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Guglielmo Marconi (1874-1937 - Autografo di Guglielmo Marconi su fotografia
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Guglielmo Marconi (1874-1937 - Autografo di Guglielmo Marconi su fotografia

Guglielmo Marconi. Ritratto fotografico dello Dover Street Studios. Cartoncino di cm 29 x 23, parte impressa cm 18,5 x 14). Dedica autografa di Guglielmo Marconi a Penna datata 1914. Fotografia piuttosto usurata e con diverse piccole bozze - uno strappo riparato sulla destra (vedi foto). Senza riserva. Gli studi di Dover Street erano un'importante azienda londinese dei primi del XX secolo, attiva tra il 1906 e il 1912, rinomata per i suoi ritratti fotografici teatrali di attori e ballerini famosi, successori di Biograph Studios e Adart, che hanno immortalato personaggi come Isadora Duncan, Gladys Cooper e Lewis Waller, e la cui sede storica ora si trova in Dover Street a Londra. Gli studi si concentravano sui ritratti teatrali professionali, immortalando attori e performer. Con sede al 38 di Dover Street, Londra, un edificio con una ricca storia creativa. Assorbirono i negativi e le attività di Biograph Studios e Adart (nota per le pubblicità delle saponette Pears). Soggetti degni di nota: le loro opere presentano personaggi famosi come Madame Karsavina , Isadora Duncan , Adeline Genee , Lewis Waller , Gladys Cooper e Kitty Gordon . Le loro fotografie sono conservate in collezioni come la National Portrait Gallery, la National Portrait Gallery e Getty Images . In breve, furono uno studio fotografico fondamentale nella vivace scena teatrale londinese all'inizio del XX secolo Guglielmo Giovanni Maria Marconi (Bologna, 25 aprile 1874[1] – Roma, 20 luglio 1937) è stato un inventore, imprenditore e politico italiano. Egli è considerato il padre delle telecomunicazioni, ovvero delle comunicazioni senza fili.[2][3] A lui si deve lo sviluppo di un efficace sistema di telecomunicazione a distanza via onde radio, ovvero la telegrafia senza fili o radiotelegrafo, che ha notevole diffusione, la cui evoluzione portò allo sviluppo della radio e della televisione e in generale di tutti i moderni sistemi e metodi di radiocomunicazione che utilizzano le comunicazioni senza fili, e che gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1909 condiviso con Carl Ferdinand Braun, «in riconoscimento del suo contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili».[4] Nel 1909 dopo aver vinto il premio Nobel aiutò molti immigrati italiani ad arrivare in America.[5] Biografia Primi anni Guglielmo Marconi con i genitori e il fratello Alfonso fotografati nel parco di Villa Griffone Villa Griffone, Mausoleo e Museo Marconiano di Sasso Marconi Il Marconi Memorial a Ballycastle Nasce a Bologna il 25 aprile 1874 nel Palazzo Marescalchi in via IV Novembre 7 (allora via delle Asse 1170). Suo padre, Giuseppe Marconi (1823-1904), era un proprietario terriero che viveva nelle campagne di Pontecchio ed era al secondo matrimonio. Vedovo con un figlio, aveva conosciuto una giovane irlandese,[6] Annie Jameson (1840-1920[7]), nipote del fondatore della storica distilleria Jameson & Sons, in visita in Italia per studiare bel canto, sposandola il 16 aprile 1864 a Boulogne-sur-Mer, in Francia. Un anno dopo il matrimonio nasce Alfonso (1865-1936[8]) e, nove anni più tardi, Guglielmo. Atto originale di nascita di Guglielmo Marconi L'avere avuto una madre irlandese permette di comprendere meglio le molte attività di Marconi che si svolsero in Gran Bretagna e Irlanda. Avrebbe potuto optare per la cittadinanza britannica in qualsiasi momento, in quanto entrambi i genitori avevano tale cittadinanza.[9] Quando il piccolo Guglielmo aveva tre anni, il 4 maggio 1877, Giuseppe Marconi aveva infatti deciso di assumere a sua volta la cittadinanza britannica. Gli esperimenti Marconi, già all'età di vent'anni, comincia i primi esperimenti lavorando come autodidatta, aiutato dal suo maggiordomo Mignani. Nell'estate del 1894 costruisce un segnalatore di temporali costituito da una pila, un coesore (detto anche coherer, un tubetto con limatura di nichel e argento posta fra due tappi d'argento, dispositivo inventato dal monterubbianese Temistocle Calzecchi Onesti) e un campanello elettrico, che emette uno squillo in caso di fulmine. In seguito riesce, premendo un tasto telegrafico posto su un bancone, a fare suonare un campanello posto dall'altro lato della stanza.[10] Una notte di dicembre Marconi sveglia la madre, la invita nel suo rifugio segreto e le mostra l'esperimento che aveva realizzato. Il giorno dopo anche il padre assiste all'esperimento. Quando si convince che il campanello suona senza collegamento con fili, regala al figlio i soldi necessari per l'acquisto di nuovi materiali.