Sylvain BARBEROT - le ruban de Möbius






Ha studiato Storia dell'Arte all'École du Louvre e si è specializzata in arte contemporanea da oltre 25 anni.
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Sylvain BARBEROT presenta una scultura contemporanea in edizione limitata del 2016 intitolata le ruban de Möbius, un busto in elastomero di silicone montato su una piastra di acciaio inox a specchio, alta 55 cm e larga 71 cm, peso 13 kg, firmata nella piastra e numerata 2 nell’edizione, realizzata in Francia e venduta direttamente dall’artista, con due versioni su piastra a specchio nera e grigia.
Descrizione del venditore
Il calco del mio torace rivestito di elastomero di silicone troneggia su una lastra di acciaio inossidabile a specchio. La sua postura leggermente arcuata lo invita a guardare il proprio riflesso. La sua pelle dall’aspetto di porcellana si scioglie come la cera al sole per distribuirsi sulla superficie dello specchio. Sembrano staccarsi dalla propria pelle per ricoprire il proprio riflesso e affogare nel doppio. L’istante sembra grave e teso. La trasformazione è imminente, là dove due protagonisti si fronteggiano e si confondono. Si tratta qui di immaginare l’analisi del lavoro dell’artista... Il corpo dell’artista che guarda la propria produzione, la sua interiorità, come si osserva uno straniero di cui si sospetta che abbia porte da aprirci.
Il nastro di Möbius è una forma geometrica che si svolge nello spazio per finire su se stesso, come il segno infinito in matematica (∞). Il calco derivante dal mio stesso torace è rivestito con il materiale impiegato per realizzare il calco. Un calco, dunque, calzato. Il nastro contorto si richiude su sé stesso. Allo stesso modo, qui si tratta del corpo dell’artista che guarda il proprio riflesso, che è al tempo stesso l’opera dell’artista tanto quanto il riflesso della sua opera.
...e il nastro si richiude di nuovo.suorla pelle nella spessore del riflesso.
Esistono due versioni di questa opera. Una poggia su una lastra di acciaio inossidabile a specchio nera e l’altra su una lastra di acciaio inossidabile a specchio grigia. I due busti sono totalmente identici.
Il calco del mio torace rivestito di elastomero di silicone troneggia su una lastra di acciaio inossidabile a specchio. La sua postura leggermente arcuata lo invita a guardare il proprio riflesso. La sua pelle dall’aspetto di porcellana si scioglie come la cera al sole per distribuirsi sulla superficie dello specchio. Sembrano staccarsi dalla propria pelle per ricoprire il proprio riflesso e affogare nel doppio. L’istante sembra grave e teso. La trasformazione è imminente, là dove due protagonisti si fronteggiano e si confondono. Si tratta qui di immaginare l’analisi del lavoro dell’artista... Il corpo dell’artista che guarda la propria produzione, la sua interiorità, come si osserva uno straniero di cui si sospetta che abbia porte da aprirci.
Il nastro di Möbius è una forma geometrica che si svolge nello spazio per finire su se stesso, come il segno infinito in matematica (∞). Il calco derivante dal mio stesso torace è rivestito con il materiale impiegato per realizzare il calco. Un calco, dunque, calzato. Il nastro contorto si richiude su sé stesso. Allo stesso modo, qui si tratta del corpo dell’artista che guarda il proprio riflesso, che è al tempo stesso l’opera dell’artista tanto quanto il riflesso della sua opera.
...e il nastro si richiude di nuovo.suorla pelle nella spessore del riflesso.
Esistono due versioni di questa opera. Una poggia su una lastra di acciaio inossidabile a specchio nera e l’altra su una lastra di acciaio inossidabile a specchio grigia. I due busti sono totalmente identici.
