Josep Bofill (1942) - Paso de a Dos

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Josep Bofill Moliné, Paso de a Dos, scultura in resina con patina bronzea, edizione limitata 226/4000 (1986), 34 × 24 × 20 cm, peso 2 kg, firmata a mano sia sull'opera che alla base, in eccellenti condizioni.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Una scultura particolarmente espressiva di Josep Bofill Moliné, realizzata nel 1986, in uno dei momenti più interessanti dei primi anni della sua trayectoria scultorea.

Due ballerini restano fermi in pieno movimento. Le figure si cercano e si sostengono mentre le braccia tracciano grandi archi nello spazio e il corpo femminile si proietta verso l’esterno in una lunga diagonale. Non si tratta semplicemente di rappresentare una scena di balletto: Bofill mette l’equilibrio tra i due corpi al vero motivo dell’opera. Uno tiene, mentre l’altro si abbandona al movimento; tensione ed equilibrio, forza e leggerezza, dipendenza e libertà appaiono simultaneamente in una composizione concepita per essere osservata da tutti i suoi angoli.

È proprio questa capacità di trasformare la figura umana in veicolo di emozioni e idee ciò che caratterizza buona parte della produzione di Josep Bofill. L’essere umano ha occupato un posto centrale per tutta la sua traiettoria, e l’artista ha utilizzato il corpo, il movimento e lo spazio per indagare questioni universali come la relazione tra le persone, la solitudine, l’unione e l’equilibrio.

La data del 1986 risulta particolarmente significativa. Bofill aveva presentato pubblicamente la sua opera scultorea per la prima volta solo alcuni anni prima, nel 1983, e durante quegli anni iniziava già a sviluppare una intensa traiettoria espositiva nazionale e internazionale. Il legame della sua opera con il movimento e la scena avrebbe inoltre continuato nella sua carriera, arrivando a lavorare successivamente nel campo della scenografia per la danza.

Il pezzo appartiene a un’edizione limitata di 4.000 esemplari, essendo questo il n. 226/4000, una numerazione precoce all’interno dell’edizione.

Presenta inoltre una circostanza particolarmente attraente per il collezionista: è contrassegnato doppiamente da firma, conservando sia la firma integrata nell’opera sia la firma identificativa situata sulla base. Questa combinazione di paternità, numerazione e datazione permette di collocarla chiaramente all’interno della produzione di Bofill di metà anni Ottanta.

La superficie presenta una ricca patina bronzina scura con sfumature verdognole, che accentua l’anatomia e i segni della modellazione. Su determinadas zone si possono ancora apprezzare resti della finitura dorata originale — polvere d’oro applicata originariamente nel 1986 —, un dettaglio particolarmente delicato e poco comune da trovare conservato dopo circa quattro decenni. Lontano dall’aver subito una pulizia o una ripatina aggressiva, l’opera conserva la ricchezza e i toni della sua superficie originale.

Tutto il complesso riposa su una elegante base rettangolare in legno, il cui tono caldo contrasta con la patina scura delle figure e rinforza il carattere scultoreo della composizione.

Il suo stato di conservazione è eccellente. Le figure mantengono integralmente i loro arti, mani e delicati elementi sporgenti, particolarmente vulnerabili in una scultura di queste caratteristiche. Non si osservano perdite strutturali rilevanti e la superficie conserva in modo eccezionale il suo aspetto, la patina e i residui della finitura originale.

Una circostanza che merita di essere particolarmente sottolineata: in questo tipo di sculture figurative, con braccia, mani e gambe molto proiettate e numerosi punti fragili, trovare un esemplare di quasi quaranta anni completo e in questo grado di conservazione è sempre meno comune.

Dati dell’opera: Josep Bofill Moliné (Barcellona, 1942); Spagna; 1986; edizione limitata 226/4000; firmata sia sull’opera sia sulla base; materiale di composizione/resina con finitura e patina bronzina — materiale esatto ancora da analisi —; resti visibili della finitura dorata originale; base in legno; circa 34 × 24 × 20 cm; peso approssimativo 2 kg; eccellente stato di conservazione.

Josep Bofill è uno scultore e artista spagnolo formato presso la Escola de Artes y Oficios Artísticos di Barcellona. Fin dalle sue prime esposizioni scultoree negli anni ’80 ha sviluppato una carriera internazionale che ha portato la sua opera in gallerie e musei di numerosi paesi. Tra i suoi riconoscimenti figurano il Premio Josep Llimona di Scultura e il Prix International d’Art Contemporain di Montecarlo, e la sua produzione comprende sia scultura da collezione che importanti incarichi e opere monumentali.

Un pezzo particolarmente attraente non solo per la sua composizione e per il suo autore, ma per riunire datazione precoce, edizione numerata, doppia firma e uno stato di conservazione difficile da trovare, conservando persino tracce della sua finitura originale del 1986.

Una scultura particolarmente espressiva di Josep Bofill Moliné, realizzata nel 1986, in uno dei momenti più interessanti dei primi anni della sua trayectoria scultorea.

