Markus Hoffmann-Achenbach - lieber bluten als frieren.





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Descrizione del venditore
Artista: Markus Hoffmann-Achenbach
Titolo: lieber bluten als frieren.
Misure: 50 cm x 70 cm x 2 cm
Materiale: Acrilico, collage su tela. Vernici acriliche di alta qualità, in parte neon, che sono attive alla luce diurna, ma che in luce UV esibiscono una straordinaria luminosità
Firma: Con data e titolo sul retro
Certificato di autenticità/COA: incluso
„lieber bluten als frieren.“ è uno dei lavori più intensi di Markus Hoffmann-Achenbach – un dipinto che non illustra la guerra, ma la fa sperimentare a livello esistenziale. Nella tavola, sofferenza, disperazione e resistenza si concentrano in una composizione carica di tensione. La figura in primo piano – frammentata, tesa, spesso al confine della dissoluzione – appare ferita, ma non spezzata. Il dolore qui non è romanticizzato, ma mostrato come una scelta consapevole contro il congelamento.
È stato realizzato per il 1º anniversario dell’invasione della Russia sull’Ucraina nel febbraio 2023.
Il titolo stesso dell’opera è già un’affermazione: oppone la sopravvivenza alla dignità e la sicurezza all’auteterminazione. Il sangue non rappresenta solo ferite e dolore, ma vita, movimento e calore. Il congelamento diventa invece simbolo dell’impotenza, della stagnazione, dell’estinzione. La speranza non appare ingenua, ma ribelle: come volontà di continuare ad andare avanti nonostante tutto.
Le analogie con la guerra in Ucraina vanno ben oltre la scelta dei colori (blu e giallo, i colori della bandiera ucraina). Hoffmann-Achenbach tematizza la lotta per identità, casa e autodeterminazione. I simboli nazionali non emergono come propaganda, ma come appiglio psicologico – l’ultimo luogo di orgoglio, quando tutto il resto cade a pezzi. L’opera parla di memoria collettiva, di difesa come necessità esistenziale e di una speranza che, proprio nel dolore, acquista intensità.
Per i collezionisti questa immagine è un potente documento del suo tempo: politicamente carica, emotivamente profonda e di rilevanza duratura. Non è un’opera comoda – ma una che resta.
Artista: Markus Hoffmann-Achenbach
Titolo: lieber bluten als frieren.
Misure: 50 cm x 70 cm x 2 cm
Materiale: Acrilico, collage su tela. Vernici acriliche di alta qualità, in parte neon, che sono attive alla luce diurna, ma che in luce UV esibiscono una straordinaria luminosità
Firma: Con data e titolo sul retro
Certificato di autenticità/COA: incluso
„lieber bluten als frieren.“ è uno dei lavori più intensi di Markus Hoffmann-Achenbach – un dipinto che non illustra la guerra, ma la fa sperimentare a livello esistenziale. Nella tavola, sofferenza, disperazione e resistenza si concentrano in una composizione carica di tensione. La figura in primo piano – frammentata, tesa, spesso al confine della dissoluzione – appare ferita, ma non spezzata. Il dolore qui non è romanticizzato, ma mostrato come una scelta consapevole contro il congelamento.
È stato realizzato per il 1º anniversario dell’invasione della Russia sull’Ucraina nel febbraio 2023.
Il titolo stesso dell’opera è già un’affermazione: oppone la sopravvivenza alla dignità e la sicurezza all’auteterminazione. Il sangue non rappresenta solo ferite e dolore, ma vita, movimento e calore. Il congelamento diventa invece simbolo dell’impotenza, della stagnazione, dell’estinzione. La speranza non appare ingenua, ma ribelle: come volontà di continuare ad andare avanti nonostante tutto.
Le analogie con la guerra in Ucraina vanno ben oltre la scelta dei colori (blu e giallo, i colori della bandiera ucraina). Hoffmann-Achenbach tematizza la lotta per identità, casa e autodeterminazione. I simboli nazionali non emergono come propaganda, ma come appiglio psicologico – l’ultimo luogo di orgoglio, quando tutto il resto cade a pezzi. L’opera parla di memoria collettiva, di difesa come necessità esistenziale e di una speranza che, proprio nel dolore, acquista intensità.
Per i collezionisti questa immagine è un potente documento del suo tempo: politicamente carica, emotivamente profonda e di rilevanza duratura. Non è un’opera comoda – ma una che resta.

