Effigie del Capo Dah - Abomey - Benin (Senza prezzo di riserva)





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Magnifica statua in terracotta raffigurante un capo del regno di Abomey in Benin.
Come in molti regni africani, il re è considerato un essere sacro. La sua persona è investita di energie cosmiche, spesso percepite come di origine divina, poiché le genealogie dinastiche collegano spesso la stirpe reale a un ANTEFATTO fondatore DIVINO. Garand del benessere del regno, della prosperità dei suoi sudditi e dell’equilibrio del mondo, ocupa un posto centrale nell’organizzazione politica e spirituale.
Il sovrano assicurava i mezzi di sussistenza e il comfort delle grandi famiglie di artisti di corte attribuendogli alloggi, terre coltivabili, manodopera, spose nonché regali regolari che costituivano la loro principale fonte di reddito. In cambio, le opere realizzate da questi artisti dovevano suscitare un’emozione e produrre un effetto simbolico efficace, sia negli spazi privati che durante la presentazione alla corte o durante le cerimonie ufficiali.
Gli artisti erano generalmente considerati come i < figli del re >. Tuttavia esistevano alcune eccezioni: Yémadjé era assimilato a una consorte del re, mentre Hountondji era riconosciuto come suo fratello, portando il titolo di ahononvi. A Abomey, se la persona reale resta al cuore della vita politica e religiosa, l’artista svolge un ruolo fondamentale assicurando il legame tra le diverse popolazioni che compongono il regno.
Gli ateliers reali riunivano artisti provenienti da diverse comunità, in particolare fon, mahi, Bariba, Hausa e Nago-Yoruba. I Nago-Yoruba, i cui rappresentanti della prima generazione erano spesso prigionieri di guerra, si distinguevano particolarmente nella scultura su legno, talvolta sull’avorio, nonché nell’arte della perlaría. Gli scultori nago realizzavano soprattutto i piloni dei palazzi reali e gli strumenti divinatori del Fa.
Magnifica statua in terracotta raffigurante un capo del regno di Abomey in Benin.
Come in molti regni africani, il re è considerato un essere sacro. La sua persona è investita di energie cosmiche, spesso percepite come di origine divina, poiché le genealogie dinastiche collegano spesso la stirpe reale a un ANTEFATTO fondatore DIVINO. Garand del benessere del regno, della prosperità dei suoi sudditi e dell’equilibrio del mondo, ocupa un posto centrale nell’organizzazione politica e spirituale.
Il sovrano assicurava i mezzi di sussistenza e il comfort delle grandi famiglie di artisti di corte attribuendogli alloggi, terre coltivabili, manodopera, spose nonché regali regolari che costituivano la loro principale fonte di reddito. In cambio, le opere realizzate da questi artisti dovevano suscitare un’emozione e produrre un effetto simbolico efficace, sia negli spazi privati che durante la presentazione alla corte o durante le cerimonie ufficiali.
Gli artisti erano generalmente considerati come i < figli del re >. Tuttavia esistevano alcune eccezioni: Yémadjé era assimilato a una consorte del re, mentre Hountondji era riconosciuto come suo fratello, portando il titolo di ahononvi. A Abomey, se la persona reale resta al cuore della vita politica e religiosa, l’artista svolge un ruolo fondamentale assicurando il legame tra le diverse popolazioni che compongono il regno.
Gli ateliers reali riunivano artisti provenienti da diverse comunità, in particolare fon, mahi, Bariba, Hausa e Nago-Yoruba. I Nago-Yoruba, i cui rappresentanti della prima generazione erano spesso prigionieri di guerra, si distinguevano particolarmente nella scultura su legno, talvolta sull’avorio, nonché nell’arte della perlaría. Gli scultori nago realizzavano soprattutto i piloni dei palazzi reali e gli strumenti divinatori del Fa.

