Una testa di bronzo - Ife - Nigeria






Possiede una laurea magistrale in Studi Africani e 15 anni di esperienza in Arte Africana.
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Una testa in bronzo, originale provenienza Ife, Nigeria, alta 18 cm, peso 940 g, venduta con supporto, in condizioni discrete.
Descrizione del venditore
“Ceci n’est pas un visage” mette insieme due concezioni della realtà che all’inizio sembrano molto distanti l’una dall’altra: il realismo estremamente sviluppato dell’arte di Ife e il Surrealismo poetico di René Magritte. Al centro sta il frammento di una testa. Possiede occhi, naso e bocca, i segni familiari di un volto umano, eppure resiste all’idea di un viso completo. Le interruzioni restano visibili; parti sostanziali mancano. Proprio per questa incompletezza, l’opera solleva una domanda fondamentale: quanto poco di un volto serve restare affinché riconosciamo ancora un volto? Incl stand.
Il ritratto dell’arte di Ife, fiorita tra XII e XV secolo nell’odierna Nigeria, è noto per un modo di rappresentazione spesso descritto come naturalista o realistico. Le sue teste e figure combinano precisamente una fisiognomia umana modellata con un rigoroso ordine formale. Linee verticali caratteristiche strutturano le superfici di molti di questi volti. Il realismo di Ife non può quindi essere inteso semplicemente come l’imitazione fedele di una persona individuale. Somiglianza, presenza idealizzata, significato sociale e forma artistica altamente controllata si uniscono per produrre una realtà tipica dell’immagine.
Un frammento altera fondamentalmente questa realtà. Quello che una volta era una testa diventa, attraverso la perdita, un oggetto sospeso tra presenza e assenza. Il frammento conserva l’idea di un tutto anche se quel tutto non esiste più materialmente. Una occhiata basta per immaginare uno sguardo. Una bocca genera la possibilità di espressione. Un naso continua a ordinare le restanti caratteristiche. lo spettatore integra istintivamente ciò che manca. Un frammento, dunque, non è semplicemente una totalità danneggiata. È una forma particolare di immagine in cui ciò che è assente diventa attivo quanto ciò che resta visibile.
È a questo punto che il realismo di Ife incontra il Surrealismo di Magritte. Anche Magritte ritrasse le cose con una chiarezza rappresentativa sorprendente. Cappelli a bombetta, nuvole, finestre, stanze e figure umane appaiono precisi, riconoscibili e quasi ordinarie. Il surrealismo non nasce dalla dissoluzione della realtà visibile, ma dalla sua raffigurazione apparentemente razionale. Ogni oggetto appare reale; ciò che diventa irreale è la relazione tra quegli oggetti. È proprio il realismo del dipinto a rendere convincente la contraddizione.
Il cappello a bombetta nero, la figura maschile isolata, la vista verso mare e cielo, e la relazione incerta tra interno ed esterno evocano tutto il vocabolario visivo di Magritte. Soprattutto, però, la frase “Ceci n’est pas un visage” richiama l’illustre interrogazione di Magritte sulla relazione tra immagine, parola e oggetto. L’enunciato inizialmente contraddice ciò che sembra immediatamente evidente. Certo, vediamo un volto. Eppure non lo facciamo. Ciò che sta davanti a noi non è né una persona vivente né una testa completa, ma l’immagine di un frammento che a sua volta rimanda a un’immagine di un essere umano una volta completo.
La domanda di Magritte sulla realtà della rappresentazione acquista quindi un’altra dimensione attraverso il suo incontro con il frammento di Ife. Il frammento è parte materialmente di un oggetto, ma contemporaneamente segno di un tutto perduto. È materia e immaginazione, presenza e assenza. La sua condizione danneggiata mette in evidenza una distinzione tra la testa e il volto: la testa è una forma fisica, scultorea, mentre il viso è in buona parte creato attraverso la percezione. Assemblamo le sue parti, interpretiamo gli occhi come uno sguardo e una bocca come espressione, e costruiamo una presenza umana da ciò che resta e da ciò che manca.
