Giovanni Parlato (1957) - Contadina con capra

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Carmen Íñiguez Berbeira
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Contadina con capra, Zeitraum 1980–1990, Öl auf Leinwand, Herkunftsland Italien, verkauft mit Rahmen.

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Vom Verkäufer bereitgestellte Beschreibung

Bellissimo dipinto a olio su tela firmato Giovanni Parlato (Vico Equense, 1957) raffigurante una giovane contadina in abiti tradizionali campani intenta ad alimentare una capra bruna con campanella al collo. La figura femminile, vestita con gonna grigia, grembiule blu cobalto raccolto in vita, corsetto scuro e camicia bianca, indossa un foulard rosso a fiori legato attorno al capo — elemento cromatico dominante che cattura immediatamente lo sguardo. La posa è naturale e disinvolta, con il braccio sinistro reggente la gonna e il destro proteso verso la capra, in un gesto di affettuosa quotidianità rurale.
Il fondo è trattato con una pennellata sciolta e vibrante, tipica della tradizione post-impressionista, con tocchi di verde, ocra e terra che evocano un paesaggio agreste indeterminato. La luce, diffusa e calda, avvolge le figure con morbidezza senza fonti dirette evidenti. Il cromatismo è ricco e contrastato: il blu squillante del grembiule dialoga con i rossi del foulard e i toni bruni della capra, creando un'armonia vivace eppure equilibrata.
La capra — resa con precisione anatomica e sensibilità pittorica — occupa la metà sinistra della composizione, con la testa rivolta verso la figura umana in atteggiamento fiducioso. Il dettaglio del collare arancione e del campanellino denota cura descrittiva nella resa dell'animale.

Opera in cornice dorata e verde originale, in omaggio; pertanto ogni reclamo riguardante eventuali imperfezioni non sarà accettato.

Nato a Vico Equense il 22 Febbraio 1957 nel cuore della Penisola Sorrentina, Giovanni Parlato si forma artisticamente all'Istituto d'Arte di Sorrento, per poi perfezionarsi all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove affina quella padronanza tecnica del colore e della luce che diventerà il tratto distintivo della sua intera produzione.
La sua pittura si distanzia consapevolmente dalle avanguardie artistiche legate all'Astrattismo, abbracciando con determinazione la grande tradizione figurativa italiana. È una scelta di campo netta, non di retroguardia, ma di fedeltà a un linguaggio che pone al centro l'uomo, il paesaggio e la vita quotidiana — restituiti attraverso una pennellata sciolta, vibrante, intessuta di luce meridionale.
Nel 1978, ancora giovanissimo, debutta alla "International Art Gallery" di Vico Equense, ottenendo un contratto decennale che gli permette di far conoscere la sua pittura nella propria terra. È l'inizio di un percorso espositivo che, nel giro di pochi anni, travalicherà i confini campani.
La svolta internazionale arriva nel 1996, quando l'artista si reca a Beirut per eseguire il ritratto del Patriarca Maronita e dell'Ambasciatore Libanese a Roma — un incarico che attesta la statura del suo ritrattismo e lo proietta in un contesto di committenza istituzionale di primo livello. Nello stesso anno espone presso la "Arte e Arte Gallery" di Torre Annunziata, "La Scintilla" di Vico Equense e il Centro d'Arte Engema di Pagani (Salerno).
Dal 1997 al 1999 partecipa alla "Expo Arte" di Bari. Nel 1998 si sposta a Cadaquès (Barcellona), dove espone in una personale presso la "Sales d'exposicions Casinò". Nel 2000 è tra i protagonisti della "Mostra Mercato d'Arte" di Padova. Nel 2001 ritorna a Cadaquès, riscontrando grande successo tra i collezionisti, tanto da essere riproposto nel 2005 con una personale alla "Galeria de Arte Frvela" di Madrid.
Nel 2007 diventa protagonista di una mostra personale al centro culturale "Graziart" di Bitonto, dove il sindaco Nicola Pice scrive di lui: «La pittura di Giovanni Parlato rivela la tendenza a rappresentare la realtà, davanti agli occhi dell'osservatore, come forma "spettacolare", ossia come forma d'arte da percepire attraverso gli occhi, senza tendenze simboliste: il quadro si riempie così di luce e di colori per il nitido senso del visibile».
La vena artistica di Parlato si concretizza in marine e scorci paesaggistici, campagne assolate e figure di vita quotidiana — un universo pittorico in cui la Campania rurale, i suoi colori e la sua umanità semplice assurgono a soggetto universale, trattato con la sensibilità cromatica di chi conosce la grande tradizione napoletana dell'Ottocento e la rielabora con linguaggio personale e contemporaneo.

Le sue opere sono presenti in collezioni private in Italia, Spagna e Libano, e vengono regolarmente trattate nelle principali case d'asta italiane.

