N.º 100809193

Vendido
Molfetta - Consuetudines Neapolitanas - 1673
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Há 5 semanas

Molfetta - Consuetudines Neapolitanas - 1673

IL DIRITTO VIVENTE NAPOLETANO NELL’ETÀ BAROCCA Testimonianza preziosa della tradizione giuridica meridionale, i Commentaria ad consuetudines Neapolitanas di Andrea da Molfetta rappresentano una delle più ampie e sistematiche esposizioni del diritto consuetudinario del Regno di Napoli nei primi decenni del Seicento. Organizzata per questioni (quaestiones), l’opera affronta casi pratici e principi teorici del diritto civile e feudale, traducendo nella forma dottrinale barocca l’esperienza quotidiana dei tribunali napoletani. La tipografia di Lazzaro Scoriggio realizzò un’edizione monumentale, caratterizzata da una nitida impaginazione in due colonne e da un ricco apparato di iniziali xilografiche. MARKET VALUE Esemplari completi di quest’edizione napoletana del 1613 sono molto rari sul mercato. Le copie censite oscillano tra 700 e 1.200 euro, con valori più alti per esemplari in legatura coeva integra o con provenienza giuridica documentata. Volumi con difetti o abrasioni alla pergamena si collocano attorno ai 500 euro. PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION Legatura coeva in piena pergamena rigida con nervi passanti, titolo manoscritto al dorso, mancanze e segni di usura. Frontespizio stampato in rosso e nero con marca tipografica figurata; testo su due colonne, capilettera xilografici ornati. Carte con alcuni con aloni e macchie marginali. Come in molti libri antichi, con una storia plurisecolare, sono presenti alcune imperfezioni non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (4); 14nn; 540; 66; (2); 60nn; (4). FULL TITLE AND AUTHOR Commentaria ad consuetudines Neapolitanas, per quaestiones distributa. Neapoli, ex Typographia Lazzari Scoriggii, 1613. Andrea da Molfetta. CONTEXT AND SIGNIFICANCE Quest’opera rappresenta uno dei più articolati commentari sulle Consuetudini del Regno di Napoli, un corpus di norme locali che, fino alle riforme borboniche, costituiva la base effettiva della giustizia meridionale. Andrea da Molfetta, giurista regolare e consultore in cause ecclesiastiche e civili, organizza il suo lavoro in forma di quaestiones, ciascuna dedicata a un punto controverso della prassi forense: successioni, diritti feudali, privilegi ecclesiastici, compravendite e giurisdizioni miste. L’impianto rispecchia la vivacità della scuola napoletana, dove la casistica quotidiana veniva elevata a sistema dottrinale. La stampa, elegante e funzionale, mostra la piena maturità della tipografia partenopea di primo Seicento. SHORT BIOGRAPHY OF THE AUTHOR Andrea da Molfetta (attivo tra fine XVI e inizi XVII secolo) fu giurista, teologo e membro dei Chierici Regolari. Formatasi tra Napoli e Roma, la sua cultura univa il diritto canonico e civile, secondo la tradizione napoletana di commento e prassi. La sua opera principale, le Commentaria ad consuetudines Neapolitanas, gli valse ampia notorietà tra gli studiosi di diritto consuetudinario e rimase per tutto il Seicento testo di riferimento per l’amministrazione giudiziaria del Regno. PRINTING HISTORY AND CIRCULATION Lazzaro Scoriggio (attivo tra 1608 e 1630 circa) fu uno dei più importanti tipografi napoletani del primo Seicento, noto per la qualità delle sue edizioni giuridiche, teologiche e filosofiche. La sua officina — una delle più stimate della città — si distingueva per l’uso di caratteri nitidi, frontespizi decorativi e titoli in rosso e nero, proprio come nel tuo volume. BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES EDIT16, CNCE 22453 ICCU, SBN: IT\ICCU\TO0E\008866. López, Stampa e diritto a Napoli nel Seicento, Napoli, 1989. Capasso, Bibliografia napoletana, II, p. 412. Ricci, Tipografi napoletani del Seicento, p. 97.

