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Cesare Ferro (1880 - 1934) - Ritratto di donna
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Cesare Ferro (1880 - 1934) - Ritratto di donna

CESARE FERRO (Torino, 1880 - 1934) Ritratto di donna Olio su tela, cm. 80 x 65 Firmato “C FERRO” in basso a destra Dimensione cornice, cm. 101 x 85 x 6 ca. NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. Opera firmata. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera con cornice dorata e lavorata (difetti): Questa pregevole opera, firmata in basso a destra, è incentrata sulla figura femminile tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento e può senza dubbio essere attribuita al valente pittore piemontese Cesare Ferro (Torino, 1880 - 1934). Il Ritratto di donna, raffigurato in posa e vestito con abito scuro, costituisce un eccellente esempio della maestria tecnica e artistica del pittore torinese. L’accurata descrizione del dipinto mette in luce diversi aspetti fondamentali della sua arte. Anzitutto, l’abilità dell’artista nella resa naturalistica del soggetto è evidente nella rappresentazione della figura femminile in posizione di tre quarti, con una lieve torsione del busto che appare naturale e armoniosa. Questa postura, unita alla meticolosa attenzione ai dettagli del volto e dell’abbigliamento, dimostra una notevole capacità di osservazione e una raffinata sensibilità nella restituzione dei particolari, qualità tipiche dei grandi ritrattisti. La tecnica di Ferro si distingue inoltre per una pennellata sciolta e controllata, capace di conferire morbidezza al modellato delle forme. Tale morbidezza, insieme all’uso sapiente della luce, genera un effetto vibrante che dona vitalità e freschezza al ritratto. La fonte luminosa, proveniente dalla sinistra dell’osservatore, modella la figura attraverso un calibrato gioco di ombre e chiaroscuri, esaltandone la tridimensionalità e la plasticità. Il dipinto non si limita a restituire l’aspetto fisico della donna, ma riesce a trasmettere un senso di compostezza, serenità e dignità, elementi propri della ritrattistica ufficiale del tempo. La serietà dell’espressione, unita a una composizione equilibrata, suggerisce un’opera destinata a un pubblico colto, sensibile alla qualità esecutiva e all’eleganza formale. Particolarmente degna di nota è la delicatezza con cui sono trattati l’incarnato e lo sguardo della protagonista, che emerge da uno sfondo caratterizzato da tonalità neutre e lievemente verdastre. Il volto, con eleganza e misura, cattura l’attenzione dell’osservatore e si inserisce pienamente nei canoni estetici della scuola italiana del primo Novecento, come evidenziano gli occhi vivaci e l’acconciatura scura, composta con sobria raffinatezza. Nato a Torino il 18 aprile 1880, Cesare Ferro morì tragicamente in un incidente automobilistico il 15 marzo 1934. Studiò presso l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Giacomo Grosso. Si dedicò alla pittura di figura, al paesaggio e soprattutto al ritratto. Esordì alla Promotrice torinese nel 1898 con un Ritratto. Nel 1904 e nel 1925 si recò nel Siam, dove decorò i palazzi reali. Nel 1914 fu nominato professore di pittura all’Accademia Albertina e nel 1930 ne divenne presidente. Ottenne la medaglia d’oro a Livorno nel 1902 e un’altra al Salon di Parigi nel 1904. Partecipò con un Ritratto di signora all’Esposizione di Brera del 1908, vincendo il Premio Principe Umberto; prese parte alla Prima Biennale napoletana, ricevendo per l’insieme delle opere presentate la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Espose inoltre a Torino, Venezia, Roma, Londra e Buenos Aires. Tra le sue opere si ricordano Ballo in montagna, Ritratto e Sole d’inverno, conservate al Museo Civico di Torino; tre ritratti presentati alla Prima Quadriennale di Torino del 1902; L’ora del bagno, esposta alla III Biennale Romana; e Madre e bambino, presentata alla Quadriennale torinese del 1927. Altri suoi lavori sono conservati in America e in Svizzera. Coltivò con particolare dedizione l’arte dell’acquaforte e dal 1924 al 1934 insegnò incisione presso l’Accademia Albertina. In merito allo stato di conservazione, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano, inoltre, a luce solare radente le caratteristiche del colore steso e dell’andamento della pennellata. Le misure della tela sono cm. 80 x 65. Il dipinto risulta impreziosita da una cornice dorata e lavorata, di grande effetto decorativo (dimensione cm. 101 x 85 x 6 ca., presenza difetti). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine." PROVENIENZA: Coll. Privata PUBBLICAZIONE:  Inedito;  I MITI E IL TERRITORIO nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, Editore Lab_04, Marsala, 2026. Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.

