N. 105723439

Venduto
Livio Bernasconi (1932) - Senza titolo
Offerta finale
€ 26
Senza prezzo di riserva
3 settimane fa

Livio Bernasconi (1932) - Senza titolo

Livio Bernasconi (1932) Serigrafia cm 35x100 Firma e numerazione (Esemplare 24/100) a matita al fronte Leggerissima piega ( vedi foto),per questo motivo opera senza riserva Opera senza cornice Imballata e spedita con cura. Dopo la Scuola magistrale di Locarno (1947-1951) assolve una formazione artistica all’Accademia di Brera a Milano (1954-1958). Esordisce con una pittura realista ben accolta in Svizzera e all’estero: nel 1956 tiene la prima mostra personale in una galleria zurighese, cui fanno seguito esposizioni a Londra, Locarno, al Kunstmuseum di Winterthur e a Basilea. Nel 1964 è invitato a tenere un corso presso la Facoltà di architettura della Washington University di St. Louis. Tra il 1962 e 1968 esposizioni personali a Locarno e Basilea. Dal 1965 diversi interventi pittorici e plastici in architetture pubbliche e private, oltre ad alcune sculture e tombe. Interruzione dell’attività artistica tra il 1969 e il 1974 (apprendimento e insegnamento della storia dell’arte). Incarico didattico al Centro scolastico industrie artistiche (CSIA) a Lugano (1971-1997). A partire dagli anni ’80 mostre personali presso lo Studio d’arte contemporanea Dabbeni a Lugano; nel 1995 prima retrospettiva al Museo cantonale d’arte a Lugano, seguita da esposizioni alla Casa Pasquee a Massagno (2010), allo Spazio -1 della Collezione Giancarlo e Danna Olgiati a Lugano (2017) e al Museo Wilhelm Schmid a Brè-Lugano (2021). Tra le varie partecipazioni a rassegne collettive si ricordano quelle allestite all’Haus für konstruktive und konkrete Kunst a Zurigo (1997), al Musée d’art et d’histoire a Neuchâtel (2003 e 2009), al Museo cantonale d’arte a Lugano (2008 e 2014), al Museo Villa dei Cedri a Bellinzona (2009 e 2011) e all’Aargauer Kunsthaus ad Aarau (2017). Livio Bernasconi vive e lavora a Carona. Il passaggio dagli inizi di impronta neorealista (gasometri, sili, pescatori, interni) alla pittura astratta si svolge mediante un progressivo abbandono degli stilemi figurativi. Attorno al 1960 i cardinali senza volto anteposti a ipotetici schermi televisivi mediano verso soluzioni espressive sempre più informali: nel 1962-1963 la superficie dipinta è segnata da grovigli lineari neri. Il soggiorno negli Stati Uniti (1964-1965) imprime una svolta decisiva al suo percorso artistico, conducendolo verso una pittura astratta di stampo geometrico, sviluppata e approfondita fino a oggi. L’esperienza globale statunitense libera la superficie e il gesto pittorico da ogni significazione esterna. Ampie campiture monocrome accostate in campi geometrici figurano astratti paesaggi e preludono ai futuri sviluppi formali; un gesto pittorico immediato e la tecnica a sgocciolamento sono indiziari dell’assimilazione dell’espressionismo astratto (Robert Motherwell, Franz Kline, Clifford Still). Bernasconi inizia a questo punto una lunga e variegata ricerca pittorica incentrata sulla forma e sul colore, dove il segno resta autorefenziale, la scrittura pittorica precisa e spersonalizzata (dipinti acrilici su tela). Nella serie dei Flash (1966-1968) l’interesse verte sull’articolazione seriale di segni univoci oppure sull’estensione di campi cromatici e movimenti ondulari (Flash, 1966). Nel 1974, dopo una pausa di lavoro, prende avvio un’indagine maturata nel corso degli anni successivi. A partire da una striscia di colore, frazionata, ricostituita e moltiplicata, l’artista lavora sulle possibiltà di organizzazione di segmenti di colore, relazionati a una forma monocroma predominante (Segni, 1975). Dal 1984 il titolo univoco di tutte le opere, Immagine, affiancato da una numerazione progressiva, rinvia alla volontà di realizzare oggetti estetici autosignificanti. A partire dal 1987 le Immagini risultano imperniate su un tema basilare: forme di colore geometriche, arrotondate o trapezoidali – ipoteticamente debordanti oltre i limiti della tela – sono giustapposte in modo tale da originare virtuali sovrapposizioni e incastri (Immagine 8, 1987). Il loro accostamento non risponde a principi compositivi gerarchici ed è volto alla creazione di tensioni dinamiche tra forme e colori. Tra i riferimenti chiamati in causa vi è la pittura Hard-edge e Color-field americana (Ellsworth Kelly, Kenneth Noland); non mancano tuttavia reminiscenze tipicamente europee (Henri Matisse). Interessanti le applicazioni in scala ambientale realizzate a partire dagli anni ’90, con dipinti murali che introducono sagome e campi di colore con una dinamica propria entro le coordinate dell’architettura (Massagno, Casa anziani Girasole, 2002) e sculture nello spazio pubblico, eseguite in acciaio dipinto, granito e cemento (Muralto, Centro comunale, 1999). Opere in collezioni istituzionali (selezione): Bellinzona, Museo Villa dei Cedri; Lugano, Museo d’arte della Svizzera italiana, Collezione Cantone Ticino, Collezione Città di Lugano e Donazione Giancarlo e Danna Olgiati; Museo d’arte Mendrisio; Neuchâtel, Musée d’art et d’histoire; Zurigo, Haus Konstruktiv; Zurigo, Kunsthaus Zürich; Kunst Museum Winterthur. Opere nello spazio pubblico / nell’architettura: Airolo, Caserma Bedrina, Motto Bartola; Bellinzona, Centro di formazione S.I.C; Brè-Lugano, Casa unifamiliare; Carona, Casa unifamiliare; Carona, Tomba Famiglia Bernasconi; Faido, Casa anziani; Locarno, Edificio postale; Locarno, Scuole medie; Massagno, Casa anziani Girasole; Morbio Inferiore, Case d’appartamento; Muralto, Centro comunale; Muralto, Tomba Famiglia Zingrich; Paros (GR), Tomba Architetto Livio Vacchini.