[senza fonte] Il giovane Marconi prosegue nei suoi esperimenti anche all'aperto. In campagna aumenta la potenza delle emissioni e la distanza che separa il trasmettitore dal ricevitore, capace di ricevere i segnali dell'alfabeto Morse. Nella tarda estate o inizio autunno del 1895, la data non è certa, dopo vari esperimenti a distanza crescente, l'apparecchio si dimostra valido nel comunicare e ricevere segnali alla distanza di più di un miglio, ma anche nel superare gli ostacoli naturali (in questo caso, la collina dei Celestini dietro Villa Griffone). Il colpo di fucile che il maggiordomo Mignani spara in aria per confermare la riuscita dell'esperimento (l'apparecchio aveva vibrato e cantato come un grillo per tre volte) viene considerato l'atto di battesimo della radio. Infatti la caratteristica fondamentale della propagazione radio, che ha consentito lo sviluppo dei telefonini e della radiodiffusione, sta proprio nella possibilità di riuscire, a differenza dei raggi luminosi, a effettuare collegamenti in assenza di linea di vista (line of sight). Ciò rende innovativa e unica l'attività di Marconi. In parallelo a Marconi stavano lavorando diversi ricercatori tra cui Nikola Tesla, che però non intendeva basarsi sulle onde hertziane[11], e il russo Aleksandr Popov, che aveva realizzato un ricevitore di onde radio collegate all'arrivo dei temporali, concettualmente simile a quello di Marconi ma molto meno sensibile e non in grado di ricevere segnali Morse. Nel 1896 Marconi parla con l'amico di famiglia Carlo Gardini, console degli Stati Uniti d'America a Bologna, dell'idea di lasciare l'Italia per andare nel Regno Unito. Gardini scrive una lettera all'ambasciatore d'Italia a Londra, suo conoscente, Annibale Ferrero, per presentare il giovane e le sue straordinarie scoperte. Come risposta, l'ambasciatore Ferrero consiglia di non rivelare a nessuno i risultati ottenuti, se non dopo la presentazione del brevetto. Inoltre lo incoraggia a recarsi nel Regno Unito, dove ritiene che gli sarà più facile trovare i capitali necessari per l'impiego pratico della sua invenzione. Il 12 febbraio del 1896 Marconi parte con la madre per il Regno Unito. A Londra, il 5 marzo dello stesso anno, presenta la prima richiesta provvisoria di brevetto, con il numero 5028 e con il titolo "Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati". Da sottolineare che tale richiesta avviene con 21 giorni di anticipo rispetto alla data della prima trasmissione radio realizzata dal russo Popov.[12] Il 19 marzo Marconi riceve dall'Ufficio Brevetti conferma dell'accettazione della prima domanda. Il 2 giugno dello stesso anno deposita all'Ufficio Brevetti di Londra una domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, n. 12039, dal titolo "Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi". Nel farlo Marconi rinuncia a tre mesi di priorità sull'invenzione. Il 2 luglio 1897 ottiene dall'Ufficio Brevetti di Londra il brevetto richiesto. Il successo Inno a Guglielmo Marconi, ed. Riuniti stabilimenti musicali, primi '900, composto da Francesco Paolo Frontini Marconi, intanto, effettua dimostrazioni pubbliche alla presenza di politici e industriali: colloca, per esempio, un trasmettitore sul tetto dello stabile della direzione delle Poste e un ricevitore in una casa su una banchina del Tamigi, a quattro chilometri di distanza. Per l'Ammiragliato stabilisce un contatto attraverso il canale di Bristol, largo 14 chilometri. Collabora con il Daily Express in occasione delle regate di Kingstown. I giornalisti seguono le regate al largo, a bordo di un rimorchiatore, poi passano le notizie a Marconi, che le trasmette a una stazione a terra da dove vengono telefonate rapidamente al giornale. Nel luglio del 1897 Marconi fonda a Londra la Wireless Telegraph Trading Signal Company (successivamente rinominata Marconi Wireless Telegraph Company), che apre il primo ufficio in Hall Street a Chelmsford, in Inghilterra, nel 1898 e impiega circa cinquanta persone. Marconi effettua la prima trasmissione senza fili sul mare da Ballycastle (Irlanda del Nord) all'isola di Rathlin nel 1898. Stabilisce un ponte radio tra la residenza estiva della regina Vittoria e lo yacht reale sul quale c'era il principe di Galles, il futuro Edoardo VII, convalescente per una brutta ferita al ginocchio. Nel dicembre dello stesso anno, da un battello attrezzato con radio parte una richiesta di soccorso: è il primo caso di richiesta di salvataggio. Il 29 maggio i segnali attraversano il canale della Manica, superando la distanza di 51 chilometri. Detector Marconi utilizzato nella campagna sperimentale a bordo della Carlo Alberto nell'estate del 1902. Esposto al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Marconi concentra successivamente le sue ricerche verso l'Atlantico, convinto che le onde possano varcare l'oceano seguendo la curvatura della Terra. Nel novembre del 1901 a Poldhu, in Cornovaglia, installa un grande trasmettitore la cui antenna di 130 metri è costituita da sessanta fili tesi a ventaglio tra due piloni alti 49 metri e distanti fra di loro 61.[13] Poi s'imbarca per St. John's di Terranova con gli assistenti Kemp e Paget. I due luoghi, separati dall'oceano Atlantico, distano fra di loro oltre 3 000 chilometri. Il 12 dicembre 1901 ha luogo la comunicazione che costituisce il primo segnale radio transoceanico. Il messaggio ricevuto è composto da tre punti, la lettera S del codice Morse. Per raggiungere Terranova ha dovuto rimbalzare due volte sulla ionosfera. Una contestazione recente è stata presentata dal dottor Jack Belrose: basandosi sia su considerazioni teoriche sia su tentativi di ripetizione dell'esperimento, egli crede che Marconi abbia udito solamente disturbi atmosferici scambiati per un segnale.