Maurice Garnier (1938-2020) - Panoramique (1960)






Laurea magistrale in Innovazione e Organizzazione Culturale, dieci anni d’esperienza in arte italiana.
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Maurice Garnier Panoramique (1960), opera originale con tecniche miste gouache, pastello, fusain e gesso su carta Canson spessa, 100 × 140 cm, firmata, Francia, periodo 1960–1970, in eccellente stato.
Descrizione del venditore
Grande pittura di Maurice Garnier (1938-2020) tecniche miste: inchiostri, gesso, carbone, impasto su Canson spesso.
100 × 140 (si piega a metà)
Maurice Garnier è nato a Saint-Étienne, dove ha studiato illustrazione alle Belle Arti.
È un grande illustratore francese.
Si tratta di una rara composizione astratta di questo artista.
È un'opera giovanile verso il 1960.
Si specializza inizialmente nell'illustrazione, collabora a riviste o periodici come ELLE, Bizarre, Lui, L'Expansion, Pétrole Progrès, Okapi, Pomme d'Api e a opere di letteratura per l'infanzia. Fa esperienza del milieu artistico parigino fino al 1974 senza assimiliarvisi. Parigi lo accoglie con apertura e curiosità. Lì incontra Peter Knapp, André François, Robert Delpire, Jacques Prévert, Pierre Étaix...
Si cimenta in una varietà di approcci: acquarelli, disegni, piccoli montaggi di carta. Alcuni lo qualificano come «figlio postumo di Paul Klee»[1].
Espone alla Galerie Delpire tra gli altri e si fa conoscere per il suo stile molto particolare, che dà grande spazio a un mondo immaginario e poetico di casette-pagode, di farfalle, di gatti mostri, di personaggi enigmatici.
Influenzato da André François, Saul Steinberg, Albert Uriet, Winsor McKay, Hokusai, Jean-Jacques Grandville, Tomi Ungerer, Edward Lear..., affascinato e nutrito dal burlesque poetico di Buster Keaton e dai primi passi dell'animazione cinematografica. Decide di stabilirsi a Lione e vi rimane dal 1974.
Grande pittura di Maurice Garnier (1938-2020) tecniche miste: inchiostri, gesso, carbone, impasto su Canson spesso.
100 × 140 (si piega a metà)
Maurice Garnier è nato a Saint-Étienne, dove ha studiato illustrazione alle Belle Arti.
È un grande illustratore francese.
Si tratta di una rara composizione astratta di questo artista.
È un'opera giovanile verso il 1960.
Si specializza inizialmente nell'illustrazione, collabora a riviste o periodici come ELLE, Bizarre, Lui, L'Expansion, Pétrole Progrès, Okapi, Pomme d'Api e a opere di letteratura per l'infanzia. Fa esperienza del milieu artistico parigino fino al 1974 senza assimiliarvisi. Parigi lo accoglie con apertura e curiosità. Lì incontra Peter Knapp, André François, Robert Delpire, Jacques Prévert, Pierre Étaix...
Si cimenta in una varietà di approcci: acquarelli, disegni, piccoli montaggi di carta. Alcuni lo qualificano come «figlio postumo di Paul Klee»[1].
Espone alla Galerie Delpire tra gli altri e si fa conoscere per il suo stile molto particolare, che dà grande spazio a un mondo immaginario e poetico di casette-pagode, di farfalle, di gatti mostri, di personaggi enigmatici.
Influenzato da André François, Saul Steinberg, Albert Uriet, Winsor McKay, Hokusai, Jean-Jacques Grandville, Tomi Ungerer, Edward Lear..., affascinato e nutrito dal burlesque poetico di Buster Keaton e dai primi passi dell'animazione cinematografica. Decide di stabilirsi a Lione e vi rimane dal 1974.
