Piastrella (7) - 1800-1850 - Maiolica di Delft





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Sette piastrelle Delft in faïence provenienti dai Paesi Bassi, ciascuna 13 cm quadrata e 0,7 cm di spessore, blu cobalt su smalto bianco a stagno con motivi centrali dipinti a mano e motivi ad arachide agli angoli, datazione 1800–1850 in stato usato con lievi mancanze.
Descrizione del venditore
Piastrelle di maiolica decorate in bicromia azzurra, stile detto « di Delft », Province delle Indie Olandesi o Nord della Francia, XVIII secolo
Queste sette piastrelle di maiolica, di 13 cm di lato, sono dipinte in blu cobalt su sfondo bianco di stagno secondo la tecnica del grande fuoco tipica della produzione detta « di Delft », termine che designa in realtà l’insieme delle piastrelle fabbricate nei Paesi Bassi — Rotterdam, Amsterdam, Utrecht, Frisia — ma anche nel nord della Francia (Lilla, Desvres) e in Belgio, l’espressione designando più uno stile che un’origine geografica precisa. Ogni piastrella presenta un motivo centrale dipinto a mano libera, circondato agli angoli da un motivo secondario detto « ragno » o « fiore d’angolo », costituito da una rosetta a petali spiralati o da piccoli fiori stilizzati che permettono di legare visivamente le piastrelle tra loro quando sono posate in superficie continua.
I soggetti rappresentati su questi sette esemplari rientrano nel repertorio più classico della produzione di piastrelle olandesi del XVIII secolo: diverse scene di paesaggi con case e camini fumanti, alberi e recinzioni che evocano la campagna o i bordi di canali olandesi; una marina con personaggio che pagaia in presenza di velieri e di un mulino sullo sfondo; un paesaggio con campanile di chiesa su una collina circondata dall’acqua; infine, un esemplare singolare il cui motivo centrale è racchiuso in un medaglione circolare, composizione più rara detta « a tondo », raffigurante un porto con velieri e edifici. Questa varietà di soggetti all’interno dello stesso lotto è caratteristica delle serie prodotte per arredare pareti di cucine, camere o caminetti, dove motivi differenti alternavano liberamente.
La rete di incrinature visibile su diversi esemplari, le scheggiature agli angoli, le irregolarità dell’emalia bianca e i depositi di calcare e di terra sul retro sono tutti segni convergenti di antichità. La libertà e la vivacità del tratto, il modo in cui il blu varia in intensità in funzione dello spessore della pennellata, e la composizione leggermente asimmetrica delle scene convalidano un’esecuzione interamente manuale. Queste piastrelle datano circa alla prima metà o agli anni centrali del XVIII secolo, periodo di grande fioritura di questa produzione, i cui élite europee, dai principi portoghesi agli zar russi, decoravano i loro interni.
Piastrelle di maiolica decorate in bicromia azzurra, stile detto « di Delft », Province delle Indie Olandesi o Nord della Francia, XVIII secolo
Queste sette piastrelle di maiolica, di 13 cm di lato, sono dipinte in blu cobalt su sfondo bianco di stagno secondo la tecnica del grande fuoco tipica della produzione detta « di Delft », termine che designa in realtà l’insieme delle piastrelle fabbricate nei Paesi Bassi — Rotterdam, Amsterdam, Utrecht, Frisia — ma anche nel nord della Francia (Lilla, Desvres) e in Belgio, l’espressione designando più uno stile che un’origine geografica precisa. Ogni piastrella presenta un motivo centrale dipinto a mano libera, circondato agli angoli da un motivo secondario detto « ragno » o « fiore d’angolo », costituito da una rosetta a petali spiralati o da piccoli fiori stilizzati che permettono di legare visivamente le piastrelle tra loro quando sono posate in superficie continua.
I soggetti rappresentati su questi sette esemplari rientrano nel repertorio più classico della produzione di piastrelle olandesi del XVIII secolo: diverse scene di paesaggi con case e camini fumanti, alberi e recinzioni che evocano la campagna o i bordi di canali olandesi; una marina con personaggio che pagaia in presenza di velieri e di un mulino sullo sfondo; un paesaggio con campanile di chiesa su una collina circondata dall’acqua; infine, un esemplare singolare il cui motivo centrale è racchiuso in un medaglione circolare, composizione più rara detta « a tondo », raffigurante un porto con velieri e edifici. Questa varietà di soggetti all’interno dello stesso lotto è caratteristica delle serie prodotte per arredare pareti di cucine, camere o caminetti, dove motivi differenti alternavano liberamente.
La rete di incrinature visibile su diversi esemplari, le scheggiature agli angoli, le irregolarità dell’emalia bianca e i depositi di calcare e di terra sul retro sono tutti segni convergenti di antichità. La libertà e la vivacità del tratto, il modo in cui il blu varia in intensità in funzione dello spessore della pennellata, e la composizione leggermente asimmetrica delle scene convalidano un’esecuzione interamente manuale. Queste piastrelle datano circa alla prima metà o agli anni centrali del XVIII secolo, periodo di grande fioritura di questa produzione, i cui élite europee, dai principi portoghesi agli zar russi, decoravano i loro interni.