[14] Sta di fatto che Marconi ebbe modo di ripetere le sue trasmissioni in seguito, migliorandone l'affidabilità. Il padiglione antenna di 400 fili alla stazione radiotelegrafica di Poldhu attorno al 1914 Nel 1903 Marconi installa un analogo trasmettitore a scintilla nel Centro Radio di Coltano, presso Pisa, che viene utilizzato fino alla seconda guerra mondiale, prima per comunicare con le colonie d'Africa, quindi con le navi in navigazione. In seguito il trasmettitore viene ampliato e potenziato, tanto da diventare una delle più potenti stazioni radio d'Europa. In quell'anno, come ricorda la stampa coeva (La Gazzetta della Spezia), Marconi è a La Spezia, presso la struttura della Marina Militare di San Bartolomeo, situata fra il capoluogo e Lerici. Qui Marconi opera per ottimizzare trasmissioni e ricezioni, issando antenne sospese a palloni gonfiati a elio sulle plance di imbarcazioni inviate sempre più lontano dalla costa del golfo spezzino. L'edificio che ospita il telegrafo da cui Marconi, nel 1904, fece i primi esperimenti sui segnali radio, sul Monte Cappuccini di Ancona Nel 1904 effettua esperimenti sul Monte Cappuccini di Ancona al fine di studiare l'influenza del Sole sulla trasmissione delle onde radio, evidenziando che esse hanno una migliore propagazione durante la notte.[15][16] Il 3 agosto 1904 viene effettuato il primo collegamento radio attraverso l'Adriatico, mettendo in comunicazione la città di Bari con quella di Bar in Montenegro. Il 16 marzo 1905 sposa Beatrice O'Brien, figlia di Edward O'Brien, XIV barone Inchiquin. La coppia avrà tre figlie, Lucia, che sopravvisse solo tre settimane, Degna e Gioia, e un figlio, Giulio. Divorzieranno nel 1924.[17] Marconi completa gli esperimenti per ottenere comunicazioni transoceaniche attendibili fino al 1907 e nell'ottobre del 1907 la Marconi Company inaugura il primo servizio pubblico regolare di radiotelegrafia attraverso l'oceano Atlantico, dando la possibilità alle navi transatlantiche di lanciare l'SOS senza fili (nel 1907 si utilizzava ancora il codice CQD, non SOS). L'utilità del radio soccorso in mare si dimostra il 23 gennaio del 1909, con il primo clamoroso soccorso navale che porta al salvataggio degli oltre 1 700 passeggeri del transatlantico Republic, che stava per affondare dopo essere stato speronato dal piroscafo italiano Florida. L'operatore radiotelegrafico Jack Binns, che lavorava per la compagnia Marconi, continua a lanciare per quattordici ore ripetute il CQD, finché uno di essi viene ricevuto dall'operatore del piroscafo Baltic, il cui comandante ordina di cambiare rotta e dà il via all'operazione di salvataggio. All'indomani nel porto di New York, salvi tutti i passeggeri, Binns viene festeggiato come un eroe e la gratitudine coinvolge la figura del marconista, accelerando la popolarità di Marconi. Nello stesso anno, il 10 dicembre 1909, a Stoccolma, Guglielmo Marconi riceve il premio Nobel per la fisica, condiviso con il fisico tedesco Carl Ferdinand Braun. Marconi era già stato nominato altre volte, ma quell'anno il salvataggio dei passeggeri del Republic e del Florida rese più agevole il lavoro di Gustaf Granquist, suo nominatore e sostenitore presso la Royal Academy.[18] Il dibattito interno fu comunque acceso e l'accordo venne trovato attraverso la condivisione del premio tra Marconi e Braun, che era accademico e poteva bilanciare gli interessi industriali del Regno Unito e della Germania. La motivazione della Reale Accademia delle Scienze di Svezia per ambedue recita: "... a riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili". Nei verbali interni Marconi è definito "senza alcun dubbio il creatore della telegrafia senza fili", ma Braun era tuttavia un grande scienziato cui si deve fra l'altro l'invenzione del tubo catodico. Nell'autunno del 1911 Marconi visita le colonie italiane in Africa per sperimentare i collegamenti a lunga distanza con la stazione di Coltano; in particolare è a Tripoli, da poco occupata dalle truppe italiane, dove effettua, in collaborazione con Luigi Sacco, comandante della locale stazione radio, alcuni esperimenti di collegamento radio con Coltano, che danno impulso all'allestimento da parte dell'Arma del Genio del primo servizio di radiotelegrafia militare su larga scala. Quando, nel 1912, il Titanic affonda dopo avere lanciato il segnale SOS via radio, Marconi si trova negli Stati Uniti d'America e accorre al porto di New York per ricevere i 705 superstiti. Egli avrebbe dovuto essere a bordo, poiché invitato al viaggio inaugurale con tutta la famiglia, ma, per motivi diversi, né lui né la moglie Beatrice salirono su quella nave. Intervistato dalla stampa a New York, disse: «Vale la pena di avere vissuto per avere dato a questa gente la possibilità di essere salvata». Prima di tornare in Italia viene organizzata una cerimonia ufficiale in cui i superstiti sfilano nelle strade di New York incolonnati, recando in omaggio a Guglielmo Marconi una targa d'oro, realizzata dallo scultore Paolo Troubetzkoy, quale segno di riconoscenza. L'inventore conferì un premio al marconista del Titanic, Harold Bride, che rimase al proprio posto a lanciare messaggi di soccorso anche quando l'acqua aveva raggiunto il ponte superiore.