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Bellini - La Bucchereide - 1729
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Bellini - La Bucchereide - 1729

DAL RENE AL VASO: LA PARODIA SCIENTIFICA CHE FECE RIDERE LA FIRENZE DEL SETTECENTO Lorenzo Bellini e la parodia scientifica nella Firenze settecentesca. La Bucchereide è una curiosa e preziosa testimonianza della cultura toscana del primo Settecento, dove la scienza si fa poesia e la parodia assume i tratti dell’intelligenza erudita. Pubblicata a Firenze nel 1729, presso i tipografi granducali Tartini e Franchi, l’opera è un poema in ottave dal tono giocoso e raffinato, in cui Lorenzo Bellini, celebre medico e anatomista, trasforma il tema artigianale dei vasi di bucchero in un’allegoria della forma, della materia e dell’ingegno umano. L’autore si diverte a coniugare il rigore del pensiero scientifico con la musicalità del verso, costruendo un testo di equilibrio perfetto tra satira e filosofia naturale. La Bucchereide riflette l’ambiente accademico fiorentino, dove la parola si fa esperimento e la lingua, levigata come la ceramica che celebra, diventa il laboratorio della ragione poetica. PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION Legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso liscio con leggere ombre del tempo. Tagli spruzzati. Frontespizio stampato in rosso e nero con marca xilografica raffigurante una fenice, iniziali e testatine ornate. Traccia di firma antica al frontespizio. Minime bruniture. Pp. (2); 34; 264. FULL TITLE AND AUTHOR La Bucchereide. Firenze, appresso Gio. Gaetano Tartini e Santi Franchi, 1729. Lorenzo Bellini. CONTEXT AND SIGNIFICANCE L’opera si inserisce nella tradizione della poesia giocosa e accademica settecentesca, in cui la forma epica viene rovesciata in chiave parodica. Bellini, maestro di medicina e anatomia all’Università di Pisa, trasferisce nel linguaggio poetico la precisione e l’ordine che applicava alla scienza. Il “bucchero”, elemento umile e terrestre, diviene metafora della materia plasmata dall’arte, del corpo vivente formato da leggi armoniche e razionali. La Bucchereide diventa così una riflessione poetica sul rapporto fra natura e artificio, un gioco intellettuale che anticipa, nel suo equilibrio ironico, la curiosità enciclopedica dell’Illuminismo. La scelta dei Tartini e Franchi, tipografi del granduca, conferisce all’edizione un tono ufficiale e accademico, tipico della Firenze erudita e cortese. SHORT BIOGRAPHY OF THE AUTHOR Lorenzo Bellini nacque a Firenze nel 1643 e morì nel 1704. Allievo di Francesco Redi, divenne medico personale del granduca Cosimo III de’ Medici e professore a Pisa. Fu autore di opere fondamentali di anatomia e fisiologia, tra cui De urinis et pulsibus e De structura renum, in cui descrisse i dotti renali poi detti di Bellini. Umanista e scienziato, rappresenta la perfetta sintesi tra la medicina sperimentale e la tradizione letteraria toscana. La Bucchereide, pubblicata postuma, rivela il suo lato più arguto e intellettuale, in un dialogo costante fra scienza, arte e parola. PRINTING HISTORY AND CIRCULATION Prima e unica edizione. Firenze, Gio. Gaetano Tartini e Santi Franchi, 1729. Tipografia ufficiale della Serenissima Altezza Reale, nota per la stampa di opere accademiche e scientifiche. Tiratura ridotta, destinata a un pubblico colto e a circoli letterari fiorentini. Esemplari conservati presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e la Biblioteca Marucelliana. BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES Gamba, Serie dei testi di lingua, n. 2224. Brunet, Manuel du libraire et de l’amateur de livres, I, 826. Melzi, Dizionario di opere anonime e pseudonime italiane, II, 148. Cantini, Bibliografia fiorentina del XVIII secolo, Firenze, 1931. Santoni Rugiu, La poesia accademica toscana del Settecento, Firenze, 1985.

