Gian Butturini - Tu Interni...Io Libero - 1977





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Questa è la NUOVA EDIZIONE della MOLTO RICERCATA ASTA SINGOLA DI GRANDE SUCCESSO gestita da 5Uhr30.com (Ecki Heuser, Colonia, Germania).
SACRILEGNO DI GRANDE IMPRESSIONE del libro di Gian Butturini (1935-2006), geniale grafico e fotografo italiano, noto per il suo celebre photobook su Londra (Martin Parr, Gerry Badger, The Photobook, volume 3, pagina 154/155).
Sottotitolo:
"Dibattito fotografico assieme a Franco Basaglia e la sua equipe attraverso la distruzione dell'ospedale psichiatrico di Trieste."
5Uhr30.com garantisce descrizioni dettagliate e accurate, 100% protezione, e assicurazione al 100% e spedizione combinata in tutto il mondo.
Arti Grafiche Bellomi Editore, Verona. 1977. Prima edizione, prima stampa.
Rilegatura in brossura con sovraccoperta. Formato 235 x 260 mm. 148 pagine. Testo in italiano.
Condizioni:
Interno eccellente, fresco e impeccabile, pulito senza segni e senza zone di ingiallimento. Esterno con lieve ingiallimento in basso sulla copertina anteriore, per il resto eccellente; nessun difetto o difetto notevole. In generale in condizioni molto buone.
Grande photobook italiano - in ottime condizioni.
'Di formazione all'Accademia di Belle Arti di Brera, negli anni Cinquanta Gian Butturini iniziò la sua attività a Brescia come grafico pubblicitario e designer. Aprì il suo studio professionale nel 1955, collaborò con l’agenzia pubblicitaria ‘Manzoni’ a Brescia. Partecipò alla mostra nazionale degli artisti pubblicitari (Galleria d'arte moderna, Milano 1959), nella mostra internazionale ‘Poster art in the world’ al Royal Ontario Museum di Toronto (1960), ricevette premi YAIA al Milan Club della stampa per ‘la migliore pubblicità’ (1961) e per la campagna ‘Breda Meccanica’ a Pallanza (1964), ricevette il premio Philips per la migliore vetrina italiana (1967). Succedette a Max Huber nella campagna per ‘Arredamenti di Ponte San Pietro’. Curò la fashion show nazionale ‘Calza 70’, con la modella inglese Jenny York, fotografata per le strade di Londra. Dal 1966 lavorò per alcune stagioni con la compagnia teatrale milanese San Marco 2.
Era membro dell’Art Directors Club Milano (1966-1978), fu interior designer per nuove boutique nel centro storico di Brescia (Magic Stile, Bettina, Moda Motta, Borghini); come consulente, progettò stand espositivi per la prima fiera E.I.B. -industria a Brescia, Mantova e Verona. Alla fiera Interplast, Londra 1969, progettò e allestì lo stand per la società americana Beloit.
Sulla scia dei movimenti del ’68 orientò progressivamente la sue ricerche verso il campo socio-politico. Presentato dal critico d’arte Mario De Micheli, propose ‘I Controfumetti’, che ribaltavano il significato originale dei valori in senso pacifista, i ‘Strappi underground’, lacerazioni serigrafiche su temi internazionali, e ‘L'uomo violato’, una provocazione multipla contro il consumismo. Partecipò a tavole rotonde sull’Underground con Fernanda Pivano e Andrea Valcarenghi (Circolo di via De Amicis, Milano 1971).
Divenne appassionato di fotografia verso la fine degli anni Sessanta, dopo un periodo trascorso a Londra. Nel 1969 pubblicò il suo primo libro fotografico, London di Gian Butturini, ispirato dalla Beat Generation e dalle persone incontrate per le strade della capitale inglese; ritraeva senzatetto emarginati, tossicodipendenti, immigrati, manifestanti contro la guerra in Vietnam, neri, ragazze in minigonna, nonché, in contrasto, abitanti in città benestanti. Il libro si distinse per una grafica insolita per l’epoca e una grafica originale: tra una foto e l’altra, spesso presentate con tagli, lacerazioni e accostamenti provocatori, erano inseriti versi di Allen Ginsberg e citazioni di Robert Capa.
Per il libro London di Gian Butturini, a Peschiera del Garda, ricevette (nella sezione critica e costume) il premio ‘I Teleobiettivi d'oro 1970’ congiuntamente a Dacia Maraini (direzione), Alberto Moravia (letteratura) e Febo Conti (radio e televisione).
