Ascanio Centorio - Discorsi di guerra - 1562





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L’autore: Ascanio Centorio degli Ortensi
Ascanio Centorio degli Ortensi fu un letterato e storico italiano del XVI secolo. La sua figura è particolarmente interessante perché si trova al punto d'incontro tra letteratura, storiografia e cultura militare.
Centorio si dedicò inizialmente anche alla poesia e alla letteratura, ma la sua attività più importante sul piano storico è legata alla collaborazione con Giovanni Battista Castaldo, celebre comandante militare dell'epoca. Secondo la ricostruzione della Treccani, Castaldo iniziò dal 1557 a dettare a Centorio osservazioni sulla tecnica militare maturate durante la sua lunga esperienza; queste conoscenze confluirono poi nei Discorsi di guerra, pubblicati tra il 1558 e il 1562.
Questo rapporto è fondamentale per comprendere l'opera: Centorio è l'autore che organizza e mette per iscritto il materiale, mentre dietro il contenuto militare emerge l'esperienza concreta di Castaldo.
La stessa Treccani sottolinea infatti che l'opera fu pubblicata sotto il nome di Centorio, ma che le osservazioni militari provenivano in larga misura dall'esperienza di Castaldo.
3. Giovanni Battista Castaldo: il personaggio storico dietro l’opera
Un collegamento fondamentale è quindi con Giovanni Battista Castaldo, marchese di Cassano e conte di Piadena.
Castaldo fu un importante comandante militare del XVI secolo. Combatté in Italia, Fiandra, Germania e Ungheria e si distinse soprattutto nella campagna di Transilvania del 1551. Nel 1562 comandò inoltre le truppe spagnole in Piemonte contro i Francesi.
Il rapporto tra i due uomini spiega perché il libro non sia semplicemente un trattato teorico. Il testo nasce infatti in un'epoca in cui l'esperienza diretta dei comandanti aveva un'importanza enorme nella riflessione sull'arte della guerra.
È significativo che la pagina che hai fotografato dedichi l'opera anche a Giovanni Battista Castaldo, presentandolo con i suoi titoli nobiliari.
4. Di cosa parla il Quinto et ultimo discorso?
I Discorsi di guerra sono strutturati in cinque parti, ciascuna dedicata a un aspetto della guerra e del comando militare.
Secondo la descrizione bibliografica dell'opera:
il primo discorso riguarda i doveri di un generale d'esercito;
il secondo affronta la conquista di una provincia;
il terzo tratta le qualità del maestro di campo generale;
il quarto riguarda la difesa di una città sottoposta ad assedio;
il quinto, quello della fotografia, amplia ulteriormente la materia militare.
Il quinto libro è particolarmente importante anche per le sue dimensioni: la Folger Shakespeare Library registra 285 pagine, mentre i quattro libri precedenti sono molto più brevi.
Il libro, quindi, non deve essere interpretato semplicemente come un racconto di battaglie. È soprattutto una riflessione sulla strategia, sul comando, sulle decisioni militari e sull'esperienza necessaria per affrontare la guerra.
5. Il significato dell’opera
Il significato dei Discorsi di guerra va inserito nel contesto del Cinquecento europeo, un periodo caratterizzato da conflitti frequenti e dalla trasformazione delle tecniche militari.
Nel XVI secolo la guerra stava cambiando profondamente. La diffusione delle armi da fuoco, dell'artiglieria e delle nuove tecniche di fortificazione rendeva sempre più complessa la conduzione degli eserciti.
Per questo motivo cresceva anche la necessità di mettere per iscritto le conoscenze militari.
L'opera di Centorio rappresenta dunque il tentativo di trasformare l'esperienza concreta dei comandanti in un sapere organizzato e trasmissibile.
Non si tratta soltanto di sapere come combattere: il testo riflette anche sul modo in cui un comandante deve ragionare, organizzare le proprie forze, valutare il nemico e prendere decisioni.
6. Il collegamento con la guerra di Transilvania
Uno dei collegamenti storici più interessanti riguarda la Transilvania.
Castaldo fu protagonista della campagna militare in Transilvania del 1551 e Centorio utilizzò informazioni legate direttamente all'esperienza del comandante. La sua successiva opera, i Commentarii della guerra di Transilvania, racconta gli avvenimenti di quell'area e rappresenta una fonte importante per la conoscenza delle vicende militari dell'epoca.
