Bernini - Massimo Vignelli - Poltrona (2) - Incontro 5080 - Pelle






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Descrizione del venditore
Pareja di Poltrone «Incontro 5080» Massimo & Lella Vignelli per Bernini, 1991 – Italia
Exquisita coppia di poltrone modello "Incontro 5080" disegno Massimo & Lella Vignelli per Bernini. Struttura semplice propria del design moderno italiano. Bernini ha lavorato fin dalla sua fondazione con legni pregiati, come in questo caso, poiché il corpo principale si configura con lamine curvate di noce. Per quanto riguarda la pelle nera viene impiegata all’interno della seduta, dello schienale e degli avambracci. Nella parte inferiore, quattro ruote con struttura metallica per una maggiore praticità. I designer italiani hanno utilizzato le nuove tecnologie industriali, combinando funzionalità con semplicità, per creare tutto tipo di oggetti, dagli edifici ai mobili o vari oggetti domestici, molti dei quali sono diventati design iconici.
Massimo Vignelli (1931 - 2014) e sua moglie Lella (1934 - 2016) hanno lavorato come designer grafici e consulenti pubblicitari per Knoll durante il decennio degli anni ’70, ottenendo così riconoscimenti a livello mondiale. Inoltre, questa coppia ha collaborato a numerosi progetti di arredamento. Il loro studio, "Vignelli Associates", con sede a New York, applica un’estetica moderna che riflette chiarezza, bellezza e funzionalità.
Bernini
Fondata nel 1904 a Libiola, Italia, Bernini ha iniziato producendo principalmente strumenti, ferramenta e mobili in legno, dimostrando sempre la sua profonda conoscenza nel settore della carpenteria. Dopo la Prima Guerra Mondiale la firma ha iniziato a lavorare con architetti come Giovanni Muzio o Gio Ponti per produrre pezzi artigianali ed esclusivi su misura. Alla fine degli anni Cinquanta, Bernini ha cominciato a produrre mobili in serie e ha ottenuto diverse licenze per fabbricare prodotti seguendo il design di grandi artisti. La collaborazione con Gianfranco Frattini ha generato la prima collezione di mobili propri di Bernini (1960), che comprendeva tavoli, sedie e scaffali, creando un legame tra tipologie tradizionali e forme moderne. Anche prima del suo trasferimento nel 1965 a Carate Brianza, Bernini aveva iniziato ad ampliare la sua gamma di mobili in plastica innovativi. Uno dei primi progetti di questa categoria fu la poltrona Nastro CL9 di Cesare Leonardi e Franca Stagi (1961). Il tavolo modulare Quattro quarti di Rodolfo Bonetto (1969) e le sedie Broadway deliberatamente imperfette di Gaetano Pesce (1993) testimoniano un interesse continuo per materiali e forme nuove, non convenzionali. Ma il materiale preferito dell’azienda rimase il legno pregiato. Furono usati per il Combi-Center di Joe Colombo (1963/64), così come per l’armadio multifunzione Rampa (1965) dei fratelli Castiglioni. Bernini intraprese una significativa collaborazione con l’architetto Carlo Scarpa negli anni ’60 e continua a produrre molti dei suoi progetti di mobili anche oggi. I designer più recenti di questa casa includono Karim Rashid e Toshiyuki Kita. Oltre ai mobili prodotti in serie, la Bernini Museum Workshop fabbrica anche prodotti espositivi specializzati per musei.
Dimensioni: 94 x 62 x 60 cm.
La spedizione del prodotto sarà pagata dall’acquirente in base alle dimensioni, al peso e alla destinazione. Le spese di spedizione includono l’imballaggio professionale su misura; e la spedizione personalizzata, con numero di tracciamento e garanzia. A CAUSA DELLE DIMENSIONI DEL PEZZO, SI PREFERISCE ARRIVARE AD UNA CONCORDIA PER LA SPEDIZIONE CON L’ACQUIRENTE. LE SPESE DI SPEDIZIONE SONO STIMATE.