[19] Il suo collega Jack Phillips era perito invece nel naufragio. Il 25 settembre 1912, alle ore 12:30 circa, Marconi transita alla guida della sua automobile, una Fiat 50 HP, nel paese di Borghetto Vara in direzione di Genova, per attraversare il passo del Bracco. Appena fuori dall'abitato di Borghetto Vara,[20] in prossimità di una curva secca, la sua vettura si scontra frontalmente con un'altra automobile, un'Isotta Fraschini, rimanendo incastrata fra le lamiere di quest'ultima.[21] L'urto è molto violento e Marconi viene ferito all'occhio destro dalle schegge di vetro del parabrezza della sua vettura, frantumatosi nello scontro. Ricoverato presso l'Ospedale militare della Spezia in viale Fieschi, Marconi viene operato, dopo un consulto di vari luminari, a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni; i medici si vedono costretti a estirpare l'occhio leso.[22] In seguito Marconi è forzato a una lunga degenza riabilitativa presso lo stesso ospedale. La curva nei pressi dell'abitato di Borghetto Vara, luogo dell'incidente, è detta ancora oggi dai vecchi abitanti curva Marconi. Dal foglio matricolare custodito presso il distretto militare di Bologna risulta inoltre che il giovane Marconi aveva scelto di fare il soldato nell'Esercito per un anno; lo espletò invece nella Regia Marina, pur essendo nato in una città dell'entroterra (fu inserito nel corpo Reali Equipaggi in qualità di operaio). Per questo risultato fu utile il possesso di una barca a Livorno. Svolse il servizio militare all'ambasciata di Londra dal 1º novembre 1900. Trasferito poi in Italia fu congedato il 1º novembre 1901, ma per età fu trasferito nell'esercito il 31 dicembre 1906. In data 19 giugno 1915 Marconi si arruola come volontario nel Regio Esercito con il grado di tenente di complemento del Genio, indi promosso capitano il 27 luglio 1916 e, benché ufficiale dell'esercito, presta servizio nell'Istituto Radiotelegrafico della Marina; in seguito a regolare domanda, datata Livorno 14 agosto 1916 e presentata al Ministro della Marina, viene nominato Capitano di Corvetta della Regia Marina con R.D. del 31 agosto 1916, congedato con tale grado il 1º novembre 1919, e promosso Capitano di Fregata in congedo con R.D. 28 marzo 1920 e poi Capitano di Vascello con R.D. 7 luglio 1931. Ambedue tali promozioni rientravano nelle norme di avanzamento degli ufficiali di complemento in congedo. Una rara immagine di Guglielmo Marconi (secondo da sinistra) in divisa da ufficiale della Regia Marina, a Washington nel 1917. Al centro, il capodelegazione Ferdinando di Savoia (terzo da sinistra) e Francesco Saverio Nitti. Il periodo bellico, con tutte le sperimentazioni da lui compiute, frutta a Marconi la convinzione che si dovevano abbandonare le onde lunghe a favore di quelle corte. Questa, una seconda rivoluzione della trasmissione senza fili, fu la mossa che consentirà poi di sviluppare una quantità di sistemi radio, come i ponti radio a microonde, i radioaiuti, il RADAR, ecc. Il 30 dicembre 1914 Marconi viene nominato senatore del Regno d'Italia e acquista una certa importanza politica. Compie varie missioni per il governo italiano che ne sfrutta la popolarità. Quella più significativa è forse la partecipazione alla Conferenza di pace di Parigi. I risultati deludenti per l'Italia, che non riesce a evitare, lo segnano per i tempi successivi. Si spiega così il suo comportamento quando nel 1920 viene mandato in missione a Fiume con il suo panfilo Elettra da Gabriele D'Annunzio. Invece di convincerlo a rinunciare, manda messaggi radio assieme a lui dalla nave Elettra. Il panfilo Elettra nel 1925 Nel 1920 lo stabilimento di Marconi a Chelmsford è la sede della prima trasmissione audio annunciata pubblicamente del Regno Unito; si tratta del concerto della cantante australiana Nellie Melba. Nel 1922 il primo servizio regolare di trasmissioni di intrattenimento ha inizio dal Marconi Research Centre a Writtle, vicino a Chelmsford. Viene nominato presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche nel 1927 e della Regia Accademia d'Italia (l'attuale Accademia Nazionale dei Lincei) il 19 settembre 1930, diventando automaticamente membro del Gran consiglio del fascismo, pur partecipando a una sola seduta. Guglielmo Marconi con Benito Mussolini alla cerimonia di insediamento alla presidenza della R. Accademia d'Italia nel 1930 Marconi e l'immagine dell'Italia all'estero La figura di Marconi fu utilizzata dal governo italiano per valorizzare il ruolo degli italiani all'estero. Il presidente del consiglio Boselli, nei difficili anni della prima guerra mondiale, aveva proposto di nominare Marconi commissario per curare la rappresentanza diplomatica italiana negli Stati Uniti d'America, ma il progetto non ebbe seguito per le resistenze dei diplomatici di carriera.[23]

