scienza, farmacia e alchimia parlavano ancora un linguaggio comune. Il volume rappresenta pertanto non solo un fondamentale documento della storia della medicina europea, ma anche una rara testimonianza della progressiva metamorfosi dell'antica arte alchemica nella moderna chimica farmaceutica.
MARKET VALUE
Le edizioni settecentesche della Pharmacopoea Leidensis sono ricercate dai collezionisti di storia della medicina, della farmacia e dell'alchimia scientifica. Gli esemplari completi di antiporta incisa e conservati nella legatura coeva si collocano generalmente tra 700 e 1.000 euro. Copie particolarmente fresche, con provenienze mediche o accademiche documentate, possono superare tale fascia di valutazione.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION - COLLECTOR'S COPY
Legatura coeva in piena pergamena rigida con tassello manoscritto al dorso. Antiporta calcografica allegorica raffigurante un'imponente farmacia monumentale con figure simboliche e stemma cittadino. Frontespizio impresso in rosso e nero. Testo integralmente in latino. Presenza di indici e repertori delle preparazioni medicinali. Carte con lievi bruniture e sporadiche fioriture. Piccole tracce d'uso e modeste macchie marginali. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 28 nn.; 176; 20 nn.; (4).
FULL TITLE AND AUTHOR
Pharmacopoea Leidensis, amplissimorum magistratuum auctoritate instaurata.
Lugduni Batavorum, Apud Samuelem Luchtmans et Filios, 1751.
A cura del Collegio Medico e delle Magistrature della Città di Leida.
Revisione e ampliamenti attribuiti a Franciscus (François) van Bleyswyck.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Fra gli aspetti più interessanti della Pharmacopoea Leidensis vi è l'ampio spazio riservato alla cosiddetta medicina chimica, sviluppatasi a partire dagli insegnamenti di Paracelso e destinata a rivoluzionare la farmacopea europea tra XVII e XVIII secolo. Accanto alle tradizionali droghe vegetali compaiono numerosi preparati derivati da minerali e metalli, considerati strumenti terapeutici di straordinaria efficacia.
Particolare rilievo assume il Lapis Infernalis, il nitrato d'argento ottenuto mediante elaborazioni chimiche dell'argento puro. Utilizzato per cauterizzare ferite, ulcere e tessuti patologici, esso rappresentava una delle più celebri sostanze della farmacopea europea e incarnava perfettamente il principio alchemico della trasformazione della materia. Il metallo associato simbolicamente alla Luna veniva convertito in un preparato capace di modificare e guarire il corpo umano.
Accanto all'argento figurano antimonio, mercurio, zolfo, vetri medicinali, preparati ferruginosi e composti derivati dal cinnabro. Molte di queste sostanze erano considerate dotate di virtù che andavano oltre la semplice azione farmacologica, riflettendo una visione della natura nella quale i minerali partecipavano di forze e corrispondenze cosmiche. La farmacopea testimonia dunque il momento di passaggio tra il sapere ermetico rinascimentale e la nascente chimica sperimentale, offrendo una straordinaria panoramica delle sostanze che alimentarono per secoli l'immaginario medico e alchemico europeo.
BIOGRAPHY OF THE INSTITUTION
L'Università di Leida, fondata nel 1575 da Guglielmo d'Orange, fu uno dei principali centri scientifici europei dell'età moderna. Grazie ai suoi insegnamenti di medicina, botanica e chimica, la città divenne uno dei più influenti laboratori intellettuali del continente. La fama di studiosi come Herman Boerhaave attirò studenti provenienti da tutta Europa e contribuì alla diffusione internazionale delle pratiche mediche sviluppate nei Paesi Bassi.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Franciscus van Bleyswyck (1699-1763 circa) fu un medico e studioso olandese attivo a Leida durante il XVIII secolo. Partecipò alla revisione delle principali opere farmaceutiche utilizzate nella Repubblica delle Province Unite e contribuì alla diffusione di una medicina sempre più orientata verso la chimica sperimentale. Il suo nome rimane legato soprattutto alle successive redazioni della Pharmacopoea Leidensis, uno dei più autorevoli codici farmaceutici dell'Europa illuminista.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La presente edizione reca l'indicazione "Editio tertia prioribus auctior & emendatior", attestando una revisione e un ampliamento rispetto alle versioni precedenti. Stampata presso l'importante officina di Samuel Luchtmans e dei suoi eredi, fra i più prestigiosi editori universitari olandesi del XVIII secolo, essa fu concepita come testo normativo destinato all'attività quotidiana di medici, farmacisti e speziali. Le successive edizioni della Pharmacopoea Leidensis contribuirono alla standardizzazione delle preparazioni medicinali e alla diffusione delle nuove pratiche chimico-farmaceutiche in tutta Europa.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
WorldCat, Pharmacopoea Leidensis, Lugduni Batavorum, 1751.
Koninklijke Bibliotheek (Den Haag), cataloghi storici delle Pharmacopoeae Leidenses.
Wellcome Collection Library, Historical Pharmacopoeias Collection.
National Library of Medicine, Historical Pharmacopoeias and Medical Formularies.
Urdang, George, History of Pharmacy, Philadelphia, 1940, pp. 186-205.
Kremers, Edward – Urdang, George, Kremers and Urdang's History of Pharmacy, Madison, pp. 131-159.
Porter, Roy, The Greatest Benefit to Mankind, London, pp. 284-301.
Cook, Harold J., Matters of Exchange: Commerce, Medicine and Science in the Dutch Golden Age, New Haven, Yale University Press.
Lindeboom, G. A., Herman Boerhaave: The Man and His Work, London.
USTC – Universal Short Title Catalogue, registrazioni delle edizioni della Pharmacopoea Leidensis.
ICCU – OPAC SBN, censimenti italiani delle edizioni settecentesche.
HathiTrust Digital Library, Pharmacopoea Leidensis, edizione del 1751.
Archive.org, copie digitalizzate delle farmacopee europee del XVIII secolo.itaire de Santé.
