D'Alessandro - Paragone de' Cavalieri - 1711






Specialista in libri antichi, con focus sulle dispute teologiche dal 1999.
1.100 € | ||
|---|---|---|
500 € | ||
50 € |
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 140562 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Pietra paragone de' cavalieri di D'Alessandro, prima edizione illustrata in folio, 1711 Napoli, legatura in pelle, 418 pagine, 140 incisioni a piena pagina.
Descrizione del venditore
[Please note that the background setting in some images was created using AI to present the books in a pleasant environment. These background elements do not alter or affect the true representation and condition of the books]
UNA DELLE PIU’ RARE E IMPORTANTI OPERE SULL’ EQUITAZIONE - IN FOLIO - RICCAMENTE ILLUSTRATO
Prima edizione di questa opera molto importante sull’equitazione, sulla cura del cavallo, sulla storia e sulla tecnica della scherma.
La Pietra paragone de’ cavalieri è un capolavoro del tardo barocco italiano che unisce trattatistica tecnica, poesia marinista e cultura cavalleresca, offrendo uno sguardo unico sul mondo equestre del Regno di Napoli. Divisa in cinque libri, l’opera tratta del cavalcare, dell’imbrigliare, della varietà delle briglie, dei complessi tracciati di maneggio (i “circoli seu torni”) e della medicina del cavallo. Il tutto corredato da un imponente apparato iconografico: 140 incisioni calcografiche a piena pagina, tra cui ritratti di schermidori napoletani, marchi di razze equine, figure allegoriche, e persino un rinoceronte di ispirazione dureriana.
Testo celebrato fin da subito dal pubblico, ebbe grande fortuna presso nobili, schermidori e studiosi di scienze veterinarie.
Cfr. Bibl. generale della scherma, 59-60; Brunet I, 159; D'Afflitto, 212, l'opera «fu ricevuta dal pubblico più tosto con applauso», anche per il ricco apparato iconografico: corredano il testo moltissime illustrazioni di tracciati di maneggio, di animali (compreso il rinocerote [sic!] di dureriana ispirazione), di ritratti dei napoletani illustri nella scherma del suo tempo, sia a cavallo che a mezzo-busto, e un incredibilmente ampio campionario di briglie. Huth p. 28. Brunet I, 159. Graesse I, 68.
UNA COPIA IN VENDITA ONLINE A EUR 25.000,00
WHY TO BUY
PRIMA EDIZIONE DEL 1711 – Monumentale trattato napoletano sull’equitazione, la scherma e la cura del cavallo, tra le opere italiane più ambiziose dedicate alla cultura cavalleresca.
APPARATO ICONOGRAFICO ECCEZIONALE – Oltre 140 incisioni calcografiche illustrano briglie, esercizi di maneggio, cavalieri, razze equine, animali e protagonisti della scherma napoletana.
LEGATURA COEVA DI GRAN PREGIO – Raffinata piena pelle riccamente decorata in oro, con tagli dorati e incisi, che conferisce all’esemplare forte presenza collezionistica.
EQUITAZIONE, SCHERMA E BAROCCO NAPOLETANO – Un’opera unica che fonde tecnica equestre, veterinaria, poesia marinista e cultura aristocratica del Regno di Napoli.
CONDITION REPORT
In-folio (mm 355x225). Carte generalmente molto ben conservate, compresi antiporta, ritratto e frontespizio intonsi, oltre a 140 incisioni, tutte integre e perfettamente inchiostrate.
Bruniture fisiologiche nel testo, assolutamente non fastidiose.
Le 142 incisioni, oltre al frontespizio, sono complete e ben conservate.
Doppie sguardie coeve (2 + 2) perfettamente conservate, con antico exlibris manoscritto al recto della prima sguardia.
Contropiatti su carta decorata in origine. Tagli completamente dorati ed incisi a secco.
Da pag. 63 a pag. 73, restauro professionale con perdita di alcune parole di titoli e di testo, nessuna illustrazione coinvolta.
