Tiziano Vecellio (1510 – 1511), Nachfolger von - Il Concerto






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Il Concerto, ein XVII. Jahrhundert Öl auf Leinwand aus Italien, dem Gefolger von Tiziano Vecellio zugeschrieben, wird mit einer Renaissance‑Rahmung verkauft.
Vom Verkäufer bereitgestellte Beschreibung
Follower of TIZIANO VECELLIO
(Pieve di Cadore, 1488/1490 – Venezia, 1576)
Il Concerto
Olio su tela, cm. 108 x 122,5
Dimensione cornice, cm. 122 x 137 x 6 ca.
NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera con cornice a cassetta modanata d'ispirazione rinascimentale (XIX - inizio XX secolo), concepita in stile storicista per valorizzare i dipinti di alta epoca veneta (difetti):
Ringraziamo la Dott.ssa Federica Spadotto per aver suggerito l’attribuzione.
Vi presentiamo in catalogo una splendida opera realizzata nella seconda metà del Seicento, di ambito veneto, che, nonostante le evidenti alterazioni delle patine storiche e la presenza di diffusi interventi di restauro stratificatisi nel tempo, conserva un notevole interesse storico e artistico.
L'opera in esame costituisce un'interessante e pregevole derivazione seicentesca del celebre Concerto di Tiziano Vecellio (1510–1511), capolavoro della giovinezza del maestro conservato presso la Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. La tela ripropone fedelmente la nota composizione a tre figure a mezzo busto colte in un intenso momento di interazione musicale.
Rispetto alla vibrante fluidità dell'originale cinquecentesco, l'opera manifesta una stesura pittorica più pastosa, serrata e a tratti abbreviata, elementi che permettono di ricondurre inequivocabilmente la mano a un follower operante nella seconda metà del XVII secolo. In questo periodo, il collezionismo barocco generò una fortissima richiesta di repliche dei grandi maestri del Rinascimento veneziano; l'anonimo copista dimostra una solida perizia tecnica nell'orchestrare la scena, interpretando il tonalismo tizianesco attraverso la sensibilità e i moduli esecutivi propri del Seicento maturo.
La composizione si inserisce nel fortunato filone della pittura di soggetto musicale di area veneta, un genere che unisce la celebrazione del passatempo cortese a profonde stratificazioni filosofiche e morali. Al di là dell'apparente immediatezza dell'esecuzione, il dipinto racchiude un'intensa allegoria del tempo che scorre e delle diverse fasi della vita umana, simboleggiate dalle tre età dei protagonisti.
Il giovane cantore a sinistra (la Giovinezza), distratto, elegantemente vestito e con lo sguardo rivolto all'esterno, incarna l'approccio ancora superficiale o istintivo all'esistenza. Al capo opposto, il monaco domenicano sulla destra (la Vecchiaia o la Maturità avanzata), calvo e dal profilo severo, stringe il manico di una viola da gamba e rappresenta la saggezza dell'esperienza conquistata. Al centro, il suonatore di spinetta (l'Età Adulta) funge da vero perno drammatico e spirituale dell'intera composizione: la sua complessa torsione fisica esprime la tensione della scelta, l'attimo fuggente e la piena consapevolezza del momento presente. La musica diventa così l'archetipo dell'armonia delle anime e della concordia (cum-certare, ovvero dialogare gareggiando), dove l'atto di suonare e mettere in sintonia gli strumenti rimanda alla necessità morale di accordare le diverse passioni umane.
Il confronto diretto con l'epocale prototipo autografo di Palazzo Pitti permette di comprendere lo scarto qualitativo ed esecutivo che intercorre tra il tonalismo d'inizio Cinquecento e questa successiva riproposizione barocca.
Mentre l'originale tizianesco è costruito per morbide e finissime sovrapposizioni di velature — dove il colore crea la forma senza il bisogno di un contorno netto e la luce perfonde gli incarnati dall'interno — questa tela rivela una stesura nettamente più materica e passaggi chiaroscurali più netti. L'autore seicentesco compie una vera e propria traduzione stilistica che risente del gusto del suo tempo: assecondando una sensibilità barocca per i contrasti luminosi accentuati, egli indurisce parzialmente la transizione tra le figure e lo sfondo scuro.