N.º 100021498

Vendido
Guglielmo Marconi (1874-1937 - Autografo di Guglielmo Marconi su fotografia

Guglielmo Marconi (1874-1937 - Autografo di Guglielmo Marconi su fotografia

Guglielmo Marconi. Ritratto fotografico dello Dover Street Studios. Cartoncino di cm 29 x 23, parte impressa cm 18,5 x 14). Dedica autografa di Guglielmo Marconi a Penna datata 1914. Fotografia piuttosto usurata e con diverse piccole bozze - uno strappo riparato sulla destra (vedi foto). Senza riserva.



Gli studi di Dover Street erano un'importante azienda londinese dei primi del XX secolo, attiva tra il 1906 e il 1912, rinomata per i suoi ritratti fotografici teatrali di attori e ballerini famosi, successori di Biograph Studios e Adart, che hanno immortalato personaggi come Isadora Duncan, Gladys Cooper e Lewis Waller, e la cui sede storica ora si trova in Dover Street a Londra. Gli studi si concentravano sui ritratti teatrali professionali, immortalando attori e performer.
Con sede al 38 di Dover Street, Londra, un edificio con una ricca storia creativa. Assorbirono i negativi e le attività di Biograph Studios e Adart (nota per le pubblicità delle saponette Pears).
Soggetti degni di nota: le loro opere presentano personaggi famosi come Madame Karsavina , Isadora Duncan , Adeline Genee , Lewis Waller , Gladys Cooper e Kitty Gordon . Le loro fotografie sono conservate in collezioni come la National Portrait Gallery, la National Portrait Gallery e Getty Images .
In breve, furono uno studio fotografico fondamentale nella vivace scena teatrale londinese all'inizio del XX secolo

Guglielmo Giovanni Maria Marconi (Bologna, 25 aprile 1874[1] – Roma, 20 luglio 1937) è stato un inventore, imprenditore e politico italiano.
Egli è considerato il padre delle telecomunicazioni, ovvero delle comunicazioni senza fili.[2][3]
A lui si deve lo sviluppo di un efficace sistema di telecomunicazione a distanza via onde radio, ovvero la telegrafia senza fili o radiotelegrafo, che ha notevole diffusione, la cui evoluzione portò allo sviluppo della radio e della televisione e in generale di tutti i moderni sistemi e metodi di radiocomunicazione che utilizzano le comunicazioni senza fili, e che gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1909 condiviso con Carl Ferdinand Braun, «in riconoscimento del suo contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili».[4] Nel 1909 dopo aver vinto il premio Nobel aiutò molti immigrati italiani ad arrivare in America.[5]

Biografia
Primi anni

Guglielmo Marconi con i genitori e il fratello Alfonso fotografati nel parco di Villa Griffone

Villa Griffone, Mausoleo e Museo Marconiano di Sasso Marconi

Il Marconi Memorial a Ballycastle
Nasce a Bologna il 25 aprile 1874 nel Palazzo Marescalchi in via IV Novembre 7 (allora via delle Asse 1170). Suo padre, Giuseppe Marconi (1823-1904), era un proprietario terriero che viveva nelle campagne di Pontecchio ed era al secondo matrimonio. Vedovo con un figlio, aveva conosciuto una giovane irlandese,[6] Annie Jameson (1840-1920[7]), nipote del fondatore della storica distilleria Jameson & Sons, in visita in Italia per studiare bel canto, sposandola il 16 aprile 1864 a Boulogne-sur-Mer, in Francia. Un anno dopo il matrimonio nasce Alfonso (1865-1936[8]) e, nove anni più tardi, Guglielmo.


Atto originale di nascita di Guglielmo Marconi
L'avere avuto una madre irlandese permette di comprendere meglio le molte attività di Marconi che si svolsero in Gran Bretagna e Irlanda. Avrebbe potuto optare per la cittadinanza britannica in qualsiasi momento, in quanto entrambi i genitori avevano tale cittadinanza.[9] Quando il piccolo Guglielmo aveva tre anni, il 4 maggio 1877, Giuseppe Marconi aveva infatti deciso di assumere a sua volta la cittadinanza britannica.

Gli esperimenti
Marconi, già all'età di vent'anni, comincia i primi esperimenti lavorando come autodidatta, aiutato dal suo maggiordomo Mignani. Nell'estate del 1894 costruisce un segnalatore di temporali costituito da una pila, un coesore (detto anche coherer, un tubetto con limatura di nichel e argento posta fra due tappi d'argento, dispositivo inventato dal monterubbianese Temistocle Calzecchi Onesti) e un campanello elettrico, che emette uno squillo in caso di fulmine.

In seguito riesce, premendo un tasto telegrafico posto su un bancone, a fare suonare un campanello posto dall'altro lato della stanza.[10] Una notte di dicembre Marconi sveglia la madre, la invita nel suo rifugio segreto e le mostra l'esperimento che aveva realizzato. Il giorno dopo anche il padre assiste all'esperimento. Quando si convince che il campanello suona senza collegamento con fili, regala al figlio i soldi necessari per l'acquisto di nuovi materiali.[senza fonte] Il giovane Marconi prosegue nei suoi esperimenti anche all'aperto. In campagna aumenta la potenza delle emissioni e la distanza che separa il trasmettitore dal ricevitore, capace di ricevere i segnali dell'alfabeto Morse.