Raffinatissima legatura coeva in piena pelle, riccamente decorata in oro. Dorso a 6 nervature con titolo e decori incisi in oro. Antiporta raffigurante “due leggiadri e nobili destrieri” e ritratto dell' autore, entrambi calcografici; frontespizio intonso, ornato da grande fregio xilografico.
Esemplare con carta L2 bianca correttamente numerata 47 al recto e 48 al verso. Due carte di tavole tra le pag. 342 e 345, editorialmente numerate come pagine (343-344).
Errata p. (5)-((6) a fronte. Pp. 12nn. 402; (4).
FULL TITLES & AUTHORS
Pietra paragone de' cavalieri, [.] divisa in cinque libri.
In Napoli, Domenico-Antonio Parrino, 1711
Giuseppe D'Alessandro
CONTENTS
Nel 1711, Giuseppe D'Alessandro, pubblicò a Napoli la Pietra paragone de' cavalieri, opera coniposita che. comprende sonetti, lettere e trattati di vario genere. L'immagine idoleggiata del cavallo, centro di un singolare microcosmo equestre, costituisce l'elemento coordinatore della raccolta che alterna ai sonetti amorosi e d'ispirazione filosofica, rime esaltanti le glorie e le virtù dei nobili quadrupedi, trattati sul modo di curare le loro "infermità", e persino incisioni dei marchi delle razze più pregiate nel Regno di Napoli. Nel variopinto bestiario della lirica barocca il cavallo rappresenta infatti un polo d'attrazione costante, dai sonetti del Marino, del Preti, del Fontanella, del Bruni fino al tardivo canzoniere del D'Alessandro, che accoglie e propone moduli e temi di un gusto poetico vicino alla fine.
L'autore rientra nella schiera degli epigoni del marinismo, che conducono alle estreme conseguenze la poetica dei bizzarro, dello stravagante, dei peregrino, esasperando toni e situazioni del primo barocco. Non si limita, infatti, ad ammirare lo scatto rapido e fuimineo del "corsier volante" (cfr. Ad un cavallo), ma dedica anche odi ed inni alla sella, alla staffa, allo sperone. Affascinato soprattutto dal dinamismo dell'animale, impetuoso e scalpitante, accosta a metafore convenzionali del tipo "vento crinito" l'audace contrapposizione "terrestre volator" (cfr. Ad un velocissimo e nobile cavallo) per ritrarre lo slancio inarrestabile del cavallo in corsa.
Consona, inoltre, al tardo gusto barocco è l'enfatica affermazione che D'Alessandro rivolge, verso la fine del sonetto, all'amato cavallo: "Per te acquistan onore i fogli miei" e l'estesa metafora conclusiva: "Il dorso tuo non è se non ch'un soglio / Per gli eroi coronati e semidei". Accanto ai componimenti ispirati ad una incredibile innologia equestre, si dispongono alcuni sonetti amorosi che variano i temi consueti della lirica erotica secentesca con la serie celebrativa di bella donna a cavallo, di cavallo frenato da bella donna, e simili, ma presentano banali giochi di parole: "Moro per donna mora" (cfr. Per una donna mora) nei quali le elaborate locuzioni del concettismo sono ridotte a formule stereotipate.
Giuseppe D'Alessandro nacque nel 1656 a Pescolanciano (prov. di Campobasso), in "citeriore Aprutio", dal duca Fabio e da Isabella Amendola. In seguito alla morte precoce del fratello, egli diventò terzo duca e settimo barone dei feudi di Pescolanciano, Carovilli, Castiglione, Pietrabbondante, Civitanova, Civitavecchia. A questi domini si aggiunsero i paesi di Roccaraso, Castelgiudice e Roccacinquemila, portati in dote dalla moglie del D., la baronessa A. M. Marchesani, d'origine salernitana.
