Eliano Fantuzzi (1909-1987) - Vendemmia






Laurea magistrale in Innovazione e Organizzazione Culturale, dieci anni d’esperienza in arte italiana.
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Eliano Fantuzzi (1909-1987), Vendemmia, olio su tela del 1980, 100 x 140 cm, firmato, in ottime condizioni, Italia, stile Contemporaneo, periodo XIX secolo, venduto con cornice.
Descrizione del venditore
Eliano Fantuzzi (Modena, 25 settembre 1909 – Verona, 24 maggio 1987) è stato un pittore italiano.
misure tela , senza cornice 70cm x 100cm
misure complessiva di cornice 90 cm x 120cm
Biografia
Trasferitosi con la famiglia a Verona, scopre sin da piccolo la sua passione per la pittura. Frequenta il liceo artistico e poi l'Accademia di Belle Arti Cignaroli.[1]
Il suo primo lavoro, introvabile, rappresenta Gaio Muzio Scevola che si brucia la mano. Sognando l'impressionismo francese, si trasferisce a Parigi Nel 1947 è invitato alla V Quadriennale d'Arte di Roma.[1] Nel 1948 viene chiamato dall'emiro Ibim Saud a decorare la reggia saudita di Taif. Vive presso l'emiro sino al 1952, affrescando il salone dei ricevimenti.[1][3][4] Tornato a Roma, è invitato alla VI Quadriennale di Roma[5] e alla XXVI Biennale di Venezia. Nel 1953 vince un premio acquisto alla prima edizione del Premio Spoleto.
Nell'aprile del 1963, al concorso ''Pittura in Ciociaria'' presso l'Abbazia di Casamari, è componente della giuria presieduta da Giorgio de Chirico.[6]
Prediligendo le ambientazioni notturne, il suo stile pittorico è influenzato nei temi e nelle scelte cromatiche della Scuola romana, con influenze venete.[7] Con Giorgio de Chirico risultava essere tra gli artisti più copiati in Italia.[3] Muore a Verona nel 1987.
Eliano Fantuzzi (Modena, 25 settembre 1909 – Verona, 24 maggio 1987) è stato un pittore italiano.
misure tela , senza cornice 70cm x 100cm
misure complessiva di cornice 90 cm x 120cm
Biografia
Trasferitosi con la famiglia a Verona, scopre sin da piccolo la sua passione per la pittura. Frequenta il liceo artistico e poi l'Accademia di Belle Arti Cignaroli.[1]
Il suo primo lavoro, introvabile, rappresenta Gaio Muzio Scevola che si brucia la mano. Sognando l'impressionismo francese, si trasferisce a Parigi Nel 1947 è invitato alla V Quadriennale d'Arte di Roma.[1] Nel 1948 viene chiamato dall'emiro Ibim Saud a decorare la reggia saudita di Taif. Vive presso l'emiro sino al 1952, affrescando il salone dei ricevimenti.[1][3][4] Tornato a Roma, è invitato alla VI Quadriennale di Roma[5] e alla XXVI Biennale di Venezia. Nel 1953 vince un premio acquisto alla prima edizione del Premio Spoleto.
Nell'aprile del 1963, al concorso ''Pittura in Ciociaria'' presso l'Abbazia di Casamari, è componente della giuria presieduta da Giorgio de Chirico.[6]
Prediligendo le ambientazioni notturne, il suo stile pittorico è influenzato nei temi e nelle scelte cromatiche della Scuola romana, con influenze venete.[7] Con Giorgio de Chirico risultava essere tra gli artisti più copiati in Italia.[3] Muore a Verona nel 1987.
