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Marco Ercoli - Un quarto a mezzogiorno
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Marco Ercoli - Un quarto a mezzogiorno

Marco Ercoli (1986) Italia Titolo: Un quarto a mezzogiorno, 2022, olio su tela. Dimensioni: 70x50x2,5 Firma sul retro Condizioni eccellenti L'opera è stata esposta nella mostre personali: 2022 – Roma: "Epimeteo", Galleria 28 Piazza di Pietra, a cura di Giorgia Basili. 2023 – Gualdo Tadino (PG): "Nei tuoi occhi", Polo Museale - Museo della ceramica, a cura di Cesare Biasini Selvaggi. Le opere di Marco Ercoli sono passate presso la casa d'aste Colasanti: https://www.colasantiaste.com/it/artisti/marco-ercoli-1327 L'artista è presente presso il catalogo degli artisti di Arsvalue: https://www.arsvalue.com/en/lots/1278322/marco-ercoli-roma-1986-albero-della-vita Pagina di Instagram: https://www.instagram.com/marco__ercoli/ "L'artista stimola una perlustrazione visiva e un'operazione maieutica nella mente dei fruitori dell'immagine. Questa opera ambisce a suggerire la mutevolezza del tempo e la caducità in natura. In un "Quarto a mezzogiorno troviamo nidi di api (ma potrebbero essere anche di calabroni o di vespe) a rappresentare la natura invasiva. Il cielo sembra magneticamente attratto verso il basso: "piove sulla testa dei giusti e degli iniqui". (Tratto dal testo a cura di Giorgia Basili presente nel catalogo della mostra "Epimeteo", Galleria 28 Piazza di Pietra) Recensione Critica: L'Ontologia del Deperimento In quest’opera, l’artista non si limita a dipingere un paesaggio, ma innesca una vera e propria operazione maieutica. La tela non è un oggetto passivo, bensì uno specchio che interroga il fruitore, spingendolo a una perlustrazione visiva che scava nei meandri della propria coscienza per far emergere verità sepolte. La Natura come Forza Invasiva Al centro della composizione, in un "quarto a mezzogiorno" che sembra cristallizzare l'istante di massima tensione luminosa e termica, esplode la presenza dei nidi. Che siano di api, calabroni o vespe, queste strutture esagonali non rappresentano più l'ordine operoso, ma una natura invasiva e inarrestabile. La metamorfosi del mais: Le pannocchie, avvolte da queste trame organiche, diventano il teatro della lotta per lo spazio vitale. L'architettura del nido: La ripetizione ossessiva delle celle suggerisce una proliferazione che non conosce confini, un'occupazione silenziosa che trasforma l'organico in geometrico. La Mutevolezza e il Crollo del Cielo L'opera ambisce a farsi metafora della caducità. Non c'è stasi, ma un movimento perpetuo verso la dissoluzione. L'elemento più inquietante e al contempo affascinante è la gestione dello spazio aereo: "Il cielo sembra magneticamente attratto verso il basso." Questa compressione gravitazionale annulla la distanza tra divino e terreno, tra l'alto e il basso. Il cielo non è più un limite infinito, ma una coltre che preme, che "piove sulla testa dei giusti e degli iniqui" con la stessa, indifferente ineluttabilità. Le fiamme stesse sembrano essere il risultato di questa pressione atmosferica e spirituale, un fuoco che purifica e distrugge senza fare distinzioni morali. Il Tempo e la Fine delle Illusioni L'artista riesce a suggerire la mutevolezza del tempo attraverso una saturazione cromatica che evoca l'ora più calda del giorno, quella in cui le ombre spariscono e la realtà si mostra nella sua nuda, a tratti crudele, essenza. È un memento mori contemporaneo, dove la bellezza formale della tecnica si scontra con la violenza del ciclo biologico. Verdetto: Un'opera densa di stratificazioni semantiche. L'osservatore è chiamato a non essere un semplice spettatore, ma a partecipare attivamente alla nascita di un senso che oscilla tra il fascino per il dettaglio naturale e l'angoscia per l'inevitabile fine di ogni cosa. Bio: Marco Ercoli nasce a Roma nel 1986 . Consegue il diploma presso il Liceo Artistico “A. Caravillani“ . Dal 2010 al 2011 si trasferisce tra gli Appennini centrali conducendo una vita lontana dalle distrazioni urbane basata sulla lentezza : in questo arco di tempo si dedica ad un approfondito studio dell’arte pittorica sviluppando una spiccata cura del dettaglio che lo porta a realizzare un ciclo di opere sul tema della natura , intesa come dimensione perfetta e armonica , “Migrazioni interne“ e “L’albero