Vincenzo Bianchini (1903-2000) - S/T (Retrato)

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Vincenzo Bianchini, S/T (Retrato), originale inchiostro su carta incollata su cartone, 25 cm x 16 cm, firmato a mano, 1950–1960, ritraente un ritratto, origini Francia.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Materiali: vernice su carta incollata a cartone (non è più incorniciata poiché sia il cristallo sia la retro e la cornice erano in condizioni molto precarie).
Inscrizioni: in basso a sinistra, a inchiostro nero «BIANCHINI / * Deu[…] K[…]» (potrebbe trattarsi del nome del ritratto?)
Provenienza:
Collezione privata, Lambersart, Lille, Francia, per acquisto e svuotamento della casa.

Nato nel 1903, Vincenzo Bianchini seguì studi di Musica e Civiltà Classica prima di studiare Medicina a Roma. Iniziò a esercitare la professione di medico in Sardegna e, successivamente, viaggiò in altri paesi, persino in Etiopia. Negli anni Cinquanta, Bianchini si trasferì in Iran per continuare l’attività medica con l’obiettivo di assistere gli abitanti delle zone rurali dove la popolazione non aveva accesso a una assistenza sanitaria adeguata, come ad Abadān, nella provincia di Juzestān, a sud-ovest del paese.
Questa nuova missione personale avrebbe segnato l’inizio di una delle sue più grandi avventure, non solo come medico, ma anche come artista emergente, poiché l’arte era sempre stata la sua fonte di ispirazione più duratura. Negli anni ’60 e fino a metà degli anni ’70, si inserì nel circolo artistico e intellettuale dell’Iran modernista e collaborò strettamente con protagonisti di spicco quali Bahman Mohasses, Parviz Tanavoli ed Ebrahim Golestan, tra molti altri importanti.
Si distingueva soprattutto per la sua esplorazione sensibile e pittorica del paesaggio rurale locale e delle comunità che lo abitavano, ma anche per le sue sculture monumentali, la sua poesia e i suoi scritti filosofici. Il suo approccio radicale alla pittura e l’audace accostamento del primitivismo e dell’espressionismo lo consacrarono come artista veramente innovatore in un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali nella regione. L’opera di Bianchini si distingue per dare priorità al sentimento; si può persino intuire che il pittore provenisse dall’ambito medico per l’attenzione meticolosa che rivolge ai suoi soggetti. L’alto umanesimo dell’artista, unito al suo rispetto per le culture locali, conferì alla sua opera una sensazione di spiritualità e una grazia soprannaturale, che si può apprezzare nella presente opera. Questo dipinto, di ricca tessitura, offre una splendida rappresentazione di uno dei temi preferiti del Medio Oriente — il cammello onnipresente —, sebbene trovi una nuova espressione sotto il pennello reverente di Bianchini. I suoi lunghi viaggi in Iran e l’interazione con le comunità locali e il paesaggio posero anche le basi per due dei suoi romanzi più celebri: Acqua del Diavolo (1964) e Deserti al Brado (1972).
Bianchini dedicò la sua vita ad aiutare gli altri, ed è stato in quegli incontri che trovò l’ispirazione per dare libero sfogo alla sua passione artistica. Realizzò numerose esposizioni tra gli anni ’50 e ’70 al Palazzo delle Esposizioni di Roma (1942), alla Galeria Montenapoleone di Milano (1958), alla Galleria Borghese di Teheran (1958), all’Istituto Italiano di Cultura di Teheran (1960) e al Centro d’Arte Europeo di Milano (1974), tra molti altri. Molte delle sue opere fanno parte della collezione permanente del Museo di Arte Contemporanea di Teheran (TMOCA), a conferma della profonda devozione dell’artista per l’Iran, dove, col tempo, si sentì più a suo agio che nella sua Italia natale. Escludendo un periodo trascorso in Congo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Bianchini rimase in Iran fino al 1978, un anno che si rivelò difficile, ma anche decisivo per la sua vita. Bianchini fu allora costretto a tornare rapidamente in Europa, poiché aveva perso la vista. Morì tranquillamente in Svizzera nel 2000, sentendosi più a suo agio che nella sua Italia natale. [Fonte: nota al catalogo di un’asta internazionale]

Come pittore ha esposto in mostre collettive e personali.
Mostre collettive
Roma - Palazzo delle Arti (1938)
Roma - Palazzo delle Esposizioni (1942)
Teherān - Fiera Internazionale del 1965
Teherán - Fiera Internazionale del 1970
Parigi - Festival di "L’Humanité" (1971)
Mostre personali
Teherán - Istituto Franco-Iraniano (1955)
Parigi - Galleria Quentin Bochard (1956)
Parigi - Galleria Duncan (1956)
Roma - Galleria La Marguttiana (1958)
Milano - Galleria Montenapoleone (1958)
Viterbo - Palazzo Santoro (1958)
Teherán - Università - Facoltà di Architettura (1958)
Firenze - Galleria Il Numero (1959)
Teherán - Istituto Italiano di Cultura (1960)
Londra - Christ Church Hall (1961)
Coquilathville (Congo) - Atheneum (1963)
Bari - Circolo La Vela (1965)
Shiraz - Università (1967)
Abadan - Salon de L’Annexe (1969)
Teherán - Università - Facoltà delle Belle Arti (1971)
Algeri - Biblioteca Nazionale (1971)
Milano - Circolo De Amicis (1973)
Milano - Centro d’Arte Europeo (1974)
Los Angeles - Ait Center Azari (1982)
Oltre a numerose mostre a Brindisi, Taranto, Lecce e Grottamare. [Fonte: Wikipedia]

Materiali: vernice su carta incollata a cartone (non è più incorniciata poiché sia il cristallo sia la retro e la cornice erano in condizioni molto precarie).
Inscrizioni: in basso a sinistra, a inchiostro nero «BIANCHINI / * Deu[…] K[…]» (potrebbe trattarsi del nome del ritratto?)
Provenienza:
Collezione privata, Lambersart, Lille, Francia, per acquisto e svuotamento della casa.

