Rene Magritte - Le fil’s de homme





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Descrizione del venditore
René Magritte - Il figlio dell’uomo (after) - Offset stampa/poster - 70 x 50 cm
Nome: René Magritte
Titolo: Il figlio dell’uomo
Tipo: Poster d’arte originale - Stampa offset di alta qualità / poster stampato dall’opera originale del 1964
Editoria: KMSKB - Magritte Foundation - Standaard Uitgeverij
Stile: Moderno - Surrealismo
Caratteristiche:
- Perfetta condizione: A+
- 70 x 50 cm
- Firmato in stampa
- Basato sull’opera originale di Magritte del 1964
INFO EXTRA SULLE OPERE:
René François Ghislain Magritte (Lessen, 21 novembre 1898 – Schaarbeek, 15 agosto 1967) è stato un pittore belga surrealista.
René Magritte lavorò inizialmente come designer in una stamperia di carta da parati e successivamente realizzò anche molte affissioni.
Il debutto di Magritte nella pittura fu di ispirazione cubista, futurista e astratta, influenzato dal capo del lavoro Victor Servranckx nella stamperia UPL (les Usines Peters-Lacroix, a Machelen). Dopo l’incontro con il lavoro di Giorgio de Chirico, nel 1925, cominciò ad assimilare elementi surrealisti. De Chirico raffigura gli oggetti in modo molto realistico, ma in contesti causali e temporali completamente diversi. Così De Chirico enfatizza il mistero del mondo degli oggetti. Anche l’ordine convenzionale e la disposizione delle cose vengono ironizzati.
Magritte fece soprattutto dipinti (olio su tela), ma anche acquerelli, oggetti e collage.
Sotto la guida di E.L.T. Mesens partecipò alla rivista Oesophage e nel 1927 ebbe la sua prima mostra personale nella galleria "Le Centaure" a Bruxelles.
Tra il 1927 e il 1930 Magritte visse in una periferia di Parigi, dove la sua visione surrealista fu celebrata dall’amicizia di Paul Éluard e di André Breton, che aveva scritto nel 1924 Il manifesto del surrealismo. Quando Breton chiese che la moglie di Magritte togliesse una collana con una croce, decise di tornare a Bruxelles.[1]
Nel 1930, quando la "Galerie Le Centaure", dove Magritte lavorava sotto contratto, fallì, E.L.T. Mesens poté comprare tutti i suoi lavori, all’epoca circa 200.
Nel 1934 Magritte e la sua cerchia applicarono anche la tecnica del cadavre exquis con immagini ispirate agli esperimenti linguistici in cui una poesia viene scritta da più poeti.
Tra il 1934 e il 1937 Magritte firmò con lo pseudonimo 'Emair' manifesti cinematografici per il distributore tedesco Tobis Klangfilm. L’Archivio comunale di Leuven conserva sette manifesti progettati da Magritte.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Magritte lavorò e visse nel Carcassonne francese. Allenò arte per sbrigare il sostentamento. Si trattò soprattutto di opere di De Chirico, Picasso e Braque.[1] Per un breve periodo, tra il 1940 e il 1946, su consiglio del suo agente, arricchì leggermente la tavolozza con un accento impressionista (la cosiddetta 'epoca Renoir'). Questo stile avrebbe avuto una migliore vendita.
Nel 1945, al ritorno in Belgio, divenne membro del Partito Comunista del Belgio. Nel 1948 dipinse per breve tempo in stile fumettistico, ma senza successo.[1] Ma poco dopo tornò al suo stile precedente, quasi fotorealistico, seppur leggermente più aggressivo, a causa della relazione turbolenta con l’ambiente surrealista precedente (Goemans, Scutenaire, Nougé, Lecomte, Souris, E.L.T. Mesens). L’umorismo nero di Magritte lo spinse spesso a una figurazione morbosa, resa ancora più surrealista dai nomi talvolta impossibilmente improbabili che dava alle sue opere.
Nel 1953 Magritte creò le pitture murali nel Casinò di Knokke sulla costa belga, su commissione della famiglia Nellens. Esse sono ora protette dalla Commissione reale per Monumenti e Paesaggi. Nel 1960 fu premiato per tutto il suo lavoro con il Premio di Stato belga. Fu la prima volta che il Premio di Stato fu assegnato a un pittore.
