Nr 101990951

Alessandro Alteo (1997) - Monocromo Verde - 586
Nr 101990951

Alessandro Alteo (1997) - Monocromo Verde - 586
Tecnica mista - Firmato a mano - 2025
Artista: Alessandro Alteo
Titolo: Monocromo Verde - 586
Tecnica: estroflessione su tela
Anno: 2025
Dimensioni: 30x30
Stato di conservazione: Perfetto
Sovrapposizione
Unica nel suo genere
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Le foto potrebbero variare di tonalità a causa delle luce
Opera originale di Alessandro Alteo, caratterizzata da una superficie monocroma Verde,capace di generare un raffinato dialogo tra luce e ombra, materia e spazio.
La ricerca dell’artista affonda le proprie radici nella grande tradizione dell’estroflessione italiana, ispirandosi all’eleganza formale e alla tensione plastica di maestri come Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Paolo Scheggi, Turi Simeti e Giuseppe Amadio, dialogando al contempo con la forza materica di Alberto Burri e la monumentalità scultorea di Arnaldo Pomodoro. In questo solco, la superficie pittorica si trasforma in corpo vivo, vibrante, sensibile alla luce e allo sguardo.
All’interno di un astrattismo moderno, Alteo costruisce un linguaggio personale che si apre all’arte moderna e contemporanea, integrando suggestioni provenienti dal minimalismo, dalla Pop Art e soprattutto dalla Street Art e dal Graffiti writing. Il suo immaginario dialoga idealmente con artisti e movimenti che vanno da Banksy, Keith Haring, Andy Warhol, Basquiat, Koons, Shepard Fairey (OBEY), JR, Invader, Space Invader, Jef Aerosol, C215, Futura 2000, COPE2, Vhils, D*Face, Os Gemeos, Seth, Speedy Graphito, JonOne, Alec Monopoly, fino a figure come Sandra Chevrier, Handiedan, Chuck Sperry, Borondo, PichiAvo, Orticanoodles, Saner, Inti, M-City, Levalet, Dan23, DZIA, Cranio, Dillon Boy.
Parallelamente, la sua sensibilità visiva si nutre di un’estetica pop-luxury e collezionistica, dove icone del design, della moda e del lifestyle contemporaneo – da Hermès, Dior, Chanel, Cartier, Louis Vuitton, Prada, Bulgari, fino a riferimenti simbolici come Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet, Daytona, Nautilus, Richard Mille – convivono con richiami al vintage, alla fotografia analogica, al cinema, alla musica, ai giocattoli di latta e alla memoria visiva del Novecento.
Non mancano riferimenti colti alla storia dell’arte, da Mario Schifano a Joan Miró, da Salvador Dalí a Pierre Soulages, che contribuiscono a rafforzare la dimensione concettuale dell’opera.
La cifra distintiva di Alessandro Alteo risiede nella sintesi tra rigore geometrico e lirismo emotivo, dove il cerchio diventa segno universale, archetipo visivo e spazio di contemplazione.
Quest’opera si configura così come un ponte tra la stagione analitica ed estroflessa italiana e una sensibilità urbana e contemporanea, proponendosi su Catawiki come lavoro di classe, identità e forte riconoscibilità estetica.
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