N. 105723439

Venduto
Livio Bernasconi (1932) - Senza titolo

Livio Bernasconi (1932) - Senza titolo

Livio Bernasconi (1932)
Serigrafia
cm 35x100
Firma e numerazione (Esemplare 24/100) a matita al fronte
Leggerissima piega ( vedi foto),per questo motivo opera senza riserva
Opera senza cornice
Imballata e spedita con cura.

Dopo la Scuola magistrale di Locarno (1947-1951) assolve una formazione artistica all’Accademia di Brera a Milano (1954-1958). Esordisce con una pittura realista ben accolta in Svizzera e all’estero: nel 1956 tiene la prima mostra personale in una galleria zurighese, cui fanno seguito esposizioni a Londra, Locarno, al Kunstmuseum di Winterthur e a Basilea. Nel 1964 è invitato a tenere un corso presso la Facoltà di architettura della Washington University di St. Louis. Tra il 1962 e 1968 esposizioni personali a Locarno e Basilea. Dal 1965 diversi interventi pittorici e plastici in architetture pubbliche e private, oltre ad alcune sculture e tombe. Interruzione dell’attività artistica tra il 1969 e il 1974 (apprendimento e insegnamento della storia dell’arte). Incarico didattico al Centro scolastico industrie artistiche (CSIA) a Lugano (1971-1997). A partire dagli anni ’80 mostre personali presso lo Studio d’arte contemporanea Dabbeni a Lugano; nel 1995 prima retrospettiva al Museo cantonale d’arte a Lugano, seguita da esposizioni alla Casa Pasquee a Massagno (2010), allo Spazio -1 della Collezione Giancarlo e Danna Olgiati a Lugano (2017) e al Museo Wilhelm Schmid a Brè-Lugano (2021). Tra le varie partecipazioni a rassegne collettive si ricordano quelle allestite all’Haus für konstruktive und konkrete Kunst a Zurigo (1997), al Musée d’art et d’histoire a Neuchâtel (2003 e 2009), al Museo cantonale d’arte a Lugano (2008 e 2014), al Museo Villa dei Cedri a Bellinzona (2009 e 2011) e all’Aargauer Kunsthaus ad Aarau (2017). Livio Bernasconi vive e lavora a Carona.

Il passaggio dagli inizi di impronta neorealista (gasometri, sili, pescatori, interni) alla pittura astratta si svolge mediante un progressivo abbandono degli stilemi figurativi. Attorno al 1960 i cardinali senza volto anteposti a ipotetici schermi televisivi mediano verso soluzioni espressive sempre più informali: nel 1962-1963 la superficie dipinta è segnata da grovigli lineari neri. Il soggiorno negli Stati Uniti (1964-1965) imprime una svolta decisiva al suo percorso artistico, conducendolo verso una pittura astratta di stampo geometrico, sviluppata e approfondita fino a oggi. L’esperienza globale statunitense libera la superficie e il gesto pittorico da ogni significazione esterna. Ampie campiture monocrome accostate in campi geometrici figurano astratti paesaggi e preludono ai futuri sviluppi formali; un gesto pittorico immediato e la tecnica a sgocciolamento sono indiziari dell’assimilazione dell’espressionismo astratto (Robert Motherwell, Franz Kline, Clifford Still). Bernasconi inizia a questo punto una lunga e variegata ricerca pittorica incentrata sulla forma e sul colore, dove il segno resta autorefenziale, la scrittura pittorica precisa e spersonalizzata (dipinti acrilici su tela). Nella serie dei Flash (1966-1968) l’interesse verte sull’articolazione seriale di segni univoci oppure sull’estensione di campi cromatici e movimenti ondulari (Flash, 1966).

