Pindemonte - Poesie Latine e Volgari - 1726






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Marc’Antonio Pindemonte, Poesie Latine e Volgari.
Descrizione del venditore
L’ELEGANZA COME VALORE MORALE : PINDEMONTE CANTORE DELLA VERONA SETTECENTESCA
Verona, 1726 – Il marchese Pindemonte celebra le nozze con eleganza arcadica e spirito umanista.
Opera raffinata e mondana, le Poesie latine e volgari di Marc’Antonio Pindemonte si collocano nella tradizione dei componimenti d’occasione, ma con una levità e un gusto che superano la pura celebrazione per assumere i toni di un esercizio di stile sul sentimento amoroso. Scritte in occasione di uno sposalizio e corredate da annotazioni dell’autore, le liriche alternano versi italiani e latini in una danza di rimandi tra erudizione e grazia settecentesca, tra l’eleganza del salotto veronese e l’eredità dei classici.
MARKET VALUE
Le Poesie latine e volgari (Verona, MDCCXXVI) sono una pubblicazione rara, oggi di difficile reperibilità completa e in buone condizioni. Gli esemplari in legatura coeva si collocano generalmente in una fascia di valore compresa tra 700 e 1.000 euro, con valutazioni più alte (fino a 1.200 euro) per copie pulite e integre. La dedica al capitano Leonardo Loredano e le note del Pindemonte accrescono l’interesse bibliografico dell’edizione.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in pergamena, titolo su tassello. Tagli spruzzati rossi. Frontespizio con marca tipografica ornamentale, dedicatoria a Leonardo Loredano, testo in latino e volgare su carta vergata. Alcune fioriture. Disclaimer: nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 16nn; 498; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
Poesie latine e volgari del marchese Marc’Antonio Pindemonte in occasione d’uno sposalizio con alcune annotazioni del medesimo.
Verona, per Pier’Antonio Berno Lib., 1726.
Marc’Antonio Pindemonte.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il volume, nato come omaggio nuziale, è una preziosa testimonianza della cultura letteraria veneta del primo Settecento, in cui la celebrazione privata si fonde con la tradizione classica e accademica. Pindemonte alterna componimenti in volgare di limpida grazia petrarchesca a versi latini dal tono solenne e mitologico, recuperando i modelli dell’Arcadia e l’equilibrio della poesia neoclassica. L’autore inserisce citazioni e annotazioni che esplicitano i riferimenti a Virgilio, Ovidio e Properzio, in una sottile trama di corrispondenze tra mito e contemporaneità. Le Poesie si leggono come un dialogo tra due lingue e due epoche, un esercizio di armonia in cui la lingua del cuore si fa anche lingua della ragione.
AUTHOR
Marc’Antonio Pindemonte (Verona, 1663 – 1737), marchese e letterato, fu figura di spicco dell’ambiente colto veronese, amico di Scipione Maffei e protagonista della rinascita umanistica veneta. Scrisse poesie latine e italiane di argomento civile, religioso e mondano, distinguendosi per equilibrio, eleganza e una visione morale improntata alla moderazione. Fratello del più celebre Ippolito, ne condivise la formazione classica e il gusto per l’armonia formale.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Stampata a Verona nel 1726 da Pier’Antonio Berno, libraio attivo nella Via de’ Lioni, l’edizione fu con ogni probabilità tirata in un numero limitato di copie destinate alla cerchia nobiliare e accademica. Il frontespizio reca la formula con licenza de’ superiori, attestante la diffusione privata. L’eleganza della tipografia e la qualità della carta testimoniano l’alto livello delle stampe veronesi di inizio Settecento, particolarmente curate per edizioni d’occasione e celebrative.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Brunet IV, 650;
Melzi, Dizionario di opere anonime e pseudonime italiane, II, 212;
Sommervogel, Bibliothèque de la Compagnie de Jésus, VI, 438;
Gamba, Serie dei testi di lingua, n. 1097;
CCFr, WorldCat (OCLC 606534475), BnF Data (FRBNF31292193).