Questo permette di collegare i Discorsi di guerra a uno dei grandi problemi geopolitici del Cinquecento: lo scontro tra gli Asburgo e l'Impero ottomano nell'Europa centro-orientale.
Un episodio particolarmente significativo è l'assedio di Timișoara del 1552, raccontato da Centorio nei suoi scritti sulla guerra di Transilvania. La città fu sottoposta a un lungo bombardamento e alla fine passò sotto il controllo ottomano, rimanendovi per oltre un secolo e mezzo.
Questo episodio aiuta a capire concretamente perché nel Cinquecento temi come assedi, fortificazioni, difesa delle città e organizzazione degli eserciti fossero così importanti.
7. Il collegamento con Carlo V e gli Asburgo
La vicenda di Castaldo permette inoltre di collegare l'opera alla grande politica europea degli Asburgo.
Castaldo aveva combattuto al servizio di Carlo V e partecipato a campagne militari in diverse aree d'Europa. La sua esperienza si sviluppò quindi all'interno dei conflitti che coinvolsero il mondo asburgico, la Francia e l'Impero ottomano.
L'opera di Centorio può quindi essere letta come un documento della cultura militare di un'Europa nella quale la guerra non era più limitata a singoli conflitti locali, ma coinvolgeva grandi potenze, eserciti multinazionali e territori molto vasti.
8. Lo stampatore: Gabriel Giolito de' Ferrari
Un altro protagonista fondamentale è Gabriel Giolito de' Ferrari, lo stampatore indicato nel frontespizio.
Giolito operò a Venezia, uno dei più importanti centri europei della stampa del XVI secolo. La sua officina raggiunse una notevole crescita e le sue edizioni erano caratterizzate dall'utilizzo di nuovi caratteri tipografici, fregi e iniziali, oltre che da una particolare cura editoriale.
Giolito non fu quindi semplicemente colui che materialmente stampò il libro: fu uno dei protagonisti della grande industria libraria veneziana del Rinascimento.
La sua attività comprendeva opere classiche e contemporanee, spesso realizzate insieme a letterati, traduttori, correttori e commentatori.
È interessante anche il fatto che negli anni successivi Giolito sviluppò, insieme a Tommaso Porcacchi, un importante progetto editoriale dedicato alla storia e alla guerra, la cosiddetta “Collana historica”. Il catalogo comprendeva testi di autori antichi come Polibio, Tucidide e Plutarco, accanto a trattati militari contemporanei.
Questo mostra quanto la stampa veneziana stesse contribuendo alla diffusione della cultura storica e militare.
9. Perché il libro è importante anche come oggetto
La fotografia che hai mostrato permette di osservare non soltanto il contenuto, ma anche il libro come manufatto storico.
La pagina presenta:
carta antica e naturalmente deteriorata;
caratteri tipografici cinquecenteschi;
iniziali e fregi xilografici;
una grande marca/illustrazione araldica;
la formula editoriale “In Vinegia appresso Gabriel Giolito de' Ferrari”;
la data MDLXII, cioè 1562.
La catalogazione bibliografica dell'esemplare conferma la presenza di corsivo, romano, iniziali e fregi xilografici.
Questo è importante perché la pagina stessa diventa una testimonianza della rivoluzione tipografica rinascimentale: il libro non è più soltanto un contenitore di informazioni, ma anche un prodotto editoriale progettato graficamente e destinato a una circolazione relativamente ampia.
10. L'impatto dell'opera
L'impatto dei Discorsi di guerra va considerato soprattutto nel contesto della trattatistica militare del Cinquecento.
La loro importanza deriva dal tentativo di raccogliere e sistematizzare l'esperienza militare contemporanea. L'opera ebbe una buona fortuna editoriale e fu ristampata più volte dopo le prime pubblicazioni.
Esiste inoltre una testimonianza concreta della sua circolazione: la serie dei cinque Discorsi di guerra è oggi conservata e catalogata in importanti raccolte storiche, tra cui la Folger Shakespeare Library, che registra le varie parti pubblicate tra il 1559 e il 1567.
Il valore dell'opera è quindi duplice:
storico, perché conserva informazioni e riflessioni legate alla guerra del XVI secolo;
culturale, perché mostra come nel Rinascimento l'esperienza militare venisse trasformata in un sapere scritto e diffuso attraverso la stampa.
