Roma antica Ceramica brocca (Senza prezzo di riserva)






Ha diretto il museo della collezione Ifergan, specializzata in archeologia fenicia.
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Pignatta romana in ceramica, 62x42 mm, periodo I–III secolo d.C., in buone condizioni, proveniente da una collezione privata olandese (1970–1990) e corredata di certificato di autenticità e licenza di esportazione.
Descrizione del venditore
VASO: Anfora
MATERIA: Ceramica
CULTURA: Romana
PERIODO: I - III secolo d.C.
DIMENSIONI: 62 mm x 42 mm di diametro
CONDIZIONE: Buona condizione
PROVENIENZA: Proveniente da una collezione privata olandese, acquisita tra il 1970 e il 1990
Viene fornito con Certificato di Autenticità e licenza di esportazione.
Le anfore romane, spesso indicate con i loro nomi latini quali oinochoe, lagynos o ampulla, erano recipienti ubiqui nel mondo romano, pensati principalmente per contenere, servire e versare vino, acqua o altre bevande. Realizzate in materiali diversi, tra cui ceramica (terra sigillata), bronzo e vetro, le anfore variavano per dimensioni e perfezione a seconda dell’uso previsto, spaziando da vasi semplici in terracotta utilitarie utilizzati in cucina a recipienti bronzei elaboratamente decorati impiegati durante banchetti formali (convivia). Le anfore di bronzo, in particolare, spesso presentavano manici scolpiti con figure mitologiche, maschere o teste di animali, dimostrando la maestria romana nell’arte della lavorazione dei metalli e rispecchiando lo status elevato del proprietario.
L’evoluzione delle anfore romane fu influenzata sia dalle tradizioni etrusche sia greche, ma i recipienti furono adattati all’usanza tipicamente romana di convivio e convivialità itinerante. Le anfore di argilla, soprattutto quelle prodotte in grandi quantità in tutto l’impero, erano essenziali per il commercio locale e le provviste militari. L’enfasi romana sull’igiene e la diffusione diffusa del vetro soffiato a partire dal I secolo d.C. portarono a una proliferazione di anfore in vetro. Queste lastamente erano apprezzate per la loro natura non porosa e per la chiarezza, che permetteva di vedere il contenuto. Le anfore in vetro, spesso rinvenute in contesti domestici e funerari, tipicamente presentavano un solo manico, una pancia ampia e un bordo leggermente svasato o pizzicato, pensato per facilitarne il versamento e ridurre gli traboccamenti.
Oltre al loro uso pratico nel vicinato della taverna o nella sala da pranzo, le anfore romane possedevano significato rituale e simbolico. Nei riti religiosi, venivano usate per offrire libazioni agli dei, rendendole reperti comuni vicino ad altari e templi. Nei contesti funerari, le anfore erano spesso incluse tra i beni della tomba—a volte persino intenzionalmente rotte—simbolizzando il consumo di bevande nell’aldilà o fornendo sostentamento per il viaggio dell’aldilà del defunto. Indipendentemente dal materiale, le anfore romane stanno come testimoni della raffinata lavorazione e delle reti commerciali diffuse dell’epoca imperiale, riflettendo le abitudini quotidiane, le credenze religiose e lo status sociale delle persone che le utilizzavano.
Il venditore si racconta
VASO: Anfora
MATERIA: Ceramica
CULTURA: Romana
PERIODO: I - III secolo d.C.
DIMENSIONI: 62 mm x 42 mm di diametro
CONDIZIONE: Buona condizione
PROVENIENZA: Proveniente da una collezione privata olandese, acquisita tra il 1970 e il 1990
Viene fornito con Certificato di Autenticità e licenza di esportazione.
Le anfore romane, spesso indicate con i loro nomi latini quali oinochoe, lagynos o ampulla, erano recipienti ubiqui nel mondo romano, pensati principalmente per contenere, servire e versare vino, acqua o altre bevande. Realizzate in materiali diversi, tra cui ceramica (terra sigillata), bronzo e vetro, le anfore variavano per dimensioni e perfezione a seconda dell’uso previsto, spaziando da vasi semplici in terracotta utilitarie utilizzati in cucina a recipienti bronzei elaboratamente decorati impiegati durante banchetti formali (convivia). Le anfore di bronzo, in particolare, spesso presentavano manici scolpiti con figure mitologiche, maschere o teste di animali, dimostrando la maestria romana nell’arte della lavorazione dei metalli e rispecchiando lo status elevato del proprietario.
L’evoluzione delle anfore romane fu influenzata sia dalle tradizioni etrusche sia greche, ma i recipienti furono adattati all’usanza tipicamente romana di convivio e convivialità itinerante. Le anfore di argilla, soprattutto quelle prodotte in grandi quantità in tutto l’impero, erano essenziali per il commercio locale e le provviste militari. L’enfasi romana sull’igiene e la diffusione diffusa del vetro soffiato a partire dal I secolo d.C. portarono a una proliferazione di anfore in vetro. Queste lastamente erano apprezzate per la loro natura non porosa e per la chiarezza, che permetteva di vedere il contenuto. Le anfore in vetro, spesso rinvenute in contesti domestici e funerari, tipicamente presentavano un solo manico, una pancia ampia e un bordo leggermente svasato o pizzicato, pensato per facilitarne il versamento e ridurre gli traboccamenti.
Oltre al loro uso pratico nel vicinato della taverna o nella sala da pranzo, le anfore romane possedevano significato rituale e simbolico. Nei riti religiosi, venivano usate per offrire libazioni agli dei, rendendole reperti comuni vicino ad altari e templi. Nei contesti funerari, le anfore erano spesso incluse tra i beni della tomba—a volte persino intenzionalmente rotte—simbolizzando il consumo di bevande nell’aldilà o fornendo sostentamento per il viaggio dell’aldilà del defunto. Indipendentemente dal materiale, le anfore romane stanno come testimoni della raffinata lavorazione e delle reti commerciali diffuse dell’epoca imperiale, riflettendo le abitudini quotidiane, le credenze religiose e lo status sociale delle persone che le utilizzavano.
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Dettagli
Disclaimer
Il venditore è stato informato da Catawiki dei requisiti di documentazione e garantisce quanto segue: - l’oggetto è stato ottenuto legalmente - il venditore ha diritto a vendere e/o esportare l’oggetto, se del caso - il venditore fornirà le informazioni di provenienza necessarie e predisporrà documentazione e licenze/permessi richiesti, se del caso e in base alle leggi locali - il venditore comunicherà all’acquirente eventuali ritardi nell’ottenimento di permessi/licenze Facendo offerte, dichiari di essere a conoscenza della possibilità che siano richiesti documenti d’importazione in base al tuo Paese di residenza e che l’ottenimento di permessi/licenze potrebbe causare ritardi nella consegna del tuo oggetto.
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