Conti, Carlos - 1 Original page - Humor - 1975





3 € |
|---|
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 135619 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Carlos Conti, serie Humor, 24 cm per 34 cm, 1975, in buono stato.
Descrizione del venditore
Umorista e fumettista che costituì uno dei pilastri della cosiddetta Scuola Bruguera.
Dopo aver terminato il liceo, Conti iniziò a lavorare in un'agenzia assicurativa, mestiere che svolse fino a quando rispose alla chiamata alle armi, rendendo il servizio militare il più lungo del previsto poiché coincise con la Guerra Civile: sei anni. Al suo rientro nella vita civile, nel 1942, non tornò al precedente impiego (forse per rappresaglia da parte del campo vincitore) e cercò lavoro come disegnatore di umorismo, mestiere che gli riusciva bene argomentare battute e pizzichi, per il quale impiegava un disegno schematico che perfezionò all’ennesima potenza, dato che non aveva ricevuto alcuna formazione al riguardo. Lavorò in molte testate prima di passare a disegnare storie a tempo quasi pieno: La Prensa, ¡Hola!, Ondas, Cucú, Blanco y Negro, ¡Turutut!, eccetera.
La sua attività più nota fu quella svolta presso l’editoria Bruguera, a cui si unì nel 1946 per disegnare vignette comiche e historietas su Pulgarcito, per poi diventare anche uno degli autori fissi di El DDT, dal 1951. Conti fu uno degli autori "ribelli" della Bruguera, insieme a Escobar, Giner, Peñarroya e Cifré, che nel 1957 decisero di fondare una rivista concorrente con il titolo Tío Vivo, nella quale Conti fu direttore artistico. L’audacia durò poco, tornando a Bruguera nel 1958. La sua creazione più ricordata fu, naturalmente, Carioco, un personaggio turbato uscito da uno psichiatrico. Altre sue serie molto popolari furono: Mio zio Magdaleno, Apolino Tarúguez, Morfeo Pérez, Lettere di Sisenando Merluzo, Don Eulalio, Marcelo e il suo fratellino gemello, Don Fisgón, Don Alirón e la scienza‑fiction, Il dottor No e il suo aiutante Sí e altre (fra le quali Superlópez, poiché fu uno dei suoi primi sceneggiatori).
È importante sottolineare il suo carisma creativo e critico — non a caso fu direttore di un settimanale umoristico, Mata Ratos — e la sua grande capacità di adattarsi alle esigenze degli editori, sviluppando tanto uno stile rotondo, di gusto per la rivista in cui interveniva, quanto uno geometrico, quasi schematico (molto vicino a quello di Mingote in alcune occasioni) quando creava vignette satiriche. Le sue vignette, semplici ma molto efficaci, furono distribuite all’estero tramite agenzia, arrivando a vedere la sua firma su riviste di tutta Europa.
Carlos Conti ricevette alcuni riconoscimenti in vita per la sua prolifica produzione (Premio Ministero dell’Informazione e della Turismo all’Esposizione Spagna 64, Concorso Internazionale della Barzelletta, Premio Delegazione Nazionale di Stampa e Concorso Planeta 1972), ma non riuscì a sviluppare pienamente la sua carriera: morì il 15 settembre 1975, avendo compiuto solo cinquantanove anni di età.
Umorista e fumettista che costituì uno dei pilastri della cosiddetta Scuola Bruguera.
Dopo aver terminato il liceo, Conti iniziò a lavorare in un'agenzia assicurativa, mestiere che svolse fino a quando rispose alla chiamata alle armi, rendendo il servizio militare il più lungo del previsto poiché coincise con la Guerra Civile: sei anni. Al suo rientro nella vita civile, nel 1942, non tornò al precedente impiego (forse per rappresaglia da parte del campo vincitore) e cercò lavoro come disegnatore di umorismo, mestiere che gli riusciva bene argomentare battute e pizzichi, per il quale impiegava un disegno schematico che perfezionò all’ennesima potenza, dato che non aveva ricevuto alcuna formazione al riguardo. Lavorò in molte testate prima di passare a disegnare storie a tempo quasi pieno: La Prensa, ¡Hola!, Ondas, Cucú, Blanco y Negro, ¡Turutut!, eccetera.
La sua attività più nota fu quella svolta presso l’editoria Bruguera, a cui si unì nel 1946 per disegnare vignette comiche e historietas su Pulgarcito, per poi diventare anche uno degli autori fissi di El DDT, dal 1951. Conti fu uno degli autori "ribelli" della Bruguera, insieme a Escobar, Giner, Peñarroya e Cifré, che nel 1957 decisero di fondare una rivista concorrente con il titolo Tío Vivo, nella quale Conti fu direttore artistico. L’audacia durò poco, tornando a Bruguera nel 1958. La sua creazione più ricordata fu, naturalmente, Carioco, un personaggio turbato uscito da uno psichiatrico. Altre sue serie molto popolari furono: Mio zio Magdaleno, Apolino Tarúguez, Morfeo Pérez, Lettere di Sisenando Merluzo, Don Eulalio, Marcelo e il suo fratellino gemello, Don Fisgón, Don Alirón e la scienza‑fiction, Il dottor No e il suo aiutante Sí e altre (fra le quali Superlópez, poiché fu uno dei suoi primi sceneggiatori).
È importante sottolineare il suo carisma creativo e critico — non a caso fu direttore di un settimanale umoristico, Mata Ratos — e la sua grande capacità di adattarsi alle esigenze degli editori, sviluppando tanto uno stile rotondo, di gusto per la rivista in cui interveniva, quanto uno geometrico, quasi schematico (molto vicino a quello di Mingote in alcune occasioni) quando creava vignette satiriche. Le sue vignette, semplici ma molto efficaci, furono distribuite all’estero tramite agenzia, arrivando a vedere la sua firma su riviste di tutta Europa.
Carlos Conti ricevette alcuni riconoscimenti in vita per la sua prolifica produzione (Premio Ministero dell’Informazione e della Turismo all’Esposizione Spagna 64, Concorso Internazionale della Barzelletta, Premio Delegazione Nazionale di Stampa e Concorso Planeta 1972), ma non riuscì a sviluppare pienamente la sua carriera: morì il 15 settembre 1975, avendo compiuto solo cinquantanove anni di età.

