Papa Leone XIII - Agnus Dei - Cera - 1878-1903






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Descrizione del venditore
oggetto della Chiesa che rientra tra i sacramentali più antichi che siano conosciuti.
Si tratta di un disco di cera con impressa la figura di un agnello. Storicamente questi dischi venivano portati al collo ed erano realizzati con la cera del cero pasquale dell’anno precedente. Venivano in genere realizzati il mattino del Sabato Santo e distribuiti al popolo il sabato successivo.
La tradizione risale al V secolo, e in seguito il Papa fu più coinvolto nei confronti di questo sacramentale. Divenne infatti una benedizione riservata al Pontefice, che consacrava questi pezzi di cera nel primo anno del suo pontificato e ogni sette anni dopo quella data. Dalle lettere impresse sotto la figura dell'agnello e ancora leggibili si deduce che il papa poteva esser Leone xiii, (pontefice dal 1878 e morto nel 1903), altre lettere riportano la formula ECCE AGN. DEI QUI TOL. PEC. MUNDI.
La lavorazione di tali oggetti era identica a quella delle medaglie papali. Solo che ovviamente, trattandosi di cera, non si può parlare per essi di conii, bensì di stampe composte da due forme "gettate" in bronzo, sorrette da due verghe di ferro collegate tra loro: le c.d. tenaglie. Le forme erano preparate dai Maestri zecchieri, vale a dire da coloro che battevano le medaglie papali, ma le cere venivano impresse, per concessione papale, dai monaci Cistercensi dell’Abbazia romana di San Bernardo alle Terme.
La straordinarietà degli Agnus Dei stava nel fatto che essi venivano confezionati non con una cera qualsiasi, ma con i resti del cero pasquale della Cappella Sistina e delle altre Chiese di Roma, i quali venivano benedetti personalmente dal Papa in una cerimonia molto sentita dai fedeli e che si teneva ogni sette anni la settimana dopo Pasqua.
Proprio questa loro particolarità (benedizione personale del Pontefice) li rendeva assai preziosi. La rifinitura dell'ovale in c'era é eseguita con filamenti metallici leggeri e fiori/cuore con lieve colorazione, che presentano chiaramente qualche imperfezione dovuta all'età dell'oggetto.
oggetto della Chiesa che rientra tra i sacramentali più antichi che siano conosciuti.
Si tratta di un disco di cera con impressa la figura di un agnello. Storicamente questi dischi venivano portati al collo ed erano realizzati con la cera del cero pasquale dell’anno precedente. Venivano in genere realizzati il mattino del Sabato Santo e distribuiti al popolo il sabato successivo.
La tradizione risale al V secolo, e in seguito il Papa fu più coinvolto nei confronti di questo sacramentale. Divenne infatti una benedizione riservata al Pontefice, che consacrava questi pezzi di cera nel primo anno del suo pontificato e ogni sette anni dopo quella data. Dalle lettere impresse sotto la figura dell'agnello e ancora leggibili si deduce che il papa poteva esser Leone xiii, (pontefice dal 1878 e morto nel 1903), altre lettere riportano la formula ECCE AGN. DEI QUI TOL. PEC. MUNDI.
La lavorazione di tali oggetti era identica a quella delle medaglie papali. Solo che ovviamente, trattandosi di cera, non si può parlare per essi di conii, bensì di stampe composte da due forme "gettate" in bronzo, sorrette da due verghe di ferro collegate tra loro: le c.d. tenaglie. Le forme erano preparate dai Maestri zecchieri, vale a dire da coloro che battevano le medaglie papali, ma le cere venivano impresse, per concessione papale, dai monaci Cistercensi dell’Abbazia romana di San Bernardo alle Terme.
La straordinarietà degli Agnus Dei stava nel fatto che essi venivano confezionati non con una cera qualsiasi, ma con i resti del cero pasquale della Cappella Sistina e delle altre Chiese di Roma, i quali venivano benedetti personalmente dal Papa in una cerimonia molto sentita dai fedeli e che si teneva ogni sette anni la settimana dopo Pasqua.
Proprio questa loro particolarità (benedizione personale del Pontefice) li rendeva assai preziosi. La rifinitura dell'ovale in c'era é eseguita con filamenti metallici leggeri e fiori/cuore con lieve colorazione, che presentano chiaramente qualche imperfezione dovuta all'età dell'oggetto.
