Maschera da ballo - Costa d’Avorio (Senza prezzo di riserva)





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Maschera africana in legno originaria della Costa d’Avorio, Tetela di origine Mongo, stile antico.
Descrizione del venditore
Maschera africana per il viso piuttosto essenziale e la superficie di colore arancione è dipinta con una rete di bande scure. Piccoli difetti. Patina opaca.
Sparse nel bacino del Kasaï, i Tetela di origine Mongo sono stati all’origine di conflitti incessanti con i loro vicini. Hanno anche partecipato in modo considerevole al traffico degli schiavi. La loro scultura, molto variegata, è segnata dall’influenza dei gruppi con cui hanno contatto: a nord, la loro arte è stata soggetta all’influenza delle popolazioni della foresta come i Mongo, a nord-ovest quella dei Nkutschu, e ad ovest quella dei Binji e Mputu. Le tradizioni Kuba sono state anche una fonte di ispirazione, così come quelle dei Songye a sud-ovest. I loro fetici sono conservati all’abri dello sguardo. Animisti, cercano di placare e guidare gli elementi grazie al mago Wichi e al sacerdote Umpa. La loro moneta tradizionale di scambio, «dikonga», sotto forma di lance ferrate, ha inoltre contribuito a far conoscere il talento dei loro forgiatori e di quelli dei Nkutschu.
Maschera africana per il viso piuttosto essenziale e la superficie di colore arancione è dipinta con una rete di bande scure. Piccoli difetti. Patina opaca.
Sparse nel bacino del Kasaï, i Tetela di origine Mongo sono stati all’origine di conflitti incessanti con i loro vicini. Hanno anche partecipato in modo considerevole al traffico degli schiavi. La loro scultura, molto variegata, è segnata dall’influenza dei gruppi con cui hanno contatto: a nord, la loro arte è stata soggetta all’influenza delle popolazioni della foresta come i Mongo, a nord-ovest quella dei Nkutschu, e ad ovest quella dei Binji e Mputu. Le tradizioni Kuba sono state anche una fonte di ispirazione, così come quelle dei Songye a sud-ovest. I loro fetici sono conservati all’abri dello sguardo. Animisti, cercano di placare e guidare gli elementi grazie al mago Wichi e al sacerdote Umpa. La loro moneta tradizionale di scambio, «dikonga», sotto forma di lance ferrate, ha inoltre contribuito a far conoscere il talento dei loro forgiatori e di quelli dei Nkutschu.

