Josep Mirabet (1948–2016) - El Ying y el Yang






Laurea magistrale in Innovazione e Organizzazione Culturale, dieci anni d’esperienza in arte italiana.
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Josep Mirabet (1948–2016) dipinse El Ying y el Yang a olio su tela, 81 cm di altezza per 65 cm di larghezza, originale degli anni ottanta, firmata e intitolata, realizzata in Spagna e venduta da Galería.
Descrizione del venditore
Firmato e intitolato dall'artista sul retro
Viene presentata senza cornice l'opera
Buono stato di conservazione dell'opera
Misure dell'opera: 81 cm di altezza x 65 cm di larghezza
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Biografia di Josep Mirabet (1948–2016)
Josep Mirabet è nato a Manresa (Barcellona) nel 1948, in seno a una famiglia di artigiani legati al lavoro del ferro e del legno. Fin da bambino mostrò interesse per il disegno, sebbene la sua formazione artistica sia stata essenzialmente autodidatta. Alla fine degli anni sessanta si trasferì a Barcellona, dove frequentò gallerie e laboratori di artisti legati all’informale catalano, movimento che segnerà profondamente il suo linguaggio plastico. La sua opera richiama, per affinità di ricerca, la tradizione dell’arte astratta matérico sviluppata in Catalogna nel corso del XX secolo.
Durante gli anni settanta iniziò a sviluppare una pittura basata sulla texture, sulla sovrapposizione di strati e sull’uso di una tavolozza estremamente ridotta. Rinunciò deliberatamente al colore vivace per esplorare le sfumature del nero, del bianco e dei grigi, convinto che “il silenzio potesse essere dipinto”.
I suoi quadri avevano raramente un titolo. Preferiva numerarli o utilizzare riferimenti a luoghi, date o stati emotivi. Vi compaiono cerchi, barre orizzontali, rettangoli e tratti apparentemente spontanei che suggeriscono paesaggi interiori più che composizioni geometriche. Lo spettatore non trova mai una narrazione esplicita; Mirabet sosteneva che ogni opera dovesse essere completata dallo sguardo di chi la contemplava.
A partire dagli anni ottanta incorporate sabbia, polvere di marmo e pigmenti minerali mescolati con olio e acrilico, creando superfici ruvide dove la materia acquisiva tanto protagonismo quanto la composizione. La sua pittura oscillava tra informalismo, minimalismo e astrazione lirica.
Espose regolarmente in piccole gallerie di Barcellona, Girona, Perpignano e Tolosa, evitando il circuito commerciale più internazionale. Rifiutò diverse offerte per produrre opere in serie, sostenendo che “ogni quadro ha bisogno del tempo necessario per dimenticare perché è iniziato”.
Negli ultimi anni lavorò in uno studio situato in una vecchia fabbrica tessile del Bages, dove realizzò una serie conosciuta come Geometrie del silenzio, considerata da alcuni critici la sua tappa più matura. Morì nel 2016, lasciando un catalogo di circa 450 opere.
La pittura di Josep Mirabet si caratterizza per:
- Predominio di neri, bianchi e gamme di grigi.
- Superfici molto lavorate con strati successivi di pittura.
- Texture matériche ottenute tramite spatola e pennello secco.
- Presenza di forme geometriche semplici (cerchi, rettangoli e linee).
- Un linguaggio astratto di carattere meditativo e poetico.
- Influenza dell’informalismo catalano e dell’espressionismo astratto europeo.
Firmato e intitolato dall'artista sul retro
Viene presentata senza cornice l'opera
Buono stato di conservazione dell'opera
Misure dell'opera: 81 cm di altezza x 65 cm di larghezza
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Biografia di Josep Mirabet (1948–2016)
Josep Mirabet è nato a Manresa (Barcellona) nel 1948, in seno a una famiglia di artigiani legati al lavoro del ferro e del legno. Fin da bambino mostrò interesse per il disegno, sebbene la sua formazione artistica sia stata essenzialmente autodidatta. Alla fine degli anni sessanta si trasferì a Barcellona, dove frequentò gallerie e laboratori di artisti legati all’informale catalano, movimento che segnerà profondamente il suo linguaggio plastico. La sua opera richiama, per affinità di ricerca, la tradizione dell’arte astratta matérico sviluppata in Catalogna nel corso del XX secolo.
Durante gli anni settanta iniziò a sviluppare una pittura basata sulla texture, sulla sovrapposizione di strati e sull’uso di una tavolozza estremamente ridotta. Rinunciò deliberatamente al colore vivace per esplorare le sfumature del nero, del bianco e dei grigi, convinto che “il silenzio potesse essere dipinto”.
I suoi quadri avevano raramente un titolo. Preferiva numerarli o utilizzare riferimenti a luoghi, date o stati emotivi. Vi compaiono cerchi, barre orizzontali, rettangoli e tratti apparentemente spontanei che suggeriscono paesaggi interiori più che composizioni geometriche. Lo spettatore non trova mai una narrazione esplicita; Mirabet sosteneva che ogni opera dovesse essere completata dallo sguardo di chi la contemplava.
A partire dagli anni ottanta incorporate sabbia, polvere di marmo e pigmenti minerali mescolati con olio e acrilico, creando superfici ruvide dove la materia acquisiva tanto protagonismo quanto la composizione. La sua pittura oscillava tra informalismo, minimalismo e astrazione lirica.
Espose regolarmente in piccole gallerie di Barcellona, Girona, Perpignano e Tolosa, evitando il circuito commerciale più internazionale. Rifiutò diverse offerte per produrre opere in serie, sostenendo che “ogni quadro ha bisogno del tempo necessario per dimenticare perché è iniziato”.
Negli ultimi anni lavorò in uno studio situato in una vecchia fabbrica tessile del Bages, dove realizzò una serie conosciuta come Geometrie del silenzio, considerata da alcuni critici la sua tappa più matura. Morì nel 2016, lasciando un catalogo di circa 450 opere.
La pittura di Josep Mirabet si caratterizza per:
- Predominio di neri, bianchi e gamme di grigi.
- Superfici molto lavorate con strati successivi di pittura.
- Texture matériche ottenute tramite spatola e pennello secco.
- Presenza di forme geometriche semplici (cerchi, rettangoli e linee).
- Un linguaggio astratto di carattere meditativo e poetico.
- Influenza dell’informalismo catalano e dell’espressionismo astratto europeo.
