Sebastian Bieniek (1975) - Doublefaced No. 39 (3/9)






Ha oltre dieci anni di esperienza nel campo dell'arte, specializzandosi in fotografia del dopoguerra e arte contemporanea.
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Sebastian Bieniek, Doublefaced No. 39 (3/9), una C‑Print del 2013, 58 × 41 cm, firmata e tirata 3/9.
Descrizione del venditore
Sebastian Bieniek (nato nel 1975 in Polonia) è famoso per lavori nel contesto della dualità e dell’ambivalenza che dal 2013 sono diventati virali diverse volte e sono stati pubblicati dalle maggiori riviste di tutto il mondo. Secondo la rivista spagnola VOGUE, persino Madonna lo avrebbe chiesto nel 2016 di realizzare la copertina del suo nuovo album, ma l’artista eccentrico, come spesso accade, ha rifiutato e preferito restare da solo.
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In vendita:
Original Fotografie (stampa Fine Art di alta qualità) della serie Doublefaced (2013) di Sebastian Bieniek.
Esistono solo 9 originali singolarmente numerati e firmati di questa opera (Doublefaced No. 39). Qui la 3/9.
La maggior parte degli originali si trovano in collezioni importanti in tutto il mondo. Tra questi negli Stati Uniti, Svizzera, Italia, Paesi Bassi, Austria, Germania, Spagna, Regno del Bahrain, Regno Unito, Giappone e Hong Kong.
Questa opera è venduta come l’ultima ma rimasta direttamente dall’artista.
Il vincitore dell’asta riceverà inoltre un certificato di autenticità emesso a proprio nome dall’artista.
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Dettagli sull’opera:
- Titolo: Doublefaced No. 39 (3/9)
- Anno: 2013
- Dimensioni: 58 x 42 cm. (C’è una cornice bianca di 5 cm. di larghezza attorno alla foto. Le dimensioni includono la cornice bianca)
- Attrezzatura: si tratta di una fotografia (non montata né incorniciata)
- Carta: Baryta Canson
- Metodo di produzione: C-Print
- Firmata: più volte. Una volta in alto a sinistra (firma rapida), poi in basso a destra (e timbrata, intitolata e numerata). Sul retro anche una seconda volta firmata, timbrata, intitolata e numerata.
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Stato della fotografia:
In basso a destra c’è una piccola piega (morbida) della foto n. 7, che però verrebbe eliminata una volta incorniciata o allestita (si vede soprattutto sul retro). Inoltre, il bordo in basso a sinistra (vedi foto n. 7) è leggermente toccato in due piccole zone (è una piccola area di circa mezzo millimetro che verrebbe tagliata al montaggio).
Ma tutto questo non è rilevante, perché all’allestimento tutto questo verrebbe nuovamente livellato e tagliato e quindi sparirebbe del tutto.
Il soggetto stesso è in stato TOP e quindi l’insieme è considerato “buono”. Si prega di guardare la foto n. 7 per essere informati in anticipo.
Le zone sopra menzionate (non rilevanti dopo l’allestimento e l’incorniciatura) si trovano sulla cornice bianca. La foto ha ormai 13 anni ed è in condizioni super.
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Spedizione:
La foto viene spedita arrotolata.
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Sulla Doublefaced Serie:
La Doublefaced-Serie del artista tedesco Sebastian Bieniek è indiscutibilmente una delle serie fotografiche più importanti e influenti dell’era di Internet. È il perfetto esempio di arte contemporanea che non solo comprende lo spirito del tempo moderno, ma lo riflette nella sua forma più pura. In un’epoca dominata dall’autopromozione digitale, dalla costante reinvenzione dell’ego e dalla frammentazione dell’identità sui social media, Bieniek ha colto con le sue opere un nucleo nervoso della società. Le sue opere hanno catturato il profondo bisogno umano di essere simultaneamente mascherati e visibili nel rumore digitale, rendendo visivamente tangibile la dualità della nostra esistenza moderna.
