Antonio De Bellis (1630–1656), Aus dem Umkreis von - San Lorenzo

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San Lorenzo, Öl auf Leinwand aus dem XVII. Jahrhundert, Circolo di Antonio De Bellis zugeschrieben, nicht signiert, Religionsdarstellung, Maße 151 x 96 cm, Herkunft Italien.

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Vom Verkäufer bereitgestellte Beschreibung

ANTONIO DE BELLIS [Ambito di]
(Attivo a Napoli, 1630 – 1656)
San Lorenzo
Olio su tela, cm. 151 x 96

NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. Opera non firmata. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera senza cornice:

Presentiamo in catalogo un interessante dipinto a olio su tela, proveniente da una nobile famiglia siciliana, raffigurante San Lorenzo, una delle iconografie più definite e riconoscibili dell’arte sacra, strettamente legata al suo ruolo di diacono e al martirio subito nel 258 d.C.
Le notizie sulla vita di San Lorenzo sono relativamente scarse, nonostante la vastissima devozione popolare di cui gode. Le fonti attestano che nacque in Spagna, a Osca, in Aragona, nei pressi dei Pirenei. In giovane età si trasferì a Saragozza per completare la propria formazione umanistica e teologica; qui conobbe il futuro papa Sisto II, allora stimato insegnante in uno dei più importanti centri di studio della città. Tra i due si instaurò un rapporto di profonda amicizia e reciproca stima.
Successivamente, seguendo un intenso flusso migratorio verso Roma, entrambi si trasferirono nell’Urbe. Il 30 agosto 257 Sisto II fu eletto vescovo di Roma e affidò a Lorenzo l’incarico di arcidiacono, rendendolo responsabile delle opere caritative della diocesi. San Lorenzo si occupava dell’assistenza di circa 1.500 persone, tra poveri e vedove, distinguendosi per il suo zelo e la sua dedizione.
Il giovane diacono, raffigurato con la dalmatica, la veste liturgica con ampie maniche tipica del suo ordine, è presentato con i consueti attributi iconografici: la palma del martirio e uno strumento di tortura, verosimilmente una graticola o una scala, chiaro riferimento al supplizio cui fu sottoposto.
Per quanto concerne l’attribuzione, l’opera si inserisce pienamente nella migliore tradizione figurativa italiana del Seicento, rivelando inflessioni stilistiche riconducibili alla scuola dell’Italia centro-meridionale e, in particolare, alle più raffinate esperienze della pittura napoletana.
L’impostazione della figura, unitamente ai caratteri lessicali e al confronto con dipinti raffiguranti analoghi personaggi maschili, consente di ricondurre l’opera – come prudentemente rilevato dalla critica locale – all’ambito di un artista dotato di un intenso ed espressivo sentimento pittorico, prossimo a quello di Bernardo Cavallino e Andrea Vaccaro, e attivo nella cerchia di Antonio De Bellis (Napoli, 1630–1656). Pittore di spiccata originalità, De Bellis fu uno dei protagonisti della scena artistica napoletana della metà del Seicento ed è oggi al centro di un rinnovato e vivace dibattito storiografico; le sue opere sono conservate in prestigiose collezioni museali europee.
Solo di recente, negli anni Ottanta, Antonio de Bellis è stato riconosciuto come una delle personalità di spicco della pittura del Seicento a Napoli e i dettagli della sua vita e della sua carriera sono ancora molto scarsi. Il suo primo biografo, Bernardo De’ Dominici, scrivendo nel XVIII secolo, elogiò le sue opere: “…ad ogni modo si vede in essi l’ottimo componimento, con che sono ideate, il buon disegno, e l’intendimento di chiaroscuro, con belli accidenti di lumi”.
Antonio De Bellis fu un allievo di Massimo Stanzione, un importante pittore napoletano del Seicento, soprannominato il “Guido Reni napoletano”. Sebbene il biografo Bernardo De Dominici lo avesse fatto morire nel 1656 durante la peste di Napoli, il ritrovamento di opere firmate e databili al periodo successivo (1657-1658) ha dimostrato che De Bellis continuò a lavorare anche dopo quella data.
Per molto tempo, De Bellis era stato quasi sconosciuto, ma oggi è riconosciuto come uno dei pittori più significativi del Seicento, non solo napoletano, ma anche italiano. Inizialmente influenzato dal Maestro degli annunci e Guarino, De Bellis evolse verso lo stile di Stanzione e Cavallino, diventando un grande esponente del naturalismo napoletano. La sua riscoperta fu anticipata nel 1972 dal critico Causa, che aveva identificato una sua opera significativa nella chiesa di San Carlo alle Mortelle.
In merito al suo stato conservativo, la tela si presenta in condizioni generali abbastanza discrete considerando l’epoca del dipinto, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano – a luce di Wood – alcuni restauri sparsi e qualche leggera svelatura e ossidazione della superficie pittorica, nulla comunque di veramente rilevante. Non si evidenziano problemi di tipo conservativo e la tela originale presenta un vecchio rintelo, che non sembra necessitare di interventi. A luce solare è visibile un fine craquelé rapportato all’epoca. Il telaio potrebbe essere stato sostituito all’epoca del rintelo. Il dipinto – di buona mano pittorica – è molto interessante sia per la sua impostazione iconografica, sia per la stesura dei colori, sinonimo di un’artista di grande qualità interpretativa, e per tale motivo, il dipinto potrebbe necessitare per ulteriori approfondimenti di studio attributivo. Le misure della tela sono cm. 151 x 96.
Il dipinto viene ceduto senza cornice, nonostante risulta impreziosita da una pregevole cornice antica laccata nera.