Il venditore si racconta
[Please note that the background setting in some images was created using AI to present the books in a pleasant environment. These background elements do not alter or affect the true representation and condition of the books]
UNA DELLE PIU’ RARE E IMPORTANTI OPERE SULL’ EQUITAZIONE - IN FOLIO - RICCAMENTE ILLUSTRATO
Prima edizione di questa opera molto importante sull’equitazione, sulla cura del cavallo, sulla storia e sulla tecnica della scherma.
La Pietra paragone de’ cavalieri è un capolavoro del tardo barocco italiano che unisce trattatistica tecnica, poesia marinista e cultura cavalleresca, offrendo uno sguardo unico sul mondo equestre del Regno di Napoli. Divisa in cinque libri, l’opera tratta del cavalcare, dell’imbrigliare, della varietà delle briglie, dei complessi tracciati di maneggio (i “circoli seu torni”) e della medicina del cavallo. Il tutto corredato da un imponente apparato iconografico: 140 incisioni calcografiche a piena pagina, tra cui ritratti di schermidori napoletani, marchi di razze equine, figure allegoriche, e persino un rinoceronte di ispirazione dureriana.
Testo celebrato fin da subito dal pubblico, ebbe grande fortuna presso nobili, schermidori e studiosi di scienze veterinarie.
Cfr. Bibl. generale della scherma, 59-60; Brunet I, 159; D'Afflitto, 212, l'opera «fu ricevuta dal pubblico più tosto con applauso», anche per il ricco apparato iconografico: corredano il testo moltissime illustrazioni di tracciati di maneggio, di animali (compreso il rinocerote [sic!] di dureriana ispirazione), di ritratti dei napoletani illustri nella scherma del suo tempo, sia a cavallo che a mezzo-busto, e un incredibilmente ampio campionario di briglie. Huth p. 28. Brunet I, 159. Graesse I, 68.
UNA COPIA IN VENDITA ONLINE A EUR 25.000,00
WHY TO BUY
PRIMA EDIZIONE DEL 1711 – Monumentale trattato napoletano sull’equitazione, la scherma e la cura del cavallo, tra le opere italiane più ambiziose dedicate alla cultura cavalleresca.
APPARATO ICONOGRAFICO ECCEZIONALE – Oltre 140 incisioni calcografiche illustrano briglie, esercizi di maneggio, cavalieri, razze equine, animali e protagonisti della scherma napoletana.
LEGATURA COEVA DI GRAN PREGIO – Raffinata piena pelle riccamente decorata in oro, con tagli dorati e incisi, che conferisce all’esemplare forte presenza collezionistica.
EQUITAZIONE, SCHERMA E BAROCCO NAPOLETANO – Un’opera unica che fonde tecnica equestre, veterinaria, poesia marinista e cultura aristocratica del Regno di Napoli.
CONDITION REPORT
In-folio (mm 355x225). Carte generalmente molto ben conservate, compresi antiporta, ritratto e frontespizio intonsi, oltre a 140 incisioni, tutte integre e perfettamente inchiostrate.
Bruniture fisiologiche nel testo, assolutamente non fastidiose.
Le 142 incisioni, oltre al frontespizio, sono complete e ben conservate.
Doppie sguardie coeve (2 + 2) perfettamente conservate, con antico exlibris manoscritto al recto della prima sguardia.
Contropiatti su carta decorata in origine. Tagli completamente dorati ed incisi a secco.
Da pag. 63 a pag. 73, restauro professionale con perdita di alcune parole di titoli e di testo, nessuna illustrazione coinvolta.
Raffinatissima legatura coeva in piena pelle, riccamente decorata in oro. Dorso a 6 nervature con titolo e decori incisi in oro. Antiporta raffigurante “due leggiadri e nobili destrieri” e ritratto dell' autore, entrambi calcografici; frontespizio intonso, ornato da grande fregio xilografico.
Esemplare con carta L2 bianca correttamente numerata 47 al recto e 48 al verso. Due carte di tavole tra le pag. 342 e 345, editorialmente numerate come pagine (343-344).
