Jinks Kunst - ANGEL - 3 Real US $1 Banknotes - New Artwork from 2026

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Catherine Mikolajczak
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Selezionato da Catherine Mikolajczak

Ha studiato Storia dell'Arte all'École du Louvre e si è specializzata in arte contemporanea da oltre 25 anni.

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ANGEL - 3 Real US $1 Banknotes - New Artwork from 2026, realizzata con pochoir e vernice in spray, edizione Originale dalla Francia, 20 cm di altezza per 15,5 cm di larghezza, peso 300 g, firmata a mano, in ottime condizioni, datata 2026, raffigurante l’arcangelo Gabriele con tematiche religiose, venduta direttamente dall’artista e con certificato di autenticità.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

L’opera intitolata GABRIEL si presenta come una fusione magistrale tra l’iconografia sacra e i simboli della cultura materiale contemporanea. Utilizzando come sfondo un assemblaggio di veri biglietti da un dollaro americano, l’artista instaura fin da subito un dialogo complesso tra il valore fiduciario e il valore spirituale. Su questa superficie ricca di storia e di simbolismo economico, emerge la figura dell’arcangelo Gabriele con una presenza quasi spettrale, trasformando un oggetto di transazione quotidiano in una reliquia dei tempi moderni.

La forza di questa opera risiede nell’incredibile densità della tecnica. L’applicazione meticolosa di otto strati di stencil successivi permette di raggiungere un livello di dettaglio e una profondità cromatica che mettono in discussione la planarità tipica dell’arte urbana. Ogni strato di pittura spray e acrilico è stato pensato per scolpire i tratti del messaggero divino, creando un gioco di chiaroscuro che richiama le tecniche della pittura classica pur mantenendo l’energia grezza del graffiti. Lo spettatore è invitato a osservare la sovrapposizione dei materiali: dove la pittura si fa sottile, le incisioni originali del biglietto traspaiono, mescolando i sigilli federali e i numeri di serie alle ombre del viso dell’angelo.

Questa sovrapposizione non è solo estetica, è profondamente narrativa. Posizionando Gabriele, figura della rivelazione, sulla moneta, l’opera interroga il nostro rapporto al sacro in una società dominata dal capitale. Lo sguardo dell’angelo, pervaso da una serenità malinconica, pare fluttuare al di sopra della materialità del supporto. La precisione dei tagli realizzati a mano conferisce all’insieme una vibrazione organica, facendo di ogni esemplare un pezzo dove l’artigianato incontra l’audacia concettuale. GABRIEL si impone così come un’opera dal contrasto radicale, una collisione poetica tra l’evanescenza della carta-moneta e l’eternità del mito, magnificate da una esecuzione tecnica di rigore assoluto.

fornito con il suo certificato di autenticità.

IMPORTANTE: Le opere sono spedite con cura, con un’assicurazione. Alla ricezione del pacco, verificare accuratamente che tutto sia integro. Se non lo fosse, rifiutare il pacco. In caso contrario non potrei far funzionare l’assicurazione. Se non lo fosse, esistono dei rischi che non possa fare nulla in caso di contenzioso. Sarà vostra responsabilità.

