Luc Delahaye - L'Autre - 1999





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L'Autre di Luc Delahaye, prima edizione, brossura con sovraccoperta, 192 pagine, pubblicato nel 1999 da Phaidon London, libro fotografico in inglese con 90–100 ritratti non posati scattati nel Metro di Parigi e un testo bilingue di Baudrillard.
Descrizione del venditore
Il libro è un'esplorazione intima e controversa dell'anonimato pubblico, dell'immagine umana e dell'etica della cattura della condizione umana non filtrata. Tra il 1995 e il 1997, Delahaye utilizzò una telecamera nascosta per scattare ritratti candidi in bianco e nero di passeggeri completamente comuni che prendevano la metropolitana di Parigi. I passeggeri non erano minimamente consapevoli di essere fotografati. Per ottenere ciò senza il loro consenso, Delahaye mise in funzione un rilascio a cavo che scendeva lungo la manica, posizionando la sua macchina fotografica proprio sotto il colletto per cogliere i pendolari seduti di fronte a lui.
Il libro raccoglie 90-100 ritratti grezzi, non posati. Poiché i soggetti erano persi nei propri pensieri, viaggiando nell'ambiente solitario del trasporto pubblico, le loro espressioni rivelano momenti intensi di vulnerabilità, affaticamento, noia e profonda introspezione.
Le fotografie sono abbinate a un testo di Jean Baudrillard (fornito sia in francese che in una traduzione inglese). Baudrillard esamina il significato del volto umano nella società moderna, analizzando la complessa relazione tra il fotografo che «ruba» l'immagine e il soggetto ignaro.
I critici spesso confrontano la metodologia di Delahaye con la famosa serie della metropolitana di Walker Evans degli anni Trenta, Many Are Called, che analogamente aprì la strada al ritratto clandestino su mezzi di trasporto.
L'Autre ha suscitato un acceso dibattito sul diritto all'immagine secondo la legge francese, che protegge le persone dall'uso della loro immagine senza consenso esplicito. Delahaye difese la sua scelta artistica affermando che aveva «rubato» i ritratti perché le immagini pubbliche sono diventate un «alias senza valore di noi stessi» che esistono ovunque senza la nostra consapevolezza. Il progetto resta un caso di studio centrale nell'etica della fotografia di strada e nella filosofia di guardare «l'altro».
Copie in ottime condizioni.
Il libro è un'esplorazione intima e controversa dell'anonimato pubblico, dell'immagine umana e dell'etica della cattura della condizione umana non filtrata. Tra il 1995 e il 1997, Delahaye utilizzò una telecamera nascosta per scattare ritratti candidi in bianco e nero di passeggeri completamente comuni che prendevano la metropolitana di Parigi. I passeggeri non erano minimamente consapevoli di essere fotografati. Per ottenere ciò senza il loro consenso, Delahaye mise in funzione un rilascio a cavo che scendeva lungo la manica, posizionando la sua macchina fotografica proprio sotto il colletto per cogliere i pendolari seduti di fronte a lui.
Il libro raccoglie 90-100 ritratti grezzi, non posati. Poiché i soggetti erano persi nei propri pensieri, viaggiando nell'ambiente solitario del trasporto pubblico, le loro espressioni rivelano momenti intensi di vulnerabilità, affaticamento, noia e profonda introspezione.
Le fotografie sono abbinate a un testo di Jean Baudrillard (fornito sia in francese che in una traduzione inglese). Baudrillard esamina il significato del volto umano nella società moderna, analizzando la complessa relazione tra il fotografo che «ruba» l'immagine e il soggetto ignaro.
I critici spesso confrontano la metodologia di Delahaye con la famosa serie della metropolitana di Walker Evans degli anni Trenta, Many Are Called, che analogamente aprì la strada al ritratto clandestino su mezzi di trasporto.
L'Autre ha suscitato un acceso dibattito sul diritto all'immagine secondo la legge francese, che protegge le persone dall'uso della loro immagine senza consenso esplicito. Delahaye difese la sua scelta artistica affermando che aveva «rubato» i ritratti perché le immagini pubbliche sono diventate un «alias senza valore di noi stessi» che esistono ovunque senza la nostra consapevolezza. Il progetto resta un caso di studio centrale nell'etica della fotografia di strada e nella filosofia di guardare «l'altro».
Copie in ottime condizioni.