11. Un aspetto particolarmente interessante: esperienza e memoria
Un elemento che rende l'opera interessante è il rapporto tra esperienza vissuta e memoria scritta.
Castaldo era un uomo d'armi che aveva partecipato direttamente alle campagne militari; Centorio era invece un letterato e storiografo capace di trasformare quelle esperienze in un'opera scritta.
Si crea quindi una sorta di collaborazione:
esperienza militare → memoria e osservazioni di Castaldo → elaborazione letteraria di Centorio → stampa veneziana di Giolito → diffusione del sapere
Questo processo è significativo perché permette di capire come nel Rinascimento le conoscenze non rimanessero necessariamente confinate all'interno dell'esperienza personale di un comandante, ma potessero diventare testo, memoria storica e patrimonio culturale.
12. Conclusione
Il quinto et ultimo discorso di guerra, pubblicato a Venezia nel 1562, è molto più di un antico libro sulla guerra.
È il risultato dell'incontro tra Ascanio Centorio degli Ortensi, uomo di lettere e storiografo, Giovanni Battista Castaldo, comandante militare con una lunga esperienza sui campi di battaglia, e Gabriel Giolito de' Ferrari, uno dei più importanti stampatori veneziani del XVI secolo.
L'opera testimonia una fase fondamentale della storia europea, segnata dalle guerre tra le grandi potenze, dalla presenza ottomana nell'Europa orientale, dalle guerre d'Italia e dalla trasformazione delle tecniche militari.
Il suo valore, però, non è soltanto militare. Il libro mostra come il Rinascimento trasformasse l'esperienza in conoscenza, la conoscenza in testo e il testo in memoria attraverso la stampa.
Collazione e stato di preservazione
11pp, (20pp) - 14pp, (54pp) - 15pp, (62pp) - 19pp, (117pp) - 24pp, (285pp)
Stato di preservazione idilliaco pagine freschissime ed intonse massimo stato di preservazione da sottolineare lieve rifilatura tardo settecentesca come si evince in foto dovuta alla legatura postuma e non coeva
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L’autore: Ascanio Centorio degli Ortensi
Ascanio Centorio degli Ortensi fu un letterato e storico italiano del XVI secolo. La sua figura è particolarmente interessante perché si trova al punto d'incontro tra letteratura, storiografia e cultura militare.
Centorio si dedicò inizialmente anche alla poesia e alla letteratura, ma la sua attività più importante sul piano storico è legata alla collaborazione con Giovanni Battista Castaldo, celebre comandante militare dell'epoca. Secondo la ricostruzione della Treccani, Castaldo iniziò dal 1557 a dettare a Centorio osservazioni sulla tecnica militare maturate durante la sua lunga esperienza; queste conoscenze confluirono poi nei Discorsi di guerra, pubblicati tra il 1558 e il 1562.
Questo rapporto è fondamentale per comprendere l'opera: Centorio è l'autore che organizza e mette per iscritto il materiale, mentre dietro il contenuto militare emerge l'esperienza concreta di Castaldo.
La stessa Treccani sottolinea infatti che l'opera fu pubblicata sotto il nome di Centorio, ma che le osservazioni militari provenivano in larga misura dall'esperienza di Castaldo.
3. Giovanni Battista Castaldo: il personaggio storico dietro l’opera
Un collegamento fondamentale è quindi con Giovanni Battista Castaldo, marchese di Cassano e conte di Piadena.
Castaldo fu un importante comandante militare del XVI secolo. Combatté in Italia, Fiandra, Germania e Ungheria e si distinse soprattutto nella campagna di Transilvania del 1551. Nel 1562 comandò inoltre le truppe spagnole in Piemonte contro i Francesi.
Il rapporto tra i due uomini spiega perché il libro non sia semplicemente un trattato teorico. Il testo nasce infatti in un'epoca in cui l'esperienza diretta dei comandanti aveva un'importanza enorme nella riflessione sull'arte della guerra.
È significativo che la pagina che hai fotografato dedichi l'opera anche a Giovanni Battista Castaldo, presentandolo con i suoi titoli nobiliari.