Negli anni Cinquanta la sua opera incontrò molto interesse tra i collezionisti newyorkesi. Ciò spiega la grande presenza odierna delle opere di Magritte nelle collezioni statunitensi. Inoltre vi si trova la sua icona più famosa La Trahison des Images.
Magritte morì nel 1967 a Schaarbeek per le conseguenze del cancro al pancreas, dove fu anche sepolto nel cimitero comunale.
La maggior parte dell’opera di Magritte rientra nello stile surrealista, una delle correnti artistiche più importanti del XX secolo. In molte sue opere appaiono donne nude e pesci dipinti con grande fedeltà fotografica. Probabilmente è un riferimento al fatto che Magritte trovò sua madre nuda nella Sambre dopo che lei stessa si era tolta la vita.
L’opera di Magritte è, come quella di artisti quali Salvador Dalí e Carel Willink, estremamente ben dipinta, enfatizzando l’effetto realistico di rappresentazioni non esistenti nella realtà.
L’opera più famosa di Magritte è senza dubbio La Trahison des Images (1928-29) o "Il tradimento dell’immagine" con la scritta dipinta Ceci n’est pas une pipe sotto l’immagine estremamente realistica di una pipa. In quest’opera René Magritte dipinge una pipa con sotto la scritta: "Questo non è una pipa" (Ceci n’est pas une pipe). Vuole ricordare a se stesso e allo spettatore che si tratta di una tela dipinta ad olio, ovvero di un dipinto, e non di una vera pipa. Ogni riferimento a una vera pipa tradisce il fatto che una pipa è in realtà un’idea e quindi ha origine nella mente.
Man mano che ci interroghiamo e, per così dire, cerchiamo di ingannarci, Magritte ci costringe a riflettere sull’arte. In questa luce anche i titoli delle opere di Magritte possono essere considerati. Questi titoli hanno di solito poco a che fare con l’argomento del dipinto. Gli artisti concettuali successivi hanno portato questa linea agli estremi con installazioni, performance o happenings e hanno ridotto l’opera d’arte a un’idea. Questa è anche una critica agli artisti che ritengono di dover rappresentare la realtà in modo così fedele all’originale, come fanno gli iperrealisti in seguito. René Magritte pensava che sia compito del pittore porre la realtà in un altro contesto. La sua arte suscita sempre più domande di quante ne possa rispondere. A questo testimonio è la pittura di una sirena ritratta con testa di pesce e gambe umane. Una caratteristica è anche la pittura di un pesce molto realistico che, verso la coda, si trasforma in una sigaretta accesa con una nuvola di fumo che si avvolge (dipinto "l’Exception" 1963). L’opera di Magritte testimonia anche di un’estrema padronanza della tecnica della pittura ad olio su tela.
Molte opere di Magritte mostrano una metamorfosi, una trasformazione da un oggetto a un altro. Oppure l’opera è in altri sensi impossibile, ad esempio la serie delle case abitate nella notte, con un cielo sereno sopra illuminato dal giorno. Oppure una luna appesa ai rami di un albero. Civette o altri uccelli che emergono dal terreno come piante.
È affine ai seguenti artisti: Morris Louis Yves Klein Lucio Fontana Piet Mondriaan Niki de Saint Phalle Otto Piene Heinz Mack Kazimir Malevich Jean Tinguely Rainer Maria Latzke Jef Verheyen Pol Bury Walter Leblanc Rene Magritte André Racz Pierre Alechinsky Victor Vasarely Georges Vantongerloo Yves Klein Otto Piene Heinz Mack Lucio Fontana Piero Manzoni Jesús Rafael Soto Victor Vasarely Karl Otto Götz Gerhard Richter Anselm Kiefer Georg Baselitz Jannis Kounellis Cy Twombly Antoni Tàpies Hans Hartung Pierre Soulages Mark Rothko Kazuo Shiraga Bridget Riley Agostino Bonalumi Jean Tinguely Niki de Saint Phalle Guy Vandenbranden Marcel Duchamp Joseph Beuys Jean Tinguely Alexander Calder Nam June Paik Claes Oldenburg Chris Burden Richard Buckminster Fuller Karel Appel Asger Jorn Constant Nieuwenhuys Corneille Jean Dubuffet Jackson Pollock Willem de Kooning Hans Hartung Joan Miró Antoni Tàpies Sam Francis Franz Kline Mark Tobey André Masson Lucio Fontana Eduardo Chillida Kazuo Shiraga Zao Wou-Ki
René Magritte - Il figlio dell’uomo (after) - Offset stampa/poster - 70 x 50 cm
Nome: René Magritte
Titolo: Il figlio dell’uomo
Tipo: Poster d’arte originale - Stampa offset di alta qualità / poster stampato dall’opera originale del 1964
Editoria: KMSKB - Magritte Foundation - Standaard Uitgeverij
Stile: Moderno - Surrealismo
Caratteristiche:
- Perfetta condizione: A+
- 70 x 50 cm
- Firmato in stampa
- Basato sull’opera originale di Magritte del 1964
INFO EXTRA SULLE OPERE:
René François Ghislain Magritte (Lessen, 21 novembre 1898 – Schaarbeek, 15 agosto 1967) è stato un pittore belga surrealista.
