Maschera - Dan - Costa d’Avorio






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Maschera Dan-Guéré in legno, Costa d’Avorio, provenienza Vendita Millon 07/04/2022, fornita con supporto, originale/ufficiale.
Descrizione del venditore
Côte d'Ivoire
Dan
Bois et tissus
Hauteur : 260mm
Largeur : 175mm
Profondeur : 110mm
Dan-Guéré (Wè) — maschera di danza a proiezioni cornee
Côte d’Ivoire / Liberia — area culturale Dan-Guéré
L’esame delle diverse viste permette di trattenere un’attribuzione Dan-Guéré / Wè, nell’area culturale forestale compresa tra l’ovest della Côte d’Ivoire e il Liberia.
La morfologia della maschera è molto caratteristica: viso umano fortemente stilizzato, occhi stretti a fessura, naso potente, bocca ampiamente aperta che lascia intravedere i denti, orecchie laterali sviluppate e soprattutto due grandi proiezioni verticali sulla sommità della fronte, trattate come elementi cornuti. Il contorno in tessuto fa parte della concezione della maschera.
Questa attribuzione trova un parallelo particolarmente interessante nella documentazione di Christie’s, che ha pubblicato una maschera esplicitamente data come Dan/Guéré, con bocca aperta e denti, occhi posizionati sotto proiezioni cornute ed elementi in fiber.
Origine geografica
Ovest della Côte d’Ivoire / nord-est del Liberia.
L’area Dan si estende dalle regioni forestali del nord-est del Liberia al nord-ovest della Côte d’Ivoire. Il musée du quai Branly insiste sulla continuità culturale transfrontaliera e sull’importanza delle tradizioni maschera nelle regioni di questa area.
Il Wè/Guéré appartiene al medesimo insieme regionale e mantiene strette relazioni stilistiche con i Dan. Il National Museum of African Art descrive anzi i maschere Wè in relazione diretta con i loro vicini Dan, Bassa, Guéré e Wobé.
Etnia / cultura
Dan-Guéré (Wè)
La designazione Dan-Guéré è qui preferita a una attribuzione semplicemente « Dan », poiché la maschera presenta un vocabolario plastico che appartiene all’insieme Dan–Wè/Guéré.
Le collezioni europee mostrano che i confini stilistici tra queste popolazioni devono essere affrontati con prudenza. Il museo du quai Branly documenta così direttamente maschere Dan provenienti dalla Costa d’Avorio e dal Liberia, ma anche opere Wè/Guéré appartenenti allo stesso ambiente culturale.
Tipo di oggetto
Maschera di danza / maschera rituale antropomorfa a proiezioni cornute
Si tratta di una maschera facciale destinata a essere integrata in un insieme di danza e di costume.
È preferibile non attribuirle un nome di performance preciso basato solo sulla morfologia. Nei Dan, l’identità e la funzione di una maschera dipendono anche dal suo nome, dal suo spirito, dai suoi accessori e dal contesto cerimoniale; il musée du quai Branly sottolinea esplicitamente che la forma da sola non basta a determinare l’uso esatto di una maschera individuale.
Descrizione artistica e stilistica
Il volto è costruito attorno a una forte frontalità e a un notevole contrasto tra superfici relativamente piatte e volumi molto proiettati.
Si distinguono in particolare:
• fronte larga e bombata;
• arcate sopracciliari potenti;
• occhi orizzontali a fessura;
• naso fortemente sporgente;
• guance molto strutturate;
• bocca ampiamente aperta;
• denti scolpiti visibili nell’apertura buccale;
• ampie orecchie laterali.
La parte superiore è dominata da due lunghe proiezioni verticali, i cui bordi sono evidenziati da sottili incisioni oblique. Esse conferiscono alla maschera una silhouette molto particolare e ne costituiscono uno dei suoi principali elementi plastici.
Il volto è circondato da un tessuto tesse, fissato sui lati e sotto il mento. Questo dispositivo è coerente con le maschere dell’ovest ivoirien che associavano il volto scolpito a elementi tessili, fibre e altri materiali ancorati.
