Adolfo Mutti (1893-1980) - Cesto con verdure





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Cesto con verdure è una natura morta italiana firmata da Adolfo Mutti, dipinta a olio su cartone nel 1955 e venduta con la cornice d’epoca.
Descrizione del venditore
Interessante opera del pittore Adolfo Mutti (16/01/1893 - 25/04/1980) dipinta ad olio su cartone in buono stato di conservazione.
La cornice è originale dell'epoca ed ha il suo vetro protettivo.
Adolfo Mutti (16/01/1893 - 25/04/1980) è stato uno dei più importanti pittori del Novecento bresciano e lombardo.
Figlio di Giacomo, decoratore, e Vittoria Zucchi, dopo il diploma magistrale presso la Scuola normale di Treviglio frequenta la scuola comunale di disegno "Moretto" dove insegna Arturo Castelli; dopo aver vinto il Legato Brozzoni dell'Ateneo nel 1911, frequenta l'Accademia Carrara di Bergamo con il maestro Ponziano Loverini.
Partecipa alle Biennali di Venezia del 1928 e del 1930 e, dopo un periodo di abbandono della pittura a seguito di una pubblica critica da parte di Piero Feroldi, riprende l'attività artistica con rinnovato vigore nel dopoguerra diventando il punto di riferimento della vita artistica bresciana e maestro di numerosi giovani artisti.
L’opera appartiene al genere della natura morta, nel quale oggetti inanimati vengono trasformati in soggetti artistici. Cesti e ortaggi, pur essendo elementi umili e comuni, acquistano importanza attraverso la pittura. Il dipinto può quindi essere letto come una celebrazione della vita quotidiana, della semplicità e del rapporto con la natura.
Provenienza collezione privata Milano Italia
Spedizione rapida con imballo sicuro
Il venditore si racconta
Interessante opera del pittore Adolfo Mutti (16/01/1893 - 25/04/1980) dipinta ad olio su cartone in buono stato di conservazione.
La cornice è originale dell'epoca ed ha il suo vetro protettivo.
Adolfo Mutti (16/01/1893 - 25/04/1980) è stato uno dei più importanti pittori del Novecento bresciano e lombardo.
Figlio di Giacomo, decoratore, e Vittoria Zucchi, dopo il diploma magistrale presso la Scuola normale di Treviglio frequenta la scuola comunale di disegno "Moretto" dove insegna Arturo Castelli; dopo aver vinto il Legato Brozzoni dell'Ateneo nel 1911, frequenta l'Accademia Carrara di Bergamo con il maestro Ponziano Loverini.
Partecipa alle Biennali di Venezia del 1928 e del 1930 e, dopo un periodo di abbandono della pittura a seguito di una pubblica critica da parte di Piero Feroldi, riprende l'attività artistica con rinnovato vigore nel dopoguerra diventando il punto di riferimento della vita artistica bresciana e maestro di numerosi giovani artisti.
L’opera appartiene al genere della natura morta, nel quale oggetti inanimati vengono trasformati in soggetti artistici. Cesti e ortaggi, pur essendo elementi umili e comuni, acquistano importanza attraverso la pittura. Il dipinto può quindi essere letto come una celebrazione della vita quotidiana, della semplicità e del rapporto con la natura.
Provenienza collezione privata Milano Italia
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