René Magritte lavorò inizialmente come designer in una stamperia di carta da parati e successivamente realizzò anche molte affissioni.
Il debutto di Magritte nella pittura fu di ispirazione cubista, futurista e astratta, influenzato dal capo del lavoro Victor Servranckx nella stamperia UPL (les Usines Peters-Lacroix, a Machelen). Dopo l’incontro con il lavoro di Giorgio de Chirico, nel 1925, cominciò ad assimilare elementi surrealisti. De Chirico raffigura gli oggetti in modo molto realistico, ma in contesti causali e temporali completamente diversi. Così De Chirico enfatizza il mistero del mondo degli oggetti. Anche l’ordine convenzionale e la disposizione delle cose vengono ironizzati.
Magritte fece soprattutto dipinti (olio su tela), ma anche acquerelli, oggetti e collage.
Sotto la guida di E.L.T. Mesens partecipò alla rivista Oesophage e nel 1927 ebbe la sua prima mostra personale nella galleria "Le Centaure" a Bruxelles.
Tra il 1927 e il 1930 Magritte visse in una periferia di Parigi, dove la sua visione surrealista fu celebrata dall’amicizia di Paul Éluard e di André Breton, che aveva scritto nel 1924 Il manifesto del surrealismo. Quando Breton chiese che la moglie di Magritte togliesse una collana con una croce, decise di tornare a Bruxelles.[1]
Nel 1930, quando la "Galerie Le Centaure", dove Magritte lavorava sotto contratto, fallì, E.L.T. Mesens poté comprare tutti i suoi lavori, all’epoca circa 200.
Nel 1934 Magritte e la sua cerchia applicarono anche la tecnica del cadavre exquis con immagini ispirate agli esperimenti linguistici in cui una poesia viene scritta da più poeti.
Tra il 1934 e il 1937 Magritte firmò con lo pseudonimo 'Emair' manifesti cinematografici per il distributore tedesco Tobis Klangfilm. L’Archivio comunale di Leuven conserva sette manifesti progettati da Magritte.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Magritte lavorò e visse nel Carcassonne francese. Allenò arte per sbrigare il sostentamento. Si trattò soprattutto di opere di De Chirico, Picasso e Braque.[1] Per un breve periodo, tra il 1940 e il 1946, su consiglio del suo agente, arricchì leggermente la tavolozza con un accento impressionista (la cosiddetta 'epoca Renoir'). Questo stile avrebbe avuto una migliore vendita.
Nel 1945, al ritorno in Belgio, divenne membro del Partito Comunista del Belgio. Nel 1948 dipinse per breve tempo in stile fumettistico, ma senza successo.[1] Ma poco dopo tornò al suo stile precedente, quasi fotorealistico, seppur leggermente più aggressivo, a causa della relazione turbolenta con l’ambiente surrealista precedente (Goemans, Scutenaire, Nougé, Lecomte, Souris, E.L.T. Mesens). L’umorismo nero di Magritte lo spinse spesso a una figurazione morbosa, resa ancora più surrealista dai nomi talvolta impossibilmente improbabili che dava alle sue opere.
Nel 1953 Magritte creò le pitture murali nel Casinò di Knokke sulla costa belga, su commissione della famiglia Nellens. Esse sono ora protette dalla Commissione reale per Monumenti e Paesaggi. Nel 1960 fu premiato per tutto il suo lavoro con il Premio di Stato belga. Fu la prima volta che il Premio di Stato fu assegnato a un pittore.