Il trattamento della bocca merita una particolare attenzione: l’apertura molto larga e la presenza di denti scolpiti avvicinano fortemente questa peça al vocabolario delle maschere Wè/Guéré documentate nelle collezioni. Il Met conserva in particolare maschere Guéré caratterizzate da una costruzione composita e da un trattamento molto espressivo del volto.
Materiali e tecnica
Legno scolpito, pigmenti e tessuto.
Il viso è stato tagliato nel legno poi modellato e incisato con cura. I dettagli delle proiezioni superiori sono evidenziati da una incisione geometrica fine.
Il tessuto periferico è integrato all’oggetto e partecipa alla sua concezione come maschera di danza.
Le collezioni del British Museum documentano maschere Dan in legno associate a fibre tessute o cucite, mentre il musée du quai Branly presenta anche maschere Dan costituite da legno e materiali tessili o fibrosi.
Simbolismo
Nelle tradizioni Dan e Wè, la maschera costituisce la manifestazione visibile di una potenza spirituale associata al mondo della foresta.
Il musée du quai Branly spiega che, nei Dan, ogni maschera possiede teoricamente una identità propria ed è considerata l’incarnazione di uno spirito particolare. La maschera non è quindi semplicemente un ritratto o una rappresentazione decorativa.
L’espressione volontariamente marcata di questo esemplare — bocca aperta, denti visibili, elementi cornuti e volumi accentuati — partecipa a questa trasformazione del volto umano in entità soprannaturale.
Funzione / uso rituale
I maschere Dan e Wè intervenivano in diversi contesti sociali e cerimoniali.
La documentazione del National Museum of African Art indica che i maschere Wè e quelli dei loro vicini Dan, Bassa, Guéré e Wobé potevano intervenire nel regolamento dei conflitti, nella comunicazione di messaggi morali e nelle cerimonie legate al potere e alla guerra.
Per i Dan, il musée du quai Branly documenta diverse categorie di maschere legate all’iniziazione, all’intrattenimento, alla competizione o al controllo sociale.
Per questa ragione presenterei la pieza come una maschera di danza rituel Dan-Guéré, senza affermare che sia stata utilizzata in un rituale specifico.
Contesto culturale
Uno degli aspetti principali dell’arte Dan e Wè è l’importanza attribuita alla maschera come essere agente, e non come semplice scultura.
Il musée du quai Branly spiega che le maschere possono intervenire nella sicurezza della comunità, nell’educazione dei giovani, nelle competizioni, nelle decisioni giudiziarie e politiche o anche nell’intrattenimento. Il loro aspetto, il loro costume, la loro danza e l’accompagnamento partecipano insieme alla loro identità.
Questa concezione spiega la grande diversità formale del corpus e la presenza di maschere molto naturaliste accanto a creazioni molto più geometriche, aggressive o ibride.
Confronti con pezzi di musei e collezioni documentate
Musée du quai Branly – Jacques Chirac, Parigi
Maschera antropomorfa Dan, Costa d’Avorio/Liberia, inv. 70.2017.66.25
Essa costituisce un riferimento europeo maggiore per l’attribuzione Dan. La maschera presenta una costruzione ovale, un modellato naturalistico del volto, cicatrici e grandi orecchie laterali. La scheda del museo spiega anche i criteri che permettono di avvicinare alcune maschere Dan all’area settentrionale Dan, fino alle popolazioni Mano e Tura.
Musée du quai Branly – Jacques Chirac, Parigi
Maschera Wè, Costa d’Avorio, inv. 73.1967.5.1
Questo pezzo, oggi documentato come maschera Wè con mandibola articolata, è particolarmente utile per reinquadrare l’esemplare presente nel corpus Wè/Guéré e per confrontare l’impiego combinato di legno, tessuto, fibre e elementi rapportati.
Musée royal de l’Afrique centrale / AfricaMuseum, Tervuren, Belgio
Le collezioni di Tervuren comprendono un importante insieme di maschere Dan e Wobé, con pezzi raccolti in Côte d’Ivoire e registrati in particolare sotto gli inventari EO.1969.59.1036, EO.1976.38.44 e EO.1976.38.50. Questa presenza istituzionale è particolarmente importante per situare la maschera nel continuum Dan–Wè dell’ovest ivoriano.