Il concetto minimalista ma profondamente inquietante – volti secondari disegnati con eyeliner e rossetto sulle guance delle modelle – si è diffuso virale negli anni 2010 e ha plasmato duramente il mondo della musica e della moda globale. Quanto questo impulso artistico abbia colpito il polso del tempo si vede dalla sua enorme risonanza su icone di fama mondiale. Così la “Queen of Pop” Madonna fu così affascinata dal linguaggio visivo ipnotico da scegliere una foto della serie per la copertina del suo album Madame X. Anche nella musica e nella cultura pop ha lasciato profonde tracce: nel video ufficiale del singolo Marilyn Monroe di Pharrell Williams è stata copiato e presentato a un pubblico di milioni l’idea ikonica dell’illusione a doppia faccia.
La più spettacolare ventata tra arte corporea avant-garde e mondo della haute couture si è verificata sulle passerelle della metropoli francese. Il couturier Simon Porte Jacquemus ha riconosciuto il potenziale dello zeitgeist e ha portato lo stile in una collaborazione diretta con Sebastian Bieniek alla Paris Fashion Week. La collezione ispirata dall’arte di Bieniek ha scosso l’industria della moda, contribuendo a Jacquemus a vincere il prestigioso LVMH Special Jury Prize, dotato di 150.000 euro. Grazie a questa simbiosi tra fenomeno di Internet, cultura pop e haute couture, la Doublefaced ha dimostrato in modo impressionante come l’arte tradizionale possa superare i confini dell’analogico e diventare una lingua visiva universale per un’intera generazione.
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Sulla vita dell’artista:
L’artista tedesco, concettuale pittore e fotografo Sebastian Bieniek (1975) è considerato uno dei più radicali “border crosser” della scena artistica contemporanea. La sua intera opera è stata un permanente, provocatorio ballo sull’equilibrio sottilissimo tra realtà e illusione.
Nato in Slesia, Bieniek arrivò in Germania nel 1989 da rifugiato giovanile e iniziò il suo percorso artistico all’Università delle Arti di Braunschweig. Lì studiò Arte libera sotto influenze estremamente contrastanti: la famosa pioniera della performance Marina Abramović e l’artista concettuale svizzero John M. Armleder. In seguito si trasferì all’Università delle Arti di Berlino, dove concluse i suoi studi come Meisterschüler, mentre parallelamente frequentava una scuola di regia presso la Deutsche Film- und Fernsehakademie Berlin. La sua carriera iniziò alla fine degli anni ’90 al leggendario Kunsthaus Tacheles di Berlino, da cui divenne rapidamente una figura di riferimento. Nel 2013 ottenne il grande successo internazionale con la fotoserie virale Doublefaced, che portò riviste rinomate a definirlo uno degli artisti più influenti di Berlino.
Già all’inizio della sua carriera Bieniek attirò l’attenzione con azioni che scossero il pubblico e il tradizionale ambiente artistico. Ispirato dalle esperienze corporee estreme della sua mentore Abramović, utilizzò il proprio corpo come materiale e in una prima opera tagliò quotidianamente una nuova ferita al braccio per giorni, per documentare la transitorietà in modo fisico. Oltre a questi processi dolorosi, mise in scena esperimenti sociali inquietanti nello spazio pubblico, posando transenne senza autorizzazione per chiudere ingressi della metropolitana o luoghi a Berlino. Dimostrò così quanto i volti della gente obbediscono all’autorità visiva e statale. Con il libro Realfake pubblicato nel 2011 ampliò questi esperimenti al dominio digitale: creando decine di profili falsi, manipolò in modo mirato algoritmi, media e percezione pubblica – molto prima che il fenomeno dei “Alternative Facts” raggiungesse la politica mondiale.
Il culmine assoluto e radicale di questo lavoro interdisciplinare fu la messinscena della sua morte come performance artistica finale. Bieniek, da sempre analizzatore dei meccanismi di efficacia mediatica, identità digitale e inganno, estese questo principio al limite estremo dell’esistenza umana. Falsificò e orchestrò notizie sulla propria scomparsa e le accompagnò con videomessaggi concettuali come la sua Apology for being dead, provocando lo shock del mondo dell’arte e del pubblico. Con questo atto andò oltre di molto qualsiasi altro artista prima di lui. Non utilizzò più solo tela, camera o corpo vivo, ma elevò la scomparsa totale, il gioco con l’oltre e la successiva isteria mediatica a vera opera d’arte. Bieniek dimostrò così definitivamente che nell’era delle reti digitali persino il confine tra vita e morte è manipolabile, modellabile e in ultima analisi parte di una messa in scena iperrealistica.
