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Luciano Ricchetti (1897-1977) - Ritratto di uomo
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Luciano Ricchetti (1897-1977) - Ritratto di uomo

Luciano Ricchetti ( Piacenza 1897 - Piacenza 1977) Ritratto di uomo Olio su tavoletta Firmato in basso a destra Dimensioni con cornice : 48x44 cm Dipinto : 30x25 cm Nel 1909, Ricchetti, a 12 anni frequentò l’Istituto d’Arte Gazzola dove insegnava Francesco Ghittoni, verso il quale mostrò una certa insofferenza. Nell’agosto di quell’anno presentò alla “Mostra Artistica” due quadretti a matita: “il ritratto del nonno” e “Madonna” ottenendo la medaglia di Bronzo e il diploma di I° grado. A 15 anni si fece notare per aver esposto in una pasticceria un bozzetto rappresentante Bacco; il quotidiano “Libertà” riportò ’evento sottolineando che “la somiglianza perfetta e il tocco sicuro denotano come l’autore ancora giovinetto e non istruito , è destinato a diventare un artista nel vero senso della parola.” Nel 1920 alla “I Mostra d’Arte” organizzata dagli Amici dell’Arte di Piacenza, Ricchetti presento' 80 pezzi di pittura e scultura. Nel 1921, in occasione della ”II Mostra d’Arte” di Piacenza, C. Rosa Brighenti, presentando la sala riservata ai lavori di Ricchetti, scrive “Il più audace dei giovani". Nel 1923 vinse la borsa di studio artistico Remo Biaggi (sei mila lire annue per 3 anni) per frequentare l’Accademia di Brera dove assistette alle lezioni di Ambrogio Alciati che in una lettera del 1926 gli scrive “…continui a lavorare e studiare come fa, e come oggi lei è uno dei migliori allievi della mia scuola di pittura ….”. Al Brera nel 1924 si aggiudica il premio Bozzi-Caimi con “testa di giovane donna”. Nella IV Mostra degli Amici dell’Arte del 1926 espose due capolavori “Il garofano rosso” e Vejo Matador”. Nel 1931 alla VI mostra d’arte di artisti picentini aveva presentato diciotto dipinti fra i quali due piccoli ritratti della madre e della signora Cappelletti. Nel ’32 partecipò alla Biennale di Venezia con il “Ritratto dell’On. Steiner” e vinse ex aequo il premio per il miglior ritratto. Degli anni ’30 sono le decorazioni della Casa del Littorio con Mussolini a cavallo, scialbate nel 1945 e quelle del Liceo Classico Melchiorre Gioia, cancellate nel 1950, che rappresentavano con quattro figure femminili: Piacenza romana, medioevale, primogenita e fascista. Nel 1934 al “XV Premio Artistico Perpetuo di Parma” con il dipinto “Gitana” ottenne di nuovo una menzione onorevole ma anche le lodi dell’allora sconosciuto Giovannino Guareschi sul Corriere Emiliano del 7 maggio. Il dipinto è ora presso la Camera di Commercio di Piacenza. Sempre nel ‘34 alla “Mostra interprovinciale sindacale emiliana” presento' “Modelle in riposo” che gli ottenne il primo premio. Il dipinto viene acquistato dal Comune di Piacenza per la Galleria Ricci Oddi consacrando Ricchetti tra gli artisti degni di una Galleria D’arte. Nel 1939 Ricchetti vince la prima edizione del “Premio Cremona” con il dipinto “In ascolto del discorso de Duce” che lo consacrò a livello nazionale e gli procurò un premio sostanzioso di quarantamila lire. L’opera che rappresenta una famiglia contadina che ascolta alla radio un discorso del duce, fu destinata al Museo Civico Ala Ponzone di Cremona. Nello stesso anno partecipò alla Biennale di Venezia, progetta una lunetta per la galleria XXIII Marzo di Cremona realizzata nel 1940 e cancellata insieme alle altre nell’immediato dopoguerra, e un bozzetto per un arazzo da destinare alla nuova sede del Senato del quale venne realizzato solo il cartone. Partecipò nel 1940 alla seconda edizione del “Premio Cremona” con un dipinto intitolato “Più profondo è il solco più alto è il destino”,che non vinse ma venne presentato all’Esposizione di arte italiana di Hannover, dove venne acquistata dal generale Lutze. Partecipò anche alla XXII Biennale di Venezia con tre dipinti tra cui “le due mammine” ora presso la Banca d'Italia di Ferrara. Nel 1941 partecipò alla III Mostra del Sindacato Fascista Belle Arti di Milano con tre opere. Partecipò alla terza edizione del Premio Cremona, vincendo ex aequo con Gian Giacomo Dal Forno e Cesare Maggi, con il dipinto che rappresenta un mutilato di guerra nell’atto di consegnare il moschetto al figlio in partenza per il fronte. Nel 1942 alla XXIII Biennale di Venezia partecipa con un grande quadro (3x4 m.) dal titolo “Il Ferreo Duca” che esaltava l’eroismo del Duca D’Aosta; gli valse un premio di 10.000 lire e fu riprodotto in cartoline quale immagine di un eroe italiano. Dopo la guerra Ricchetti si dedicò con maggiore intensità all’arte sacra,partecipò ancora a rassegne importanti e si dedicò alla sua città. Spedizione assicurata Opera autentica e in buono stato di conservazione La cornice mostrata nelle foto viene fornita senza costi aggiuntivi affinché l'opera possa essere subito esposta appena arrivata. Essa viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell'opera d'arte. Pertanto qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisca sull'opera d'arte stessa non costituirà valido motivo per aprire un reclamo o richiedere l'annullamento dell'ordine