Nato nel 1903, Vincenzo Bianchini seguì studi di Musica e Civiltà Classica prima di studiare Medicina a Roma. Iniziò a esercitare la professione di medico in Sardegna e, successivamente, viaggiò in altri paesi, persino in Etiopia. Negli anni Cinquanta, Bianchini si trasferì in Iran per continuare l’attività medica con l’obiettivo di assistere gli abitanti delle zone rurali dove la popolazione non aveva accesso a una assistenza sanitaria adeguata, come ad Abadān, nella provincia di Juzestān, a sud-ovest del paese.
Questa nuova missione personale avrebbe segnato l’inizio di una delle sue più grandi avventure, non solo come medico, ma anche come artista emergente, poiché l’arte era sempre stata la sua fonte di ispirazione più duratura. Negli anni ’60 e fino a metà degli anni ’70, si inserì nel circolo artistico e intellettuale dell’Iran modernista e collaborò strettamente con protagonisti di spicco quali Bahman Mohasses, Parviz Tanavoli ed Ebrahim Golestan, tra molti altri importanti.
Si distingueva soprattutto per la sua esplorazione sensibile e pittorica del paesaggio rurale locale e delle comunità che lo abitavano, ma anche per le sue sculture monumentali, la sua poesia e i suoi scritti filosofici. Il suo approccio radicale alla pittura e l’audace accostamento del primitivismo e dell’espressionismo lo consacrarono come artista veramente innovatore in un periodo di profondi cambiamenti sociali e culturali nella regione. L’opera di Bianchini si distingue per dare priorità al sentimento; si può persino intuire che il pittore provenisse dall’ambito medico per l’attenzione meticolosa che rivolge ai suoi soggetti. L’alto umanesimo dell’artista, unito al suo rispetto per le culture locali, conferì alla sua opera una sensazione di spiritualità e una grazia soprannaturale, che si può apprezzare nella presente opera. Questo dipinto, di ricca tessitura, offre una splendida rappresentazione di uno dei temi preferiti del Medio Oriente — il cammello onnipresente —, sebbene trovi una nuova espressione sotto il pennello reverente di Bianchini. I suoi lunghi viaggi in Iran e l’interazione con le comunità locali e il paesaggio posero anche le basi per due dei suoi romanzi più celebri: Acqua del Diavolo (1964) e Deserti al Brado (1972).
Bianchini dedicò la sua vita ad aiutare gli altri, ed è stato in quegli incontri che trovò l’ispirazione per dare libero sfogo alla sua passione artistica. Realizzò numerose esposizioni tra gli anni ’50 e ’70 al Palazzo delle Esposizioni di Roma (1942), alla Galeria Montenapoleone di Milano (1958), alla Galleria Borghese di Teheran (1958), all’Istituto Italiano di Cultura di Teheran (1960) e al Centro d’Arte Europeo di Milano (1974), tra molti altri. Molte delle sue opere fanno parte della collezione permanente del Museo di Arte Contemporanea di Teheran (TMOCA), a conferma della profonda devozione dell’artista per l’Iran, dove, col tempo, si sentì più a suo agio che nella sua Italia natale. Escludendo un periodo trascorso in Congo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Bianchini rimase in Iran fino al 1978, un anno che si rivelò difficile, ma anche decisivo per la sua vita. Bianchini fu allora costretto a tornare rapidamente in Europa, poiché aveva perso la vista. Morì tranquillamente in Svizzera nel 2000, sentendosi più a suo agio che nella sua Italia natale. [Fonte: nota al catalogo di un’asta internazionale]

Come pittore ha esposto in mostre collettive e personali.
Mostre collettive
Roma - Palazzo delle Arti (1938)
Roma - Palazzo delle Esposizioni (1942)
Teherān - Fiera Internazionale del 1965
Teherán - Fiera Internazionale del 1970
Parigi - Festival di "L’Humanité" (1971)
Mostre personali
Teherán - Istituto Franco-Iraniano (1955)
Parigi - Galleria Quentin Bochard (1956)
Parigi - Galleria Duncan (1956)
Roma - Galleria La Marguttiana (1958)
Milano - Galleria Montenapoleone (1958)
Viterbo - Palazzo Santoro (1958)
Teherán - Università - Facoltà di Architettura (1958)
Firenze - Galleria Il Numero (1959)
Teherán - Istituto Italiano di Cultura (1960)
Londra - Christ Church Hall (1961)
Coquilathville (Congo) - Atheneum (1963)
Bari - Circolo La Vela (1965)
Shiraz - Università (1967)
Abadan - Salon de L’Annexe (1969)
Teherán - Università - Facoltà delle Belle Arti (1971)
Algeri - Biblioteca Nazionale (1971)
Milano - Circolo De Amicis (1973)
Milano - Centro d’Arte Europeo (1974)
Los Angeles - Ait Center Azari (1982)
Oltre a numerose mostre a Brindisi, Taranto, Lecce e Grottamare. [Fonte: Wikipedia]

Dettagli

Venduto da
Proprietario o rivenditore
Edizione
Originale
Artista
Vincenzo Bianchini (1903-2000)
Titolo dell'opera
S/T (Retrato)
Tecnica
Inchiostro
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Francia
Condizione
Discrete condizioni
Altezza
25 cm
Larghezza
16 cm
Raffigurazione/Tematica
Ritratto
Stile
Espressionismo
Periodo
1950-1960
Venduto da
SpagnaVerificato
Nuovo
su Catawiki
Privato

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