4. Di cosa parla il Quinto et ultimo discorso?
I Discorsi di guerra sono strutturati in cinque parti, ciascuna dedicata a un aspetto della guerra e del comando militare.
Secondo la descrizione bibliografica dell'opera:
il primo discorso riguarda i doveri di un generale d'esercito;
il secondo affronta la conquista di una provincia;
il terzo tratta le qualità del maestro di campo generale;
il quarto riguarda la difesa di una città sottoposta ad assedio;
il quinto, quello della fotografia, amplia ulteriormente la materia militare.
Il quinto libro è particolarmente importante anche per le sue dimensioni: la Folger Shakespeare Library registra 285 pagine, mentre i quattro libri precedenti sono molto più brevi.
Il libro, quindi, non deve essere interpretato semplicemente come un racconto di battaglie. È soprattutto una riflessione sulla strategia, sul comando, sulle decisioni militari e sull'esperienza necessaria per affrontare la guerra.
5. Il significato dell’opera
Il significato dei Discorsi di guerra va inserito nel contesto del Cinquecento europeo, un periodo caratterizzato da conflitti frequenti e dalla trasformazione delle tecniche militari.
Nel XVI secolo la guerra stava cambiando profondamente. La diffusione delle armi da fuoco, dell'artiglieria e delle nuove tecniche di fortificazione rendeva sempre più complessa la conduzione degli eserciti.
Per questo motivo cresceva anche la necessità di mettere per iscritto le conoscenze militari.
L'opera di Centorio rappresenta dunque il tentativo di trasformare l'esperienza concreta dei comandanti in un sapere organizzato e trasmissibile.
Non si tratta soltanto di sapere come combattere: il testo riflette anche sul modo in cui un comandante deve ragionare, organizzare le proprie forze, valutare il nemico e prendere decisioni.
6. Il collegamento con la guerra di Transilvania
Uno dei collegamenti storici più interessanti riguarda la Transilvania.
Castaldo fu protagonista della campagna militare in Transilvania del 1551 e Centorio utilizzò informazioni legate direttamente all'esperienza del comandante. La sua successiva opera, i Commentarii della guerra di Transilvania, racconta gli avvenimenti di quell'area e rappresenta una fonte importante per la conoscenza delle vicende militari dell'epoca.
Questo permette di collegare i Discorsi di guerra a uno dei grandi problemi geopolitici del Cinquecento: lo scontro tra gli Asburgo e l'Impero ottomano nell'Europa centro-orientale.
Un episodio particolarmente significativo è l'assedio di Timișoara del 1552, raccontato da Centorio nei suoi scritti sulla guerra di Transilvania. La città fu sottoposta a un lungo bombardamento e alla fine passò sotto il controllo ottomano, rimanendovi per oltre un secolo e mezzo.
Questo episodio aiuta a capire concretamente perché nel Cinquecento temi come assedi, fortificazioni, difesa delle città e organizzazione degli eserciti fossero così importanti.
7. Il collegamento con Carlo V e gli Asburgo
La vicenda di Castaldo permette inoltre di collegare l'opera alla grande politica europea degli Asburgo.
Castaldo aveva combattuto al servizio di Carlo V e partecipato a campagne militari in diverse aree d'Europa. La sua esperienza si sviluppò quindi all'interno dei conflitti che coinvolsero il mondo asburgico, la Francia e l'Impero ottomano.
L'opera di Centorio può quindi essere letta come un documento della cultura militare di un'Europa nella quale la guerra non era più limitata a singoli conflitti locali, ma coinvolgeva grandi potenze, eserciti multinazionali e territori molto vasti.
8. Lo stampatore: Gabriel Giolito de' Ferrari
Un altro protagonista fondamentale è Gabriel Giolito de' Ferrari, lo stampatore indicato nel frontespizio.
Giolito operò a Venezia, uno dei più importanti centri europei della stampa del XVI secolo. La sua officina raggiunse una notevole crescita e le sue edizioni erano caratterizzate dall'utilizzo di nuovi caratteri tipografici, fregi e iniziali, oltre che da una particolare cura editoriale.
Giolito non fu quindi semplicemente colui che materialmente stampò il libro: fu uno dei protagonisti della grande industria libraria veneziana del Rinascimento.
La sua attività comprendeva opere classiche e contemporanee, spesso realizzate insieme a letterati, traduttori, correttori e commentatori.