Nel 1971 si recò a Cuba, dove realizzò un reportage sull’‘isola rivoluzionaria’, pubblicato nel volume Cuba. 26 luglio 1972, una settimana dopo gli eventi di Bloody Sunday, partì per Derry e Belfast, nell’Irlanda del Nord, per conto della rivista Skema, che pubblicò le sue foto in esclusiva insieme a quelle di Don McCullin. L’anno successivo assistette al golpe in Cile, dove poco prima aveva incontrato e fotografato Salvador Allende. Tra il 1973 e il 1974, durante la Guerra Fredda, realizzò reportage in Germania dell’Est, documentando la vita quotidiana delle persone e i momenti pubblici.
Tra i suoi photobook si contano resoconti dei viaggi in America Latina, nelle favelas brasiliane, nelle periferie di Lima, nel Sahara con il Frente Polisario, in Portogallo durante la Rivoluzione dei Garofani, e i metalmeccanisti di Napoli. Nel 1987 si recò in Cile in seguito a Papa Giovanni Paolo II e nel 2004 documentò la realtà dei poveri in India e le strutture assistenziali create da Madre Teresa di Calcutta.
Butturini fu chiamato da Franco Basaglia nel 1975 a Trieste, per documentare le tappe del suo nuovo approccio alla malattia mentale che portò alla Legge Basaglia. I pazienti sono ritratti nel loro ambiente, sia singolarmente sia in gruppi, durante azioni quotidiane come giocare, truccarsi, suonare musica e ballare.
Sebbene il suo impegno nel campo sociale e civile fosse prevalente, come nota lo storico della fotografia Italo Zannier nell’introduzione al libro Garda/Benacus, Gian Butturini non rinunciò a reportage su natura e ambiente ed ad altre dedicati all’architettura delle città come Praga e Venezia.
Nel 1975 iniziò la sua attività di regista realizzando il docufilm Crimini di pace sulle morti bianche nei cantieri (musica di Luigi Nono); nel film fece anche una breve intervista a Franco Basaglia sull’alienazione umana realizzata nella casa veneziana dello psichiatra; nel 1976, insieme ai lavoratori di una fabbrica metalmeccanica occupata, girò Omac, seguendo la lotta dei lavoratori per circa un anno[4]. Negli anni ’80 e ’90 realizzò il docufilm C’era una volta l’ospedale psichiatrico, girato a Trieste e Mantova con Luigi Benevelli, alcune video interviste con Umberto Mastroianni e Marcello Mastroianni, Franco Rotelli, Tonino Guerra.
È ricordato soprattutto per il film Il mondo degli ultimi (1980) con Lino Capolicchio e Mietta Albertini, girato nelle province di Brescia e Cremona, in cui narrò le lotte contadine e gli scioperi contro i grandi agrari. Nel 2022 la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, in collaborazione con Cinecittà, restaurò e digitalizzò il film, presentato al 40° Torino Film Festival in collaborazione con l’Associazione Gian Butturini.
Una volta terminato le riprese di Il mondo degli ultimi, Butturini si propose con la troupe alla stazione ferroviaria di Bologna nelle ore successive al massacro del 2 agosto 1980, realizzando Bologna 10.25 - Strage, un documentario in cui intervistò feriti, testimoni, politici e il sindaco Renato Zangheri. Copie del film sono negli archivi della città di Bologna e su YouTube.
La prima recensione delle sue opere cinematografiche si tenne al Museo Ken Damy di Brescia nel febbraio 1994. Intervenne Lino Capolicchio. Il cortometraggio di 10 minuti «Dietro la macchina da presa» (Dietro la macchina) girato nel 1979 durante le riprese del film Il mondo degli ultimi, viene presentato anch’esso.
Gian Butturini raccontò la sua storia in due video interviste autobiografiche: «La fotografia come modo di vivere» (1995) di Alberto Lorica e «Fotografo ergo sum» (1997) di Renato Ghitti.
Le ultime foto le scattò a Trieste nell’estate del 2006, su invito di psichiatri come Franco Rotelli, Peppe Dell’Acqua e Mario Reali, per documentare i progressi nei servizi di salute mentale e una festa all’aperto presso «Il posto delle fragole». Ci ha lasciati il 29 settembre ...
Opere fotografiche di Gian Butturini si trovano presso il Tate Modern di Londra, la National Photo Library di Havana, le Collezioni Civiche Grafiche e Fotografiche del Comune di Milano, il Franco Rotelli Documentation Centre nel Parco di San Giovanni a Trieste e in molte collezioni private, tra cui quella di Martin Parr.
Sono state numerose le esposizioni di Gian Butturini nel corso della sua attività; ecco una selezione delle sue mostre personali, collettive e postume in Italia e nel mondo.