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Cesare Ferro (1880 - 1934) - Ritratto di donna

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CESARE FERRO
(Torino, 1880 - 1934)
Ritratto di donna
Olio su tela, cm. 80 x 65
Firmato “C FERRO” in basso a destra
Dimensione cornice, cm. 101 x 85 x 6 ca.


NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. Opera firmata. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera con cornice dorata e lavorata (difetti):

Questa pregevole opera, firmata in basso a destra, è incentrata sulla figura femminile tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento e può senza dubbio essere attribuita al valente pittore piemontese Cesare Ferro (Torino, 1880 - 1934).
Il Ritratto di donna, raffigurato in posa e vestito con abito scuro, costituisce un eccellente esempio della maestria tecnica e artistica del pittore torinese. L’accurata descrizione del dipinto mette in luce diversi aspetti fondamentali della sua arte.
Anzitutto, l’abilità dell’artista nella resa naturalistica del soggetto è evidente nella rappresentazione della figura femminile in posizione di tre quarti, con una lieve torsione del busto che appare naturale e armoniosa. Questa postura, unita alla meticolosa attenzione ai dettagli del volto e dell’abbigliamento, dimostra una notevole capacità di osservazione e una raffinata sensibilità nella restituzione dei particolari, qualità tipiche dei grandi ritrattisti.
La tecnica di Ferro si distingue inoltre per una pennellata sciolta e controllata, capace di conferire morbidezza al modellato delle forme. Tale morbidezza, insieme all’uso sapiente della luce, genera un effetto vibrante che dona vitalità e freschezza al ritratto. La fonte luminosa, proveniente dalla sinistra dell’osservatore, modella la figura attraverso un calibrato gioco di ombre e chiaroscuri, esaltandone la tridimensionalità e la plasticità.
Il dipinto non si limita a restituire l’aspetto fisico della donna, ma riesce a trasmettere un senso di compostezza, serenità e dignità, elementi propri della ritrattistica ufficiale del tempo. La serietà dell’espressione, unita a una composizione equilibrata, suggerisce un’opera destinata a un pubblico colto, sensibile alla qualità esecutiva e all’eleganza formale.
Particolarmente degna di nota è la delicatezza con cui sono trattati l’incarnato e lo sguardo della protagonista, che emerge da uno sfondo caratterizzato da tonalità neutre e lievemente verdastre. Il volto, con eleganza e misura, cattura l’attenzione dell’osservatore e si inserisce pienamente nei canoni estetici della scuola italiana del primo Novecento, come evidenziano gli occhi vivaci e l’acconciatura scura, composta con sobria raffinatezza.
Nato a Torino il 18 aprile 1880, Cesare Ferro morì tragicamente in un incidente automobilistico il 15 marzo 1934. Studiò presso l’Accademia Albertina di Torino, dove fu allievo di Giacomo Grosso. Si dedicò alla pittura di figura, al paesaggio e soprattutto al ritratto.
Esordì alla Promotrice torinese nel 1898 con un Ritratto. Nel 1904 e nel 1925 si recò nel Siam, dove decorò i palazzi reali. Nel 1914 fu nominato professore di pittura all’Accademia Albertina e nel 1930 ne divenne presidente. Ottenne la medaglia d’oro a Livorno nel 1902 e un’altra al Salon di Parigi nel 1904. Partecipò con un Ritratto di signora all’Esposizione di Brera del 1908, vincendo il Premio Principe Umberto; prese parte alla Prima Biennale napoletana, ricevendo per l’insieme delle opere presentate la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione. Espose inoltre a Torino, Venezia, Roma, Londra e Buenos Aires.
Tra le sue opere si ricordano Ballo in montagna, Ritratto e Sole d’inverno, conservate al Museo Civico di Torino; tre ritratti presentati alla Prima Quadriennale di Torino del 1902; L’ora del bagno, esposta alla III Biennale Romana; e Madre e bambino, presentata alla Quadriennale torinese del 1927. Altri suoi lavori sono conservati in America e in Svizzera.
Coltivò con particolare dedizione l’arte dell’acquaforte e dal 1924 al 1934 insegnò incisione presso l’Accademia Albertina.
In merito allo stato di conservazione, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano, inoltre, a luce solare radente le caratteristiche del colore steso e dell’andamento della pennellata. Le misure della tela sono cm. 80 x 65. Il dipinto risulta impreziosita da una cornice dorata e lavorata, di grande effetto decorativo (dimensione cm. 101 x 85 x 6 ca., presenza difetti). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine."

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 Inedito;
 I MITI E IL TERRITORIO nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, Editore Lab_04, Marsala, 2026.

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