In “Ceci n’est pas un visage”, due forme di realismo si confrontano quindi tra loro. Una si fonda sulla straordinaria presenza scultorea dell’immagine umana; l’altra impiega la precisa rappresentazione del mondo visibile per destabilizzare la nostra fiducia in esso. Il realismo di Ife permette al frammento, nonostante le sue perdite, di mantenere la forza della presenza umana. Il Surrealismo di Magritte rende incerta quella presenza apparentemente evidente.
Cos’è allora il frammento di un volto? Il residuo di un tutto distrutto, un’opera d’arte autonoma, un corpo storico, un segno di assenza, o già un’immagine completa ricostruita dalla nostra immaginazione? Il frammento non risponde a queste domande. Le lascia aperte. Forse è qui che nasce una prossimità inaspettata tra Ife e Magritte: entrambi dimostrano che il realismo non significa che immagine e realtà siano identiche. Quanto più una faccia appare convincente davanti a noi, tanto più insistente diventa la domanda: dove esiste davvero questa faccia—in oggetto, nell’immagine, o nello sguardo dell’osservatore?
Alcune delle informazioni e delle foto sono generate dall’intelligenza artificiale e si basano su fonti pubblicate provenienti dai campi di etnografia, archeologia e documenti di storia dell’arte. Tutte le informazioni e le foto sono protette da copyright.
Invt. No. MAZ21735
TL Test Kotalla 340 years +/- 26 %
Il venditore garantisce e può dimostrare che l’oggetto è stato ottenuto legalmente. Al venditore è stato comunicato da Catawiki che doveva fornire la documentazione richiesta dalle leggi e dai regolamenti nel proprio paese di residenza. Il venditore garantisce ed è autorizzato a vendere/esportare questo oggetto. Il venditore fornirà al comprador tutte le informazioni di provenienza note sull’oggetto. Il venditore si assicura che eventuali permessi necessari siano/verranno ottenuti. Il venditore informerà immediatamente l’acquirente di eventuali ritardi nell’ottenimento di tali permessi.
Il venditore si racconta
“Ceci n’est pas un visage” mette insieme due concezioni della realtà che all’inizio sembrano molto distanti l’una dall’altra: il realismo estremamente sviluppato dell’arte di Ife e il Surrealismo poetico di René Magritte. Al centro sta il frammento di una testa. Possiede occhi, naso e bocca, i segni familiari di un volto umano, eppure resiste all’idea di un viso completo. Le interruzioni restano visibili; parti sostanziali mancano. Proprio per questa incompletezza, l’opera solleva una domanda fondamentale: quanto poco di un volto serve restare affinché riconosciamo ancora un volto? Incl stand.
Il ritratto dell’arte di Ife, fiorita tra XII e XV secolo nell’odierna Nigeria, è noto per un modo di rappresentazione spesso descritto come naturalista o realistico. Le sue teste e figure combinano precisamente una fisiognomia umana modellata con un rigoroso ordine formale. Linee verticali caratteristiche strutturano le superfici di molti di questi volti. Il realismo di Ife non può quindi essere inteso semplicemente come l’imitazione fedele di una persona individuale. Somiglianza, presenza idealizzata, significato sociale e forma artistica altamente controllata si uniscono per produrre una realtà tipica dell’immagine.
Un frammento altera fondamentalmente questa realtà. Quello che una volta era una testa diventa, attraverso la perdita, un oggetto sospeso tra presenza e assenza. Il frammento conserva l’idea di un tutto anche se quel tutto non esiste più materialmente. Una occhiata basta per immaginare uno sguardo. Una bocca genera la possibilità di espressione. Un naso continua a ordinare le restanti caratteristiche. lo spettatore integra istintivamente ciò che manca. Un frammento, dunque, non è semplicemente una totalità danneggiata. È una forma particolare di immagine in cui ciò che è assente diventa attivo quanto ciò che resta visibile.