Tervuren conserva inoltre una maschera Dan documentata dal suo dipartimento scientifico, le cui grandi orbite e la struttura formale illustrano la diversità dei tipi di maschere Dan.
British Museum, Londra
Il British Museum conserva diverse maschere Dan provenienti dalla Côte d’Ivoire e dal Liberia, in particolare una maschera in legno attribuita ai Dan, proveniente dal Liberia, nonché un’altra maschera Dan in legno e fibre proveniente dalla Côte d’Ivoire. Queste opere confermano la continuità stilistica e materiale del corpus Dan ai due lati della frontiera.
Riferimento europeo particolarmente vicino: Christie’s Paris
Una maschera Dan/Guéré pubblicata da Christie's presenta una bocca aperta che mostra i denti e proiezioni cornute sopra gli occhi, con fibre e pigmenti. Questo confronto è particolarmente interessante per l’esemplare presente, anche se si tratta di una documentazione di vendita e non di una collezione pubblica.
Bibliografia / fonti
• Musée du quai Branly – Jacques Chirac, Masque anthropomorphe Dan, Côte d’Ivoire/Liberia, inv. 70.2017.66.25.
• Musée du quai Branly – Jacques Chirac, documentazione sui maschere Dan e sul loro contesto culturale.
• AfricaMuseum, Tervuren, base delle collezioni: maschere Dan e Wobé della Côte d’Ivoire.
• British Museum, collezioni di maschere Dan della Côte d’Ivoire e del Liberia.
• Metropolitan Museum of Art, maschere Guéré/Wè e documentazione delle arti dell’ovest ivoriano.
• Eberhard Fischer & Hans Himmelheber, The Arts of the Dan in West Africa, Museum Rietberg, Zurigo. Il Museum Rietberg costituisce una referenza bibliografica fondamentale sull’arte Dan.
• Marie-Noël Verger-Fèvre, « Masques en pays dan de Côte d’Ivoire », in Arts de la Côte d'Ivoire, Musée Barbier-Mueller, Ginevra.
• Christie’s Paris, Masque Dan/Guere, Côte d’Ivoire, confronto morfologico con proiezioni cornute.
Riparazione all’orecchio destro.
Provenienza :
Vendita Millon del 07/04/2022
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Il venditore si racconta
Côte d'Ivoire
Dan
Bois et tissus
Hauteur : 260mm
Largeur : 175mm
Profondeur : 110mm
Dan-Guéré (Wè) — maschera di danza a proiezioni cornee
Côte d’Ivoire / Liberia — area culturale Dan-Guéré
L’esame delle diverse viste permette di trattenere un’attribuzione Dan-Guéré / Wè, nell’area culturale forestale compresa tra l’ovest della Côte d’Ivoire e il Liberia.
La morfologia della maschera è molto caratteristica: viso umano fortemente stilizzato, occhi stretti a fessura, naso potente, bocca ampiamente aperta che lascia intravedere i denti, orecchie laterali sviluppate e soprattutto due grandi proiezioni verticali sulla sommità della fronte, trattate come elementi cornuti. Il contorno in tessuto fa parte della concezione della maschera.
Questa attribuzione trova un parallelo particolarmente interessante nella documentazione di Christie’s, che ha pubblicato una maschera esplicitamente data come Dan/Guéré, con bocca aperta e denti, occhi posizionati sotto proiezioni cornute ed elementi in fiber.
Origine geografica
Ovest della Côte d’Ivoire / nord-est del Liberia.
L’area Dan si estende dalle regioni forestali del nord-est del Liberia al nord-ovest della Côte d’Ivoire. Il musée du quai Branly insiste sulla continuità culturale transfrontaliera e sull’importanza delle tradizioni maschera nelle regioni di questa area.
Il Wè/Guéré appartiene al medesimo insieme regionale e mantiene strette relazioni stilistiche con i Dan. Il National Museum of African Art descrive anzi i maschere Wè in relazione diretta con i loro vicini Dan, Bassa, Guéré e Wobé.
Etnia / cultura
Dan-Guéré (Wè)
La designazione Dan-Guéré è qui preferita a una attribuzione semplicemente « Dan », poiché la maschera presenta un vocabolario plastico che appartiene all’insieme Dan–Wè/Guéré.