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IL DIRITTO VIVENTE NAPOLETANO NELL’ETÀ BAROCCA
Testimonianza preziosa della tradizione giuridica meridionale, i Commentaria ad consuetudines Neapolitanas di Andrea da Molfetta rappresentano una delle più ampie e sistematiche esposizioni del diritto consuetudinario del Regno di Napoli nei primi decenni del Seicento. Organizzata per questioni (quaestiones), l’opera affronta casi pratici e principi teorici del diritto civile e feudale, traducendo nella forma dottrinale barocca l’esperienza quotidiana dei tribunali napoletani. La tipografia di Lazzaro Scoriggio realizzò un’edizione monumentale, caratterizzata da una nitida impaginazione in due colonne e da un ricco apparato di iniziali xilografiche.
MARKET VALUE
Esemplari completi di quest’edizione napoletana del 1613 sono molto rari sul mercato. Le copie censite oscillano tra 700 e 1.200 euro, con valori più alti per esemplari in legatura coeva integra o con provenienza giuridica documentata. Volumi con difetti o abrasioni alla pergamena si collocano attorno ai 500 euro.

PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in piena pergamena rigida con nervi passanti, titolo manoscritto al dorso, mancanze e segni di usura. Frontespizio stampato in rosso e nero con marca tipografica figurata; testo su due colonne, capilettera xilografici ornati. Carte con alcuni con aloni e macchie marginali. Come in molti libri antichi, con una storia plurisecolare, sono presenti alcune imperfezioni non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (4); 14nn; 540; 66; (2); 60nn; (4).

FULL TITLE AND AUTHOR
Commentaria ad consuetudines Neapolitanas, per quaestiones distributa.
Neapoli, ex Typographia Lazzari Scoriggii, 1613.
Andrea da Molfetta.

CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Quest’opera rappresenta uno dei più articolati commentari sulle Consuetudini del Regno di Napoli, un corpus di norme locali che, fino alle riforme borboniche, costituiva la base effettiva della giustizia meridionale. Andrea da Molfetta, giurista regolare e consultore in cause ecclesiastiche e civili, organizza il suo lavoro in forma di quaestiones, ciascuna dedicata a un punto controverso della prassi forense: successioni, diritti feudali, privilegi ecclesiastici, compravendite e giurisdizioni miste. L’impianto rispecchia la vivacità della scuola napoletana, dove la casistica quotidiana veniva elevata a sistema dottrinale. La stampa, elegante e funzionale, mostra la piena maturità della tipografia partenopea di primo Seicento.

SHORT BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Andrea da Molfetta (attivo tra fine XVI e inizi XVII secolo) fu giurista, teologo e membro dei Chierici Regolari. Formatasi tra Napoli e Roma, la sua cultura univa il diritto canonico e civile, secondo la tradizione napoletana di commento e prassi. La sua opera principale, le Commentaria ad consuetudines Neapolitanas, gli valse ampia notorietà tra gli studiosi di diritto consuetudinario e rimase per tutto il Seicento testo di riferimento per l’amministrazione giudiziaria del Regno.

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Lazzaro Scoriggio (attivo tra 1608 e 1630 circa) fu uno dei più importanti tipografi napoletani del primo Seicento, noto per la qualità delle sue edizioni giuridiche, teologiche e filosofiche. La sua officina — una delle più stimate della città — si distingueva per l’uso di caratteri nitidi, frontespizi decorativi e titoli in rosso e nero, proprio come nel tuo volume.

BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
EDIT16, CNCE 22453
ICCU, SBN: IT\ICCU\TO0E\008866.
López, Stampa e diritto a Napoli nel Seicento, Napoli, 1989.
Capasso, Bibliografia napoletana, II, p. 412.
Ricci, Tipografi napoletani del Seicento, p. 97.

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Ilaria Colombo
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