della vita“ ne sono i due esempi . Nel 2012 vince una borsa di studio messa in palio dalla “ Colart “ , importante industria di materiali artististici , che gli vale una residenza d’artista di tre mesi in Bretagna , conclusasi con un’esposizione presso l’Abbazia di Lehon . Durante la residenza sviluppa il progetto “Revertar ( Je Reviendrai )“ il cui tema è la simbiosi tra uomo e natura , raffigurato attraverso sette opere come sette passaggi ( Le sommeil , Le Reve , Omega Alfa , La conscience , L'Acceptation , L’Abandon , La Symbios ) . Di ritorno a Roma continua a dedicare la sua ricerca alla rappresentazione della natura con una nuova serie di opere intitolata “Il Silenzio“ . Nello stesso anno parte per la Cambogia per un progetto umanitario con l’ospedale Bambin Gesù dove avrà l’opportunità di visitare il carcere politico del periodo dei Khmer Rossi ( S-21 Tuol Sleng ) e rimarrà profondamente colpito dalle migliaia di fototessere di detenuti innocenti ; quest’esperienza cambierà profondamente il percorso umano ed artistico . A partire dal 2014 inizia a lavorare alla realizzazione di sculture in carta - la serie “Army“ - in cui il materiale scelto dalla cromia delle sculture , con rimando ai colori della pace , si contrappongono con la funzione degli oggetti riprodotti dall’artista ( armi da fuoco e armi bianche ) con l’intenzione di creare un ossimoro . Nel 2018 avrà l’opportunità di esporre presso la città di Basilea durante il periodo dell’Art Basel e in concomitanza dell’evento visiterà la mostra di “Bacon-Giacometti“ alla Fondation Beyeler ; questa sarà un’esperienza maieutica , da qui il bisogno e la necessità di estraniarsi ed emarginarsi per un periodo indeterminato tra gli Appennini umbri per dedicarsi nuovamente alla pittura . Questa decisione lo riporterò sui passi del 2010 , lontano dalle distrazioni , dal ritmo frenetico della quotidianità urbana , seguendo il motto “Gnothi Seauton , eudaimonia , katà métron." ( conosci te stesso , la felicità è buona realizzazione , secondo misura ). La visione del mondo nasce dal nostro osservare la realtà e ciò che ci circonda , di come la verità dei fenomeni sia soggettiva andando da un’idea astratta del tempo ad una forma concreta ed intellegibile del tempo , della caducità e della paradossalità della vita e di come sia impossibile controllare gli eventi nell’imprevedibile che accade senza preavviso . Marco Ercoli Curriculum Artistico Premi e Riconoscimenti 2024: Selezionato tra i "222 Artisti su cui investire 2024", volume editoriale a cura di Exibart. 2023 – Gualdo Tadino: Realizzazione del Palio per l'edizione 2023 dei "Giochi de le Porte", presentato con una standing ovation presso la Chiesa Monumentale di San Francesco. 2019 – Isernia: Vincitore Premio P.A.C.I., Premio Qualità, Auditorium Città d'Isernia. 2012 – Francia: Borsa di studio della Colart presso l'Atelier "Plessix-Madeuc". 2008 – Roma: Vincitore "MarteLive", Premio Qualità, sezione pittura. Mostre Personali (Solo Exhibitions) 2023 – Gualdo Tadino (PG): "Nei tuoi occhi", Polo Museale - Chiesa Monumentale di San Francesco, a cura di Cesare Biasini Selvaggi. 2022 – Roma: "Epimeteo", Galleria 28 Piazza di Pietra, a cura di Giorgia Basili. 2021 – Massa Lubrense (NA): "Notturno", Art Hotel Villa Fiorella, a cura di Giorgia Basili. 2016 – Roma: "7", Galleria Curva Pura, a cura di Serena Di Giovanni. 2010 – Roma: "F(R)ame", Libreria Einaudi. 2009 – Roma: "Collezione di Farfalle". 2009 – Roma: "Materia ed Ego", Galleria Casina Giustiniani. Mostre Collettive e Padiglioni (Group Exhibitions) 2018 – Basilea (Svizzera): "Sommerausstellung", Galerie Eulenspiegel. 2018 – Roma: "Profano liquido, solo per uso esterno", Studio Giga, a cura di Bianca Catalano. 2015 – Roma: "Radiate", TakeawayGallery. 2015 – Fermo: Stripe Festival Art and Architecture. 2015 – Milano: Affordable Art Fair Milano (AAF), Superstudio Più, Stand E5 (White Noise Gallery). 2015 – Roma: "Any Given Post-it", White Noise Gallery. 2013 – Roma: "First Art Hotel", Galleria Muciaccia. 2012 – Roma: "Rendez-vous", Galleria ArtePerOggi. 2012 – Francia: "Les Atelier du Plessix-Madeuc", Abbaye St Magloire, Lehon. 2011 – Torino: Biennale di Venezia, Padiglione Italia. Installazioni e Progetti Speciali 2018 – Civitella D'Agliano (VT): "Agora", Installazione Permanente, progetto 1 Artist 1 Day, Contaminazioni d'Arte.