Il venditore si racconta

Nato nel 1976 a Vevey, in Svizzera, Jinks Kunst è un street artist franco-svizzero residente a Nantes, dove vive e lavora. Il suo universo affonda le radici in un’adolescenza profondamente segnata dalla cultura hip-hop e dall’energia grezza dello skate. Attraverso riviste, fanzine e custodie di dischi, scopre molto presto il graffiti e l’illustrazione. Inizialmente attratto dal lettering del graffiti, espande progressivamente la sua pratica nutrendosi di sperimentazione e del contesto sul campo. Nel corso degli anni, il suo lavoro si esprime in forme molteplici: collage di dipinti realizzati su carta, adesivi, affreschi e reinterpretazioni di segnali stradali. Investiga una grande varietà di supporti, dai muri ai pannelli urbani, ma anche legno, pedane di skateboard o dischi in vinile. Dall’inizio degli anni 2000, le sue opere sono regolarmente esposte in Francia e all’estero. Entrano in diverse collezioni private e compaiono in numerosi volumi internazionali dedicati al street art, testimoniando un percorso già solidamente inscritto nella scena urbana contemporanea. Per Jinks Kunst, la strada non è solo un luogo di esposizione: è una necessità. Il suo lavoro vi si inscritte come una traccia vivente, e i suoi stencil, manifesti, adesivi e dipinti si ritrovano oggi in 44 paesi, tra Europa, Africa, Asia e America del Sud. Questi viaggi sono sempre accompagnati dalla stessa démarche: camminare a lungo, osservare, cercare i muri giusti, i pannelli giusti, i luoghi giusti. Ma sono soprattutto l’occasione di incontri forti con le popolazioni locali e gli artisti locali. In quest’approccio, l’arte urbana diventa uno strumento di legame sociale e un mezzo per agire concretamente. Jinks Kunst si impegna regolarmente in attività di volontariato, presso pubblici con scarso o nullo accesso a questa forma di espressione culturale. In baraccopoli, campi profughi, quartieri operai o scuole, organizza laboratori di creazione a spray, condividendo la sua abilità come passerella tra le culture e le realtà. L’anno 2006 segna una svolta decisiva: scopre lo stencil, che diventa immediatamente una rivelazione e una passione duratura. Il suo lavoro si distingue per una produzione completamente manuale. Armato di un cutter, ritaglia con precisione estrema, per ore, foto o disegni di personaggi. La sua ispirazione è vasta e libera, attingendo tanto all’attualità quanto alla politica, alla letteratura, alle culture urbane o al mondo animale. Nel gennaio 2008, avvia a Nantes una serie di reinterpretazioni di segnali stradali, pratica che diventerà rapidamente emblematica del suo lavoro e che proseguirà poi in molti paesi. Il suo percorso è costellato di progetti significativi. Nel 2015 realizza diverse pitture nel bidonville di Sidi Moumen a Casablanca, in Marocco, in collaborazione con l’associazione Street Art Sans Frontière. L’anno successivo entra nel progetto Prasad dell’associazione Art Lab a Katmandu, in Nepal, che organizza atelier di street art. Per chiudere l’evento a Benni, realizza un affresco omaggio a Mahabir Pun, insegnante nepalese noto per il suo lavoro di installazione del wifi nelle zone remote dell’Himalaya. Questa realizzazione assume la forma di un ritratto monumentale di 2,5 metri per 4,3 metri. Nel 2017, nel contesto del festival Cambodia Urban Art a Phnom Penh, Cambogia, crea un’opera in omaggio al film Les Pépites di Xavier de Lauzanne, girato in questa stessa città. Questo progetto gli permette di incontrare il regista, interessato al suo approccio e al suo universo. Nel 2019 organizza il progetto volontario “Alibi” in collaborazione con diverse strutture locali. Con l’associazione Solid’Art International, interviene nel Kurdistan iracheno nonché in vari campi profughi: Chatila a Beirut, poi Marj e Bar Elias nella valle della Bekaa in Libano. Il progetto mira a dipingere con la popolazione locale, ma soprattutto accanto ai rifugiati, dando vita a momenti di creazione collettiva intensi e profondamente umani. Parallelamente alle azioni sul campo, il suo lavoro continua a imporsi nei principali eventi artistici. Nel 2021 è tra i 76 artisti selezionati su 2300 candidati per partecipare al Prix del graffiti e del street art 2021 di Parigi. Nel 2022 partecipa, insieme a 25 artisti, all’esposizione Road Map organizzata dal Colors Festival nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés. Nel 2023 partecipa al Salone d’arte contemporanea del Secours populaire “Solid’Art” al Carreau du Temple, evento solidale che mobilita gli artisti a sostegno delle azioni dell’associazione. Nello stesso anno offre 11 opere al fondo di dotazione del CHU di Nantes, destinate a una vendita all’asta finalizzata a raccogliere fondi per finanziare progetti legati alla salute, allo sport, alla ricerca, all’inclusione e all’arte. Il 2024 segna una tappa importante con una nuova mostra personale presso La Graffiti Compagnie di Le Pouliguen, confermando un legame fedele con questo luogo di espressione. Partecipa anche a diverse esposizioni collettive di grande respiro, tra cui Colors Festival di Tours e l’evento solidale C’est de la bombe all’Empreinte Galerie di Orléans. Il suo lavoro viaggia anche presso la Baart Gallery di Bari in Italia, la galleria Une Vision Singulière a Hénon, lo Shack a Parigi e il Shake Art Festival di Saint-Brieuc, appuntamento imprescindibile della scena urbana. Nel 2025 la sua attività artistica si intensifica notevolmente. Presenta tre mostre personali, alla Gallery Morphose e New Eye a Nantes, nonché a Undercover a Saint-Nazaire. Parallelamente partecipa a diversi progetti collettivi impegnati e tematici, tra cui Art for Gaza alla Sanctuary Gallery nel Regno Unito, Faites vos jeux a Orléans, o ancora una mostra al Museo Collection Bien Jouet. Rinnova inoltre la sua presenza al Colors Festival di Tours, alla Baart Gallery in Italia e alla La Graffiti Compagnie per l’esposizione Y a pas de mâle !. Sul terreno, anche quell’anno è punteggiato da interventi internazionali di grande rilievo. Jinks Kunst partecipa in particolare al primo Meeting of Styles a Yeumbeul, Senegal, al Zagreb Street Art Festival in Croazia e al Paste Up Festival di Grenoble. Invitato dall’Institut Français a Vientiane in Laos, nell’ambito del programma Cycle Patrimoine, prosegue la sua esplorazione artistica in tutto il mondo. In Francia interviene su siti emblematici, come La Maison Radieuse di Le Corbusier a Rezé in occasione del suo septantenario, partecipa al progetto Collège fou fou fou in Ille-et-Vilaine e si distingue durante la jam DKA / D77 a Parigi. Tra impegno sociale, viaggi, interventi urbani ed esposizioni, Jinks Kunst costruisce un percorso singolare, esigente e profondamente umano. Il suo approccio, radicato nella strada ma aperto al mondo, trasforma muri e segnali urbani in spazi di narrazione, memoria e dialogo, invitando a proseguire l’esplorazione del suo universo oltre ogni opera incontrata.
Tradotto con Google Traduttore

