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de la Roque - Voyage dans la Palestine - 1718
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de la Roque - Voyage dans la Palestine - 1718

IL PRINCIPE ARABO RACCONTA : TRA I FIGLI DI ISMAELE, SOTTO IL CIELO DEL DESERTO Con la descrizione dell'Arabia, del principe e geografo arabo Ismaël Abulfeda. Viaggio diplomatico e visione esotica del mondo arabo nel Seicento, con incisioni fuori testo e mappa del Monte Carmelo. Nel vasto silenzio delle sabbie orientali, tra tende mosse dal vento e fuochi che si spengono nel crepuscolo del deserto, un emissario del Re Sole attraversa la Palestina per raggiungere il misterioso Gran Emir, capo dei principi arabi del deserto, discendenti di Ismaele, figlio di Abramo. Nelle sue parole si riflettono il fascino e la complessità di un mondo che l’Europa osserva con reverenza e timore, mentre la penna di Jean de La Roque trasforma il resoconto diplomatico in un racconto di civiltà nomadi, genealogie sacre e geografie perdute. A completare questa straordinaria narrazione, il contributo del principe e geografo arabo Ismaël Abulfeda, la cui descrizione dell’Arabia fornisce all’opera un fondamento erudito e una profondità storica che ne fanno uno dei più notevoli documenti orientalisti del primo Settecento. MARKET VALUE La seconda edizione olandese, pubblicata nel 1718 ad Amsterdam presso Steenhouwer & Uytwerf, un anno dopo la princeps parigina, è oggi di non facile reperibilità, soprattutto quando completa di tutte le incisioni e della grande mappa pieghevole del Monte Carmelo. Esemplari in condizioni buone, anche con difetti di legatura, si collocano tra 400 e 700 euro; quelli ben conservati, con tavole integre e legatura solida, possono superare gli 800 euro presso librerie antiquarie o aste specializzate in viaggi e scoperte. La combinazione tra osservazione diretta e riflessione geografica araba fa di quest’opera un tassello essenziale nella letteratura orientalista di primo Settecento. PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION Legatura coeva in piena pelle, dorso a cinque nervi con titolo inciso su tassello. Legatura con segni d’usura. Internamente carta uniforme, con tonalità avorio e lievi ingiallimenti marginali. Incisioni fuori testo e mappa pieghevole del Monte Carmelo. Pp. (2); 48nn; 342; 6nn; (2). FULL TITLE AND AUTHOR Voyage dans la Palestine Amsterdam, Chez Steenhouwer & Uytwerf, 1718. Laurent d’Arvieux / Jean de La Roque. CONTEXT AND SIGNIFICANCE Il volume unisce due piani narrativi: da un lato il Voyage del Sieur d’Arvieux, diplomatico e interprete del Re Sole inviato nel Levante, dall’altro la Description générale de l’Arabie di Abulfeda, geografo e principe arabo del XIV secolo. La Roque, curatore e autore del testo finale, costruisce un’opera di sintesi che fonde la precisione etnografica dell’esperienza diretta con la profondità culturale della tradizione islamica. D’Arvieux (1635–1702), inviato di Luigi XIV a Tunisi e a Costantinopoli, ebbe un ruolo fondamentale nelle relazioni franco–ottomane, partecipando nel 1672 alle trattative condotte dal cardinale de Nointel presso la Sublime Porta e, nel 1688, alla liberazione di 320 francesi ridotti in schiavitù. Le sue osservazioni sui Beduini – da lui definiti “la vraie postérité d’Ismaël” – costituiscono una delle più antiche e autentiche descrizioni europee delle tribù nomadi arabe. La parte tratta da Abulfeda amplia la prospettiva, offrendo un quadro geografico e politico dell’Arabia fondato su fonti arabe e manoscritti orientali, rivelando la crescente attenzione del mondo francese per la cultura islamica. Le incisioni fuori testo illustrano momenti emblematici del viaggio: il Gran Emir nel suo accampamento, la principessa sposa, le cerimonie del deserto e la veduta del Monte Carmelo, punto di incontro tra geografia sacra e osservazione empirica. Insieme, testo e immagini restituiscono il tono doppio dell’opera: metà documento storico, metà visione simbolica dell’Oriente come spazio di alterità e rivelazione. AUTHOR Jean de La Roque (1661–1745), giornalista e scrittore francese, fu redattore di resoconti di viaggio e corrispondente per diversi giornali del tempo. Conobbe personalmente Laurent d’Arvieux e pubblicò postume le sue relazioni, ampliandole con note e con l’aggiunta di testi orientalistici. Laurent d’Arvieux (1635–1702), diplomatico e orientalista, parlava arabo, ebraico e turco e trascorse vent’anni in missioni nel Levante. Ismaël Abulfeda (1273–1331), principe di Hama e geografo arabo, fu autore della celebre Taqwīm al-Buldān (Tavole dei paesi), testo di riferimento della geografia islamica medievale, da cui La Roque trasse la descrizione generale dell’Arabia. PRINTING HISTORY AND CIRCULATION La prima edizione uscì a Parigi nel 1717 presso la vedova di Estienne; questa seconda edizione, stampata ad Amsterdam da Steenhouwer & Uytwerf nel 1718, ne riprende il testo con leggere modifiche tipografiche e un corredo iconografico di qualità superiore. La diffusione fu ampia nei Paesi Bassi e in Inghilterra, dove l’interesse per i resoconti di viaggio e per la cultura araba era in forte crescita. Il formato in-12 e l’apparato illustrativo resero il volume accessibile a un pubblico colto e curioso, contribuendo a consolidare il mito dell’Oriente come culla di genealogie antiche e misteriose. BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES Chadenat 1063; Brunet II, 1289; Cioranescu 38209; Barbier IV, 1157; Graesse I, 198; Wilson, Voyages du Levant, p. 212; Atabey 19; Blackmer 42.