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DAL RENE AL VASO: LA PARODIA SCIENTIFICA CHE FECE RIDERE LA FIRENZE DEL SETTECENTO
Lorenzo Bellini e la parodia scientifica nella Firenze settecentesca. La Bucchereide è una curiosa e preziosa testimonianza della cultura toscana del primo Settecento, dove la scienza si fa poesia e la parodia assume i tratti dell’intelligenza erudita. Pubblicata a Firenze nel 1729, presso i tipografi granducali Tartini e Franchi, l’opera è un poema in ottave dal tono giocoso e raffinato, in cui Lorenzo Bellini, celebre medico e anatomista, trasforma il tema artigianale dei vasi di bucchero in un’allegoria della forma, della materia e dell’ingegno umano. L’autore si diverte a coniugare il rigore del pensiero scientifico con la musicalità del verso, costruendo un testo di equilibrio perfetto tra satira e filosofia naturale. La Bucchereide riflette l’ambiente accademico fiorentino, dove la parola si fa esperimento e la lingua, levigata come la ceramica che celebra, diventa il laboratorio della ragione poetica.

PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in piena pergamena rigida, dorso liscio con leggere ombre del tempo. Tagli spruzzati. Frontespizio stampato in rosso e nero con marca xilografica raffigurante una fenice, iniziali e testatine ornate. Traccia di firma antica al frontespizio. Minime bruniture. Pp. (2); 34; 264.

FULL TITLE AND AUTHOR
La Bucchereide.
Firenze, appresso Gio. Gaetano Tartini e Santi Franchi, 1729.
Lorenzo Bellini.

CONTEXT AND SIGNIFICANCE
L’opera si inserisce nella tradizione della poesia giocosa e accademica settecentesca, in cui la forma epica viene rovesciata in chiave parodica. Bellini, maestro di medicina e anatomia all’Università di Pisa, trasferisce nel linguaggio poetico la precisione e l’ordine che applicava alla scienza. Il “bucchero”, elemento umile e terrestre, diviene metafora della materia plasmata dall’arte, del corpo vivente formato da leggi armoniche e razionali. La Bucchereide diventa così una riflessione poetica sul rapporto fra natura e artificio, un gioco intellettuale che anticipa, nel suo equilibrio ironico, la curiosità enciclopedica dell’Illuminismo. La scelta dei Tartini e Franchi, tipografi del granduca, conferisce all’edizione un tono ufficiale e accademico, tipico della Firenze erudita e cortese.

SHORT BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Lorenzo Bellini nacque a Firenze nel 1643 e morì nel 1704. Allievo di Francesco Redi, divenne medico personale del granduca Cosimo III de’ Medici e professore a Pisa. Fu autore di opere fondamentali di anatomia e fisiologia, tra cui De urinis et pulsibus e De structura renum, in cui descrisse i dotti renali poi detti di Bellini. Umanista e scienziato, rappresenta la perfetta sintesi tra la medicina sperimentale e la tradizione letteraria toscana. La Bucchereide, pubblicata postuma, rivela il suo lato più arguto e intellettuale, in un dialogo costante fra scienza, arte e parola.

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Prima e unica edizione. Firenze, Gio. Gaetano Tartini e Santi Franchi, 1729. Tipografia ufficiale della Serenissima Altezza Reale, nota per la stampa di opere accademiche e scientifiche. Tiratura ridotta, destinata a un pubblico colto e a circoli letterari fiorentini. Esemplari conservati presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e la Biblioteca Marucelliana.

BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Gamba, Serie dei testi di lingua, n. 2224.
Brunet, Manuel du libraire et de l’amateur de livres, I, 826.
Melzi, Dizionario di opere anonime e pseudonime italiane, II, 148.
Cantini, Bibliografia fiorentina del XVIII secolo, Firenze, 1931.
Santoni Rugiu, La poesia accademica toscana del Settecento, Firenze, 1985.

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