Pinchas Shaar (1923-1996) - Roi et bouffon, 1977






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Serigrafia originale firmata in edizione limitata 18/50 'Roi et bouffon', 1977, di Pinchas Shaar (1923–1996), su carta giapponese, 76 x 56 cm, in ottime condizioni.
Descrizione del venditore
Grande litografia originale firmata a mano e numerata 18/50 di Pinchas Shaar (1923-1996): “Re e buffone” 1977
TIRAGE LIMITE A 50 EXEMPLAIRES!
TECHNIQUE: Sérigraphie sur papier japon
FIRMA: Firma manoscritta a matita
DIMENSIONI: 76cm x 56cm
CONDIZIONE: eccellente
SPEDIZIONE: entro 3 giorni ovunque nel mondo.
BREVE BIOGRAFIA:
Pinchas Shaar, nato Pinkus Szwarc a Łódź/Polonia nel 1923.
Schwarz è emigrato a Parigi nel 1948, poi in Israele nel 1951. Ha cambiato il suo nome in Pinchas Shaar. Ha esposto le sue opere al Museo d'Arte di Tel Aviv, al Museo ebraico di New York e al Padiglione israeliano della Biennale di Venezia nel 1960, tra gli altri.
Con Pinchas Shaar si pone la questione dell’esistenza di un’arte ebraica. La sua opera si legge come una poesia. Infatti, l’artista attribuisce grande importanza alla scrittura che può essere sia grafismo che pensiero. C'è nell’artista una certa spontaneità, una vera libertà d’espressione. Le sue tavole ci rivelano i meandri della sua coscienza e ci conducono in un universo immaginario che talvolta richiama il folklore ebraico.
L’opera di Pinchas Shaar è paragonabile a un mondo interiore, tinto sia di umorismo che di tristezza. Ma a differenza degli espressionisti tedeschi, Pinchas Shaar non dipinge l’« orrore ». L’inquietudine dell’artista è piuttosto di ordine metafisico…
Grande litografia originale firmata a mano e numerata 18/50 di Pinchas Shaar (1923-1996): “Re e buffone” 1977
TIRAGE LIMITE A 50 EXEMPLAIRES!
TECHNIQUE: Sérigraphie sur papier japon
FIRMA: Firma manoscritta a matita
DIMENSIONI: 76cm x 56cm
CONDIZIONE: eccellente
SPEDIZIONE: entro 3 giorni ovunque nel mondo.
BREVE BIOGRAFIA:
Pinchas Shaar, nato Pinkus Szwarc a Łódź/Polonia nel 1923.
Schwarz è emigrato a Parigi nel 1948, poi in Israele nel 1951. Ha cambiato il suo nome in Pinchas Shaar. Ha esposto le sue opere al Museo d'Arte di Tel Aviv, al Museo ebraico di New York e al Padiglione israeliano della Biennale di Venezia nel 1960, tra gli altri.
Con Pinchas Shaar si pone la questione dell’esistenza di un’arte ebraica. La sua opera si legge come una poesia. Infatti, l’artista attribuisce grande importanza alla scrittura che può essere sia grafismo che pensiero. C'è nell’artista una certa spontaneità, una vera libertà d’espressione. Le sue tavole ci rivelano i meandri della sua coscienza e ci conducono in un universo immaginario che talvolta richiama il folklore ebraico.
L’opera di Pinchas Shaar è paragonabile a un mondo interiore, tinto sia di umorismo che di tristezza. Ma a differenza degli espressionisti tedeschi, Pinchas Shaar non dipinge l’« orrore ». L’inquietudine dell’artista è piuttosto di ordine metafisico…