Questa tendenza alla normalizzazione grafica emerge con chiarezza nei dettagli anatomici e nei panneggi. Nel volto del suonatore centrale, i tratti intensi e quasi scavati da cui Tiziano estrae una straordinaria e malinconica vibrazione psicologica appaiono in questa versione leggermente più marcati e grafici, perdendo una frazione della sottigliezza poetica originaria. Analogamente, la resa dei tessuti mostra una semplificazione dei volumi: laddove Tiziano risolveva la camicia bianca del frate e il piumaggio del cappello del giovane con un tocco libero, soffice e virtuosistico, il follower seicentesco stende il colore con campiture più decise, traducendo le morbide pieghe cinquecentesche in geometrie più rigide e definite.
Infine, anche la percezione dello spazio risente del passaggio d'epoca. Il fondo del prototipo fiorentino, concepito come un'atmosfera densa e vibrante di matrice ancora giorgionesca, si presenta in questa tela più piatto e uniformemente cupo. Tale appiattimento spaziale, tuttavia, non è da imputare esclusivamente alla mano del copista, ma è fortemente accentuato dalle alterazioni subite dalla pellicola pittorica a causa delle successive vicende conservative.
FACILY REPORT
Analizzando visivamente i dettagli fisici del dipinto, è possibile formulare una valutazione complessiva sulle condizioni della tela:
Metodologia d'indagine: Esame visivo a luce naturale, luce radente (per la morfologia della superficie) ed esame preliminare alla lampada di Wood (fluorescenza UV).
1. SUPPORTO TESSILE (TELA)
• Struttura originaria: La tela seicentesca di supporto presenta una trama mediamente fitta ma indebolita a causa dei naturali processi di invecchiamento e termo-igrometrici.
• Foderatura/Rintelo: L'opera ha subito una foderatura nel corso del XIX secolo. La tela di rifodero sul retro, visibile all'esame diretto, si presenta di colore beige chiaro con diffuse e storicizzate gore di umidità e macchie da migrazione dell'adesivo (verosimilmente colla-pasta). Strutturalmente appare stabile ma ha perso parzialmente elasticità, provocando una leggera tensione asimmetrica agli angoli.
• Criticità strutturali: A causa della forte pressione subita durante la stiratura ottocentesca, la struttura della tela originale risulta leggermente "schiacciata". Si notano lievi deformazioni ondulate localizzate lungo il bordo inferiore, causate verosimilmente da passate esposizioni a tassi di umidità relativa incongrui.
2. STRATI PREPARATORI E PELLICOLA PITTORICA
• Adesione: L'adesione della pellicola pittorica al supporto e alla preparazione è globalmente discreta grazie all'azione consolidante del vecchio rintelo. Tuttavia, si riscontrano micro-sollevamenti localizzati "a tenda" in corrispondenza delle aree a maggiore spessore materico.
• Crettatura (Craquelure): È presente una craquelure di invecchiamento diffuso e omogeneo, fisiologico per una tela del XVII secolo. Si riscontrano però alcune fratture più marcate e precoci nelle zone d'ombra dello sfondo e sul panneggio scuro del suonatore centrale, in parte stabilizzate dai vecchi restauri ma monitorabili.
• Lacune e abrasioni: Si evidenziano diffuse micro-abrasioni superficiali da sfregamento storico, in particolare lungo il perimetro di battuta della cornice. Le velature originali più sottili, specialmente nei passaggi chiaroscurali degli incarnati e nelle sfumature della camicia bianca del frate, appaino parzialmente impoverite a causa di puliture storiche troppo aggressive (XIX secolo).
3. STRATO SUPERFICIALE E RESTAURI STORICI (PATINA E VERNICE)
• Vernice protettiva: Lo strato di vernice superficiale (parzialmente sintetico, applicato nel XX secolo) si presenta notevolmente ingiallito, alterato e opacizzato dai depositi atmosferici. Questo altera drasticamente la corretta lettura cromatica dell'opera, spegnendo la naturale brillantezza dei toni caldi.
• Ridipinture e Integrazioni: L'esame alla luce ultravioletta (UV) evidenzia una complessa stratificazione di restauri:
• Ampie zone di ridipintura a macchia sui fondi scuri, finalizzate a uniformare le lacune del fondo originale.
• Ritocchi puntiformi oramai virati (mutati di colore nel tempo) localizzati sul volto del suonatore centrale e sulla fronte del frate domenicano. Tali interventi si presentano oggi come antiestetiche chiazze scure o disomogenee rispetto alla materia pittorica originale.