Il venditore si racconta
L’ELEGANZA COME VALORE MORALE : PINDEMONTE CANTORE DELLA VERONA SETTECENTESCA
Verona, 1726 – Il marchese Pindemonte celebra le nozze con eleganza arcadica e spirito umanista.
Opera raffinata e mondana, le Poesie latine e volgari di Marc’Antonio Pindemonte si collocano nella tradizione dei componimenti d’occasione, ma con una levità e un gusto che superano la pura celebrazione per assumere i toni di un esercizio di stile sul sentimento amoroso. Scritte in occasione di uno sposalizio e corredate da annotazioni dell’autore, le liriche alternano versi italiani e latini in una danza di rimandi tra erudizione e grazia settecentesca, tra l’eleganza del salotto veronese e l’eredità dei classici.
MARKET VALUE
Le Poesie latine e volgari (Verona, MDCCXXVI) sono una pubblicazione rara, oggi di difficile reperibilità completa e in buone condizioni. Gli esemplari in legatura coeva si collocano generalmente in una fascia di valore compresa tra 700 e 1.000 euro, con valutazioni più alte (fino a 1.200 euro) per copie pulite e integre. La dedica al capitano Leonardo Loredano e le note del Pindemonte accrescono l’interesse bibliografico dell’edizione.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in pergamena, titolo su tassello. Tagli spruzzati rossi. Frontespizio con marca tipografica ornamentale, dedicatoria a Leonardo Loredano, testo in latino e volgare su carta vergata. Alcune fioriture. Disclaimer: nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 16nn; 498; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
Poesie latine e volgari del marchese Marc’Antonio Pindemonte in occasione d’uno sposalizio con alcune annotazioni del medesimo.
Verona, per Pier’Antonio Berno Lib., 1726.
Marc’Antonio Pindemonte.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il volume, nato come omaggio nuziale, è una preziosa testimonianza della cultura letteraria veneta del primo Settecento, in cui la celebrazione privata si fonde con la tradizione classica e accademica. Pindemonte alterna componimenti in volgare di limpida grazia petrarchesca a versi latini dal tono solenne e mitologico, recuperando i modelli dell’Arcadia e l’equilibrio della poesia neoclassica. L’autore inserisce citazioni e annotazioni che esplicitano i riferimenti a Virgilio, Ovidio e Properzio, in una sottile trama di corrispondenze tra mito e contemporaneità. Le Poesie si leggono come un dialogo tra due lingue e due epoche, un esercizio di armonia in cui la lingua del cuore si fa anche lingua della ragione.
AUTHOR
Marc’Antonio Pindemonte (Verona, 1663 – 1737), marchese e letterato, fu figura di spicco dell’ambiente colto veronese, amico di Scipione Maffei e protagonista della rinascita umanistica veneta. Scrisse poesie latine e italiane di argomento civile, religioso e mondano, distinguendosi per equilibrio, eleganza e una visione morale improntata alla moderazione. Fratello del più celebre Ippolito, ne condivise la formazione classica e il gusto per l’armonia formale.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Stampata a Verona nel 1726 da Pier’Antonio Berno, libraio attivo nella Via de’ Lioni, l’edizione fu con ogni probabilità tirata in un numero limitato di copie destinate alla cerchia nobiliare e accademica. Il frontespizio reca la formula con licenza de’ superiori, attestante la diffusione privata. L’eleganza della tipografia e la qualità della carta testimoniano l’alto livello delle stampe veronesi di inizio Settecento, particolarmente curate per edizioni d’occasione e celebrative.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Brunet IV, 650;
Melzi, Dizionario di opere anonime e pseudonime italiane, II, 212;
Sommervogel, Bibliothèque de la Compagnie de Jésus, VI, 438;
Gamba, Serie dei testi di lingua, n. 1097;
CCFr, WorldCat (OCLC 606534475), BnF Data (FRBNF31292193).
