Roma antica Bronzo Orecchio votivo raro.






Ha diretto il museo della collezione Ifergan, specializzata in archeologia fenicia.
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Orecchio votivo in bronzo raro dall'antica Roma, I–III secolo d.C., 63 × 37 mm, in buone condizioni; proveniente da una collezione privata tedesca (precedente proprietario 1970–1980), con certificato di autenticità e licenza di esportazione; base non inclusa.
Descrizione del venditore
ITEM: Orecchio votivo
MATERIAL: Bronzo
CULTURE: Romano
PERIOD: I secolo a.C. – III secolo d.C.
DIMENSIONS: 63 mm x 37 mm (senza supporto)
CONDITION: Buone condizioni
PROVENANCE: Ex collezione privata tedesca, acquisita tra il 1970 e il 1980
Viene fornito di Certificato di Autenticità e licenza di esportazione.
IMPORTANTE: Supporto non incluso.
Nel mondo antico romano, le offerte votive—note come donaria o ex-votos—fungevano da manifestazioni tangibili di voti religiosi stipulati tra adoratori e divinità. Tra la vasta gamma di votivi anatomici, orecchie modellate in bronzo, terracotta, argento o piombo venivano dedicate in santuari di guarigione e templi dedicati a dèi associati alla medicina e all’ascolto, quali Esculapio, Serapide, Minerva o Apollo. Questi modelli anatomici costituivano parte di una pratica rituale reciproca riassunta dall’espressione latina votum solvit libens merito («esaudì il voto volontariamente e meritamente»), colmando la distanza tra vulnerabilità umana e potere divino.
Le orecchie votive anatomiche esercitavano un duplice ruolo simbolico all’interno dell’adorazione rituale romana. A livello superficiale, un orecchio rappresentava una specifica affezione fisica, dedicata da un supplice che cercava un intervento divino per la sordità, infezioni o mal d’orecchio—oppure offerto in gratitudine dopo una guarigione avvenuta. A un livello religioso più profondo, l’orecchio fungeva da metafora per l’attenzione divina (deus auritus, un «dio che ascolta»). Presentando un orecchio inciso o fuso in uno shrine, il devoto mirava a stimolare visivamente la divinità affinché aprisse le proprie orecchie alle preghiere, assicurando che le suppliche per salute, viaggio sicuro o protezione non passassero inosservate.
Gli esempi sopravvissuti mostrano notevoli variazioni nella produzione e nella raffinatezza artistica a seconda della ricchezza dell’individuo donante. Orecchie in terracotta prodotte in serie con stampaggio dalla terracotta erano accessibili ai cittadini comuni, mentre individui di ceto elevato commissionavano esemplari raffinati in bronzo o argento, occasionalmente incisi con il nome del donatore o della divinità ricevente. Ritrovate in abbondanza nei siti di santuari in tutta l’Italia e nelle province circostanti, queste umili artefatti anatomici forniscono intuizioni intime sulla religione vissuta romana, sulla pietà personale e sulle antiche credenze mediche.
Il venditore si racconta
ITEM: Orecchio votivo
MATERIAL: Bronzo
CULTURE: Romano
PERIOD: I secolo a.C. – III secolo d.C.
DIMENSIONS: 63 mm x 37 mm (senza supporto)
CONDITION: Buone condizioni
PROVENANCE: Ex collezione privata tedesca, acquisita tra il 1970 e il 1980
Viene fornito di Certificato di Autenticità e licenza di esportazione.
IMPORTANTE: Supporto non incluso.
Nel mondo antico romano, le offerte votive—note come donaria o ex-votos—fungevano da manifestazioni tangibili di voti religiosi stipulati tra adoratori e divinità. Tra la vasta gamma di votivi anatomici, orecchie modellate in bronzo, terracotta, argento o piombo venivano dedicate in santuari di guarigione e templi dedicati a dèi associati alla medicina e all’ascolto, quali Esculapio, Serapide, Minerva o Apollo. Questi modelli anatomici costituivano parte di una pratica rituale reciproca riassunta dall’espressione latina votum solvit libens merito («esaudì il voto volontariamente e meritamente»), colmando la distanza tra vulnerabilità umana e potere divino.
Le orecchie votive anatomiche esercitavano un duplice ruolo simbolico all’interno dell’adorazione rituale romana. A livello superficiale, un orecchio rappresentava una specifica affezione fisica, dedicata da un supplice che cercava un intervento divino per la sordità, infezioni o mal d’orecchio—oppure offerto in gratitudine dopo una guarigione avvenuta. A un livello religioso più profondo, l’orecchio fungeva da metafora per l’attenzione divina (deus auritus, un «dio che ascolta»). Presentando un orecchio inciso o fuso in uno shrine, il devoto mirava a stimolare visivamente la divinità affinché aprisse le proprie orecchie alle preghiere, assicurando che le suppliche per salute, viaggio sicuro o protezione non passassero inosservate.
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Dettagli
Disclaimer
Il venditore è stato informato da Catawiki dei requisiti di documentazione e garantisce quanto segue: - l’oggetto è stato ottenuto legalmente - il venditore ha diritto a vendere e/o esportare l’oggetto, se del caso - il venditore fornirà le informazioni di provenienza necessarie e predisporrà documentazione e licenze/permessi richiesti, se del caso e in base alle leggi locali - il venditore comunicherà all’acquirente eventuali ritardi nell’ottenimento di permessi/licenze Facendo offerte, dichiari di essere a conoscenza della possibilità che siano richiesti documenti d’importazione in base al tuo Paese di residenza e che l’ottenimento di permessi/licenze potrebbe causare ritardi nella consegna del tuo oggetto.
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