Nella tarda estate o inizio autunno del 1895, la data non è certa, dopo vari esperimenti a distanza crescente, l'apparecchio si dimostra valido nel comunicare e ricevere segnali alla distanza di più di un miglio, ma anche nel superare gli ostacoli naturali (in questo caso, la collina dei Celestini dietro Villa Griffone). Il colpo di fucile che il maggiordomo Mignani spara in aria per confermare la riuscita dell'esperimento (l'apparecchio aveva vibrato e cantato come un grillo per tre volte) viene considerato l'atto di battesimo della radio. Infatti la caratteristica fondamentale della propagazione radio, che ha consentito lo sviluppo dei telefonini e della radiodiffusione, sta proprio nella possibilità di riuscire, a differenza dei raggi luminosi, a effettuare collegamenti in assenza di linea di vista (line of sight). Ciò rende innovativa e unica l'attività di Marconi. In parallelo a Marconi stavano lavorando diversi ricercatori tra cui Nikola Tesla, che però non intendeva basarsi sulle onde hertziane[11], e il russo Aleksandr Popov, che aveva realizzato un ricevitore di onde radio collegate all'arrivo dei temporali, concettualmente simile a quello di Marconi ma molto meno sensibile e non in grado di ricevere segnali Morse.

Nel 1896 Marconi parla con l'amico di famiglia Carlo Gardini, console degli Stati Uniti d'America a Bologna, dell'idea di lasciare l'Italia per andare nel Regno Unito. Gardini scrive una lettera all'ambasciatore d'Italia a Londra, suo conoscente, Annibale Ferrero, per presentare il giovane e le sue straordinarie scoperte. Come risposta, l'ambasciatore Ferrero consiglia di non rivelare a nessuno i risultati ottenuti, se non dopo la presentazione del brevetto. Inoltre lo incoraggia a recarsi nel Regno Unito, dove ritiene che gli sarà più facile trovare i capitali necessari per l'impiego pratico della sua invenzione. Il 12 febbraio del 1896 Marconi parte con la madre per il Regno Unito. A Londra, il 5 marzo dello stesso anno, presenta la prima richiesta provvisoria di brevetto, con il numero 5028 e con il titolo "Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati". Da sottolineare che tale richiesta avviene con 21 giorni di anticipo rispetto alla data della prima trasmissione radio realizzata dal russo Popov.[12] Il 19 marzo Marconi riceve dall'Ufficio Brevetti conferma dell'accettazione della prima domanda. Il 2 giugno dello stesso anno deposita all'Ufficio Brevetti di Londra una domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, n. 12039, dal titolo "Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi". Nel farlo Marconi rinuncia a tre mesi di priorità sull'invenzione. Il 2 luglio 1897 ottiene dall'Ufficio Brevetti di Londra il brevetto richiesto.

Il successo

Inno a Guglielmo Marconi, ed. Riuniti stabilimenti musicali, primi '900, composto da Francesco Paolo Frontini
Marconi, intanto, effettua dimostrazioni pubbliche alla presenza di politici e industriali: colloca, per esempio, un trasmettitore sul tetto dello stabile della direzione delle Poste e un ricevitore in una casa su una banchina del Tamigi, a quattro chilometri di distanza. Per l'Ammiragliato stabilisce un contatto attraverso il canale di Bristol, largo 14 chilometri. Collabora con il Daily Express in occasione delle regate di Kingstown. I giornalisti seguono le regate al largo, a bordo di un rimorchiatore, poi passano le notizie a Marconi, che le trasmette a una stazione a terra da dove vengono telefonate rapidamente al giornale.

Nel luglio del 1897 Marconi fonda a Londra la Wireless Telegraph Trading Signal Company (successivamente rinominata Marconi Wireless Telegraph Company), che apre il primo ufficio in Hall Street a Chelmsford, in Inghilterra, nel 1898 e impiega circa cinquanta persone.

Marconi effettua la prima trasmissione senza fili sul mare da Ballycastle (Irlanda del Nord) all'isola di Rathlin nel 1898. Stabilisce un ponte radio tra la residenza estiva della regina Vittoria e lo yacht reale sul quale c'era il principe di Galles, il futuro Edoardo VII, convalescente per una brutta ferita al ginocchio. Nel dicembre dello stesso anno, da un battello attrezzato con radio parte una richiesta di soccorso: è il primo caso di richiesta di salvataggio. Il 29 maggio i segnali attraversano il canale della Manica, superando la distanza di 51 chilometri.


Detector Marconi utilizzato nella campagna sperimentale a bordo della Carlo Alberto nell'estate del 1902. Esposto al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.
Marconi concentra successivamente le sue ricerche verso l'Atlantico, convinto che le onde possano varcare l'oceano seguendo la curvatura della Terra. Nel novembre del 1901 a Poldhu, in Cornovaglia, installa un grande trasmettitore la cui antenna di 130 metri è costituita da sessanta fili tesi a ventaglio tra due piloni alti 49 metri e distanti fra di loro 61.[13] Poi s'imbarca per St. John's di Terranova con gli assistenti Kemp e Paget. I due luoghi, separati dall'oceano Atlantico, distano fra di loro oltre 3 000 chilometri. Il 12 dicembre 1901 ha luogo la comunicazione che costituisce il primo segnale radio transoceanico. Il messaggio ricevuto è composto da tre punti, la lettera S del codice Morse. Per raggiungere Terranova ha dovuto rimbalzare due volte sulla ionosfera. Una contestazione recente è stata presentata dal dottor Jack Belrose: basandosi sia su considerazioni teoriche sia su tentativi di ripetizione dell'esperimento, egli crede che Marconi abbia udito solamente disturbi atmosferici scambiati per un segnale.[14] Sta di fatto che Marconi ebbe modo di ripetere le sue trasmissioni in seguito, migliorandone l'affidabilità.