Bellissimo dipinto a olio su tela firmato Giovanni Parlato (Vico Equense, 1957) raffigurante una giovane contadina in abiti tradizionali campani intenta ad alimentare una capra bruna con campanella al collo. La figura femminile, vestita con gonna grigia, grembiule blu cobalto raccolto in vita, corsetto scuro e camicia bianca, indossa un foulard rosso a fiori legato attorno al capo — elemento cromatico dominante che cattura immediatamente lo sguardo. La posa è naturale e disinvolta, con il braccio sinistro reggente la gonna e il destro proteso verso la capra, in un gesto di affettuosa quotidianità rurale.
Il fondo è trattato con una pennellata sciolta e vibrante, tipica della tradizione post-impressionista, con tocchi di verde, ocra e terra che evocano un paesaggio agreste indeterminato. La luce, diffusa e calda, avvolge le figure con morbidezza senza fonti dirette evidenti. Il cromatismo è ricco e contrastato: il blu squillante del grembiule dialoga con i rossi del foulard e i toni bruni della capra, creando un'armonia vivace eppure equilibrata.
La capra — resa con precisione anatomica e sensibilità pittorica — occupa la metà sinistra della composizione, con la testa rivolta verso la figura umana in atteggiamento fiducioso. Il dettaglio del collare arancione e del campanellino denota cura descrittiva nella resa dell'animale.

Opera in cornice dorata e verde originale, in omaggio; pertanto ogni reclamo riguardante eventuali imperfezioni non sarà accettato.

Nato a Vico Equense il 22 Febbraio 1957 nel cuore della Penisola Sorrentina, Giovanni Parlato si forma artisticamente all'Istituto d'Arte di Sorrento, per poi perfezionarsi all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove affina quella padronanza tecnica del colore e della luce che diventerà il tratto distintivo della sua intera produzione.
La sua pittura si distanzia consapevolmente dalle avanguardie artistiche legate all'Astrattismo, abbracciando con determinazione la grande tradizione figurativa italiana. È una scelta di campo netta, non di retroguardia, ma di fedeltà a un linguaggio che pone al centro l'uomo, il paesaggio e la vita quotidiana — restituiti attraverso una pennellata sciolta, vibrante, intessuta di luce meridionale.
Nel 1978, ancora giovanissimo, debutta alla "International Art Gallery" di Vico Equense, ottenendo un contratto decennale che gli permette di far conoscere la sua pittura nella propria terra. È l'inizio di un percorso espositivo che, nel giro di pochi anni, travalicherà i confini campani.
La svolta internazionale arriva nel 1996, quando l'artista si reca a Beirut per eseguire il ritratto del Patriarca Maronita e dell'Ambasciatore Libanese a Roma — un incarico che attesta la statura del suo ritrattismo e lo proietta in un contesto di committenza istituzionale di primo livello. Nello stesso anno espone presso la "Arte e Arte Gallery" di Torre Annunziata, "La Scintilla" di Vico Equense e il Centro d'Arte Engema di Pagani (Salerno).
Dal 1997 al 1999 partecipa alla "Expo Arte" di Bari. Nel 1998 si sposta a Cadaquès (Barcellona), dove espone in una personale presso la "Sales d'exposicions Casinò". Nel 2000 è tra i protagonisti della "Mostra Mercato d'Arte" di Padova. Nel 2001 ritorna a Cadaquès, riscontrando grande successo tra i collezionisti, tanto da essere riproposto nel 2005 con una personale alla "Galeria de Arte Frvela" di Madrid.
Nel 2007 diventa protagonista di una mostra personale al centro culturale "Graziart" di Bitonto, dove il sindaco Nicola Pice scrive di lui: «La pittura di Giovanni Parlato rivela la tendenza a rappresentare la realtà, davanti agli occhi dell'osservatore, come forma "spettacolare", ossia come forma d'arte da percepire attraverso gli occhi, senza tendenze simboliste: il quadro si riempie così di luce e di colori per il nitido senso del visibile».
La vena artistica di Parlato si concretizza in marine e scorci paesaggistici, campagne assolate e figure di vita quotidiana — un universo pittorico in cui la Campania rurale, i suoi colori e la sua umanità semplice assurgono a soggetto universale, trattato con la sensibilità cromatica di chi conosce la grande tradizione napoletana dell'Ottocento e la rielabora con linguaggio personale e contemporaneo.

Le sue opere sono presenti in collezioni private in Italia, Spagna e Libano, e vengono regolarmente trattate nelle principali case d'asta italiane.

Details

Künstler
Giovanni Parlato (1957)
Angeboten mit Rahmen
Ja
Verkauft von
Eigentümer oder Wiederverkäufer
Auflage
Original
Titel des Kunstwerks
Contadina con capra
Technik
Ölgemälde
Signatur
Handsigniert
Herkunftsland
Italien
Zustand
exzellenter Zustand
Höhe
82 cm
Breite
62 cm
Periode
1980-1990
Verkauft von
ItalienVerifiziert
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Verkaufte Objekte
98,72 %
Privat

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