Emilio Scanavino (1922-1986) - Senza titolo

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Emilio Scanavino, Senza titolo, 1964, dipinto a olio rosso e nero con motivo a nodo, 44 × 53 cm, venduto con cornice dalla Galleria, originale.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Untitled, 1964 dipinto astratto misto su supporto inedito autenticato di Emilio Scanavino (Genova, 1922–Milano, 1986).
Esecuto con inchiostro, olio e pastello a olio su tela Leonardesca, l’opera è firmata dallo Scanavino sul retro.
La composizione appartiene a un momento cruciale dello sviluppo di Scanavino negli anni Sessanta.
Una fitta rete di linee nere e rosse forma un groviglio centrale o “nodo”, uno degli elementi più riconoscibili del linguaggio visivo maturo dell’artista.
La intricata struttura lineare appare sospesa contro un campo caldo di rossi e toni terrosi.
Forme curve e elementi lineari più rigidi interagiscono sulla superficie, instaurando una tensione tra gesto libero e costruzione controllata.
Nella metà degli anni Sessanta Scanavino sviluppò il motivo del nodo o groviglio in un dispositivo pittorico sempre più strutturato.
Piuttosto che affidarsi a un gesto puramente spontaneo, organizzò il segno attraverso divisioni geometriche e strutture lineari ricorrenti, creando composizioni in cui movimento e trattenimento coesistono.
Questo lavoro è rappresentativo di quella ricerca: la rete centrale di segni diventa sia immagine sia struttura, mentre la tavolozza contenuta intensifica la presenza fisica della superficie pittorica.
L’anno 1964 fu particolarmente significativo per la carriera di Scanavino, con mostre personali alla Galleria del Cavallino a Venezia e alla Galleria La Bussola a Torino, nonché la sua partecipazione a importanti rassegne a Milano e all’estero.
L’opera è stata visionata e archiviata dall’Official Archivio Emilio Scanavino, Milano.
È accompagnata anche da una autenticazione fotografica riferita all’opera.

Presentata in una cornice dorata in legno e protetta sotto vetro.

Nell’opera di Emilio Scanavino, il motivo più riconoscibile e ricorrente è il nodo come groviglio visivo, una raccolta di materia e una condensazione di tensioni. Esso funge da efficace metafora per la condizione esistenziale umana.
Emilio Scanavino, Pittore e Ceramista italiano (Genova 1922-Milano 1986), è uno dei principali artisti della pittura informale europea.
Si è formato nell’espressionismo figurativo (1945-1950).
Dopo la guerra, nel 1947, vide e studiò le opere di Picasso a Parigi e testimoniò l’ ascensione dell’Art Informel.
Nel 1951 incontrò Bacon, Sutherland, Eduardo Paolozzi e Matta a Londra e fu un’esperienza estremamente formativa.
Negli anni Cinquanta, Emilio Scanavino aderì al gruppo “I sette del Numero” della Galleria Numero a Firenze, insieme al famoso pittore Rocco Borella.
Nel 1951 e nel 1952 Scanavino si interessò di ceramica.
Influenzato dalle esperienze teosofiche di suo padre, sviluppò la sua esplorazione dei segni e ogni linea assume un significato simbolico, metafisico e le immagini diventano rituali, quasi medium-like nelle loro connotazioni.
“Io costruisco con i segni ma non è automatico. L’arte informale tende al caso, ma la mia arte non si affida al caso.” Emilio Scanavino
Emilio Scanavino disse che i suoi grovigli erano un mezzo per sfuggire all’oscurità che avanza, punti d’ancoraggio per aiutare a non lasciare tutto alle spalle.
I molti critici che hanno scritto sull’artista hanno utilizzato i suoi segni iconografici onnipresenti per decifrare il suo lavoro.
Mentre i suoi grovigli di linee lo hanno collocato tra gli artisti informali che segnano con impronte, i critici contemporanei sostengono che l’opera di Scanavino sia molto di più.
Esposizioni e premi
Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1950, 1954 e 1958, quando vinse il Premio Prampolini. Nel 1960 ebbe la sua stanza lì, e nel 1966 vinse il Premio Pininfarina.
Vinse il Premio Spoleto, il Premio Sassari, il Premio Valsesia e il Premio Lignano.
Scanavino, Dipinti più-noti-H2
Rituale, 1954, olio; e Immagine, 1963, olio su cartone, MART, Collezione Domenico Talamoni
Altri lavori sono conservati al CAMeC – Centro Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia
Quest’opera proviene da una importante collezione privata europea
Punto su richiesta, è accompagnata da un certificato di autenticità rilasciato da un Esperto ufficiale per la Camera di Commercio di Roma e per i Tribunali Civili di Roma.
Imballaggio professionale sicuro assicurato
Spedizione mondiale via DHL o FEDEX
Per ulteriori informazioni, si prega di contattare Egidimadeinitaly

Il venditore si racconta

La galleria Egidi MadeinItaly è specializzata nella vendita di dipinti, sculture, oggetti e libri d’arte dal XVII° al XX° secolo. Proponiamo opere inedite sul mercato provenienti da privati assicurando oltre l'alta qualità, la loro autenticità. Iscrizione dal 2002 all’albo dei CTU del Tribunale Civile e della Camera di Commercio di Roma. Per qualunque informazione consulta il nostro sito egidimadeinitaly