Il padiglione antenna di 400 fili alla stazione radiotelegrafica di Poldhu attorno al 1914
Nel 1903 Marconi installa un analogo trasmettitore a scintilla nel Centro Radio di Coltano, presso Pisa, che viene utilizzato fino alla seconda guerra mondiale, prima per comunicare con le colonie d'Africa, quindi con le navi in navigazione. In seguito il trasmettitore viene ampliato e potenziato, tanto da diventare una delle più potenti stazioni radio d'Europa.

In quell'anno, come ricorda la stampa coeva (La Gazzetta della Spezia), Marconi è a La Spezia, presso la struttura della Marina Militare di San Bartolomeo, situata fra il capoluogo e Lerici. Qui Marconi opera per ottimizzare trasmissioni e ricezioni, issando antenne sospese a palloni gonfiati a elio sulle plance di imbarcazioni inviate sempre più lontano dalla costa del golfo spezzino.


L'edificio che ospita il telegrafo da cui Marconi, nel 1904, fece i primi esperimenti sui segnali radio, sul Monte Cappuccini di Ancona
Nel 1904 effettua esperimenti sul Monte Cappuccini di Ancona al fine di studiare l'influenza del Sole sulla trasmissione delle onde radio, evidenziando che esse hanno una migliore propagazione durante la notte.[15][16]

Il 3 agosto 1904 viene effettuato il primo collegamento radio attraverso l'Adriatico, mettendo in comunicazione la città di Bari con quella di Bar in Montenegro.

Il 16 marzo 1905 sposa Beatrice O'Brien, figlia di Edward O'Brien, XIV barone Inchiquin. La coppia avrà tre figlie, Lucia, che sopravvisse solo tre settimane, Degna e Gioia, e un figlio, Giulio. Divorzieranno nel 1924.[17]

Marconi completa gli esperimenti per ottenere comunicazioni transoceaniche attendibili fino al 1907 e nell'ottobre del 1907 la Marconi Company inaugura il primo servizio pubblico regolare di radiotelegrafia attraverso l'oceano Atlantico, dando la possibilità alle navi transatlantiche di lanciare l'SOS senza fili (nel 1907 si utilizzava ancora il codice CQD, non SOS).

L'utilità del radio soccorso in mare si dimostra il 23 gennaio del 1909, con il primo clamoroso soccorso navale che porta al salvataggio degli oltre 1 700 passeggeri del transatlantico Republic, che stava per affondare dopo essere stato speronato dal piroscafo italiano Florida. L'operatore radiotelegrafico Jack Binns, che lavorava per la compagnia Marconi, continua a lanciare per quattordici ore ripetute il CQD, finché uno di essi viene ricevuto dall'operatore del piroscafo Baltic, il cui comandante ordina di cambiare rotta e dà il via all'operazione di salvataggio. All'indomani nel porto di New York, salvi tutti i passeggeri, Binns viene festeggiato come un eroe e la gratitudine coinvolge la figura del marconista, accelerando la popolarità di Marconi.

Nello stesso anno, il 10 dicembre 1909, a Stoccolma, Guglielmo Marconi riceve il premio Nobel per la fisica, condiviso con il fisico tedesco Carl Ferdinand Braun. Marconi era già stato nominato altre volte, ma quell'anno il salvataggio dei passeggeri del Republic e del Florida rese più agevole il lavoro di Gustaf Granquist, suo nominatore e sostenitore presso la Royal Academy.[18] Il dibattito interno fu comunque acceso e l'accordo venne trovato attraverso la condivisione del premio tra Marconi e Braun, che era accademico e poteva bilanciare gli interessi industriali del Regno Unito e della Germania. La motivazione della Reale Accademia delle Scienze di Svezia per ambedue recita: "... a riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili". Nei verbali interni Marconi è definito "senza alcun dubbio il creatore della telegrafia senza fili", ma Braun era tuttavia un grande scienziato cui si deve fra l'altro l'invenzione del tubo catodico.

Nell'autunno del 1911 Marconi visita le colonie italiane in Africa per sperimentare i collegamenti a lunga distanza con la stazione di Coltano; in particolare è a Tripoli, da poco occupata dalle truppe italiane, dove effettua, in collaborazione con Luigi Sacco, comandante della locale stazione radio, alcuni esperimenti di collegamento radio con Coltano, che danno impulso all'allestimento da parte dell'Arma del Genio del primo servizio di radiotelegrafia militare su larga scala.

Quando, nel 1912, il Titanic affonda dopo avere lanciato il segnale SOS via radio, Marconi si trova negli Stati Uniti d'America e accorre al porto di New York per ricevere i 705 superstiti. Egli avrebbe dovuto essere a bordo, poiché invitato al viaggio inaugurale con tutta la famiglia, ma, per motivi diversi, né lui né la moglie Beatrice salirono su quella nave. Intervistato dalla stampa a New York, disse: «Vale la pena di avere vissuto per avere dato a questa gente la possibilità di essere salvata». Prima di tornare in Italia viene organizzata una cerimonia ufficiale in cui i superstiti sfilano nelle strade di New York incolonnati, recando in omaggio a Guglielmo Marconi una targa d'oro, realizzata dallo scultore Paolo Troubetzkoy, quale segno di riconoscenza. L'inventore conferì un premio al marconista del Titanic, Harold Bride, che rimase al proprio posto a lanciare messaggi di soccorso anche quando l'acqua aveva raggiunto il ponte superiore.[19] Il suo collega Jack Phillips era perito invece nel naufragio.