Nr. 100057696

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de la Roque - Voyage dans la Palestine - 1718

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IL PRINCIPE ARABO RACCONTA : TRA I FIGLI DI ISMAELE, SOTTO IL CIELO DEL DESERTO
Con la descrizione dell'Arabia, del principe e geografo arabo Ismaël Abulfeda.
Viaggio diplomatico e visione esotica del mondo arabo nel Seicento, con incisioni fuori testo e mappa del Monte Carmelo. Nel vasto silenzio delle sabbie orientali, tra tende mosse dal vento e fuochi che si spengono nel crepuscolo del deserto, un emissario del Re Sole attraversa la Palestina per raggiungere il misterioso Gran Emir, capo dei principi arabi del deserto, discendenti di Ismaele, figlio di Abramo. Nelle sue parole si riflettono il fascino e la complessità di un mondo che l’Europa osserva con reverenza e timore, mentre la penna di Jean de La Roque trasforma il resoconto diplomatico in un racconto di civiltà nomadi, genealogie sacre e geografie perdute. A completare questa straordinaria narrazione, il contributo del principe e geografo arabo Ismaël Abulfeda, la cui descrizione dell’Arabia fornisce all’opera un fondamento erudito e una profondità storica che ne fanno uno dei più notevoli documenti orientalisti del primo Settecento.
MARKET VALUE
La seconda edizione olandese, pubblicata nel 1718 ad Amsterdam presso Steenhouwer & Uytwerf, un anno dopo la princeps parigina, è oggi di non facile reperibilità, soprattutto quando completa di tutte le incisioni e della grande mappa pieghevole del Monte Carmelo. Esemplari in condizioni buone, anche con difetti di legatura, si collocano tra 400 e 700 euro; quelli ben conservati, con tavole integre e legatura solida, possono superare gli 800 euro presso librerie antiquarie o aste specializzate in viaggi e scoperte. La combinazione tra osservazione diretta e riflessione geografica araba fa di quest’opera un tassello essenziale nella letteratura orientalista di primo Settecento.

PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in piena pelle, dorso a cinque nervi con titolo inciso su tassello. Legatura con segni d’usura. Internamente carta uniforme, con tonalità avorio e lievi ingiallimenti marginali. Incisioni fuori testo e mappa pieghevole del Monte Carmelo. Pp. (2); 48nn; 342; 6nn; (2).

FULL TITLE AND AUTHOR
Voyage dans la Palestine
Amsterdam, Chez Steenhouwer & Uytwerf, 1718.
Laurent d’Arvieux / Jean de La Roque.

CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il volume unisce due piani narrativi: da un lato il Voyage del Sieur d’Arvieux, diplomatico e interprete del Re Sole inviato nel Levante, dall’altro la Description générale de l’Arabie di Abulfeda, geografo e principe arabo del XIV secolo. La Roque, curatore e autore del testo finale, costruisce un’opera di sintesi che fonde la precisione etnografica dell’esperienza diretta con la profondità culturale della tradizione islamica.
D’Arvieux (1635–1702), inviato di Luigi XIV a Tunisi e a Costantinopoli, ebbe un ruolo fondamentale nelle relazioni franco–ottomane, partecipando nel 1672 alle trattative condotte dal cardinale de Nointel presso la Sublime Porta e, nel 1688, alla liberazione di 320 francesi ridotti in schiavitù. Le sue osservazioni sui Beduini – da lui definiti “la vraie postérité d’Ismaël” – costituiscono una delle più antiche e autentiche descrizioni europee delle tribù nomadi arabe. La parte tratta da Abulfeda amplia la prospettiva, offrendo un quadro geografico e politico dell’Arabia fondato su fonti arabe e manoscritti orientali, rivelando la crescente attenzione del mondo francese per la cultura islamica. Le incisioni fuori testo illustrano momenti emblematici del viaggio: il Gran Emir nel suo accampamento, la principessa sposa, le cerimonie del deserto e la veduta del Monte Carmelo, punto di incontro tra geografia sacra e osservazione empirica. Insieme, testo e immagini restituiscono il tono doppio dell’opera: metà documento storico, metà visione simbolica dell’Oriente come spazio di alterità e rivelazione.

AUTHOR
Jean de La Roque (1661–1745), giornalista e scrittore francese, fu redattore di resoconti di viaggio e corrispondente per diversi giornali del tempo. Conobbe personalmente Laurent d’Arvieux e pubblicò postume le sue relazioni, ampliandole con note e con l’aggiunta di testi orientalistici. Laurent d’Arvieux (1635–1702), diplomatico e orientalista, parlava arabo, ebraico e turco e trascorse vent’anni in missioni nel Levante. Ismaël Abulfeda (1273–1331), principe di Hama e geografo arabo, fu autore della celebre Taqwīm al-Buldān (Tavole dei paesi), testo di riferimento della geografia islamica medievale, da cui La Roque trasse la descrizione generale dell’Arabia.

PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La prima edizione uscì a Parigi nel 1717 presso la vedova di Estienne; questa seconda edizione, stampata ad Amsterdam da Steenhouwer & Uytwerf nel 1718, ne riprende il testo con leggere modifiche tipografiche e un corredo iconografico di qualità superiore. La diffusione fu ampia nei Paesi Bassi e in Inghilterra, dove l’interesse per i resoconti di viaggio e per la cultura araba era in forte crescita. Il formato in-12 e l’apparato illustrativo resero il volume accessibile a un pubblico colto e curioso, contribuendo a consolidare il mito dell’Oriente come culla di genealogie antiche e misteriose.

BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Chadenat 1063; Brunet II, 1289; Cioranescu 38209; Barbier IV, 1157; Graesse I, 198; Wilson, Voyages du Levant, p. 212; Atabey 19; Blackmer 42.

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