Untitled, 1964 dipinto astratto misto su supporto inedito autenticato di Emilio Scanavino (Genova, 1922–Milano, 1986).
Esecuto con inchiostro, olio e pastello a olio su tela Leonardesca, l’opera è firmata dallo Scanavino sul retro.
La composizione appartiene a un momento cruciale dello sviluppo di Scanavino negli anni Sessanta.
Una fitta rete di linee nere e rosse forma un groviglio centrale o “nodo”, uno degli elementi più riconoscibili del linguaggio visivo maturo dell’artista.
La intricata struttura lineare appare sospesa contro un campo caldo di rossi e toni terrosi.
Forme curve e elementi lineari più rigidi interagiscono sulla superficie, instaurando una tensione tra gesto libero e costruzione controllata.
Nella metà degli anni Sessanta Scanavino sviluppò il motivo del nodo o groviglio in un dispositivo pittorico sempre più strutturato.
Piuttosto che affidarsi a un gesto puramente spontaneo, organizzò il segno attraverso divisioni geometriche e strutture lineari ricorrenti, creando composizioni in cui movimento e trattenimento coesistono.
Questo lavoro è rappresentativo di quella ricerca: la rete centrale di segni diventa sia immagine sia struttura, mentre la tavolozza contenuta intensifica la presenza fisica della superficie pittorica.
L’anno 1964 fu particolarmente significativo per la carriera di Scanavino, con mostre personali alla Galleria del Cavallino a Venezia e alla Galleria La Bussola a Torino, nonché la sua partecipazione a importanti rassegne a Milano e all’estero.
L’opera è stata visionata e archiviata dall’Official Archivio Emilio Scanavino, Milano.
È accompagnata anche da una autenticazione fotografica riferita all’opera.

Presentata in una cornice dorata in legno e protetta sotto vetro.

Nell’opera di Emilio Scanavino, il motivo più riconoscibile e ricorrente è il nodo come groviglio visivo, una raccolta di materia e una condensazione di tensioni. Esso funge da efficace metafora per la condizione esistenziale umana.
Emilio Scanavino, Pittore e Ceramista italiano (Genova 1922-Milano 1986), è uno dei principali artisti della pittura informale europea.
Si è formato nell’espressionismo figurativo (1945-1950).
Dopo la guerra, nel 1947, vide e studiò le opere di Picasso a Parigi e testimoniò l’ ascensione dell’Art Informel.
Nel 1951 incontrò Bacon, Sutherland, Eduardo Paolozzi e Matta a Londra e fu un’esperienza estremamente formativa.
Negli anni Cinquanta, Emilio Scanavino aderì al gruppo “I sette del Numero” della Galleria Numero a Firenze, insieme al famoso pittore Rocco Borella.
Nel 1951 e nel 1952 Scanavino si interessò di ceramica.
Influenzato dalle esperienze teosofiche di suo padre, sviluppò la sua esplorazione dei segni e ogni linea assume un significato simbolico, metafisico e le immagini diventano rituali, quasi medium-like nelle loro connotazioni.
“Io costruisco con i segni ma non è automatico. L’arte informale tende al caso, ma la mia arte non si affida al caso.” Emilio Scanavino
Emilio Scanavino disse che i suoi grovigli erano un mezzo per sfuggire all’oscurità che avanza, punti d’ancoraggio per aiutare a non lasciare tutto alle spalle.
I molti critici che hanno scritto sull’artista hanno utilizzato i suoi segni iconografici onnipresenti per decifrare il suo lavoro.
Mentre i suoi grovigli di linee lo hanno collocato tra gli artisti informali che segnano con impronte, i critici contemporanei sostengono che l’opera di Scanavino sia molto di più.
Esposizioni e premi
Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1950, 1954 e 1958, quando vinse il Premio Prampolini. Nel 1960 ebbe la sua stanza lì, e nel 1966 vinse il Premio Pininfarina.
Vinse il Premio Spoleto, il Premio Sassari, il Premio Valsesia e il Premio Lignano.
Scanavino, Dipinti più-noti-H2
Rituale, 1954, olio; e Immagine, 1963, olio su cartone, MART, Collezione Domenico Talamoni
Altri lavori sono conservati al CAMeC – Centro Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia
Quest’opera proviene da una importante collezione privata europea
Punto su richiesta, è accompagnata da un certificato di autenticità rilasciato da un Esperto ufficiale per la Camera di Commercio di Roma e per i Tribunali Civili di Roma.
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La galleria Egidi MadeinItaly è specializzata nella vendita di dipinti, sculture, oggetti e libri d’arte dal XVII° al XX° secolo. Proponiamo opere inedite sul mercato provenienti da privati assicurando oltre l'alta qualità, la loro autenticità. Iscrizione dal 2002 all’albo dei CTU del Tribunale Civile e della Camera di Commercio di Roma. Per qualunque informazione consulta il nostro sito egidimadeinitaly

Dettagli

Venduto con cornice
Sì
Venduto da
Galleria
Edizione
Originale
Artista
Emilio Scanavino (1922-1986)
Titolo dell'opera
Senza titolo
Tecnica
Pittura a olio
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Italia
Anno
1964
Colore
Nero, Rosso
Condizione
Buone condizioni
Altezza
44 cm
Larghezza
53 cm
Raffigurazione/Tematica
Cultura pop
Stile
Astratto
Periodo
1960-1970
Venduto da
ItaliaVerificato
pro

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