Il 25 settembre 1912, alle ore 12:30 circa, Marconi transita alla guida della sua automobile, una Fiat 50 HP, nel paese di Borghetto Vara in direzione di Genova, per attraversare il passo del Bracco. Appena fuori dall'abitato di Borghetto Vara,[20] in prossimità di una curva secca, la sua vettura si scontra frontalmente con un'altra automobile, un'Isotta Fraschini, rimanendo incastrata fra le lamiere di quest'ultima.[21] L'urto è molto violento e Marconi viene ferito all'occhio destro dalle schegge di vetro del parabrezza della sua vettura, frantumatosi nello scontro. Ricoverato presso l'Ospedale militare della Spezia in viale Fieschi, Marconi viene operato, dopo un consulto di vari luminari, a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni; i medici si vedono costretti a estirpare l'occhio leso.[22] In seguito Marconi è forzato a una lunga degenza riabilitativa presso lo stesso ospedale. La curva nei pressi dell'abitato di Borghetto Vara, luogo dell'incidente, è detta ancora oggi dai vecchi abitanti curva Marconi.

Dal foglio matricolare custodito presso il distretto militare di Bologna risulta inoltre che il giovane Marconi aveva scelto di fare il soldato nell'Esercito per un anno; lo espletò invece nella Regia Marina, pur essendo nato in una città dell'entroterra (fu inserito nel corpo Reali Equipaggi in qualità di operaio). Per questo risultato fu utile il possesso di una barca a Livorno.

Svolse il servizio militare all'ambasciata di Londra dal 1º novembre 1900. Trasferito poi in Italia fu congedato il 1º novembre 1901, ma per età fu trasferito nell'esercito il 31 dicembre 1906.

In data 19 giugno 1915 Marconi si arruola come volontario nel Regio Esercito con il grado di tenente di complemento del Genio, indi promosso capitano il 27 luglio 1916 e, benché ufficiale dell'esercito, presta servizio nell'Istituto Radiotelegrafico della Marina; in seguito a regolare domanda, datata Livorno 14 agosto 1916 e presentata al Ministro della Marina, viene nominato Capitano di Corvetta della Regia Marina con R.D. del 31 agosto 1916, congedato con tale grado il 1º novembre 1919, e promosso Capitano di Fregata in congedo con R.D. 28 marzo 1920 e poi Capitano di Vascello con R.D. 7 luglio 1931. Ambedue tali promozioni rientravano nelle norme di avanzamento degli ufficiali di complemento in congedo.


Una rara immagine di Guglielmo Marconi (secondo da sinistra) in divisa da ufficiale della Regia Marina, a Washington nel 1917. Al centro, il capodelegazione Ferdinando di Savoia (terzo da sinistra) e Francesco Saverio Nitti.
Il periodo bellico, con tutte le sperimentazioni da lui compiute, frutta a Marconi la convinzione che si dovevano abbandonare le onde lunghe a favore di quelle corte. Questa, una seconda rivoluzione della trasmissione senza fili, fu la mossa che consentirà poi di sviluppare una quantità di sistemi radio, come i ponti radio a microonde, i radioaiuti, il RADAR, ecc.

Il 30 dicembre 1914 Marconi viene nominato senatore del Regno d'Italia e acquista una certa importanza politica. Compie varie missioni per il governo italiano che ne sfrutta la popolarità. Quella più significativa è forse la partecipazione alla Conferenza di pace di Parigi. I risultati deludenti per l'Italia, che non riesce a evitare, lo segnano per i tempi successivi. Si spiega così il suo comportamento quando nel 1920 viene mandato in missione a Fiume con il suo panfilo Elettra da Gabriele D'Annunzio. Invece di convincerlo a rinunciare, manda messaggi radio assieme a lui dalla nave Elettra.


Il panfilo Elettra nel 1925
Nel 1920 lo stabilimento di Marconi a Chelmsford è la sede della prima trasmissione audio annunciata pubblicamente del Regno Unito; si tratta del concerto della cantante australiana Nellie Melba. Nel 1922 il primo servizio regolare di trasmissioni di intrattenimento ha inizio dal Marconi Research Centre a Writtle, vicino a Chelmsford.

Viene nominato presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche nel 1927 e della Regia Accademia d'Italia (l'attuale Accademia Nazionale dei Lincei) il 19 settembre 1930, diventando automaticamente membro del Gran consiglio del fascismo, pur partecipando a una sola seduta.


Guglielmo Marconi con Benito Mussolini alla cerimonia di insediamento alla presidenza della R. Accademia d'Italia nel 1930
Marconi e l'immagine dell'Italia all'estero
La figura di Marconi fu utilizzata dal governo italiano per valorizzare il ruolo degli italiani all'estero. Il presidente del consiglio Boselli, nei difficili anni della prima guerra mondiale, aveva proposto di nominare Marconi commissario per curare la rappresentanza diplomatica italiana negli Stati Uniti d'America, ma il progetto non ebbe seguito per le resistenze dei diplomatici di carriera.[23]

Licitação final
€ 248
Jonathan Devaux
Especialista
Estimativa  € 150 - € 200

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