4. ELEMENTI ACCESSORI (CORNICE E TELAIO)
• Telaio: Telaio ligneo di sostituzione (XVIII-XIX secolo) a incastro aperto, provvisto di sistema di espansione angolare tramite cunei mobili (biette) inseriti internamente negli angoli. La tensione della tela risulta pertanto modificabile manualmente per correggere eventuali allentamenti del supporto.
• Cornice: La cornice a cassetta modanata (XIX-XX secolo) in legno laccato nero è strutturalmente solida. Il dipinto è ancorato ad essa tramite staffe metalliche avvitate. La cornice mostra piccole sbeccature e lacune della laccatura nera in corrispondenza degli spigoli vivi esterni e abrasioni superficiali della doratura interna da contatto. Si rileva accumulo di polvere coerente nei sottosquadri delle modanature.
5. SINTESI E DIAGNOSI CONSERVATIVA
Lo stato di conservazione complessivo è valutato come mediocre. Sebbene il dipinto non presenti un pericolo immediato di caduta di colore o crolli strutturali del supporto, la sua leggibilità è gravemente inficiata dall'ossidazione delle vernici e dall'alterazione cromatica dei vecchi restauri estetici.
PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI:
1. Immediato: Spolveratura superficiale controllata della cornice e del retro della tela con pennelli a setole morbide. Si sconsiglia di intervenire autonomamente sui cunei del telaio per non generare tensioni anomale sulla pellicola pittorica già fragile.
2. In vista di mostre/movimentazioni: L'opera può viaggiare solo all'interno di una cassa climatica che ne azzeri le vibrazioni, data la fragilità della pellicola pittorica e la presenza di crettature profonde.
3. Prospettiva futura: Si consiglia vivamente l'inserimento del dipinto in un programma di restauro conservativo ed estetico (pulitura selettiva per la rimozione delle vernici ingiallite e dei ritocchi virati, previo test di solubilità).
L’opera è impreziosita da una cornice a cassetta modanata, un modello d'ispirazione rinascimentale ma di manifattura successiva (XIX - inizio XX secolo), concepita in stile storicista per valorizzare i dipinti di alta epoca veneta (dimensione della cornice 122 x 137 x 6 ca., presenza difetti). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine."
Provenienza: Coll. privata
Pubblicazione:
I Miti e il Territorio nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, 2026 (Pdf).
L’opera verrà spedito – in quanto di media dimensione – con cassa di legno e polistirolo. Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.
Der Verkäufer stellt sich vor
Follower of TIZIANO VECELLIO
(Pieve di Cadore, 1488/1490 – Venezia, 1576)
Il Concerto
Olio su tela, cm. 108 x 122,5
Dimensione cornice, cm. 122 x 137 x 6 ca.
NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera con cornice a cassetta modanata d'ispirazione rinascimentale (XIX - inizio XX secolo), concepita in stile storicista per valorizzare i dipinti di alta epoca veneta (difetti):
Ringraziamo la Dott.ssa Federica Spadotto per aver suggerito l’attribuzione.
Vi presentiamo in catalogo una splendida opera realizzata nella seconda metà del Seicento, di ambito veneto, che, nonostante le evidenti alterazioni delle patine storiche e la presenza di diffusi interventi di restauro stratificatisi nel tempo, conserva un notevole interesse storico e artistico.
L'opera in esame costituisce un'interessante e pregevole derivazione seicentesca del celebre Concerto di Tiziano Vecellio (1510–1511), capolavoro della giovinezza del maestro conservato presso la Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. La tela ripropone fedelmente la nota composizione a tre figure a mezzo busto colte in un intenso momento di interazione musicale.
Rispetto alla vibrante fluidità dell'originale cinquecentesco, l'opera manifesta una stesura pittorica più pastosa, serrata e a tratti abbreviata, elementi che permettono di ricondurre inequivocabilmente la mano a un follower operante nella seconda metà del XVII secolo. In questo periodo, il collezionismo barocco generò una fortissima richiesta di repliche dei grandi maestri del Rinascimento veneziano; l'anonimo copista dimostra una solida perizia tecnica nell'orchestrare la scena, interpretando il tonalismo tizianesco attraverso la sensibilità e i moduli esecutivi propri del Seicento maturo.
La composizione si inserisce nel fortunato filone della pittura di soggetto musicale di area veneta, un genere che unisce la celebrazione del passatempo cortese a profonde stratificazioni filosofiche e morali. Al di là dell'apparente immediatezza dell'esecuzione, il dipinto racchiude un'intensa allegoria del tempo che scorre e delle diverse fasi della vita umana, simboleggiate dalle tre età dei protagonisti.