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Vendido
Marco Ercoli - Un quarto a mezzogiorno

Marco Ercoli - Un quarto a mezzogiorno

Marco Ercoli (1986) Italia
Titolo: Un quarto a mezzogiorno, 2022, olio su tela.
Dimensioni: 70x50x2,5
Firma sul retro
Condizioni eccellenti
L'opera è stata esposta nella mostre personali:
2022 – Roma: "Epimeteo", Galleria 28 Piazza di Pietra, a cura di Giorgia Basili.
2023 – Gualdo Tadino (PG): "Nei tuoi occhi", Polo Museale - Museo della ceramica, a cura di Cesare Biasini Selvaggi.

Le opere di Marco Ercoli sono passate presso la casa d'aste Colasanti:
https://www.colasantiaste.com/it/artisti/marco-ercoli-1327

L'artista è presente presso il catalogo degli artisti di Arsvalue:
https://www.arsvalue.com/en/lots/1278322/marco-ercoli-roma-1986-albero-della-vita

Pagina di Instagram:
https://www.instagram.com/marco__ercoli/


"L'artista stimola una perlustrazione visiva e un'operazione maieutica nella mente dei fruitori dell'immagine.
Questa opera ambisce a suggerire la mutevolezza del tempo e la caducità in natura. In un "Quarto a mezzogiorno troviamo nidi di api (ma potrebbero essere anche di calabroni o di vespe) a rappresentare la natura invasiva. Il cielo sembra magneticamente attratto verso il basso: "piove sulla testa dei giusti e degli iniqui". (Tratto dal testo a cura di Giorgia Basili presente nel catalogo della mostra "Epimeteo", Galleria 28 Piazza di Pietra)



Recensione Critica: L'Ontologia del Deperimento
In quest’opera, l’artista non si limita a dipingere un paesaggio, ma innesca una vera e propria operazione maieutica. La tela non è un oggetto passivo, bensì uno specchio che interroga il fruitore, spingendolo a una perlustrazione visiva che scava nei meandri della propria coscienza per far emergere verità sepolte.