L’opera intitolata GABRIEL si presenta come una fusione magistrale tra l’iconografia sacra e i simboli della cultura materiale contemporanea. Utilizzando come sfondo un assemblaggio di veri biglietti da un dollaro americano, l’artista instaura fin da subito un dialogo complesso tra il valore fiduciario e il valore spirituale. Su questa superficie ricca di storia e di simbolismo economico, emerge la figura dell’arcangelo Gabriele con una presenza quasi spettrale, trasformando un oggetto di transazione quotidiano in una reliquia dei tempi moderni.

La forza di questa opera risiede nell’incredibile densità della tecnica. L’applicazione meticolosa di otto strati di stencil successivi permette di raggiungere un livello di dettaglio e una profondità cromatica che mettono in discussione la planarità tipica dell’arte urbana. Ogni strato di pittura spray e acrilico è stato pensato per scolpire i tratti del messaggero divino, creando un gioco di chiaroscuro che richiama le tecniche della pittura classica pur mantenendo l’energia grezza del graffiti. Lo spettatore è invitato a osservare la sovrapposizione dei materiali: dove la pittura si fa sottile, le incisioni originali del biglietto traspaiono, mescolando i sigilli federali e i numeri di serie alle ombre del viso dell’angelo.

Questa sovrapposizione non è solo estetica, è profondamente narrativa. Posizionando Gabriele, figura della rivelazione, sulla moneta, l’opera interroga il nostro rapporto al sacro in una società dominata dal capitale. Lo sguardo dell’angelo, pervaso da una serenità malinconica, pare fluttuare al di sopra della materialità del supporto. La precisione dei tagli realizzati a mano conferisce all’insieme una vibrazione organica, facendo di ogni esemplare un pezzo dove l’artigianato incontra l’audacia concettuale. GABRIEL si impone così come un’opera dal contrasto radicale, una collisione poetica tra l’evanescenza della carta-moneta e l’eternità del mito, magnificate da una esecuzione tecnica di rigore assoluto.

fornito con il suo certificato di autenticità.