Il giovane cantore a sinistra (la Giovinezza), distratto, elegantemente vestito e con lo sguardo rivolto all'esterno, incarna l'approccio ancora superficiale o istintivo all'esistenza. Al capo opposto, il monaco domenicano sulla destra (la Vecchiaia o la Maturità avanzata), calvo e dal profilo severo, stringe il manico di una viola da gamba e rappresenta la saggezza dell'esperienza conquistata. Al centro, il suonatore di spinetta (l'Età Adulta) funge da vero perno drammatico e spirituale dell'intera composizione: la sua complessa torsione fisica esprime la tensione della scelta, l'attimo fuggente e la piena consapevolezza del momento presente. La musica diventa così l'archetipo dell'armonia delle anime e della concordia (cum-certare, ovvero dialogare gareggiando), dove l'atto di suonare e mettere in sintonia gli strumenti rimanda alla necessità morale di accordare le diverse passioni umane.
Il confronto diretto con l'epocale prototipo autografo di Palazzo Pitti permette di comprendere lo scarto qualitativo ed esecutivo che intercorre tra il tonalismo d'inizio Cinquecento e questa successiva riproposizione barocca.
Mentre l'originale tizianesco è costruito per morbide e finissime sovrapposizioni di velature — dove il colore crea la forma senza il bisogno di un contorno netto e la luce perfonde gli incarnati dall'interno — questa tela rivela una stesura nettamente più materica e passaggi chiaroscurali più netti. L'autore seicentesco compie una vera e propria traduzione stilistica che risente del gusto del suo tempo: assecondando una sensibilità barocca per i contrasti luminosi accentuati, egli indurisce parzialmente la transizione tra le figure e lo sfondo scuro.
Questa tendenza alla normalizzazione grafica emerge con chiarezza nei dettagli anatomici e nei panneggi. Nel volto del suonatore centrale, i tratti intensi e quasi scavati da cui Tiziano estrae una straordinaria e malinconica vibrazione psicologica appaiono in questa versione leggermente più marcati e grafici, perdendo una frazione della sottigliezza poetica originaria. Analogamente, la resa dei tessuti mostra una semplificazione dei volumi: laddove Tiziano risolveva la camicia bianca del frate e il piumaggio del cappello del giovane con un tocco libero, soffice e virtuosistico, il follower seicentesco stende il colore con campiture più decise, traducendo le morbide pieghe cinquecentesche in geometrie più rigide e definite.
Infine, anche la percezione dello spazio risente del passaggio d'epoca. Il fondo del prototipo fiorentino, concepito come un'atmosfera densa e vibrante di matrice ancora giorgionesca, si presenta in questa tela più piatto e uniformemente cupo. Tale appiattimento spaziale, tuttavia, non è da imputare esclusivamente alla mano del copista, ma è fortemente accentuato dalle alterazioni subite dalla pellicola pittorica a causa delle successive vicende conservative.
FACILY REPORT
Analizzando visivamente i dettagli fisici del dipinto, è possibile formulare una valutazione complessiva sulle condizioni della tela:
Metodologia d'indagine: Esame visivo a luce naturale, luce radente (per la morfologia della superficie) ed esame preliminare alla lampada di Wood (fluorescenza UV).
1. SUPPORTO TESSILE (TELA)
• Struttura originaria: La tela seicentesca di supporto presenta una trama mediamente fitta ma indebolita a causa dei naturali processi di invecchiamento e termo-igrometrici.
• Foderatura/Rintelo: L'opera ha subito una foderatura nel corso del XIX secolo. La tela di rifodero sul retro, visibile all'esame diretto, si presenta di colore beige chiaro con diffuse e storicizzate gore di umidità e macchie da migrazione dell'adesivo (verosimilmente colla-pasta). Strutturalmente appare stabile ma ha perso parzialmente elasticità, provocando una leggera tensione asimmetrica agli angoli.
• Criticità strutturali: A causa della forte pressione subita durante la stiratura ottocentesca, la struttura della tela originale risulta leggermente "schiacciata". Si notano lievi deformazioni ondulate localizzate lungo il bordo inferiore, causate verosimilmente da passate esposizioni a tassi di umidità relativa incongrui.