È a questo punto che il realismo di Ife incontra il Surrealismo di Magritte. Anche Magritte ritrasse le cose con una chiarezza rappresentativa sorprendente. Cappelli a bombetta, nuvole, finestre, stanze e figure umane appaiono precisi, riconoscibili e quasi ordinarie. Il surrealismo non nasce dalla dissoluzione della realtà visibile, ma dalla sua raffigurazione apparentemente razionale. Ogni oggetto appare reale; ciò che diventa irreale è la relazione tra quegli oggetti. È proprio il realismo del dipinto a rendere convincente la contraddizione.
Il cappello a bombetta nero, la figura maschile isolata, la vista verso mare e cielo, e la relazione incerta tra interno ed esterno evocano tutto il vocabolario visivo di Magritte. Soprattutto, però, la frase “Ceci n’est pas un visage” richiama l’illustre interrogazione di Magritte sulla relazione tra immagine, parola e oggetto. L’enunciato inizialmente contraddice ciò che sembra immediatamente evidente. Certo, vediamo un volto. Eppure non lo facciamo. Ciò che sta davanti a noi non è né una persona vivente né una testa completa, ma l’immagine di un frammento che a sua volta rimanda a un’immagine di un essere umano una volta completo.
La domanda di Magritte sulla realtà della rappresentazione acquista quindi un’altra dimensione attraverso il suo incontro con il frammento di Ife. Il frammento è parte materialmente di un oggetto, ma contemporaneamente segno di un tutto perduto. È materia e immaginazione, presenza e assenza. La sua condizione danneggiata mette in evidenza una distinzione tra la testa e il volto: la testa è una forma fisica, scultorea, mentre il viso è in buona parte creato attraverso la percezione. Assemblamo le sue parti, interpretiamo gli occhi come uno sguardo e una bocca come espressione, e costruiamo una presenza umana da ciò che resta e da ciò che manca.
In “Ceci n’est pas un visage”, due forme di realismo si confrontano quindi tra loro. Una si fonda sulla straordinaria presenza scultorea dell’immagine umana; l’altra impiega la precisa rappresentazione del mondo visibile per destabilizzare la nostra fiducia in esso. Il realismo di Ife permette al frammento, nonostante le sue perdite, di mantenere la forza della presenza umana. Il Surrealismo di Magritte rende incerta quella presenza apparentemente evidente.
Cos’è allora il frammento di un volto? Il residuo di un tutto distrutto, un’opera d’arte autonoma, un corpo storico, un segno di assenza, o già un’immagine completa ricostruita dalla nostra immaginazione? Il frammento non risponde a queste domande. Le lascia aperte. Forse è qui che nasce una prossimità inaspettata tra Ife e Magritte: entrambi dimostrano che il realismo non significa che immagine e realtà siano identiche. Quanto più una faccia appare convincente davanti a noi, tanto più insistente diventa la domanda: dove esiste davvero questa faccia—in oggetto, nell’immagine, o nello sguardo dell’osservatore?
Alcune delle informazioni e delle foto sono generate dall’intelligenza artificiale e si basano su fonti pubblicate provenienti dai campi di etnografia, archeologia e documenti di storia dell’arte. Tutte le informazioni e le foto sono protette da copyright.
Invt. No. MAZ21735
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Il venditore garantisce e può dimostrare che l’oggetto è stato ottenuto legalmente. Al venditore è stato comunicato da Catawiki che doveva fornire la documentazione richiesta dalle leggi e dai regolamenti nel proprio paese di residenza. Il venditore garantisce ed è autorizzato a vendere/esportare questo oggetto. Il venditore fornirà al comprador tutte le informazioni di provenienza note sull’oggetto. Il venditore si assicura che eventuali permessi necessari siano/verranno ottenuti. Il venditore informerà immediatamente l’acquirente di eventuali ritardi nell’ottenimento di tali permessi.
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Dettagli
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- Unternehmen:
- Jaenicke Njoya GmbH
- Repräsentant:
- Wolfgang Jaenicke
- Adresse:
- Jaenicke Njoya GmbH
Klausenerplatz 7
14059 Berlin
GERMANY - Telefonnummer:
- +493033951033
- Email:
- w.jaenicke@jaenicke-njoya.com
- USt-IdNr.:
- DE241193499
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