Colonna - 1950-1960 - Piedistallo/Consolle






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Piedistallo/Consolle in stile Art Déco italiano, risalente agli anni ’50, con Marmo Verde Alpi, inserti in acciaio cromato e piano circolare in marmo, altezza 94 cm, diametro 26 cm, peso 20 kg.
Descrizione del venditore
piedistallo in stile Liberty Art Déco italiano degli anni '20 realizzato con una combinazione di Marmo Verde Alpi (noto anche come Verde Aver o Verde Issogne), inserti in marmo chiaro e metallo
Il Piano in Marmo mette in evidenza la splendida texture minerale del ripiano,caratterizzato dal tipico fondo verde scuro e intenso, quasi nero, interrotto da fitte venature verde chiaro e bianche. Il taglio circolare presenta un bordo liscio a coste lucide.
I Componenti della ColonnaL'inquadratura ravvicinata del giunto centrale rivela tre elementi sovrapposti:Un cilindro superiore e due colonne inferiori in acciaio tubolare cromato.Un anello intermedio spessorato in resina acrilica/bachelite o legno laccato color crema opaco.Un anello di guarnizione nero inferiore (probabilmente gomma dura o plastica rigida) che funge da stacco cromatico e ammortizzatore strutturale.
La Struttura Interna (Sotto il Ripiano)La foto dal basso è fondamentale: mostra come è assemblato il mobile. Le colonne metalliche convergono all'interno di un carter o calotta di plastica o metallo verniciato nero. Al centro è visibile il perno o dado di serraggio con filettatura cementata, circondato da residui di mastice o collante industriale. Questa tecnica di assemblaggio a tirante unico centrale è tipica della produzione manifatturiera italiana dagli anni '70 agli anni '90, pensata per garantire stabilità a un oggetto slanciato e pesante.
Tavolino o espositore in marmo italiano, cromo e laccato, dallo stile davvero unico, in stile Art Déco, risalente agli anni ’20 CIRCA. Ciò che rende questo oggetto particolarmente affascinante è la sua incredibile risonanza nel tempo. Crea un linguaggio visivo che sembra quasi proto-postmoderno. In un interno contemporaneo, si integrerebbe perfettamente con i pezzi di Memphis Milano, Ettore Sottsass, il design italiano degli anni ’80 o altri oggetti postmoderni, dove la sua geometria teatrale e i contrasti giocosi tra i materiali si sentirebbero perfettamente a loro agio. L'opera rappresenta una straordinaria sintesi tra la materialità classica e la geometria del primo modernismo. Un piano circolare in marmo Serpentine verde si erge sopra una slanciata colonna architettonica composta da tre montanti in cromo lucido, collari laccati di nero e un fusto centrale in marmo di Carrara, il tutto poggiato su una base circolare abbinata in marmo Serpentine verde. Il risultato è allo stesso tempo elegante, eccentrico e decisamente scultoreo. Sebbene risalga al periodo tra le due guerre, il design ha un carattere sorprendentemente all’avanguardia. L'uso sapiente di pietre a contrasto, cromature, dettagli grafici neri e forme cilindriche sovrapposte lo colloca nel raffinato mondo dell'Art Déco italiano e del design Novecento. Si può considerarlo in dialogo con il raffinato linguaggio architettonico di designer e architetti come Gio Ponti, Tomaso Buzzi e Piero Portaluppi. L'opera riflette il fascino che, in quel periodo, esercitavano i materiali di lusso, le proporzioni architettoniche e il dialogo tra classicismo e modernità. Ciò che rende questo oggetto particolarmente affascinante è la sua incredibile risonanza nel tempo. Crea un linguaggio visivo che sembra quasi proto-postmoderno. In un interno contemporaneo, si integrerebbe perfettamente con i pezzi di Memphis Milano, Ettore Sottsass, il design italiano degli anni ’80 o altri oggetti postmoderni, dove la sua geometria teatrale e i contrasti giocosi tra i materiali si sentirebbero perfettamente a loro agio. Un elemento d'arredo davvero straordinario: un po’ piedistallo, un po’ tavolino da aperitivo, un po’ oggetto scultoreo. Di dimensioni compatte ma di grande impatto, incarna il fascino e lo spirito sperimentale delle arti decorative italiane degli anni ’20, anticipando al contempo tendenze di design che sarebbero emerse pienamente solo decenni dopo.