(Wikipedia)
Il venditore si racconta
Questa è la NUOVA EDIZIONE della MOLTO RICERCATA ASTA SINGOLA DI GRANDE SUCCESSO gestita da 5Uhr30.com (Ecki Heuser, Colonia, Germania).
SACRILEGNO DI GRANDE IMPRESSIONE del libro di Gian Butturini (1935-2006), geniale grafico e fotografo italiano, noto per il suo celebre photobook su Londra (Martin Parr, Gerry Badger, The Photobook, volume 3, pagina 154/155).
Sottotitolo:
"Dibattito fotografico assieme a Franco Basaglia e la sua equipe attraverso la distruzione dell'ospedale psichiatrico di Trieste."
5Uhr30.com garantisce descrizioni dettagliate e accurate, 100% protezione, e assicurazione al 100% e spedizione combinata in tutto il mondo.
Arti Grafiche Bellomi Editore, Verona. 1977. Prima edizione, prima stampa.
Rilegatura in brossura con sovraccoperta. Formato 235 x 260 mm. 148 pagine. Testo in italiano.
Condizioni:
Interno eccellente, fresco e impeccabile, pulito senza segni e senza zone di ingiallimento. Esterno con lieve ingiallimento in basso sulla copertina anteriore, per il resto eccellente; nessun difetto o difetto notevole. In generale in condizioni molto buone.
Grande photobook italiano - in ottime condizioni.
'Di formazione all'Accademia di Belle Arti di Brera, negli anni Cinquanta Gian Butturini iniziò la sua attività a Brescia come grafico pubblicitario e designer. Aprì il suo studio professionale nel 1955, collaborò con l’agenzia pubblicitaria ‘Manzoni’ a Brescia. Partecipò alla mostra nazionale degli artisti pubblicitari (Galleria d'arte moderna, Milano 1959), nella mostra internazionale ‘Poster art in the world’ al Royal Ontario Museum di Toronto (1960), ricevette premi YAIA al Milan Club della stampa per ‘la migliore pubblicità’ (1961) e per la campagna ‘Breda Meccanica’ a Pallanza (1964), ricevette il premio Philips per la migliore vetrina italiana (1967). Succedette a Max Huber nella campagna per ‘Arredamenti di Ponte San Pietro’. Curò la fashion show nazionale ‘Calza 70’, con la modella inglese Jenny York, fotografata per le strade di Londra. Dal 1966 lavorò per alcune stagioni con la compagnia teatrale milanese San Marco 2.
Era membro dell’Art Directors Club Milano (1966-1978), fu interior designer per nuove boutique nel centro storico di Brescia (Magic Stile, Bettina, Moda Motta, Borghini); come consulente, progettò stand espositivi per la prima fiera E.I.B. -industria a Brescia, Mantova e Verona. Alla fiera Interplast, Londra 1969, progettò e allestì lo stand per la società americana Beloit.
Sulla scia dei movimenti del ’68 orientò progressivamente la sue ricerche verso il campo socio-politico. Presentato dal critico d’arte Mario De Micheli, propose ‘I Controfumetti’, che ribaltavano il significato originale dei valori in senso pacifista, i ‘Strappi underground’, lacerazioni serigrafiche su temi internazionali, e ‘L'uomo violato’, una provocazione multipla contro il consumismo. Partecipò a tavole rotonde sull’Underground con Fernanda Pivano e Andrea Valcarenghi (Circolo di via De Amicis, Milano 1971).
Divenne appassionato di fotografia verso la fine degli anni Sessanta, dopo un periodo trascorso a Londra. Nel 1969 pubblicò il suo primo libro fotografico, London di Gian Butturini, ispirato dalla Beat Generation e dalle persone incontrate per le strade della capitale inglese; ritraeva senzatetto emarginati, tossicodipendenti, immigrati, manifestanti contro la guerra in Vietnam, neri, ragazze in minigonna, nonché, in contrasto, abitanti in città benestanti. Il libro si distinse per una grafica insolita per l’epoca e una grafica originale: tra una foto e l’altra, spesso presentate con tagli, lacerazioni e accostamenti provocatori, erano inseriti versi di Allen Ginsberg e citazioni di Robert Capa.
Per il libro London di Gian Butturini, a Peschiera del Garda, ricevette (nella sezione critica e costume) il premio ‘I Teleobiettivi d'oro 1970’ congiuntamente a Dacia Maraini (direzione), Alberto Moravia (letteratura) e Febo Conti (radio e televisione).