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Luciano Ricchetti ( Piacenza 1897 - Piacenza 1977)

Ritratto di uomo

Olio su tavoletta

Firmato in basso a destra


Dimensioni con cornice : 48x44 cm
Dipinto : 30x25 cm


Nel 1909, Ricchetti, a 12 anni frequentò l’Istituto d’Arte Gazzola dove insegnava Francesco Ghittoni, verso il quale mostrò una certa insofferenza. Nell’agosto di quell’anno presentò alla “Mostra Artistica” due quadretti a matita: “il ritratto del nonno” e “Madonna” ottenendo la medaglia di Bronzo e il diploma di I° grado.
A 15 anni si fece notare per aver esposto in una pasticceria un bozzetto rappresentante Bacco; il quotidiano “Libertà” riportò ’evento sottolineando che “la somiglianza perfetta e il tocco sicuro denotano come l’autore ancora giovinetto e non istruito , è destinato a diventare un artista nel vero senso della parola.”
Nel 1920 alla “I Mostra d’Arte” organizzata dagli Amici dell’Arte di Piacenza, Ricchetti presento' 80 pezzi di pittura e scultura. Nel 1921, in occasione della ”II Mostra d’Arte” di Piacenza, C. Rosa Brighenti, presentando la sala riservata ai lavori di Ricchetti, scrive “Il più audace dei giovani".
Nel 1923 vinse la borsa di studio artistico Remo Biaggi (sei mila lire annue per 3 anni) per frequentare l’Accademia di Brera dove assistette alle lezioni di Ambrogio Alciati che in una lettera del 1926 gli scrive “…continui a lavorare e studiare come fa, e come oggi lei è uno dei migliori allievi della mia scuola di pittura ….”.
Al Brera nel 1924 si aggiudica il premio Bozzi-Caimi con “testa di giovane donna”.
Nella IV Mostra degli Amici dell’Arte del 1926 espose due capolavori “Il garofano rosso” e Vejo Matador”.
Nel 1931 alla VI mostra d’arte di artisti picentini aveva presentato diciotto dipinti fra i quali due piccoli ritratti della madre e della signora Cappelletti.
Nel ’32 partecipò alla Biennale di Venezia con il “Ritratto dell’On. Steiner” e vinse ex aequo il premio per il miglior ritratto.
Degli anni ’30 sono le decorazioni della Casa del Littorio con Mussolini a cavallo, scialbate nel 1945 e quelle del Liceo Classico Melchiorre Gioia, cancellate nel 1950, che rappresentavano con quattro figure femminili: Piacenza romana, medioevale, primogenita e fascista.
Nel 1934 al “XV Premio Artistico Perpetuo di Parma” con il dipinto “Gitana” ottenne di nuovo una menzione onorevole ma anche le lodi dell’allora sconosciuto Giovannino Guareschi sul Corriere Emiliano del 7 maggio. Il dipinto è ora presso la Camera di Commercio di Piacenza.
Sempre nel ‘34 alla “Mostra interprovinciale sindacale emiliana” presento' “Modelle in riposo” che gli ottenne il primo premio. Il dipinto viene acquistato dal Comune di Piacenza per la Galleria Ricci Oddi consacrando Ricchetti tra gli artisti degni di una Galleria D’arte.
Nel 1939 Ricchetti vince la prima edizione del “Premio Cremona” con il dipinto “In ascolto del discorso de Duce” che lo consacrò a livello nazionale e gli procurò un premio sostanzioso di quarantamila lire. L’opera che rappresenta una famiglia contadina che ascolta alla radio un discorso del duce, fu destinata al Museo Civico Ala Ponzone di Cremona.
Nello stesso anno partecipò alla Biennale di Venezia, progetta una lunetta per la galleria XXIII Marzo di Cremona realizzata nel 1940 e cancellata insieme alle altre nell’immediato dopoguerra, e un bozzetto per un arazzo da destinare alla nuova sede del Senato del quale venne realizzato solo il cartone.
Partecipò nel 1940 alla seconda edizione del “Premio Cremona” con un dipinto intitolato “Più profondo è il solco più alto è il destino”,che non vinse ma venne presentato all’Esposizione di arte italiana di Hannover, dove venne acquistata dal generale Lutze. Partecipò anche alla XXII Biennale di Venezia con tre dipinti tra cui “le due mammine” ora presso la Banca d'Italia di Ferrara. Nel 1941 partecipò alla III Mostra del Sindacato Fascista Belle Arti di Milano con tre opere.
Partecipò alla terza edizione del Premio Cremona, vincendo ex aequo con Gian Giacomo Dal Forno e Cesare Maggi, con il dipinto che rappresenta un mutilato di guerra nell’atto di consegnare il moschetto al figlio in partenza per il fronte.
Nel 1942 alla XXIII Biennale di Venezia partecipa con un grande quadro (3x4 m.) dal titolo “Il Ferreo Duca” che esaltava l’eroismo del Duca D’Aosta; gli valse un premio di 10.000 lire e fu riprodotto in cartoline quale immagine di un eroe italiano.
Dopo la guerra Ricchetti si dedicò con maggiore intensità all’arte sacra,partecipò ancora a rassegne importanti e si dedicò alla sua città.


Spedizione assicurata

Opera autentica e in buono stato di conservazione


La cornice mostrata nelle foto viene fornita senza costi aggiuntivi affinché l'opera possa essere subito esposta appena arrivata. Essa viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell'opera d'arte. Pertanto qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisca sull'opera d'arte stessa non costituirà valido motivo per aprire un reclamo o richiedere l'annullamento dell'ordine

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Marie Gebhardt
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