Sebastian Bieniek (nato nel 1975 in Polonia) è famoso per lavori nel contesto della dualità e dell’ambivalenza che dal 2013 sono diventati virali diverse volte e sono stati pubblicati dalle maggiori riviste di tutto il mondo. Secondo la rivista spagnola VOGUE, persino Madonna lo avrebbe chiesto nel 2016 di realizzare la copertina del suo nuovo album, ma l’artista eccentrico, come spesso accade, ha rifiutato e preferito restare da solo.
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In vendita:
Original Fotografie (stampa Fine Art di alta qualità) della serie Doublefaced (2013) di Sebastian Bieniek.
Esistono solo 9 originali singolarmente numerati e firmati di questa opera (Doublefaced No. 39). Qui la 3/9.
La maggior parte degli originali si trovano in collezioni importanti in tutto il mondo. Tra questi negli Stati Uniti, Svizzera, Italia, Paesi Bassi, Austria, Germania, Spagna, Regno del Bahrain, Regno Unito, Giappone e Hong Kong.
Questa opera è venduta come l’ultima ma rimasta direttamente dall’artista.
Il vincitore dell’asta riceverà inoltre un certificato di autenticità emesso a proprio nome dall’artista.
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Dettagli sull’opera:
- Titolo: Doublefaced No. 39 (3/9)
- Anno: 2013
- Dimensioni: 58 x 42 cm. (C’è una cornice bianca di 5 cm. di larghezza attorno alla foto. Le dimensioni includono la cornice bianca)
- Attrezzatura: si tratta di una fotografia (non montata né incorniciata)
- Carta: Baryta Canson
- Metodo di produzione: C-Print
- Firmata: più volte. Una volta in alto a sinistra (firma rapida), poi in basso a destra (e timbrata, intitolata e numerata). Sul retro anche una seconda volta firmata, timbrata, intitolata e numerata.
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Stato della fotografia:
In basso a destra c’è una piccola piega (morbida) della foto n. 7, che però verrebbe eliminata una volta incorniciata o allestita (si vede soprattutto sul retro). Inoltre, il bordo in basso a sinistra (vedi foto n. 7) è leggermente toccato in due piccole zone (è una piccola area di circa mezzo millimetro che verrebbe tagliata al montaggio).
Ma tutto questo non è rilevante, perché all’allestimento tutto questo verrebbe nuovamente livellato e tagliato e quindi sparirebbe del tutto.
Il soggetto stesso è in stato TOP e quindi l’insieme è considerato “buono”. Si prega di guardare la foto n. 7 per essere informati in anticipo.
Le zone sopra menzionate (non rilevanti dopo l’allestimento e l’incorniciatura) si trovano sulla cornice bianca. La foto ha ormai 13 anni ed è in condizioni super.
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Spedizione:
La foto viene spedita arrotolata.
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Sulla Doublefaced Serie:
La Doublefaced-Serie del artista tedesco Sebastian Bieniek è indiscutibilmente una delle serie fotografiche più importanti e influenti dell’era di Internet. È il perfetto esempio di arte contemporanea che non solo comprende lo spirito del tempo moderno, ma lo riflette nella sua forma più pura. In un’epoca dominata dall’autopromozione digitale, dalla costante reinvenzione dell’ego e dalla frammentazione dell’identità sui social media, Bieniek ha colto con le sue opere un nucleo nervoso della società. Le sue opere hanno catturato il profondo bisogno umano di essere simultaneamente mascherati e visibili nel rumore digitale, rendendo visivamente tangibile la dualità della nostra esistenza moderna.
Il concetto minimalista ma profondamente inquietante – volti secondari disegnati con eyeliner e rossetto sulle guance delle modelle – si è diffuso virale negli anni 2010 e ha plasmato duramente il mondo della musica e della moda globale. Quanto questo impulso artistico abbia colpito il polso del tempo si vede dalla sua enorme risonanza su icone di fama mondiale. Così la “Queen of Pop” Madonna fu così affascinata dal linguaggio visivo ipnotico da scegliere una foto della serie per la copertina del suo album Madame X. Anche nella musica e nella cultura pop ha lasciato profonde tracce: nel video ufficiale del singolo Marilyn Monroe di Pharrell Williams è stata copiato e presentato a un pubblico di milioni l’idea ikonica dell’illusione a doppia faccia.