Nel 1971 si recò a Cuba, dove realizzò un reportage sull’‘isola rivoluzionaria’, pubblicato nel volume Cuba. 26 luglio 1972, una settimana dopo gli eventi di Bloody Sunday, partì per Derry e Belfast, nell’Irlanda del Nord, per conto della rivista Skema, che pubblicò le sue foto in esclusiva insieme a quelle di Don McCullin. L’anno successivo assistette al golpe in Cile, dove poco prima aveva incontrato e fotografato Salvador Allende. Tra il 1973 e il 1974, durante la Guerra Fredda, realizzò reportage in Germania dell’Est, documentando la vita quotidiana delle persone e i momenti pubblici.
Tra i suoi photobook si contano resoconti dei viaggi in America Latina, nelle favelas brasiliane, nelle periferie di Lima, nel Sahara con il Frente Polisario, in Portogallo durante la Rivoluzione dei Garofani, e i metalmeccanisti di Napoli. Nel 1987 si recò in Cile in seguito a Papa Giovanni Paolo II e nel 2004 documentò la realtà dei poveri in India e le strutture assistenziali create da Madre Teresa di Calcutta.
Butturini fu chiamato da Franco Basaglia nel 1975 a Trieste, per documentare le tappe del suo nuovo approccio alla malattia mentale che portò alla Legge Basaglia. I pazienti sono ritratti nel loro ambiente, sia singolarmente sia in gruppi, durante azioni quotidiane come giocare, truccarsi, suonare musica e ballare.
Sebbene il suo impegno nel campo sociale e civile fosse prevalente, come nota lo storico della fotografia Italo Zannier nell’introduzione al libro Garda/Benacus, Gian Butturini non rinunciò a reportage su natura e ambiente ed ad altre dedicati all’architettura delle città come Praga e Venezia.
Nel 1975 iniziò la sua attività di regista realizzando il docufilm Crimini di pace sulle morti bianche nei cantieri (musica di Luigi Nono); nel film fece anche una breve intervista a Franco Basaglia sull’alienazione umana realizzata nella casa veneziana dello psichiatra; nel 1976, insieme ai lavoratori di una fabbrica metalmeccanica occupata, girò Omac, seguendo la lotta dei lavoratori per circa un anno[4]. Negli anni ’80 e ’90 realizzò il docufilm C’era una volta l’ospedale psichiatrico, girato a Trieste e Mantova con Luigi Benevelli, alcune video interviste con Umberto Mastroianni e Marcello Mastroianni, Franco Rotelli, Tonino Guerra.
È ricordato soprattutto per il film Il mondo degli ultimi (1980) con Lino Capolicchio e Mietta Albertini, girato nelle province di Brescia e Cremona, in cui narrò le lotte contadine e gli scioperi contro i grandi agrari. Nel 2022 la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, in collaborazione con Cinecittà, restaurò e digitalizzò il film, presentato al 40° Torino Film Festival in collaborazione con l’Associazione Gian Butturini.
Una volta terminato le riprese di Il mondo degli ultimi, Butturini si propose con la troupe alla stazione ferroviaria di Bologna nelle ore successive al massacro del 2 agosto 1980, realizzando Bologna 10.25 - Strage, un documentario in cui intervistò feriti, testimoni, politici e il sindaco Renato Zangheri. Copie del film sono negli archivi della città di Bologna e su YouTube.
La prima recensione delle sue opere cinematografiche si tenne al Museo Ken Damy di Brescia nel febbraio 1994. Intervenne Lino Capolicchio. Il cortometraggio di 10 minuti «Dietro la macchina da presa» (Dietro la macchina) girato nel 1979 durante le riprese del film Il mondo degli ultimi, viene presentato anch’esso.
Gian Butturini raccontò la sua storia in due video interviste autobiografiche: «La fotografia come modo di vivere» (1995) di Alberto Lorica e «Fotografo ergo sum» (1997) di Renato Ghitti.
Le ultime foto le scattò a Trieste nell’estate del 2006, su invito di psichiatri come Franco Rotelli, Peppe Dell’Acqua e Mario Reali, per documentare i progressi nei servizi di salute mentale e una festa all’aperto presso «Il posto delle fragole». Ci ha lasciati il 29 settembre ...
Opere fotografiche di Gian Butturini si trovano presso il Tate Modern di Londra, la National Photo Library di Havana, le Collezioni Civiche Grafiche e Fotografiche del Comune di Milano, il Franco Rotelli Documentation Centre nel Parco di San Giovanni a Trieste e in molte collezioni private, tra cui quella di Martin Parr.
Sono state numerose le esposizioni di Gian Butturini nel corso della sua attività; ecco una selezione delle sue mostre personali, collettive e postume in Italia e nel mondo.
(Wikipedia)
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