2. STRATI PREPARATORI E PELLICOLA PITTORICA
• Adesione: L'adesione della pellicola pittorica al supporto e alla preparazione è globalmente discreta grazie all'azione consolidante del vecchio rintelo. Tuttavia, si riscontrano micro-sollevamenti localizzati "a tenda" in corrispondenza delle aree a maggiore spessore materico.
• Crettatura (Craquelure): È presente una craquelure di invecchiamento diffuso e omogeneo, fisiologico per una tela del XVII secolo. Si riscontrano però alcune fratture più marcate e precoci nelle zone d'ombra dello sfondo e sul panneggio scuro del suonatore centrale, in parte stabilizzate dai vecchi restauri ma monitorabili.
• Lacune e abrasioni: Si evidenziano diffuse micro-abrasioni superficiali da sfregamento storico, in particolare lungo il perimetro di battuta della cornice. Le velature originali più sottili, specialmente nei passaggi chiaroscurali degli incarnati e nelle sfumature della camicia bianca del frate, appaino parzialmente impoverite a causa di puliture storiche troppo aggressive (XIX secolo).
3. STRATO SUPERFICIALE E RESTAURI STORICI (PATINA E VERNICE)
• Vernice protettiva: Lo strato di vernice superficiale (parzialmente sintetico, applicato nel XX secolo) si presenta notevolmente ingiallito, alterato e opacizzato dai depositi atmosferici. Questo altera drasticamente la corretta lettura cromatica dell'opera, spegnendo la naturale brillantezza dei toni caldi.
• Ridipinture e Integrazioni: L'esame alla luce ultravioletta (UV) evidenzia una complessa stratificazione di restauri:
• Ampie zone di ridipintura a macchia sui fondi scuri, finalizzate a uniformare le lacune del fondo originale.
• Ritocchi puntiformi oramai virati (mutati di colore nel tempo) localizzati sul volto del suonatore centrale e sulla fronte del frate domenicano. Tali interventi si presentano oggi come antiestetiche chiazze scure o disomogenee rispetto alla materia pittorica originale.
4. ELEMENTI ACCESSORI (CORNICE E TELAIO)
• Telaio: Telaio ligneo di sostituzione (XVIII-XIX secolo) a incastro aperto, provvisto di sistema di espansione angolare tramite cunei mobili (biette) inseriti internamente negli angoli. La tensione della tela risulta pertanto modificabile manualmente per correggere eventuali allentamenti del supporto.
• Cornice: La cornice a cassetta modanata (XIX-XX secolo) in legno laccato nero è strutturalmente solida. Il dipinto è ancorato ad essa tramite staffe metalliche avvitate. La cornice mostra piccole sbeccature e lacune della laccatura nera in corrispondenza degli spigoli vivi esterni e abrasioni superficiali della doratura interna da contatto. Si rileva accumulo di polvere coerente nei sottosquadri delle modanature.
5. SINTESI E DIAGNOSI CONSERVATIVA
Lo stato di conservazione complessivo è valutato come mediocre. Sebbene il dipinto non presenti un pericolo immediato di caduta di colore o crolli strutturali del supporto, la sua leggibilità è gravemente inficiata dall'ossidazione delle vernici e dall'alterazione cromatica dei vecchi restauri estetici.
PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI:
1. Immediato: Spolveratura superficiale controllata della cornice e del retro della tela con pennelli a setole morbide. Si sconsiglia di intervenire autonomamente sui cunei del telaio per non generare tensioni anomale sulla pellicola pittorica già fragile.
2. In vista di mostre/movimentazioni: L'opera può viaggiare solo all'interno di una cassa climatica che ne azzeri le vibrazioni, data la fragilità della pellicola pittorica e la presenza di crettature profonde.
3. Prospettiva futura: Si consiglia vivamente l'inserimento del dipinto in un programma di restauro conservativo ed estetico (pulitura selettiva per la rimozione delle vernici ingiallite e dei ritocchi virati, previo test di solubilità).
L’opera è impreziosita da una cornice a cassetta modanata, un modello d'ispirazione rinascimentale ma di manifattura successiva (XIX - inizio XX secolo), concepita in stile storicista per valorizzare i dipinti di alta epoca veneta (dimensione della cornice 122 x 137 x 6 ca., presenza difetti). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine."
Provenienza: Coll. privata
Pubblicazione:
I Miti e il Territorio nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, 2026 (Pdf).
L’opera verrà spedito – in quanto di media dimensione – con cassa di legno e polistirolo. Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.