Il venditore si racconta
Pareja di Poltrone «Incontro 5080» Massimo & Lella Vignelli per Bernini, 1991 – Italia
Exquisita coppia di poltrone modello "Incontro 5080" disegno Massimo & Lella Vignelli per Bernini. Struttura semplice propria del design moderno italiano. Bernini ha lavorato fin dalla sua fondazione con legni pregiati, come in questo caso, poiché il corpo principale si configura con lamine curvate di noce. Per quanto riguarda la pelle nera viene impiegata all’interno della seduta, dello schienale e degli avambracci. Nella parte inferiore, quattro ruote con struttura metallica per una maggiore praticità. I designer italiani hanno utilizzato le nuove tecnologie industriali, combinando funzionalità con semplicità, per creare tutto tipo di oggetti, dagli edifici ai mobili o vari oggetti domestici, molti dei quali sono diventati design iconici.
Massimo Vignelli (1931 - 2014) e sua moglie Lella (1934 - 2016) hanno lavorato come designer grafici e consulenti pubblicitari per Knoll durante il decennio degli anni ’70, ottenendo così riconoscimenti a livello mondiale. Inoltre, questa coppia ha collaborato a numerosi progetti di arredamento. Il loro studio, "Vignelli Associates", con sede a New York, applica un’estetica moderna che riflette chiarezza, bellezza e funzionalità.
Bernini
Fondata nel 1904 a Libiola, Italia, Bernini ha iniziato producendo principalmente strumenti, ferramenta e mobili in legno, dimostrando sempre la sua profonda conoscenza nel settore della carpenteria. Dopo la Prima Guerra Mondiale la firma ha iniziato a lavorare con architetti come Giovanni Muzio o Gio Ponti per produrre pezzi artigianali ed esclusivi su misura. Alla fine degli anni Cinquanta, Bernini ha cominciato a produrre mobili in serie e ha ottenuto diverse licenze per fabbricare prodotti seguendo il design di grandi artisti. La collaborazione con Gianfranco Frattini ha generato la prima collezione di mobili propri di Bernini (1960), che comprendeva tavoli, sedie e scaffali, creando un legame tra tipologie tradizionali e forme moderne. Anche prima del suo trasferimento nel 1965 a Carate Brianza, Bernini aveva iniziato ad ampliare la sua gamma di mobili in plastica innovativi. Uno dei primi progetti di questa categoria fu la poltrona Nastro CL9 di Cesare Leonardi e Franca Stagi (1961). Il tavolo modulare Quattro quarti di Rodolfo Bonetto (1969) e le sedie Broadway deliberatamente imperfette di Gaetano Pesce (1993) testimoniano un interesse continuo per materiali e forme nuove, non convenzionali. Ma il materiale preferito dell’azienda rimase il legno pregiato. Furono usati per il Combi-Center di Joe Colombo (1963/64), così come per l’armadio multifunzione Rampa (1965) dei fratelli Castiglioni. Bernini intraprese una significativa collaborazione con l’architetto Carlo Scarpa negli anni ’60 e continua a produrre molti dei suoi progetti di mobili anche oggi. I designer più recenti di questa casa includono Karim Rashid e Toshiyuki Kita. Oltre ai mobili prodotti in serie, la Bernini Museum Workshop fabbrica anche prodotti espositivi specializzati per musei.
Dimensioni: 94 x 62 x 60 cm.
La spedizione del prodotto sarà pagata dall’acquirente in base alle dimensioni, al peso e alla destinazione. Le spese di spedizione includono l’imballaggio professionale su misura; e la spedizione personalizzata, con numero di tracciamento e garanzia. A CAUSA DELLE DIMENSIONI DEL PEZZO, SI PREFERISCE ARRIVARE AD UNA CONCORDIA PER LA SPEDIZIONE CON L’ACQUIRENTE. LE SPESE DI SPEDIZIONE SONO STIMATE.