piedistallo in stile Liberty Art Déco italiano degli anni '20 realizzato con una combinazione di Marmo Verde Alpi (noto anche come Verde Aver o Verde Issogne), inserti in marmo chiaro e metallo
Il Piano in Marmo mette in evidenza la splendida texture minerale del ripiano,caratterizzato dal tipico fondo verde scuro e intenso, quasi nero, interrotto da fitte venature verde chiaro e bianche. Il taglio circolare presenta un bordo liscio a coste lucide.
I Componenti della ColonnaL'inquadratura ravvicinata del giunto centrale rivela tre elementi sovrapposti:Un cilindro superiore e due colonne inferiori in acciaio tubolare cromato.Un anello intermedio spessorato in resina acrilica/bachelite o legno laccato color crema opaco.Un anello di guarnizione nero inferiore (probabilmente gomma dura o plastica rigida) che funge da stacco cromatico e ammortizzatore strutturale.
La Struttura Interna (Sotto il Ripiano)La foto dal basso è fondamentale: mostra come è assemblato il mobile. Le colonne metalliche convergono all'interno di un carter o calotta di plastica o metallo verniciato nero. Al centro è visibile il perno o dado di serraggio con filettatura cementata, circondato da residui di mastice o collante industriale. Questa tecnica di assemblaggio a tirante unico centrale è tipica della produzione manifatturiera italiana dagli anni '70 agli anni '90, pensata per garantire stabilità a un oggetto slanciato e pesante.
Tavolino o espositore in marmo italiano, cromo e laccato, dallo stile davvero unico, in stile Art Déco, risalente agli anni ’20 CIRCA. Ciò che rende questo oggetto particolarmente affascinante è la sua incredibile risonanza nel tempo. Crea un linguaggio visivo che sembra quasi proto-postmoderno. In un interno contemporaneo, si integrerebbe perfettamente con i pezzi di Memphis Milano, Ettore Sottsass, il design italiano degli anni ’80 o altri oggetti postmoderni, dove la sua geometria teatrale e i contrasti giocosi tra i materiali si sentirebbero perfettamente a loro agio. L'opera rappresenta una straordinaria sintesi tra la materialità classica e la geometria del primo modernismo. Un piano circolare in marmo Serpentine verde si erge sopra una slanciata colonna architettonica composta da tre montanti in cromo lucido, collari laccati di nero e un fusto centrale in marmo di Carrara, il tutto poggiato su una base circolare abbinata in marmo Serpentine verde. Il risultato è allo stesso tempo elegante, eccentrico e decisamente scultoreo. Sebbene risalga al periodo tra le due guerre, il design ha un carattere sorprendentemente all’avanguardia. L'uso sapiente di pietre a contrasto, cromature, dettagli grafici neri e forme cilindriche sovrapposte lo colloca nel raffinato mondo dell'Art Déco italiano e del design Novecento. Si può considerarlo in dialogo con il raffinato linguaggio architettonico di designer e architetti come Gio Ponti, Tomaso Buzzi e Piero Portaluppi. L'opera riflette il fascino che, in quel periodo, esercitavano i materiali di lusso, le proporzioni architettoniche e il dialogo tra classicismo e modernità. Ciò che rende questo oggetto particolarmente affascinante è la sua incredibile risonanza nel tempo. Crea un linguaggio visivo che sembra quasi proto-postmoderno. In un interno contemporaneo, si integrerebbe perfettamente con i pezzi di Memphis Milano, Ettore Sottsass, il design italiano degli anni ’80 o altri oggetti postmoderni, dove la sua geometria teatrale e i contrasti giocosi tra i materiali si sentirebbero perfettamente a loro agio. Un elemento d'arredo davvero straordinario: un po’ piedistallo, un po’ tavolino da aperitivo, un po’ oggetto scultoreo. Di dimensioni compatte ma di grande impatto, incarna il fascino e lo spirito sperimentale delle arti decorative italiane degli anni ’20, anticipando al contempo tendenze di design che sarebbero emerse pienamente solo decenni dopo.