Nel 1974, dopo una pausa di lavoro, prende avvio un’indagine maturata nel corso degli anni successivi. A partire da una striscia di colore, frazionata, ricostituita e moltiplicata, l’artista lavora sulle possibiltà di organizzazione di segmenti di colore, relazionati a una forma monocroma predominante (Segni, 1975). Dal 1984 il titolo univoco di tutte le opere, Immagine, affiancato da una numerazione progressiva, rinvia alla volontà di realizzare oggetti estetici autosignificanti. A partire dal 1987 le Immagini risultano imperniate su un tema basilare: forme di colore geometriche, arrotondate o trapezoidali – ipoteticamente debordanti oltre i limiti della tela – sono giustapposte in modo tale da originare virtuali sovrapposizioni e incastri (Immagine 8, 1987). Il loro accostamento non risponde a principi compositivi gerarchici ed è volto alla creazione di tensioni dinamiche tra forme e colori. Tra i riferimenti chiamati in causa vi è la pittura Hard-edge e Color-field americana (Ellsworth Kelly, Kenneth Noland); non mancano tuttavia reminiscenze tipicamente europee (Henri Matisse). Interessanti le applicazioni in scala ambientale realizzate a partire dagli anni ’90, con dipinti murali che introducono sagome e campi di colore con una dinamica propria entro le coordinate dell’architettura (Massagno, Casa anziani Girasole, 2002) e sculture nello spazio pubblico, eseguite in acciaio dipinto, granito e cemento (Muralto, Centro comunale, 1999).

Opere in collezioni istituzionali (selezione): Bellinzona, Museo Villa dei Cedri; Lugano, Museo d’arte della Svizzera italiana, Collezione Cantone Ticino, Collezione Città di Lugano e Donazione Giancarlo e Danna Olgiati; Museo d’arte Mendrisio; Neuchâtel, Musée d’art et d’histoire; Zurigo, Haus Konstruktiv; Zurigo, Kunsthaus Zürich; Kunst Museum Winterthur.

Opere nello spazio pubblico / nell’architettura: Airolo, Caserma Bedrina, Motto Bartola; Bellinzona, Centro di formazione S.I.C; Brè-Lugano, Casa unifamiliare; Carona, Casa unifamiliare; Carona, Tomba Famiglia Bernasconi; Faido, Casa anziani; Locarno, Edificio postale; Locarno, Scuole medie; Massagno, Casa anziani Girasole; Morbio Inferiore, Case d’appartamento; Muralto, Centro comunale; Muralto, Tomba Famiglia Zingrich; Paros (GR), Tomba Architetto Livio Vacchini.

Offerta finale
€ 26
Senza prezzo di riserva
David Elberg
Esperto
Stima  € 150 - € 200

Oggetti simili

Per te in

Grafica e multipli

Imposta un’allerta di ricerca
Imposta un’allerta di ricerca per ricevere una notifica quando sono disponibili nuove corrispondenze.

Questo oggetto era presente in

                                        
                                                                                                    
                    
                                        
                                                                                                    
                    
                                        
                                                                                                    
                    
                                        
                                                                                                    
                    

Come fare acquisti su Catawiki

Scopri di più sulla nostra Tutela degli acquirenti

      1. Scopri oggetti speciali

      Esplora migliaia di oggetti speciali selezionati da esperti. Osserva le foto, i dettagli e il valore stimato di ogni oggetto speciale. 

      2. Fai l’offerta più alta

      Trova qualcosa che ti interessa e fai l’offerta migliore. Puoi seguire l’asta fino alla fine o lasciare che il nostro sistema faccia le offerte per te. Non devi fare altro che impostare un’offerta per l’importo massimo che desideri pagare. 

      3. Paga in tutta sicurezza

      Effettua il tuo pagamento e noi lo terremo al sicuro finché il tuo oggetto speciale non sarà arrivato a destinazione sano e salvo. Utilizziamo un sistema di pagamento affidabile per gestire tutte le transazioni. 

Hai qualcosa di simile da vendere?

Possiamo aiutarti a guadagnare di più dai tuoi oggetti speciali, che tu venda professionalmente o sia nuovo nel mondo delle aste online.

Vendi il tuo oggetto