Le collezioni europee mostrano che i confini stilistici tra queste popolazioni devono essere affrontati con prudenza. Il museo du quai Branly documenta così direttamente maschere Dan provenienti dalla Costa d’Avorio e dal Liberia, ma anche opere Wè/Guéré appartenenti allo stesso ambiente culturale.
Tipo di oggetto
Maschera di danza / maschera rituale antropomorfa a proiezioni cornute
Si tratta di una maschera facciale destinata a essere integrata in un insieme di danza e di costume.
È preferibile non attribuirle un nome di performance preciso basato solo sulla morfologia. Nei Dan, l’identità e la funzione di una maschera dipendono anche dal suo nome, dal suo spirito, dai suoi accessori e dal contesto cerimoniale; il musée du quai Branly sottolinea esplicitamente che la forma da sola non basta a determinare l’uso esatto di una maschera individuale.
Descrizione artistica e stilistica
Il volto è costruito attorno a una forte frontalità e a un notevole contrasto tra superfici relativamente piatte e volumi molto proiettati.
Si distinguono in particolare:
• fronte larga e bombata;
• arcate sopracciliari potenti;
• occhi orizzontali a fessura;
• naso fortemente sporgente;
• guance molto strutturate;
• bocca ampiamente aperta;
• denti scolpiti visibili nell’apertura buccale;
• ampie orecchie laterali.
La parte superiore è dominata da due lunghe proiezioni verticali, i cui bordi sono evidenziati da sottili incisioni oblique. Esse conferiscono alla maschera una silhouette molto particolare e ne costituiscono uno dei suoi principali elementi plastici.
Il volto è circondato da un tessuto tesse, fissato sui lati e sotto il mento. Questo dispositivo è coerente con le maschere dell’ovest ivoirien che associavano il volto scolpito a elementi tessili, fibre e altri materiali ancorati.
Il trattamento della bocca merita una particolare attenzione: l’apertura molto larga e la presenza di denti scolpiti avvicinano fortemente questa peça al vocabolario delle maschere Wè/Guéré documentate nelle collezioni. Il Met conserva in particolare maschere Guéré caratterizzate da una costruzione composita e da un trattamento molto espressivo del volto.
Materiali e tecnica
Legno scolpito, pigmenti e tessuto.
Il viso è stato tagliato nel legno poi modellato e incisato con cura. I dettagli delle proiezioni superiori sono evidenziati da una incisione geometrica fine.
Il tessuto periferico è integrato all’oggetto e partecipa alla sua concezione come maschera di danza.
Le collezioni del British Museum documentano maschere Dan in legno associate a fibre tessute o cucite, mentre il musée du quai Branly presenta anche maschere Dan costituite da legno e materiali tessili o fibrosi.
Simbolismo
Nelle tradizioni Dan e Wè, la maschera costituisce la manifestazione visibile di una potenza spirituale associata al mondo della foresta.
Il musée du quai Branly spiega che, nei Dan, ogni maschera possiede teoricamente una identità propria ed è considerata l’incarnazione di uno spirito particolare. La maschera non è quindi semplicemente un ritratto o una rappresentazione decorativa.
L’espressione volontariamente marcata di questo esemplare — bocca aperta, denti visibili, elementi cornuti e volumi accentuati — partecipa a questa trasformazione del volto umano in entità soprannaturale.
Funzione / uso rituale
I maschere Dan e Wè intervenivano in diversi contesti sociali e cerimoniali.
La documentazione del National Museum of African Art indica che i maschere Wè e quelli dei loro vicini Dan, Bassa, Guéré e Wobé potevano intervenire nel regolamento dei conflitti, nella comunicazione di messaggi morali e nelle cerimonie legate al potere e alla guerra.
Per i Dan, il musée du quai Branly documenta diverse categorie di maschere legate all’iniziazione, all’intrattenimento, alla competizione o al controllo sociale.
Per questa ragione presenterei la pieza come una maschera di danza rituel Dan-Guéré, senza affermare che sia stata utilizzata in un rituale specifico.
Contesto culturale
Uno degli aspetti principali dell’arte Dan e Wè è l’importanza attribuita alla maschera come essere agente, e non come semplice scultura.