Provenienza: Coll. Privata Siciliana

Pubblicazione:
 Inedito;
 I Miti e il Territorio nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, Editore Lab_04, Marsala, 2025.

L’opera verrà spedito – in quanto fragile e di grande dimensioni – con cassa di legno e polistirolo o trasportatore di fiducia. Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.

Der Verkäufer stellt sich vor

1975 in Le Locle, Schweiz, geboren, diplomierter Kaufmann, ist Inhaber der 2011 gegründeten Intermediart Ancient Art Gallery, in der er eine feine Auswahl an Kunstwerken anbietet, insbesondere Gemälde des 17. wie Guido Reni, Francesco Furini, Pietro Novelli, Carlo Saraceni, Lorenzo Lippi, Bernardo Strozzi, andere) und XVIII Jahrhundert (wie Luca Giordano, Giuseppe Maria Crespi, etc.). Er gründete 2015 den Kulturverein „Fiera Franca Ss. Salvatore“ mit dem Ziel, ein wichtiges Vehikel zur Förderung des Wissens über lokale Kunst und Kultur zu sein. Es arbeitet sowohl mit Fachleuten der Restaurierung und spezialisierten Laboratorien für technische Studien und Analysen antiker Werke als auch mit nationalen und internationalen Kunsthistorikern und Experten zusammen. Nachdem er Arbeitserfahrung in nationalen Galerien und Ausstellungen gesammelt hat, verfügt er über zahlreiche Essay-Publikationen. Er hat mehrere Ausstellungsausgaben für den unveröffentlichten Zyklus "MYTHEN UND DAS GEBIET der tausend Kulturen auf Sizilien" geleitet, der vom Ministerium für Kulturerbe, der Region Sizilien, der Superintendenz für das Kultur- und Umwelterbe von Trapani und anderen Organisationen gefördert wird.
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ANTONIO DE BELLIS [Ambito di]
(Attivo a Napoli, 1630 – 1656)
San Lorenzo
Olio su tela, cm. 151 x 96

NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. Opera non firmata. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera senza cornice:

