Hannes Postma (1933-2020) - la generation retrouvee II






Laurea magistrale in Innovazione e Organizzazione Culturale, dieci anni d’esperienza in arte italiana.
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Hannes Postma, la generation retrouvee II, 1957, tecnica mista (matita, acquarello, inchiostro), originale foglio sciolto, 50 x 65 cm, firmata in inchiostro, in buone condizioni, Paesi Bassi.
Descrizione del venditore
Medium: tecnica mista (matita, acquerello, inchiostro)
Datering: 1957
Gesigneerd: con inchiostro
Conditie: In buono stato
Getiteld: "la generation retrouvee II"
losbladig - bladmaat 50 x 65 cm
Hannes Postma (Haarlem, 1933 - Amsterdam 2020)
"Guardando da vicino non è così gradevole ciò che le persone nei disegni di Hannes Postma subiscono. Al minimo vengono allungate in una specie di panini, o compresse in pacchetti di braccia e gambe. Sono sempre in agitazione intensa, si sollevano, fluttuano o vengono trascinate sul piano, si scontrano, finiscono coinvolte in esplosioni e vengono tagliate in strisce da piani con bordi aguzzi. Le loro mani e piedi si staccano, si moltiplicano e volano nello spazio. Le loro teste si trasformano in palloni, che poco dopo si espandono di nuovo in corpi. Si scontrano con una varietà di mobili cosmici (mensole, casse, appendiabiti, cappelli, croste della crosta terrestre ondulate) che rendono lo spazio pericoloso... Naturalmente non è privo di significato che Postma componi con forme che richiamano la nostra realtà e non cerchi cerchi o quadrati. Il suo spazio è uno spazio reale, anche se ciò che è vicino e ciò che è lontano è diventato intercambiabile, un immenso spazio in cui la Terra appare in modo frammentato... Gli eventi, i bordi taglienti ci colpiscono attraverso la pelle disegnata. Su una corrente di colore visibile soffiano balloon senza parole come nuvole di fumo o gocce di sangue fuori dal nostro campo visivo. Nelle casse ci sono sorprese (e non solo gradevoli: Postma le chiama scatole di Pandora), embrioni, pezzi di paesaggio e acqua; forse sono anche rifugi. Umani senza difese pendono di fronte all’autorità cosmica di enormi cappotti e cappelli, in un mondo in cui tutto, inclusi loro stessi, è contemporaneamente se stesso e qualcos’altro o almeno sta diventando qualcos’altro.""Hannes Postma è un creatore di immagini, qualcuno che, come un mago, richiama persone e spazi. Ma egli stesso è anche uno spettatore di quelle immagini, che con una certa ironia osserva tutto quel tremolio e sa fare battute con un alone di mistero. Senza imporci la sua personalità, parla una lingua molto personale".Questo emerge in parte dal titolo, Hocus Focus. Il titolo e le litografie sono una dichiarazione chiara in cui, con una piccola modifica, nasce una nuova intuizione. Postma associa un nuovo significato di parola, la lingua è materia viva. Il titolo è 'un gioco di parole'. La tradizionale formula di incantesimo recita 'hocus pocus pilatus pas', dove il trucco è che qualcosa scompare o riappare per un breve istante. È la sensazione del sipario che si apre, la storia comincia e la tensione del momento di meraviglia con una forza trasformativa si avverte. Nella prima litografia è scritto inoltre: "due è infinito uno in focus". Focus significa punto di convergenza, ovvero una forma di focalizzazione mentale. Tuttavia viene usato come la parola 'attenzione'. Attenzione è: dirigere l’attenzione dell’apparato percettivo su un punto. Usando la parola 'focus' non si mette più l’accento su ciò che la mente fa, ma sull’oggetto su cui è direzionata l’attenzione, il 'punto focale'. Nel raffinato Hocus Focus Postma modifica leggermente il significato (in solo una lettera) e lo dirige risolutamente verso il punto focale, il momento magico di stupore di Hocus e Focus nella loro immensità.
Medium: tecnica mista (matita, acquerello, inchiostro)
Datering: 1957
Gesigneerd: con inchiostro
Conditie: In buono stato
Getiteld: "la generation retrouvee II"
losbladig - bladmaat 50 x 65 cm
Hannes Postma (Haarlem, 1933 - Amsterdam 2020)
"Guardando da vicino non è così gradevole ciò che le persone nei disegni di Hannes Postma subiscono. Al minimo vengono allungate in una specie di panini, o compresse in pacchetti di braccia e gambe. Sono sempre in agitazione intensa, si sollevano, fluttuano o vengono trascinate sul piano, si scontrano, finiscono coinvolte in esplosioni e vengono tagliate in strisce da piani con bordi aguzzi. Le loro mani e piedi si staccano, si moltiplicano e volano nello spazio. Le loro teste si trasformano in palloni, che poco dopo si espandono di nuovo in corpi. Si scontrano con una varietà di mobili cosmici (mensole, casse, appendiabiti, cappelli, croste della crosta terrestre ondulate) che rendono lo spazio pericoloso... Naturalmente non è privo di significato che Postma componi con forme che richiamano la nostra realtà e non cerchi cerchi o quadrati. Il suo spazio è uno spazio reale, anche se ciò che è vicino e ciò che è lontano è diventato intercambiabile, un immenso spazio in cui la Terra appare in modo frammentato... Gli eventi, i bordi taglienti ci colpiscono attraverso la pelle disegnata. Su una corrente di colore visibile soffiano balloon senza parole come nuvole di fumo o gocce di sangue fuori dal nostro campo visivo. Nelle casse ci sono sorprese (e non solo gradevoli: Postma le chiama scatole di Pandora), embrioni, pezzi di paesaggio e acqua; forse sono anche rifugi. Umani senza difese pendono di fronte all’autorità cosmica di enormi cappotti e cappelli, in un mondo in cui tutto, inclusi loro stessi, è contemporaneamente se stesso e qualcos’altro o almeno sta diventando qualcos’altro.""Hannes Postma è un creatore di immagini, qualcuno che, come un mago, richiama persone e spazi. Ma egli stesso è anche uno spettatore di quelle immagini, che con una certa ironia osserva tutto quel tremolio e sa fare battute con un alone di mistero. Senza imporci la sua personalità, parla una lingua molto personale".Questo emerge in parte dal titolo, Hocus Focus. Il titolo e le litografie sono una dichiarazione chiara in cui, con una piccola modifica, nasce una nuova intuizione. Postma associa un nuovo significato di parola, la lingua è materia viva. Il titolo è 'un gioco di parole'. La tradizionale formula di incantesimo recita 'hocus pocus pilatus pas', dove il trucco è che qualcosa scompare o riappare per un breve istante. È la sensazione del sipario che si apre, la storia comincia e la tensione del momento di meraviglia con una forza trasformativa si avverte. Nella prima litografia è scritto inoltre: "due è infinito uno in focus". Focus significa punto di convergenza, ovvero una forma di focalizzazione mentale. Tuttavia viene usato come la parola 'attenzione'. Attenzione è: dirigere l’attenzione dell’apparato percettivo su un punto. Usando la parola 'focus' non si mette più l’accento su ciò che la mente fa, ma sull’oggetto su cui è direzionata l’attenzione, il 'punto focale'. Nel raffinato Hocus Focus Postma modifica leggermente il significato (in solo una lettera) e lo dirige risolutamente verso il punto focale, il momento magico di stupore di Hocus e Focus nella loro immensità.