Negli anni Cinquanta la sua opera incontrò molto interesse tra i collezionisti newyorkesi. Ciò spiega la grande presenza odierna delle opere di Magritte nelle collezioni statunitensi. Inoltre vi si trova la sua icona più famosa La Trahison des Images.
Magritte morì nel 1967 a Schaarbeek per le conseguenze del cancro al pancreas, dove fu anche sepolto nel cimitero comunale.
La maggior parte dell’opera di Magritte rientra nello stile surrealista, una delle correnti artistiche più importanti del XX secolo. In molte sue opere appaiono donne nude e pesci dipinti con grande fedeltà fotografica. Probabilmente è un riferimento al fatto che Magritte trovò sua madre nuda nella Sambre dopo che lei stessa si era tolta la vita.
L’opera di Magritte è, come quella di artisti quali Salvador Dalí e Carel Willink, estremamente ben dipinta, enfatizzando l’effetto realistico di rappresentazioni non esistenti nella realtà.
L’opera più famosa di Magritte è senza dubbio La Trahison des Images (1928-29) o "Il tradimento dell’immagine" con la scritta dipinta Ceci n’est pas une pipe sotto l’immagine estremamente realistica di una pipa. In quest’opera René Magritte dipinge una pipa con sotto la scritta: "Questo non è una pipa" (Ceci n’est pas une pipe). Vuole ricordare a se stesso e allo spettatore che si tratta di una tela dipinta ad olio, ovvero di un dipinto, e non di una vera pipa. Ogni riferimento a una vera pipa tradisce il fatto che una pipa è in realtà un’idea e quindi ha origine nella mente.
Man mano che ci interroghiamo e, per così dire, cerchiamo di ingannarci, Magritte ci costringe a riflettere sull’arte. In questa luce anche i titoli delle opere di Magritte possono essere considerati. Questi titoli hanno di solito poco a che fare con l’argomento del dipinto. Gli artisti concettuali successivi hanno portato questa linea agli estremi con installazioni, performance o happenings e hanno ridotto l’opera d’arte a un’idea. Questa è anche una critica agli artisti che ritengono di dover rappresentare la realtà in modo così fedele all’originale, come fanno gli iperrealisti in seguito. René Magritte pensava che sia compito del pittore porre la realtà in un altro contesto. La sua arte suscita sempre più domande di quante ne possa rispondere. A questo testimonio è la pittura di una sirena ritratta con testa di pesce e gambe umane. Una caratteristica è anche la pittura di un pesce molto realistico che, verso la coda, si trasforma in una sigaretta accesa con una nuvola di fumo che si avvolge (dipinto "l’Exception" 1963). L’opera di Magritte testimonia anche di un’estrema padronanza della tecnica della pittura ad olio su tela.
Molte opere di Magritte mostrano una metamorfosi, una trasformazione da un oggetto a un altro. Oppure l’opera è in altri sensi impossibile, ad esempio la serie delle case abitate nella notte, con un cielo sereno sopra illuminato dal giorno. Oppure una luna appesa ai rami di un albero. Civette o altri uccelli che emergono dal terreno come piante.
È affine ai seguenti artisti: Morris Louis Yves Klein Lucio Fontana Piet Mondriaan Niki de Saint Phalle Otto Piene Heinz Mack Kazimir Malevich Jean Tinguely Rainer Maria Latzke Jef Verheyen Pol Bury Walter Leblanc Rene Magritte André Racz Pierre Alechinsky Victor Vasarely Georges Vantongerloo Yves Klein Otto Piene Heinz Mack Lucio Fontana Piero Manzoni Jesús Rafael Soto Victor Vasarely Karl Otto Götz Gerhard Richter Anselm Kiefer Georg Baselitz Jannis Kounellis Cy Twombly Antoni Tàpies Hans Hartung Pierre Soulages Mark Rothko Kazuo Shiraga Bridget Riley Agostino Bonalumi Jean Tinguely Niki de Saint Phalle Guy Vandenbranden Marcel Duchamp Joseph Beuys Jean Tinguely Alexander Calder Nam June Paik Claes Oldenburg Chris Burden Richard Buckminster Fuller Karel Appel Asger Jorn Constant Nieuwenhuys Corneille Jean Dubuffet Jackson Pollock Willem de Kooning Hans Hartung Joan Miró Antoni Tàpies Sam Francis Franz Kline Mark Tobey André Masson Lucio Fontana Eduardo Chillida Kazuo Shiraga Zao Wou-Ki
