Luca Bari & Gael del Rio - Signed 1st Edition - Oddments - 2024





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Firma prima edizione, limitata a 300 copie, di Oddments di Luca Bari e Gael del Rio, libro fotografico di 64 pagine in spagnolo, rilegato con slipcase, edito da Ediciones Posibles nel 2024, come nuovo e autografato dagli autori.
Descrizione del venditore
Edizione 1° limitata a 300 copie stampate.
Oddments è un progetto fotografico non intenzionale. Riflette sui resti del discorso, su ciò che resta dai processi che avvengono in camera oscura, e su ciò che resta come appunti visivi frettolosi in un taccuino. Considera come frammenti fotografici, prove stampate di solito considerate non più che parte del processo di lavoro, contengano decisioni spontanee che rivelano la partecipazione del subconscio e una intenzione sottostante. Da questa prospettiva, il progetto prende corpo dalla realizzazione di Gael del Río e Luca Bani secondo cui ogni immagine contiene narrazioni non intenzionali che, inizialmente, anche loro stesse non conoscono.
I segreti di ogni scena si rivelano gradualmente attraverso ogni atto di manipolazione dell’immagine. Allo scientifico ingranditore producono strisce di prova da una negativa, creando un nuovo ritaglio. Vi annotano note, dando loro un nuovo significato. Le conservano senza attribuire loro uno scopo esplicito, lasciandole scivolare nell’oblio. Si accumulano, disordinate, dentro una busta, dove iniziano un dialogo inaudito. A quel punto sfuggono tanto alle mani degli artisti quanto alle loro intenzioni. Il tempo ne gioca una parte.
Un giorno, la busta di plastica è invecchiata. All’interno, le immagini hanno acquisito un significato diverso tramite accumulo, convivenza e combinazione. Rivelano un senso di unità inquietante, nonostante origino dalla visione di due persone diverse, e da luoghi, momenti e progetti differenti. Oddments prende davvero forma quando gli artisti recuperano questi pezzi dimenticati, li riportano alla luce e permettono loro di invitare la costruzione di una storia attraverso frammenti, creando da ciò che sembra disfunzionale qualcosa di simile a un puzzle composto da pezzi di diverse dimensioni, qualcosa di paragonabile a un nuovo corpo assemblato dalle estremità di soggetti differenti. Architetture, corpi, oggetti e paesaggi non sono più indipendenti tra loro. Diventano fragili e cessano di appartenere alla loro natura originaria. Un cambio di scala li riunisce, li rende uguali, li rende correlati. Una piega diventa un giunto, una cassa toracica diventa una duna, la pelle diventa un abisso, una curva diventa un meandro. Tutto ciò che è ordinario diventa sublime, e viceversa: le vette irraggiungibili di una montagna innevata non sono altro che una roccia coronata da guano.
Questi fogli di prova nascono per rimanere incompleti, asimmetrici come numeri dispari. Tuttavia giunsero a compimento nel loro incontro con altri che erano diversi e non correlati: i loro corrispettivi. Questo ha un parallelo umano. Oddments è il risultato dell’unione di due persone, due modi di vedere che sembrano completarsi a vicenda finché diventano indistinguibili. Oddments sono resti, frammenti, pezzi scartati trasformati in qualcosa di superiore. Sono il bagaglio che accompagna Gael del Río e Luca Bani quando scelgono di risparmiare una manciata di prove dal loro destino posto nella spazzatura e di trasformarle in una riflessione sulla loro pratica di fotografi. È un atto di resa a ciò che accade oltre il loro controllo, e la possibilità di una domanda: che tipo di discorso emerge dai resti del discorso?
Testo di Carlos Martín, incluso nel libro.
Il venditore si racconta
Edizione 1° limitata a 300 copie stampate.
Oddments è un progetto fotografico non intenzionale. Riflette sui resti del discorso, su ciò che resta dai processi che avvengono in camera oscura, e su ciò che resta come appunti visivi frettolosi in un taccuino. Considera come frammenti fotografici, prove stampate di solito considerate non più che parte del processo di lavoro, contengano decisioni spontanee che rivelano la partecipazione del subconscio e una intenzione sottostante. Da questa prospettiva, il progetto prende corpo dalla realizzazione di Gael del Río e Luca Bani secondo cui ogni immagine contiene narrazioni non intenzionali che, inizialmente, anche loro stesse non conoscono.
I segreti di ogni scena si rivelano gradualmente attraverso ogni atto di manipolazione dell’immagine. Allo scientifico ingranditore producono strisce di prova da una negativa, creando un nuovo ritaglio. Vi annotano note, dando loro un nuovo significato. Le conservano senza attribuire loro uno scopo esplicito, lasciandole scivolare nell’oblio. Si accumulano, disordinate, dentro una busta, dove iniziano un dialogo inaudito. A quel punto sfuggono tanto alle mani degli artisti quanto alle loro intenzioni. Il tempo ne gioca una parte.
Un giorno, la busta di plastica è invecchiata. All’interno, le immagini hanno acquisito un significato diverso tramite accumulo, convivenza e combinazione. Rivelano un senso di unità inquietante, nonostante origino dalla visione di due persone diverse, e da luoghi, momenti e progetti differenti. Oddments prende davvero forma quando gli artisti recuperano questi pezzi dimenticati, li riportano alla luce e permettono loro di invitare la costruzione di una storia attraverso frammenti, creando da ciò che sembra disfunzionale qualcosa di simile a un puzzle composto da pezzi di diverse dimensioni, qualcosa di paragonabile a un nuovo corpo assemblato dalle estremità di soggetti differenti. Architetture, corpi, oggetti e paesaggi non sono più indipendenti tra loro. Diventano fragili e cessano di appartenere alla loro natura originaria. Un cambio di scala li riunisce, li rende uguali, li rende correlati. Una piega diventa un giunto, una cassa toracica diventa una duna, la pelle diventa un abisso, una curva diventa un meandro. Tutto ciò che è ordinario diventa sublime, e viceversa: le vette irraggiungibili di una montagna innevata non sono altro che una roccia coronata da guano.
Questi fogli di prova nascono per rimanere incompleti, asimmetrici come numeri dispari. Tuttavia giunsero a compimento nel loro incontro con altri che erano diversi e non correlati: i loro corrispettivi. Questo ha un parallelo umano. Oddments è il risultato dell’unione di due persone, due modi di vedere che sembrano completarsi a vicenda finché diventano indistinguibili. Oddments sono resti, frammenti, pezzi scartati trasformati in qualcosa di superiore. Sono il bagaglio che accompagna Gael del Río e Luca Bani quando scelgono di risparmiare una manciata di prove dal loro destino posto nella spazzatura e di trasformarle in una riflessione sulla loro pratica di fotografi. È un atto di resa a ciò che accade oltre il loro controllo, e la possibilità di una domanda: che tipo di discorso emerge dai resti del discorso?
Testo di Carlos Martín, incluso nel libro.