La più spettacolare ventata tra arte corporea avant-garde e mondo della haute couture si è verificata sulle passerelle della metropoli francese. Il couturier Simon Porte Jacquemus ha riconosciuto il potenziale dello zeitgeist e ha portato lo stile in una collaborazione diretta con Sebastian Bieniek alla Paris Fashion Week. La collezione ispirata dall’arte di Bieniek ha scosso l’industria della moda, contribuendo a Jacquemus a vincere il prestigioso LVMH Special Jury Prize, dotato di 150.000 euro. Grazie a questa simbiosi tra fenomeno di Internet, cultura pop e haute couture, la Doublefaced ha dimostrato in modo impressionante come l’arte tradizionale possa superare i confini dell’analogico e diventare una lingua visiva universale per un’intera generazione.
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Sulla vita dell’artista:
L’artista tedesco, concettuale pittore e fotografo Sebastian Bieniek (1975) è considerato uno dei più radicali “border crosser” della scena artistica contemporanea. La sua intera opera è stata un permanente, provocatorio ballo sull’equilibrio sottilissimo tra realtà e illusione.
Nato in Slesia, Bieniek arrivò in Germania nel 1989 da rifugiato giovanile e iniziò il suo percorso artistico all’Università delle Arti di Braunschweig. Lì studiò Arte libera sotto influenze estremamente contrastanti: la famosa pioniera della performance Marina Abramović e l’artista concettuale svizzero John M. Armleder. In seguito si trasferì all’Università delle Arti di Berlino, dove concluse i suoi studi come Meisterschüler, mentre parallelamente frequentava una scuola di regia presso la Deutsche Film- und Fernsehakademie Berlin. La sua carriera iniziò alla fine degli anni ’90 al leggendario Kunsthaus Tacheles di Berlino, da cui divenne rapidamente una figura di riferimento. Nel 2013 ottenne il grande successo internazionale con la fotoserie virale Doublefaced, che portò riviste rinomate a definirlo uno degli artisti più influenti di Berlino.
Già all’inizio della sua carriera Bieniek attirò l’attenzione con azioni che scossero il pubblico e il tradizionale ambiente artistico. Ispirato dalle esperienze corporee estreme della sua mentore Abramović, utilizzò il proprio corpo come materiale e in una prima opera tagliò quotidianamente una nuova ferita al braccio per giorni, per documentare la transitorietà in modo fisico. Oltre a questi processi dolorosi, mise in scena esperimenti sociali inquietanti nello spazio pubblico, posando transenne senza autorizzazione per chiudere ingressi della metropolitana o luoghi a Berlino. Dimostrò così quanto i volti della gente obbediscono all’autorità visiva e statale. Con il libro Realfake pubblicato nel 2011 ampliò questi esperimenti al dominio digitale: creando decine di profili falsi, manipolò in modo mirato algoritmi, media e percezione pubblica – molto prima che il fenomeno dei “Alternative Facts” raggiungesse la politica mondiale.
Il culmine assoluto e radicale di questo lavoro interdisciplinare fu la messinscena della sua morte come performance artistica finale. Bieniek, da sempre analizzatore dei meccanismi di efficacia mediatica, identità digitale e inganno, estese questo principio al limite estremo dell’esistenza umana. Falsificò e orchestrò notizie sulla propria scomparsa e le accompagnò con videomessaggi concettuali come la sua Apology for being dead, provocando lo shock del mondo dell’arte e del pubblico. Con questo atto andò oltre di molto qualsiasi altro artista prima di lui. Non utilizzò più solo tela, camera o corpo vivo, ma elevò la scomparsa totale, il gioco con l’oltre e la successiva isteria mediatica a vera opera d’arte. Bieniek dimostrò così definitivamente che nell’era delle reti digitali persino il confine tra vita e morte è manipolabile, modellabile e in ultima analisi parte di una messa in scena iperrealistica.