La Natura come Forza Invasiva
Al centro della composizione, in un "quarto a mezzogiorno" che sembra cristallizzare l'istante di massima tensione luminosa e termica, esplode la presenza dei nidi. Che siano di api, calabroni o vespe, queste strutture esagonali non rappresentano più l'ordine operoso, ma una natura invasiva e inarrestabile.

La metamorfosi del mais: Le pannocchie, avvolte da queste trame organiche, diventano il teatro della lotta per lo spazio vitale.

L'architettura del nido: La ripetizione ossessiva delle celle suggerisce una proliferazione che non conosce confini, un'occupazione silenziosa che trasforma l'organico in geometrico.

La Mutevolezza e il Crollo del Cielo
L'opera ambisce a farsi metafora della caducità. Non c'è stasi, ma un movimento perpetuo verso la dissoluzione. L'elemento più inquietante e al contempo affascinante è la gestione dello spazio aereo:

"Il cielo sembra magneticamente attratto verso il basso."

Questa compressione gravitazionale annulla la distanza tra divino e terreno, tra l'alto e il basso. Il cielo non è più un limite infinito, ma una coltre che preme, che "piove sulla testa dei giusti e degli iniqui" con la stessa, indifferente ineluttabilità. Le fiamme stesse sembrano essere il risultato di questa pressione atmosferica e spirituale, un fuoco che purifica e distrugge senza fare distinzioni morali.

Il Tempo e la Fine delle Illusioni
L'artista riesce a suggerire la mutevolezza del tempo attraverso una saturazione cromatica che evoca l'ora più calda del giorno, quella in cui le ombre spariscono e la realtà si mostra nella sua nuda, a tratti crudele, essenza. È un memento mori contemporaneo, dove la bellezza formale della tecnica si scontra con la violenza del ciclo biologico.

Verdetto: Un'opera densa di stratificazioni semantiche. L'osservatore è chiamato a non essere un semplice spettatore, ma a partecipare attivamente alla nascita di un senso che oscilla tra il fascino per il dettaglio naturale e l'angoscia per l'inevitabile fine di ogni cosa.


Bio:

Marco Ercoli nasce a Roma nel 1986 . Consegue il diploma presso il Liceo Artistico
“A. Caravillani“ . Dal 2010 al 2011 si trasferisce tra gli Appennini centrali conducendo
una vita lontana dalle distrazioni urbane basata sulla lentezza : in questo arco di
tempo si dedica ad un approfondito studio dell’arte pittorica sviluppando una
spiccata cura del dettaglio che lo porta a realizzare un ciclo di opere sul tema della
natura , intesa come dimensione perfetta e armonica , “Migrazioni interne“ e
“L’albero della vita“ ne sono i due esempi . Nel 2012 vince una borsa di studio messa
in palio dalla “ Colart “ , importante industria di materiali artististici , che gli vale una
residenza d’artista di tre mesi in Bretagna , conclusasi con un’esposizione presso
l’Abbazia di Lehon . Durante la residenza sviluppa il progetto “Revertar ( Je
Reviendrai )“ il cui tema è la simbiosi tra uomo e natura , raffigurato attraverso sette
opere come sette passaggi ( Le sommeil , Le Reve , Omega Alfa , La conscience ,
L'Acceptation , L’Abandon , La Symbios ) . Di ritorno a Roma continua a dedicare la
sua ricerca alla rappresentazione della natura con una nuova serie di opere intitolata
“Il Silenzio“ . Nello stesso anno parte per la Cambogia per un progetto umanitario
con l’ospedale Bambin Gesù dove avrà l’opportunità di visitare il carcere politico del
periodo dei Khmer Rossi ( S-21 Tuol Sleng ) e rimarrà profondamente colpito dalle
migliaia di fototessere di detenuti innocenti ; quest’esperienza cambierà
profondamente il percorso umano ed artistico . A partire dal 2014 inizia a lavorare
alla realizzazione di sculture in carta - la serie “Army“ - in cui il materiale scelto dalla
cromia delle sculture , con rimando ai colori della pace , si contrappongono con la
funzione degli oggetti riprodotti dall’artista ( armi da fuoco e armi bianche ) con
l’intenzione di creare un ossimoro . Nel 2018 avrà l’opportunità di esporre presso la
città di Basilea durante il periodo dell’Art Basel e in concomitanza dell’evento visiterà
la mostra di “Bacon-Giacometti“ alla Fondation Beyeler ; questa sarà un’esperienza
maieutica , da qui il bisogno e la necessità di estraniarsi ed emarginarsi per un
periodo indeterminato tra gli Appennini umbri per dedicarsi nuovamente alla pittura .
Questa decisione lo riporterò sui passi del 2010 , lontano dalle distrazioni , dal ritmo
frenetico della quotidianità urbana , seguendo il motto “Gnothi Seauton , eudaimonia
, katà métron." ( conosci te stesso , la felicità è buona realizzazione , secondo
misura ). La visione del mondo nasce dal nostro osservare la realtà e ciò che ci
circonda , di come la verità dei fenomeni sia soggettiva andando da un’idea astratta
del tempo ad una forma concreta ed intellegibile del tempo , della caducità e della
paradossalità della vita e di come sia impossibile controllare gli eventi
nell’imprevedibile che accade senza preavviso .