È interessante anche il fatto che negli anni successivi Giolito sviluppò, insieme a Tommaso Porcacchi, un importante progetto editoriale dedicato alla storia e alla guerra, la cosiddetta “Collana historica”. Il catalogo comprendeva testi di autori antichi come Polibio, Tucidide e Plutarco, accanto a trattati militari contemporanei.
Questo mostra quanto la stampa veneziana stesse contribuendo alla diffusione della cultura storica e militare.
9. Perché il libro è importante anche come oggetto
La fotografia che hai mostrato permette di osservare non soltanto il contenuto, ma anche il libro come manufatto storico.
La pagina presenta:
carta antica e naturalmente deteriorata;
caratteri tipografici cinquecenteschi;
iniziali e fregi xilografici;
una grande marca/illustrazione araldica;
la formula editoriale “In Vinegia appresso Gabriel Giolito de' Ferrari”;
la data MDLXII, cioè 1562.
La catalogazione bibliografica dell'esemplare conferma la presenza di corsivo, romano, iniziali e fregi xilografici.
Questo è importante perché la pagina stessa diventa una testimonianza della rivoluzione tipografica rinascimentale: il libro non è più soltanto un contenitore di informazioni, ma anche un prodotto editoriale progettato graficamente e destinato a una circolazione relativamente ampia.
10. L'impatto dell'opera
L'impatto dei Discorsi di guerra va considerato soprattutto nel contesto della trattatistica militare del Cinquecento.
La loro importanza deriva dal tentativo di raccogliere e sistematizzare l'esperienza militare contemporanea. L'opera ebbe una buona fortuna editoriale e fu ristampata più volte dopo le prime pubblicazioni.
Esiste inoltre una testimonianza concreta della sua circolazione: la serie dei cinque Discorsi di guerra è oggi conservata e catalogata in importanti raccolte storiche, tra cui la Folger Shakespeare Library, che registra le varie parti pubblicate tra il 1559 e il 1567.
Il valore dell'opera è quindi duplice:
storico, perché conserva informazioni e riflessioni legate alla guerra del XVI secolo;
culturale, perché mostra come nel Rinascimento l'esperienza militare venisse trasformata in un sapere scritto e diffuso attraverso la stampa.
11. Un aspetto particolarmente interessante: esperienza e memoria
Un elemento che rende l'opera interessante è il rapporto tra esperienza vissuta e memoria scritta.
Castaldo era un uomo d'armi che aveva partecipato direttamente alle campagne militari; Centorio era invece un letterato e storiografo capace di trasformare quelle esperienze in un'opera scritta.
Si crea quindi una sorta di collaborazione:
esperienza militare → memoria e osservazioni di Castaldo → elaborazione letteraria di Centorio → stampa veneziana di Giolito → diffusione del sapere
Questo processo è significativo perché permette di capire come nel Rinascimento le conoscenze non rimanessero necessariamente confinate all'interno dell'esperienza personale di un comandante, ma potessero diventare testo, memoria storica e patrimonio culturale.
12. Conclusione
Il quinto et ultimo discorso di guerra, pubblicato a Venezia nel 1562, è molto più di un antico libro sulla guerra.
È il risultato dell'incontro tra Ascanio Centorio degli Ortensi, uomo di lettere e storiografo, Giovanni Battista Castaldo, comandante militare con una lunga esperienza sui campi di battaglia, e Gabriel Giolito de' Ferrari, uno dei più importanti stampatori veneziani del XVI secolo.
L'opera testimonia una fase fondamentale della storia europea, segnata dalle guerre tra le grandi potenze, dalla presenza ottomana nell'Europa orientale, dalle guerre d'Italia e dalla trasformazione delle tecniche militari.
Il suo valore, però, non è soltanto militare. Il libro mostra come il Rinascimento trasformasse l'esperienza in conoscenza, la conoscenza in testo e il testo in memoria attraverso la stampa.
Collazione e stato di preservazione
11pp, (20pp) - 14pp, (54pp) - 15pp, (62pp) - 19pp, (117pp) - 24pp, (285pp)
Stato di preservazione idilliaco pagine freschissime ed intonse massimo stato di preservazione da sottolineare lieve rifilatura tardo settecentesca come si evince in foto dovuta alla legatura postuma e non coeva
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