Due ballerini restano fermi in pieno movimento. Le figure si cercano e si sostengono mentre le braccia tracciano grandi archi nello spazio e il corpo femminile si proietta verso l’esterno in una lunga diagonale. Non si tratta semplicemente di rappresentare una scena di balletto: Bofill mette l’equilibrio tra i due corpi al vero motivo dell’opera. Uno tiene, mentre l’altro si abbandona al movimento; tensione ed equilibrio, forza e leggerezza, dipendenza e libertà appaiono simultaneamente in una composizione concepita per essere osservata da tutti i suoi angoli.

È proprio questa capacità di trasformare la figura umana in veicolo di emozioni e idee ciò che caratterizza buona parte della produzione di Josep Bofill. L’essere umano ha occupato un posto centrale per tutta la sua traiettoria, e l’artista ha utilizzato il corpo, il movimento e lo spazio per indagare questioni universali come la relazione tra le persone, la solitudine, l’unione e l’equilibrio.

La data del 1986 risulta particolarmente significativa. Bofill aveva presentato pubblicamente la sua opera scultorea per la prima volta solo alcuni anni prima, nel 1983, e durante quegli anni iniziava già a sviluppare una intensa traiettoria espositiva nazionale e internazionale. Il legame della sua opera con il movimento e la scena avrebbe inoltre continuato nella sua carriera, arrivando a lavorare successivamente nel campo della scenografia per la danza.

Il pezzo appartiene a un’edizione limitata di 4.000 esemplari, essendo questo il n. 226/4000, una numerazione precoce all’interno dell’edizione.

Presenta inoltre una circostanza particolarmente attraente per il collezionista: è contrassegnato doppiamente da firma, conservando sia la firma integrata nell’opera sia la firma identificativa situata sulla base. Questa combinazione di paternità, numerazione e datazione permette di collocarla chiaramente all’interno della produzione di Bofill di metà anni Ottanta.

La superficie presenta una ricca patina bronzina scura con sfumature verdognole, che accentua l’anatomia e i segni della modellazione. Su determinadas zone si possono ancora apprezzare resti della finitura dorata originale — polvere d’oro applicata originariamente nel 1986 —, un dettaglio particolarmente delicato e poco comune da trovare conservato dopo circa quattro decenni. Lontano dall’aver subito una pulizia o una ripatina aggressiva, l’opera conserva la ricchezza e i toni della sua superficie originale.

Tutto il complesso riposa su una elegante base rettangolare in legno, il cui tono caldo contrasta con la patina scura delle figure e rinforza il carattere scultoreo della composizione.

Il suo stato di conservazione è eccellente. Le figure mantengono integralmente i loro arti, mani e delicati elementi sporgenti, particolarmente vulnerabili in una scultura di queste caratteristiche. Non si osservano perdite strutturali rilevanti e la superficie conserva in modo eccezionale il suo aspetto, la patina e i residui della finitura originale.

Una circostanza che merita di essere particolarmente sottolineata: in questo tipo di sculture figurative, con braccia, mani e gambe molto proiettate e numerosi punti fragili, trovare un esemplare di quasi quaranta anni completo e in questo grado di conservazione è sempre meno comune.

Dati dell’opera: Josep Bofill Moliné (Barcellona, 1942); Spagna; 1986; edizione limitata 226/4000; firmata sia sull’opera sia sulla base; materiale di composizione/resina con finitura e patina bronzina — materiale esatto ancora da analisi —; resti visibili della finitura dorata originale; base in legno; circa 34 × 24 × 20 cm; peso approssimativo 2 kg; eccellente stato di conservazione.

Josep Bofill è uno scultore e artista spagnolo formato presso la Escola de Artes y Oficios Artísticos di Barcellona. Fin dalle sue prime esposizioni scultoree negli anni ’80 ha sviluppato una carriera internazionale che ha portato la sua opera in gallerie e musei di numerosi paesi. Tra i suoi riconoscimenti figurano il Premio Josep Llimona di Scultura e il Prix International d’Art Contemporain di Montecarlo, e la sua produzione comprende sia scultura da collezione che importanti incarichi e opere monumentali.

Un pezzo particolarmente attraente non solo per la sua composizione e per il suo autore, ma per riunire datazione precoce, edizione numerata, doppia firma e uno stato di conservazione difficile da trovare, conservando persino tracce della sua finitura originale del 1986.

Dettagli

Epoca
1900-2000
Paese d’origine
Spagna
Materiale
Patinated resin with a bronze finish
Artista
Josep Bofill (1942)
Titolo dell'opera
Paso de a Dos
Firma
Firmato a mano
Edizione
Limited Edition: 226/4000
Anno
1986
Condizione
Eccellenti condizioni
Altezza
34 cm
Larghezza
24 cm
Profondità
20 cm
Peso
2 kg
SpagnaVerificato
71
Oggetti venduti
80%
Privato

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