Marco Ercoli
Curriculum Artistico

Premi e Riconoscimenti

2024: Selezionato tra i "222 Artisti su cui investire 2024", volume editoriale a cura di Exibart.

2023 – Gualdo Tadino: Realizzazione del Palio per l'edizione 2023 dei "Giochi de le Porte", presentato con una standing ovation presso la Chiesa Monumentale di San Francesco.

2019 – Isernia: Vincitore Premio P.A.C.I., Premio Qualità, Auditorium Città d'Isernia.

2012 – Francia: Borsa di studio della Colart presso l'Atelier "Plessix-Madeuc".

2008 – Roma: Vincitore "MarteLive", Premio Qualità, sezione pittura.

Mostre Personali (Solo Exhibitions)

2023 – Gualdo Tadino (PG): "Nei tuoi occhi", Polo Museale - Chiesa Monumentale di San Francesco, a cura di Cesare Biasini Selvaggi.

2022 – Roma: "Epimeteo", Galleria 28 Piazza di Pietra, a cura di Giorgia Basili.

2021 – Massa Lubrense (NA): "Notturno", Art Hotel Villa Fiorella, a cura di Giorgia Basili.

2016 – Roma: "7", Galleria Curva Pura, a cura di Serena Di Giovanni.

2010 – Roma: "F(R)ame", Libreria Einaudi.

2009 – Roma: "Collezione di Farfalle".

2009 – Roma: "Materia ed Ego", Galleria Casina Giustiniani.

Mostre Collettive e Padiglioni (Group Exhibitions)

2018 – Basilea (Svizzera): "Sommerausstellung", Galerie Eulenspiegel.

2018 – Roma: "Profano liquido, solo per uso esterno", Studio Giga, a cura di Bianca Catalano.

2015 – Roma: "Radiate", TakeawayGallery.

2015 – Fermo: Stripe Festival Art and Architecture.

2015 – Milano: Affordable Art Fair Milano (AAF), Superstudio Più, Stand E5 (White Noise Gallery).

2015 – Roma: "Any Given Post-it", White Noise Gallery.

2013 – Roma: "First Art Hotel", Galleria Muciaccia.

2012 – Roma: "Rendez-vous", Galleria ArtePerOggi.

2012 – Francia: "Les Atelier du Plessix-Madeuc", Abbaye St Magloire, Lehon.

2011 – Torino: Biennale di Venezia, Padiglione Italia.

Installazioni e Progetti Speciali

2018 – Civitella D'Agliano (VT): "Agora", Installazione Permanente, progetto 1 Artist 1 Day, Contaminazioni d'Arte.


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Nathalia Oliveira
Especialista
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