Nr. 102015689

Mario Sabot - Willy Rizzo - Scaun (6) - Lemn, Textile
Nr. 102015689

Mario Sabot - Willy Rizzo - Scaun (6) - Lemn, Textile
Set di 6 Sedie in Noce e tessuto Bianco di Willy Rizzo per Sabot (Anni '70)
Questo raffinato set di sei sedie, disegnato dal celebre fotografo e designer Willy Rizzo per l’azienda italiana Sabot negli anni '70, rappresenta un perfetto connubio tra estetica modernista e comfort funzionale.
Le sedute si distinguono per la solida struttura in pregiato legno di noce dal design architettonico: la caratteristica "base a slitta" chiusa conferisce una silhouette geometrica tipica del gusto Mid-Century Modern. Il contrasto tra la linearità della base e la curvatura organica dello schienale, progettato per abbracciare la figura, rende questi pezzi elementi d'arredo altamente collezionabili, perfetti sia per una sala da pranzo elegante che per un ufficio di rappresentanza.
Stato di Conservazione
Il lotto è stato sottoposto a un attento restauro conservativo e si presenta oggi in condizioni d’uso eccellenti.
La struttura è solida e integra. Le superfici in noce sono state trattate con prodotti professionali specifici che, pur preservando la patina originale del tempo, ravvivano le venature naturali del legno valorizzandone l'aspetto materico. Il tessuto texturizzato bianco è stato totalmente rinnovato; si presenta come nuovo, privo di difetti, macchie o segni di usura. Il contrasto cromatico tra il legno scuro e il bianco ottico dona nuova luminosità all'intero set. La seduta accogliente e lo schienale dalla forma ergonomica assicurano un comfort elevato e duraturo.
L'attività di designer di Willy Rizzo ebbe inizio a Roma nel 1966. In poco tempo ottenne molte richieste, tra cui quella di Ghighi Cassini, l'editorialista del giornale americano Hearst, che coniò il termine "jet set" per descrivere un particolare stile di vita e di mondanità. Nel 1968 portò a termine la creazione di un proprio studio e di una fabbrica a Tivoli, che impiegò più di 150 persone.
Nel corso dei successivi dieci anni, Rizzo progettò e realizzò più di trenta pezzi di arredamento, aprendo boutique in tutta la Francia, in Europa e negli Stati Uniti (a New York, Miami e Los Angeles). Tuttavia, nel 1978 Rizzo abbandonò l'attività per ritornare alla fotografia, il suo primo amore. I mobili di Rizzo sono esposti per la maggior parte al Metropolitan Museum di New York.
Dimensioni in cm. H 74 x L 48 x P 53cm
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Willy Rizzo
Nato a Napoli, si trasferì in Francia con la madre negli anni trenta. La sua passione per la fotografia nacque molto presto: dall'età di dodici anni, nel collegio italiano in rue Sédillot (Parigi), iniziò a fare ritratti dei suoi compagni di scuola con la Agfa Box datagli da sua madre.
Attratto dal fascino degli Stati Uniti e dal mondo ancora mitico delle celebrità californiane, si recò a New York nel dopoguerra per lavorare come fotografo con l'agenzia Black Star, in grande affermazione nell'America del dopoguerra. Durante questo periodo, riuscì a realizzare servizi esclusivi su leggende di Hollywood come Gregory Peck e Gary Cooper.
Alla fine del 1948, iniziò una collaborazione ventennale con la rivista Paris Match, che lo avrebbe visto fotografare alcuni dei più grandi nomi del periodo d'oro del fotogiornalismo. Sposatosi nel 1968 con l'attrice Elsa Martinelli, Rizzo realizzò reportage fotografici su numerose star del cinema come Brigitte Bardot, Sophia Loren, Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Jane Fonda, Gene Kelly, Fred Astaire, e artisti come Salvador Dalí e Pablo Picasso, tutti immortalati dal suo obiettivo.
Rizzo fu anche l'ultimo fotografo a ritrarre Marilyn Monroe nel luglio del 1962, due settimane prima della morte dell'attrice. Non soltanto fotografo di celebrità, Rizzo ottenne da Paris Match anche incarichi diversi, quando seguì il processo di Norimberga e la guerra francese in Indocina.
Carriera di designer
L'immaginazione e la necessità permisero a Willy Rizzo di cimentarsi anche nel mondo del design del mobile. Questa attività ebbe inizio a Roma nel 1966, mentre stava lavorando per un parrucchiere. In poco tempo ottenne molte richieste, tra cui quella di Ghighi Cassini, l'editorialista del giornale americano Hearst, che coniò il termine "jet set" per descrivere un particolare stile di vita e di mondanità. Lavorò in seguito per Rodolfo Parisi, Gigi Rizzi, Franco Rapetti, Salvador Dalí e Brigitte Bardot. Nel 1968 portò a termine la creazione di un proprio studio e di una fabbrica a Tivoli, che impiegò più di 150 persone.
Nel corso dei successivi dieci anni, Rizzo progettò e realizzò più di trenta pezzi di arredamento, aprendo boutique in tutta la Francia, in Europa e negli Stati Uniti (a New York, Miami e Los Angeles). Tuttavia, nel 1978 Rizzo abbandonò l'attività per ritornare alla fotografia, il suo primo amore. I mobili di Rizzo sono esposti per la maggior parte al Metropolitan Museum di New York. Egli tornò al design di arredamento per un periodo negli anni ottanta e poi di nuovo a metà degli anni 2000, in collaborazione con Paul Smith e Mallett Antiques.
Nel 2010, all'età di 82 anni, aprì la sua prima galleria a Parigi, con l'aiuto della terza moglie Dominique e del figlio, Willy Rizzo Jr.
È deceduto a Parigi nel 2013, all'età di 84 anni.
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