Figura dogon - figura dogon - Dogon - Mali






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Descrizione del venditore
Gli Dogon vivono nelle alture rocciose elevate della forra di Bandiagara in Mali. Dipendono dall’agricoltura e riescono a ricavare colture di sostentamento da suolo povero in una zona che riceve poca pioggia. Questa figura monumentale è una delle più grandi sculture Dogon conosciute. Il clima secco della regione ha conservato le opere dogon per molto più tempo rispetto a quanto usuale per la scultura africana in legno, e i test di datazione al radiocarbonio di quest’opera suggeriscono che possa risalire al XV secolo.
La scultura dogon è principalmente interessata agli spiriti responsabili della fertilità sia della terra sia delle persone. Questi includono gli antenati reali e mitici di una famiglia, le anime delle donne morte durante il parto e gli spiriti dell’acqua. Sebbene le funzioni e i significati dei singoli lavori spesso rimangano oscuri, gli studiosi concordano sul fatto che le sculture dogon siano state create per shrines (shrine) santuari.
Il soggetto più distintivo reso dalle sculture dogon è quello di una singola figura in piedi con le braccia sollevate. Questa postura è di solito interpretata come un gesto di preghiera—uno sforzo per collegare terra e cielo—ed è stato suggerito che possa rappresentare un appello per la pioggia. Questo capolavoro dell’arte figurativa dogon ritrae un uomo con un corpo ben modellato in una postura naturalistica. L’artista ha reso con cura la muscolatura della figura, i dettagli anatomici e l’ornamento corporeo. La sua barba stilizzata lo identifica come un anziano e come individuo la cui età ed esperienza lo autorizzano a partecipare agli affari religiosi, politici e sociali più importanti della società dogon. La figura indossa polsini, bracciali e cavigliere che ne indicano lo status, oltre a una cintura e pendenti al collo che ricordano talismani di pelle e suggeriscono anche la sua importanza spirituale.
Provenienza: antica collezione americana
Il venditore si racconta
Gli Dogon vivono nelle alture rocciose elevate della forra di Bandiagara in Mali. Dipendono dall’agricoltura e riescono a ricavare colture di sostentamento da suolo povero in una zona che riceve poca pioggia. Questa figura monumentale è una delle più grandi sculture Dogon conosciute. Il clima secco della regione ha conservato le opere dogon per molto più tempo rispetto a quanto usuale per la scultura africana in legno, e i test di datazione al radiocarbonio di quest’opera suggeriscono che possa risalire al XV secolo.
La scultura dogon è principalmente interessata agli spiriti responsabili della fertilità sia della terra sia delle persone. Questi includono gli antenati reali e mitici di una famiglia, le anime delle donne morte durante il parto e gli spiriti dell’acqua. Sebbene le funzioni e i significati dei singoli lavori spesso rimangano oscuri, gli studiosi concordano sul fatto che le sculture dogon siano state create per shrines (shrine) santuari.
Il soggetto più distintivo reso dalle sculture dogon è quello di una singola figura in piedi con le braccia sollevate. Questa postura è di solito interpretata come un gesto di preghiera—uno sforzo per collegare terra e cielo—ed è stato suggerito che possa rappresentare un appello per la pioggia. Questo capolavoro dell’arte figurativa dogon ritrae un uomo con un corpo ben modellato in una postura naturalistica. L’artista ha reso con cura la muscolatura della figura, i dettagli anatomici e l’ornamento corporeo. La sua barba stilizzata lo identifica come un anziano e come individuo la cui età ed esperienza lo autorizzano a partecipare agli affari religiosi, politici e sociali più importanti della società dogon. La figura indossa polsini, bracciali e cavigliere che ne indicano lo status, oltre a una cintura e pendenti al collo che ricordano talismani di pelle e suggeriscono anche la sua importanza spirituale.
Provenienza: antica collezione americana