Errata p. (5)-((6) a fronte. Pp. 12nn. 402; (4).
FULL TITLES & AUTHORS
Pietra paragone de' cavalieri, [.] divisa in cinque libri.
In Napoli, Domenico-Antonio Parrino, 1711
Giuseppe D'Alessandro
CONTENTS
Nel 1711, Giuseppe D'Alessandro, pubblicò a Napoli la Pietra paragone de' cavalieri, opera coniposita che. comprende sonetti, lettere e trattati di vario genere. L'immagine idoleggiata del cavallo, centro di un singolare microcosmo equestre, costituisce l'elemento coordinatore della raccolta che alterna ai sonetti amorosi e d'ispirazione filosofica, rime esaltanti le glorie e le virtù dei nobili quadrupedi, trattati sul modo di curare le loro "infermità", e persino incisioni dei marchi delle razze più pregiate nel Regno di Napoli. Nel variopinto bestiario della lirica barocca il cavallo rappresenta infatti un polo d'attrazione costante, dai sonetti del Marino, del Preti, del Fontanella, del Bruni fino al tardivo canzoniere del D'Alessandro, che accoglie e propone moduli e temi di un gusto poetico vicino alla fine.
L'autore rientra nella schiera degli epigoni del marinismo, che conducono alle estreme conseguenze la poetica dei bizzarro, dello stravagante, dei peregrino, esasperando toni e situazioni del primo barocco. Non si limita, infatti, ad ammirare lo scatto rapido e fuimineo del "corsier volante" (cfr. Ad un cavallo), ma dedica anche odi ed inni alla sella, alla staffa, allo sperone. Affascinato soprattutto dal dinamismo dell'animale, impetuoso e scalpitante, accosta a metafore convenzionali del tipo "vento crinito" l'audace contrapposizione "terrestre volator" (cfr. Ad un velocissimo e nobile cavallo) per ritrarre lo slancio inarrestabile del cavallo in corsa.
Consona, inoltre, al tardo gusto barocco è l'enfatica affermazione che D'Alessandro rivolge, verso la fine del sonetto, all'amato cavallo: "Per te acquistan onore i fogli miei" e l'estesa metafora conclusiva: "Il dorso tuo non è se non ch'un soglio / Per gli eroi coronati e semidei". Accanto ai componimenti ispirati ad una incredibile innologia equestre, si dispongono alcuni sonetti amorosi che variano i temi consueti della lirica erotica secentesca con la serie celebrativa di bella donna a cavallo, di cavallo frenato da bella donna, e simili, ma presentano banali giochi di parole: "Moro per donna mora" (cfr. Per una donna mora) nei quali le elaborate locuzioni del concettismo sono ridotte a formule stereotipate.
Giuseppe D'Alessandro nacque nel 1656 a Pescolanciano (prov. di Campobasso), in "citeriore Aprutio", dal duca Fabio e da Isabella Amendola. In seguito alla morte precoce del fratello, egli diventò terzo duca e settimo barone dei feudi di Pescolanciano, Carovilli, Castiglione, Pietrabbondante, Civitanova, Civitavecchia. A questi domini si aggiunsero i paesi di Roccaraso, Castelgiudice e Roccacinquemila, portati in dote dalla moglie del D., la baronessa A. M. Marchesani, d'origine salernitana.
Il venditore si racconta
Dettagli
Giveaway Disclaimer
Nel corso di un evento Catawiki Live potrebbero essere organizzati dei giveaway. La partecipazione ai giveaway è soggetta al Regolamento per i giveaway. Nel momento in cui fai offerte per un oggetto, dichiari di comprendere che, ove applicabile, potresti essere automaticamente iscritto alla partecipazione a un giveaway.
Ogni giveaway può avere regole e requisiti di partecipazione diversi. Il venditore fornirà queste informazioni durante la diretta streaming. Assicurati di aver compreso le regole prima di partecipare.
