Piatto (3) - Terracotta - Un raro gruppo di vasi






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Un gruppo di tre vasi in terracotta slipware della Niederrhein, datati circa 1820, composto da una grande basin di 31 cm di diametro e 9 cm di altezza e due piatti di presentazione datati, assemblati come garnitura in stile Biedermeier antico, peso 2,3 kg, condizioni: buone con crepe a fiori e scheggiature marginali.
Descrizione del venditore
Un insieme assemblato di tre recipienti in terraglia a pasta tenera del Reno inferiore (Niederrheinische Irdenware), datati 1820, cattura le vigorose tradizioni di ceramica vernacolare dell’ovest della Germania nel periodo Biedermeier. Lanciato al tornio dal fango di terracotta locale ricco di ferro e decorato con ornamenti ultrafiltrati tramite slip su una smaltatura di piombo trasparente, questo ensemble comprende un cospicuo bacino a bordi svasati accanto a due piatti commemorativi da presentazione. Il bacino centrale, con diametro di 31 cm e altezza di 9 cm, è centrato da una vivace raffigurazione di un cardellino posato su germogli stilizzati di foglie all’interno di anelli di slip concentrici, incorniciato lungo il largo bordo espanso da eleganti volute ritmiche e da una iscrizione vernacolare corsiva lungo il margine inferiore.
A completamento del bacino sono presenti due piatti di presentazione datati che illustrano la consueta pratica regionale di registrare tappe familiari, domestiche o di bottega. Il piatto a fondo crema presenta palmette foliate che irradiano in terracotta e verde rame, racchiudendo un’iscrizione epigrafica formale su tre linee che recita “Anno Domini 1820” al di sopra di un triangolo capovolto di tratteggio orizzontale, mentre il piatto con fondo terracotta presenta stemmi tratteggiati alternati che circondano una riserva centrale inscritta con la formula abbreviata “Anno 1820”, sottolineata da una complessa fioritura calligrafica ad anelli. Le retrospalle non smaltate rivelano il corpo di argilla di color miele cotto con tipiche striature realizzate con filo e autentiche caratteristiche di cottura ascrivibili al forno.
La documentazione del precedente proprietario ne attesta l’acquisizione a Titz, Renania Settentrionale-Vestfalia, indicando che sono stati rinvenuti come recuperi di costruzioni sub-superficie stabilizzate (Baugrubenfunde). In linea con il loro retaggio popolare utilitaristico, con due secoli di età e con recupero archeologico, i tre vasi - che nel complesso pesano 2,3 chilogrammi - mostrano uno stato stabile e onesto, presentando incrinature consolidate, piccoli sbeccature localizzate sul bordo, consueta craquelure della smaltatura e deboli imperfezioni della cottura in forno, pur mantenendo la luminosità della smaltatura e una presenza decorativa nitida.
PROVENIENZA
Recuperati durante scavi edilizi a Titz, in Germania.
Bene della successione di un biologo e naturalista tedesco (1948–2012).
Poi, per successione, al proprietario attuale.
Un insieme assemblato di tre recipienti in terraglia a pasta tenera del Reno inferiore (Niederrheinische Irdenware), datati 1820, cattura le vigorose tradizioni di ceramica vernacolare dell’ovest della Germania nel periodo Biedermeier. Lanciato al tornio dal fango di terracotta locale ricco di ferro e decorato con ornamenti ultrafiltrati tramite slip su una smaltatura di piombo trasparente, questo ensemble comprende un cospicuo bacino a bordi svasati accanto a due piatti commemorativi da presentazione. Il bacino centrale, con diametro di 31 cm e altezza di 9 cm, è centrato da una vivace raffigurazione di un cardellino posato su germogli stilizzati di foglie all’interno di anelli di slip concentrici, incorniciato lungo il largo bordo espanso da eleganti volute ritmiche e da una iscrizione vernacolare corsiva lungo il margine inferiore.
A completamento del bacino sono presenti due piatti di presentazione datati che illustrano la consueta pratica regionale di registrare tappe familiari, domestiche o di bottega. Il piatto a fondo crema presenta palmette foliate che irradiano in terracotta e verde rame, racchiudendo un’iscrizione epigrafica formale su tre linee che recita “Anno Domini 1820” al di sopra di un triangolo capovolto di tratteggio orizzontale, mentre il piatto con fondo terracotta presenta stemmi tratteggiati alternati che circondano una riserva centrale inscritta con la formula abbreviata “Anno 1820”, sottolineata da una complessa fioritura calligrafica ad anelli. Le retrospalle non smaltate rivelano il corpo di argilla di color miele cotto con tipiche striature realizzate con filo e autentiche caratteristiche di cottura ascrivibili al forno.
La documentazione del precedente proprietario ne attesta l’acquisizione a Titz, Renania Settentrionale-Vestfalia, indicando che sono stati rinvenuti come recuperi di costruzioni sub-superficie stabilizzate (Baugrubenfunde). In linea con il loro retaggio popolare utilitaristico, con due secoli di età e con recupero archeologico, i tre vasi - che nel complesso pesano 2,3 chilogrammi - mostrano uno stato stabile e onesto, presentando incrinature consolidate, piccoli sbeccature localizzate sul bordo, consueta craquelure della smaltatura e deboli imperfezioni della cottura in forno, pur mantenendo la luminosità della smaltatura e una presenza decorativa nitida.
PROVENIENZA
Recuperati durante scavi edilizi a Titz, in Germania.
Bene della successione di un biologo e naturalista tedesco (1948–2012).
Poi, per successione, al proprietario attuale.