Presentiamo in catalogo un interessante dipinto a olio su tela, proveniente da una nobile famiglia siciliana, raffigurante San Lorenzo, una delle iconografie più definite e riconoscibili dell’arte sacra, strettamente legata al suo ruolo di diacono e al martirio subito nel 258 d.C.
Le notizie sulla vita di San Lorenzo sono relativamente scarse, nonostante la vastissima devozione popolare di cui gode. Le fonti attestano che nacque in Spagna, a Osca, in Aragona, nei pressi dei Pirenei. In giovane età si trasferì a Saragozza per completare la propria formazione umanistica e teologica; qui conobbe il futuro papa Sisto II, allora stimato insegnante in uno dei più importanti centri di studio della città. Tra i due si instaurò un rapporto di profonda amicizia e reciproca stima.
Successivamente, seguendo un intenso flusso migratorio verso Roma, entrambi si trasferirono nell’Urbe. Il 30 agosto 257 Sisto II fu eletto vescovo di Roma e affidò a Lorenzo l’incarico di arcidiacono, rendendolo responsabile delle opere caritative della diocesi. San Lorenzo si occupava dell’assistenza di circa 1.500 persone, tra poveri e vedove, distinguendosi per il suo zelo e la sua dedizione.
Il giovane diacono, raffigurato con la dalmatica, la veste liturgica con ampie maniche tipica del suo ordine, è presentato con i consueti attributi iconografici: la palma del martirio e uno strumento di tortura, verosimilmente una graticola o una scala, chiaro riferimento al supplizio cui fu sottoposto.
Per quanto concerne l’attribuzione, l’opera si inserisce pienamente nella migliore tradizione figurativa italiana del Seicento, rivelando inflessioni stilistiche riconducibili alla scuola dell’Italia centro-meridionale e, in particolare, alle più raffinate esperienze della pittura napoletana.
L’impostazione della figura, unitamente ai caratteri lessicali e al confronto con dipinti raffiguranti analoghi personaggi maschili, consente di ricondurre l’opera – come prudentemente rilevato dalla critica locale – all’ambito di un artista dotato di un intenso ed espressivo sentimento pittorico, prossimo a quello di Bernardo Cavallino e Andrea Vaccaro, e attivo nella cerchia di Antonio De Bellis (Napoli, 1630–1656). Pittore di spiccata originalità, De Bellis fu uno dei protagonisti della scena artistica napoletana della metà del Seicento ed è oggi al centro di un rinnovato e vivace dibattito storiografico; le sue opere sono conservate in prestigiose collezioni museali europee.
Solo di recente, negli anni Ottanta, Antonio de Bellis è stato riconosciuto come una delle personalità di spicco della pittura del Seicento a Napoli e i dettagli della sua vita e della sua carriera sono ancora molto scarsi. Il suo primo biografo, Bernardo De’ Dominici, scrivendo nel XVIII secolo, elogiò le sue opere: “…ad ogni modo si vede in essi l’ottimo componimento, con che sono ideate, il buon disegno, e l’intendimento di chiaroscuro, con belli accidenti di lumi”.
Antonio De Bellis fu un allievo di Massimo Stanzione, un importante pittore napoletano del Seicento, soprannominato il “Guido Reni napoletano”. Sebbene il biografo Bernardo De Dominici lo avesse fatto morire nel 1656 durante la peste di Napoli, il ritrovamento di opere firmate e databili al periodo successivo (1657-1658) ha dimostrato che De Bellis continuò a lavorare anche dopo quella data.
Per molto tempo, De Bellis era stato quasi sconosciuto, ma oggi è riconosciuto come uno dei pittori più significativi del Seicento, non solo napoletano, ma anche italiano. Inizialmente influenzato dal Maestro degli annunci e Guarino, De Bellis evolse verso lo stile di Stanzione e Cavallino, diventando un grande esponente del naturalismo napoletano. La sua riscoperta fu anticipata nel 1972 dal critico Causa, che aveva identificato una sua opera significativa nella chiesa di San Carlo alle Mortelle.
In merito al suo stato conservativo, la tela si presenta in condizioni generali abbastanza discrete considerando l’epoca del dipinto, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano – a luce di Wood – alcuni restauri sparsi e qualche leggera svelatura e ossidazione della superficie pittorica, nulla comunque di veramente rilevante. Non si evidenziano problemi di tipo conservativo e la tela originale presenta un vecchio rintelo, che non sembra necessitare di interventi. A luce solare è visibile un fine craquelé rapportato all’epoca. Il telaio potrebbe essere stato sostituito all’epoca del rintelo. Il dipinto – di buona mano pittorica – è molto interessante sia per la sua impostazione iconografica, sia per la stesura dei colori, sinonimo di un’artista di grande qualità interpretativa, e per tale motivo, il dipinto potrebbe necessitare per ulteriori approfondimenti di studio attributivo. Le misure della tela sono cm. 151 x 96.
Il dipinto viene ceduto senza cornice, nonostante risulta impreziosita da una pregevole cornice antica laccata nera.

Provenienza: Coll. Privata Siciliana

Pubblicazione:
 Inedito;
 I Miti e il Territorio nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, Editore Lab_04, Marsala, 2025.

L’opera verrà spedito – in quanto fragile e di grande dimensioni – con cassa di legno e polistirolo o trasportatore di fiducia. Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.

Der Verkäufer stellt sich vor

1975 in Le Locle, Schweiz, geboren, diplomierter Kaufmann, ist Inhaber der 2011 gegründeten Intermediart Ancient Art Gallery, in der er eine feine Auswahl an Kunstwerken anbietet, insbesondere Gemälde des 17. wie Guido Reni, Francesco Furini, Pietro Novelli, Carlo Saraceni, Lorenzo Lippi, Bernardo Strozzi, andere) und XVIII Jahrhundert (wie Luca Giordano, Giuseppe Maria Crespi, etc.). Er gründete 2015 den Kulturverein „Fiera Franca Ss. Salvatore“ mit dem Ziel, ein wichtiges Vehikel zur Förderung des Wissens über lokale Kunst und Kultur zu sein. Es arbeitet sowohl mit Fachleuten der Restaurierung und spezialisierten Laboratorien für technische Studien und Analysen antiker Werke als auch mit nationalen und internationalen Kunsthistorikern und Experten zusammen. Nachdem er Arbeitserfahrung in nationalen Galerien und Ausstellungen gesammelt hat, verfügt er über zahlreiche Essay-Publikationen. Er hat mehrere Ausstellungsausgaben für den unveröffentlichten Zyklus "MYTHEN UND DAS GEBIET der tausend Kulturen auf Sizilien" geleitet, der vom Ministerium für Kulturerbe, der Region Sizilien, der Superintendenz für das Kultur- und Umwelterbe von Trapani und anderen Organisationen gefördert wird.
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Details

Künstler
Antonio De Bellis (1630–1656)
Angeboten mit Rahmen
Nein
Verkauft von
Galerie
Zuschreibung
Aus dem Umkreis von
Titel des Kunstwerks
San Lorenzo
Technik
Ölgemälde
Signatur
Nicht signiert
Herkunftsland
Italien
Zustand
Angemessener Zustand
Höhe
151 cm
Breite
96 cm
Gewicht
8 kg
Darstellung/Thema
Religion
Stil
Barock
Periode
17. Jahrhundert
Verkauft von
ItalienVerifiziert
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Verkaufte Objekte
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