IMPORTANTE: Le opere sono spedite con cura, con un’assicurazione. Alla ricezione del pacco, verificare accuratamente che tutto sia integro. Se non lo fosse, rifiutare il pacco. In caso contrario non potrei far funzionare l’assicurazione. Se non lo fosse, esistono dei rischi che non possa fare nulla in caso di contenzioso. Sarà vostra responsabilità.

Il venditore si racconta

Nato nel 1976 a Vevey, in Svizzera, Jinks Kunst è un street artist franco-svizzero residente a Nantes, dove vive e lavora. Il suo universo affonda le radici in un’adolescenza profondamente segnata dalla cultura hip-hop e dall’energia grezza dello skate. Attraverso riviste, fanzine e custodie di dischi, scopre molto presto il graffiti e l’illustrazione. Inizialmente attratto dal lettering del graffiti, espande progressivamente la sua pratica nutrendosi di sperimentazione e del contesto sul campo. Nel corso degli anni, il suo lavoro si esprime in forme molteplici: collage di dipinti realizzati su carta, adesivi, affreschi e reinterpretazioni di segnali stradali. Investiga una grande varietà di supporti, dai muri ai pannelli urbani, ma anche legno, pedane di skateboard o dischi in vinile. Dall’inizio degli anni 2000, le sue opere sono regolarmente esposte in Francia e all’estero. Entrano in diverse collezioni private e compaiono in numerosi volumi internazionali dedicati al street art, testimoniando un percorso già solidamente inscritto nella scena urbana contemporanea. Per Jinks Kunst, la strada non è solo un luogo di esposizione: è una necessità. Il suo lavoro vi si inscritte come una traccia vivente, e i suoi stencil, manifesti, adesivi e dipinti si ritrovano oggi in 44 paesi, tra Europa, Africa, Asia e America del Sud. Questi viaggi sono sempre accompagnati dalla stessa démarche: camminare a lungo, osservare, cercare i muri giusti, i pannelli giusti, i luoghi giusti. Ma sono soprattutto l’occasione di incontri forti con le popolazioni locali e gli artisti locali. In quest’approccio, l’arte urbana diventa uno strumento di legame sociale e un mezzo per agire concretamente. Jinks Kunst si impegna regolarmente in attività di volontariato, presso pubblici con scarso o nullo accesso a questa forma di espressione culturale. In baraccopoli, campi profughi, quartieri operai o scuole, organizza laboratori di creazione a spray, condividendo la sua abilità come passerella tra le culture e le realtà. L’anno 2006 segna una svolta decisiva: scopre lo stencil, che diventa immediatamente una rivelazione e una passione duratura. Il suo lavoro si distingue per una produzione completamente manuale. Armato di un cutter, ritaglia con precisione estrema, per ore, foto o disegni di personaggi. La sua ispirazione è vasta e libera, attingendo tanto all’attualità quanto alla politica, alla letteratura, alle culture urbane o al mondo animale. Nel gennaio 2008, avvia a Nantes una serie di reinterpretazioni di segnali stradali, pratica che diventerà rapidamente emblematica del suo lavoro e che proseguirà poi in molti paesi. Il suo percorso è costellato di progetti significativi. Nel 2015 realizza diverse pitture nel bidonville di Sidi Moumen a Casablanca, in Marocco, in collaborazione con l’associazione Street Art Sans Frontière. L’anno successivo entra nel progetto Prasad dell’associazione Art Lab a Katmandu, in Nepal, che organizza atelier di street art. Per chiudere l’evento a Benni, realizza un affresco omaggio a Mahabir Pun, insegnante nepalese noto per il suo lavoro di installazione del wifi nelle zone remote dell’Himalaya. Questa realizzazione assume la forma di un ritratto monumentale di 2,5 metri per 4,3 metri. Nel 2017, nel contesto del festival Cambodia Urban Art a Phnom Penh, Cambogia, crea un’opera in omaggio al film Les Pépites di Xavier de Lauzanne, girato in questa stessa città. Questo progetto gli permette di incontrare il regista, interessato al suo approccio e al suo universo. Nel 2019 organizza il progetto