Mario Ceroli (1938) - Profili di donna






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Mario Ceroli(1938)
"Profili di donna"\nlitografia ecarta intagliata e incollata 79/90 esemplari\n100x70 cm\ncornice coeva 75x103x8cm\n\nMario Ceroli nasce a Castel Frentano (Chieti) il 17 maggio 1938.\n\nSi trasferisce a Roma all’età di dieci anni dove si iscrive all’Istituto d’arte, per errore o serendipità:\n\n “Mio padre e mia madre volevano fare di me un impiegato dello Stato (…) mi hanno iscritto alla Scuola Galileo Galilei che comprende tre sezioni: l’Istituto Tecnico, l’Istituto Tecnico Industriale e l’Istituto d’Arte. Mia madre una mattina mi ci ha portato. Aveva paura a prendere l’ascensore e siamo saliti a piedi. Al primo piano c’era l’Istituto d’Arte, la mamma era stanca, si è fermata e mi ha iscritto a quell’Istituto.“
— Mario Ceroli\n\nIl lavoro di Ceroli è scultura, pittura, disegno, creazione di oggetti, ambienti e scenografie. Ceroli è un artista poliedrico, mercuriale, versatile. Complesso si direbbe, come ogni artista, si, ma con quella straordinaria capacità di mescolare ogni arte. Difficile separare una scultura dall’aspetto pittorico, gli arredi dalla scultura e dalle immagini.\n\nUna biografia a parte meriterebbe di essere scritta per l’attività di Mario Ceroli con il teatro: anche qui scultura e scenografia si fondono insieme per dare vita a palcoscenici maestosi.\n\nLa sua scultura è costruzione piuttosto che plasmazione, le forme sono concetti tangibili e mai astrazioni, si tratta quasi sempre di idee semplici, oggettuali, concrete. Nell’uso del bronzo, l’idea che ne risulta è di una serie di stratificazioni, di piani consequenziali, che non danno all’opera quel carattere di uniformità plastica, pur nell’ambito di un’opera armonica e sintonica.\n\nSempre all’Istituto d’Arte lavora sotto la guida di Leoncillo Leonardi, Pericle Fazzini e Ettore Colla, dove sperimenta l’uso della ceramica. Tiene una prima mostra di ceramiche nel 1958:\n\n “Questa cosa che io sono uno scultore del legno non è affatto vera, perché ho fatto diverse esperienze con i materiali: ho usato il legno, ho fatto ceramiche, ho usato il marmo, ho realizzato cose con il ghiaccio, con l’acqua, ho fatto cose di carta, cose di stoffa”\n — Mario Ceroli\n\nGli anni duemila vedono Ceroli impegnato in una continua commistione di elementi naturali, legno e cenere, legno, cenere e lamine d’oro.\n\nSono del 2007 opere come La nuda verità, Guerriero Frentano: figure umane intagliate nel legno e cosparse di cenere, a simboleggiare l’essere umano che si fonde con la natura. Il 2007 è anche l’anno che vede che la realizzazione della maestosa opera Paolo e Francesca, con la ricomparsa del tema della scala: figure umane si stagliano su una scala, ai piedi cumuli di colore variopinto.\n\nOggi Mario Ceroli vive a Roma con la sua famiglia.
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Mario Ceroli(1938)
"Profili di donna"\nlitografia ecarta intagliata e incollata 79/90 esemplari\n100x70 cm\ncornice coeva 75x103x8cm\n\nMario Ceroli nasce a Castel Frentano (Chieti) il 17 maggio 1938.\n\nSi trasferisce a Roma all’età di dieci anni dove si iscrive all’Istituto d’arte, per errore o serendipità:\n\n “Mio padre e mia madre volevano fare di me un impiegato dello Stato (…) mi hanno iscritto alla Scuola Galileo Galilei che comprende tre sezioni: l’Istituto Tecnico, l’Istituto Tecnico Industriale e l’Istituto d’Arte. Mia madre una mattina mi ci ha portato. Aveva paura a prendere l’ascensore e siamo saliti a piedi. Al primo piano c’era l’Istituto d’Arte, la mamma era stanca, si è fermata e mi ha iscritto a quell’Istituto.“
— Mario Ceroli\n\nIl lavoro di Ceroli è scultura, pittura, disegno, creazione di oggetti, ambienti e scenografie. Ceroli è un artista poliedrico, mercuriale, versatile. Complesso si direbbe, come ogni artista, si, ma con quella straordinaria capacità di mescolare ogni arte. Difficile separare una scultura dall’aspetto pittorico, gli arredi dalla scultura e dalle immagini.\n\nUna biografia a parte meriterebbe di essere scritta per l’attività di Mario Ceroli con il teatro: anche qui scultura e scenografia si fondono insieme per dare vita a palcoscenici maestosi.\n\nLa sua scultura è costruzione piuttosto che plasmazione, le forme sono concetti tangibili e mai astrazioni, si tratta quasi sempre di idee semplici, oggettuali, concrete. Nell’uso del bronzo, l’idea che ne risulta è di una serie di stratificazioni, di piani consequenziali, che non danno all’opera quel carattere di uniformità plastica, pur nell’ambito di un’opera armonica e sintonica.\n\nSempre all’Istituto d’Arte lavora sotto la guida di Leoncillo Leonardi, Pericle Fazzini e Ettore Colla, dove sperimenta l’uso della ceramica. Tiene una prima mostra di ceramiche nel 1958:\n\n “Questa cosa che io sono uno scultore del legno non è affatto vera, perché ho fatto diverse esperienze con i materiali: ho usato il legno, ho fatto ceramiche, ho usato il marmo, ho realizzato cose con il ghiaccio, con l’acqua, ho fatto cose di carta, cose di stoffa”\n — Mario Ceroli\n\nGli anni duemila vedono Ceroli impegnato in una continua commistione di elementi naturali, legno e cenere, legno, cenere e lamine d’oro.\n\nSono del 2007 opere come La nuda verità, Guerriero Frentano: figure umane intagliate nel legno e cosparse di cenere, a simboleggiare l’essere umano che si fonde con la natura. Il 2007 è anche l’anno che vede che la realizzazione della maestosa opera Paolo e Francesca, con la ricomparsa del tema della scala: figure umane si stagliano su una scala, ai piedi cumuli di colore variopinto.\n\nOggi Mario Ceroli vive a Roma con la sua famiglia.