Il musée du quai Branly spiega che le maschere possono intervenire nella sicurezza della comunità, nell’educazione dei giovani, nelle competizioni, nelle decisioni giudiziarie e politiche o anche nell’intrattenimento. Il loro aspetto, il loro costume, la loro danza e l’accompagnamento partecipano insieme alla loro identità.
Questa concezione spiega la grande diversità formale del corpus e la presenza di maschere molto naturaliste accanto a creazioni molto più geometriche, aggressive o ibride.
Confronti con pezzi di musei e collezioni documentate
Musée du quai Branly – Jacques Chirac, Parigi
Maschera antropomorfa Dan, Costa d’Avorio/Liberia, inv. 70.2017.66.25
Essa costituisce un riferimento europeo maggiore per l’attribuzione Dan. La maschera presenta una costruzione ovale, un modellato naturalistico del volto, cicatrici e grandi orecchie laterali. La scheda del museo spiega anche i criteri che permettono di avvicinare alcune maschere Dan all’area settentrionale Dan, fino alle popolazioni Mano e Tura.
Musée du quai Branly – Jacques Chirac, Parigi
Maschera Wè, Costa d’Avorio, inv. 73.1967.5.1
Questo pezzo, oggi documentato come maschera Wè con mandibola articolata, è particolarmente utile per reinquadrare l’esemplare presente nel corpus Wè/Guéré e per confrontare l’impiego combinato di legno, tessuto, fibre e elementi rapportati.
Musée royal de l’Afrique centrale / AfricaMuseum, Tervuren, Belgio
Le collezioni di Tervuren comprendono un importante insieme di maschere Dan e Wobé, con pezzi raccolti in Côte d’Ivoire e registrati in particolare sotto gli inventari EO.1969.59.1036, EO.1976.38.44 e EO.1976.38.50. Questa presenza istituzionale è particolarmente importante per situare la maschera nel continuum Dan–Wè dell’ovest ivoriano.
Tervuren conserva inoltre una maschera Dan documentata dal suo dipartimento scientifico, le cui grandi orbite e la struttura formale illustrano la diversità dei tipi di maschere Dan.
British Museum, Londra
Il British Museum conserva diverse maschere Dan provenienti dalla Côte d’Ivoire e dal Liberia, in particolare una maschera in legno attribuita ai Dan, proveniente dal Liberia, nonché un’altra maschera Dan in legno e fibre proveniente dalla Côte d’Ivoire. Queste opere confermano la continuità stilistica e materiale del corpus Dan ai due lati della frontiera.
Riferimento europeo particolarmente vicino: Christie’s Paris
Una maschera Dan/Guéré pubblicata da Christie's presenta una bocca aperta che mostra i denti e proiezioni cornute sopra gli occhi, con fibre e pigmenti. Questo confronto è particolarmente interessante per l’esemplare presente, anche se si tratta di una documentazione di vendita e non di una collezione pubblica.
Bibliografia / fonti
• Musée du quai Branly – Jacques Chirac, Masque anthropomorphe Dan, Côte d’Ivoire/Liberia, inv. 70.2017.66.25.
• Musée du quai Branly – Jacques Chirac, documentazione sui maschere Dan e sul loro contesto culturale.
• AfricaMuseum, Tervuren, base delle collezioni: maschere Dan e Wobé della Côte d’Ivoire.
• British Museum, collezioni di maschere Dan della Côte d’Ivoire e del Liberia.
• Metropolitan Museum of Art, maschere Guéré/Wè e documentazione delle arti dell’ovest ivoriano.
• Eberhard Fischer & Hans Himmelheber, The Arts of the Dan in West Africa, Museum Rietberg, Zurigo. Il Museum Rietberg costituisce una referenza bibliografica fondamentale sull’arte Dan.
• Marie-Noël Verger-Fèvre, « Masques en pays dan de Côte d’Ivoire », in Arts de la Côte d'Ivoire, Musée Barbier-Mueller, Ginevra.
• Christie’s Paris, Masque Dan/Guere, Côte d’Ivoire, confronto morfologico con proiezioni cornute.
Riparazione all’orecchio destro.
Provenienza :
Vendita Millon del 07/04/2022
Collezione privata personale
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