volontario “Alibi” in collaborazione con diverse strutture locali. Con l’associazione Solid’Art International, interviene nel Kurdistan iracheno nonché in vari campi profughi: Chatila a Beirut, poi Marj e Bar Elias nella valle della Bekaa in Libano. Il progetto mira a dipingere con la popolazione locale, ma soprattutto accanto ai rifugiati, dando vita a momenti di creazione collettiva intensi e profondamente umani. Parallelamente alle azioni sul campo, il suo lavoro continua a imporsi nei principali eventi artistici. Nel 2021 è tra i 76 artisti selezionati su 2300 candidati per partecipare al Prix del graffiti e del street art 2021 di Parigi. Nel 2022 partecipa, insieme a 25 artisti, all’esposizione Road Map organizzata dal Colors Festival nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés. Nel 2023 partecipa al Salone d’arte contemporanea del Secours populaire “Solid’Art” al Carreau du Temple, evento solidale che mobilita gli artisti a sostegno delle azioni dell’associazione. Nello stesso anno offre 11 opere al fondo di dotazione del CHU di Nantes, destinate a una vendita all’asta finalizzata a raccogliere fondi per finanziare progetti legati alla salute, allo sport, alla ricerca, all’inclusione e all’arte. Il 2024 segna una tappa importante con una nuova mostra personale presso La Graffiti Compagnie di Le Pouliguen, confermando un legame fedele con questo luogo di espressione. Partecipa anche a diverse esposizioni collettive di grande respiro, tra cui Colors Festival di Tours e l’evento solidale C’est de la bombe all’Empreinte Galerie di Orléans. Il suo lavoro viaggia anche presso la Baart Gallery di Bari in Italia, la galleria Une Vision Singulière a Hénon, lo Shack a Parigi e il Shake Art Festival di Saint-Brieuc, appuntamento imprescindibile della scena urbana. Nel 2025 la sua attività artistica si intensifica notevolmente. Presenta tre mostre personali, alla Gallery Morphose e New Eye a Nantes, nonché a Undercover a Saint-Nazaire. Parallelamente partecipa a diversi progetti collettivi impegnati e tematici, tra cui Art for Gaza alla Sanctuary Gallery nel Regno Unito, Faites vos jeux a Orléans, o ancora una mostra al Museo Collection Bien Jouet. Rinnova inoltre la sua presenza al Colors Festival di Tours, alla Baart Gallery in Italia e alla La Graffiti Compagnie per l’esposizione Y a pas de mâle !. Sul terreno, anche quell’anno è punteggiato da interventi internazionali di grande rilievo. Jinks Kunst partecipa in particolare al primo Meeting of Styles a Yeumbeul, Senegal, al Zagreb Street Art Festival in Croazia e al Paste Up Festival di Grenoble. Invitato dall’Institut Français a Vientiane in Laos, nell’ambito del programma Cycle Patrimoine, prosegue la sua esplorazione artistica in tutto il mondo. In Francia interviene su siti emblematici, come La Maison Radieuse di Le Corbusier a Rezé in occasione del suo septantenario, partecipa al progetto Collège fou fou fou in Ille-et-Vilaine e si distingue durante la jam DKA / D77 a Parigi. Tra impegno sociale, viaggi, interventi urbani ed esposizioni, Jinks Kunst costruisce un percorso singolare, esigente e profondamente umano. Il suo approccio, radicato nella strada ma aperto al mondo, trasforma muri e segnali urbani in spazi di narrazione, memoria e dialogo, invitando a proseguire l’esplorazione del suo universo oltre ogni opera incontrata.
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Dettagli

Artista
Jinks Kunst
Venduto da
Direttamente dall’artista
Edizione
Originale
Titolo dell'opera
ANGEL - 3 Real US $1 Banknotes - New Artwork from 2026
Tecnica
Pochoir, Vernice spray
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Francia
Anno
2026
Condizione
Eccellenti condizioni
Altezza
20 cm
Larghezza
15,5 cm
Peso
300 g
Raffigurazione/Tematica
Religione
Stile
Street art
Periodo
2020+
FranciaVerificato
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Oggetti venduti
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